Papa Leone in Guinea Equatoriale: "Sempre più conflitti ignorando diritto internazionale"
MondoUltima tappa del viaggio in Africa del Pontefice. Arrivato a Malabo, Prevost è stato accolto dal presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo e in seguito ha tenuto un discorso davanti alle autorità del Paese. Poi l'incontro con il mondo della cultura e la visita all’ospedale psichiatrico Jean Pierre Olie. Il Papa si tratterrà nel Paese fino al 23 aprile, quando farà ritorno in Vaticano
Ultima tappa del viaggio di Papa Leone XIV in Africa: oggi il Pontefice è arrivato in Guinea Equatoriale, dopo essere stato in Algeria, Camerun e Angola. Giunto a Malabo, Prevost ha effettuato una visita di cortesia al presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, che l'ha accolto in aeroporto, e ha pronunciato un discorso davanti alle autorità del Paese nel palazzo presidenziale. Poi, nel pomeriggio, l'incontro con il mondo della cultura in un campus universitario intitolato proprio al Santo Padre, "León XIV", all’Università Nazionale. "La verità non si fabbrica, non si manipola né si possiede come un trofeo, ma si accoglie, si cerca con umiltà e si serve con responsabilità", ha detto Leone. Dopo gli appuntamenti istituzionali, il Pontefice ha visitato l’ospedale psichiatrico Jean Pierre Olie. In serata, poi, l’incontro con i vescovi guineani.
"Raccogliamo eredità di Francesco promuovendo la fratellanza"
"Nel primo anniversario della nascita al cielo del nostro caro Papa Francesco, le sue parole e i suoi gesti rimangono impressi nei nostri cuori. Raccogliamo la sua eredità proclamando sempre la gioia del Vangelo, annunciando la misericordia di Dio e promuovendo la fratellanza tra tutti gli uomini e le donne del mondo", ha scritto Leone XIV su X ricordando il predecessore a un anno dalla scomparsa. Il Papa, nel volo da Luanda a Malabo, ha parlato con i giornalisti ricordando Bergoglio, ad un anno dalla sua morte. "Papa Francesco ha donato tanto alla Chiesa con la sua vita, la sua testimonianza, la sua parola e i suoi gesti". Ha vissuto "veramente la vicinanza ai più poveri, ai più piccoli, ai malati, ai bambini, agli anziani". Poi Leone ha citato l'impegno di Bergoglio per "la fratellanza universale, cercando di promuovere un autentico rispetto per tutti gli uomini, tutte le donne, promuovendo questo spirito di fraternità, di essere fratelli e sorelle". Prevost ha ricordato anche i messaggi sulla misericordia, a partire dai primi Angelus del 2013 fino al Giubileo straordinario, tra l'altro aperto proprio in Africa, a Bangui in Repubblica Centrafricana. "Preghiamo che lui già stia godendo della misericordia del Signore e ringraziamo il Signore per il gran dono della vita di Francesco a tutta la Chiesa e a tutto il mondo".
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"Chiesa e Stato possono lavorare insieme per il bene comune"
La Chiesa e lo Stato possono lavorare "insieme" per "il bene di tutto il popolo", ha osservato ancora il Papa rispondendo, nel volo da Luanda a Malabo, a una domanda di una giornalista dell'Angola, aggiungendo di avere conversato con le autorità del Paese in particolare per i servizi riguardanti l'educazione e la sanità. "La Chiesa ha la responsabilità con la testimonianza con la parola e anche con una predicazione, un annuncio coraggioso della parola di Dio" per "riconoscere i diritti di tutti e aiutare in questo senso di promuovere i diritti universali". Poi, rispondendo a un'altra domanda, ha detto: "Non è deciso quando ci sarà la creazione di nuovi cardinali", "bisogna vedere un po' la questione a livello globale. Speriamo che per l'Africa, e anche magari per l'Angola, nel futuro non dico prossimo o più lontano, però si potrà considerare la nomina della creazione di un nuovo cardinale".
"Una gioia vedere luoghi dove la Chiesa cresce come in Africa"
"È sempre una gioia vedere i luoghi nel mondo dove la Chiesa sta crescendo e sappiamo tutti che ci sono altri luoghi del mondo dove succede il contrario", ha detto ancora il Papa parlando con i giornalisti della Chiesa in Africa. "Quindi c'è qui una chiamata all'evangelizzazione continuare a annunciare il Vangelo e cercare di invitare altri non nel proselitismo, come diceva tante volte Papa Francesco, ma per la bellezza. L'attrazione della gioia dei credenti è uno dei migliori annunci della fede del Vangelo".
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"Dico no a un'economia che uccide"
A Malabo il Papa, dopo la visita di cortesia al presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, ha tenuto un discorso alle autorità della Guinea Equatoriale, ricordando Bergoglio scomparso un anno fa: "Faccio mio l'appello di Papa Francesco, che proprio un anno fa lasciava questo mondo: 'Oggi dobbiamo dire no a un'economia dell'esclusione e della inequità. Questa economia uccide'".
"Sempre più conflitti ignorando il diritto internazionale"
"La rapidissima evoluzione tecnologica cui stiamo assistendo ha accelerato una speculazione connessa al bisogno di materie prime, che sembra far dimenticare esigenze fondamentali come la salvaguardia del creato, i diritti delle comunità locali, la dignità del lavoro, la tutela della salute pubblica", ha detto ancora il Papa alle autorità della Guinea Equatoriale, sottolineando che oggi "la proliferazione dei conflitti armati ha tra i suoi principali moventi la colonizzazione di giacimenti petroliferi e minerari, senza riguardo al diritto internazionale e all'autodeterminazione dei popoli".
"Mondo ferito dalla prepotenza, andiamo controcorrente"
Il Pontefice ha poi chiesto alla Guinea Equatoriale di lavorare, insieme alla Chiesa, "per la formazione di coscienze libere e responsabili, con cui andare insieme verso il futuro. In un mondo ferito dalla prepotenza, i popoli hanno fame e sete di giustizia. Bisogna stimare - ha aggiunto Papa Leone XIV - chi crede nella pace e osare politiche controcorrente, con al centro il bene comune. Urge il coraggio di visioni nuove e di un patto educativo che dia ai giovani spazio e fiducia".
"Il nome di Dio non sia profanato per giustificare la morte"
Le nuove tecnologie oggi "appaiono concepite e utilizzate primariamente a scopi bellici e in cornici di significato che non lasciano intendere una crescita di opportunità per tutti. Al contrario, senza un cambio di passo nell'assunzione di responsabilità politica e senza rispetto delle istituzioni e degli accordi internazionali, il destino dell'umanità rischia di venire tragicamente compromesso", ha osservato il Papa sempre nel discorso alle autorità della Guinea Equatoriale, aggiungendo: "Dio non vuole questo. Il suo Nome santo non può essere profanato dalla volontà di dominio, dalla prepotenza e dalla discriminazione: soprattutto, mai dev'essere invocato per giustificare scelte e azioni di morte".
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“La verità non si fabbrica né si manipola”
Nel pomeriggio, il Papa si è spostato nel campus universitario che gli è stato dedicato. "La verità non si fabbrica, non si manipola né si possiede come un trofeo, ma si accoglie, si cerca con umiltà e si serve con responsabilità", ha detto parlando al mondo della cultura della Guinea Equatoriale. "Per questo, da una prospettiva cristiana, Cristo non appare come una via d'uscita fideistica di fronte alla fatica intellettuale, come se la fede iniziasse dove la ragione si ferma. Al contrario: in Lui si manifesta la profonda armonia tra verità, ragione e libertà", ha aggiunto il Pontefice. Per Leone XIV "il problema non sta, dunque, nella conoscenza, ma nella sua deviazione verso un'intelligenza che non cerca più di corrispondere alla realtà, ma di piegarla alle proprie misure, giudicandola secondo la convenienza di chi pretende di conoscere. Lì la conoscenza cessa di essere apertura e diventa possesso; cessa di essere cammino verso la saggezza e si trasforma in orgogliosa affermazione di autosufficienza, aprendo la strada a smarrimenti che possono arrivare a diventare disumani".
“Dio ci ama come siamo”
Più tardi, il Pontefice ha visitato l’ospedale psichiatrico di Malabo. “Dio ci ama come siamo. Solo Dio, in realtà, ci ama veramente così come siamo. Ma non perché rimaniamo come siamo! No, Dio non ci vuole sempre malati, ci vuole guarire!", ha detto il Papa. E ha aggiunto: "Gesù è venuto ad amarci come siamo ma non per lasciarci così, per prendersi cura di noi! E un ospedale, specialmente se ha un'ispirazione cristiana, è proprio questo: un luogo dove la persona è accolta così com'è, rispettata nella sua fragilità, ma per aiutarla a stare meglio, in una visione integrale".
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Il programma in Guinea Equatoriale
La giornata più impegnativa del tour africano di Papa Leone sarà probabilmente quella di mercoledì 22 aprile, con due viaggi. Alle 8.10 da Malabo Leone si sposterà a Mongomo dove celebrerà la Messa nella Basilica dell’Immacolata Concezione. Alle 12.30 visiterà la “Escuela Tecnologica Papa Francesco”, progetto intitolato al Pontefice argentino. Alle 15.10 Leone XIV sarà di nuovo a bordo dell’aero per dirigersi a Bata, capitale politica della nazione. Tre i momenti che vivrà lì Leone, tutti di forte impatto: la visita alla prigione, poi il momento di preghiera al Monumento commemorativo delle vittime dell’esplosione di un’armeria, il 7 marzo 2021, che causò 20 morti e circa 500 feriti; infine l’incontro allo Stadio con giovani e famiglie a cui rivolgerà un discorso. Terminato il programma, il Papa alle 19.40 partirà da Bata e farà ritorno a Malabo. E Malabo sarà anche lo scenario dell’atto conclusivo del viaggio papale in Africa. La Messa allo Stadio la mattina del 23 aprile, alle 10, sarà infatti l’ultimo appuntamento del Pontefice che, alle 12.45, si congederà dal Paese e salirà sull’aereo che lo condurrà a Roma. L’arrivo è previsto alle 19.55.