Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran-Usa, oggi a Parigi il vertice dei "Volenterosi di Hormuz"

Mondo
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Un piano di sminamento pronto da mettere in campo, soprattutto se la tregua tra Iran e Stati Uniti sarà prolungata. La cosiddetta coalizione dei "Volenterosi di Hormuz", formata da oltre 40 Paesi, torna a riunirsi oggi, 17 aprile, e questa volta sembra davvero vicina al passare all'azione. La linea senza se e senza ma dell'Europa è quella secondo cui lo Stretto di Hormuz deve riaprire alla libera navigazione, ma in campo c’è anche il blocco navale decretato lunedì dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "L'Ue continuerà a respingere qualsiasi accordo che preveda di limitare il passaggio libero e sicuro nello Stretto", ha ribadito l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, al Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

Quello che devi sapere

L’obiettivo del summit

Il vertice dei leader convocato a Parigi dal presidente francese Emmanuel Macron e dal primo ministro britannico Keir Starmer - summit al quale la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dovrebbe partecipare in presenza - è stato preceduto nei giorni scorsi da un incontro tra gli addetti militari per fare il punto sulla situazione nello Stretto di Hormuz. L'obiettivo è comunque il ritorno alla libertà di navigazione.

 

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La posizione di Teheran

Ma la partita resta in salita per due ordini di motivi: il ruolo degli Stati Uniti, che finora sono rimasti fuori dalla coalizione, e l'atteggiamento di Teheran, che per la prima volta si è mossa con netta contrarietà rispetto al piano dei Volenterosi. "Qualsiasi mossa o interferenza a Hormuz non farebbe altro che complicare la situazione", ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, rimarcando: "La sicurezza dello Stretto è garantita da decenni e, con l'aiuto degli Stati regionali, l'Iran è in grado di assicurare la navigabilità della via, a condizione che cessino le interferenze e l'attuale guerra".

 

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La minaccia di "chiudere" il Mar Rosso e il pedaggio per le navi

Per Teheran, insomma, è necessario innanzitutto tornare alla situazione pre-guerra, quando, nonostante le tensioni, il passaggio delle navi non subiva alcun blocco. Ma l'Occidente - e non solo gli Stati Uniti - non si fida dell'Iran. Teheran, per rispondere al blocco navale americano, ha già minacciato di voler "chiudere" il Mar Rosso, presumibilmente con l'aiuto degli Houthi. Mentre nei giorni scorsi i Pasdaran hanno avanzato - e parzialmente attuato - la proposta del pedaggio per la navi che passano attraverso lo Stretto. Proposta che gli europei, oltre a considerare iniqua, ritengono totalmente contraria al diritto internazionale.    

L’ipotesi di una missione di sminamento

Su tutto questo a Parigi i leader della coalizione - in gran parte collegati da remoto - faranno oggi il punto. Ma, sul tavolo, ci sono già le prime ipotesi di intervento per sminare lo Stretto. È stato questo infatti il cuore del vertice militare che si è tenuto nei giorni scorsi sempre a Parigi e al quale ha partecipato anche lo staff della Marina italiana. Al momento, è stato spiegato, non c'è nulla di stabilito e un'eventuale missione di sminamento potrebbe partire solo dopo la cessazione delle ostilità tra Iran e Stati Uniti e dopo averne verificato le condizioni per un intervento.

 

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Macron: "Serve una soluzione solida attraverso vie diplomatiche"

La missione della forza multinazionale dei Volenterosi, ha spiegato il presidente francese Emmanuel Macron, sarà "strettamente difensiva e distinta dai belligeranti" e "punterà a un dispiegamento appena la situazione lo consentirà". "Non deve essere risparmiato alcuno sforzo per giungere rapidamente a una soluzione solida e duratura del conflitto in Medio Oriente attraverso le vie diplomatiche", ha aggiunto il capo dell’Eliseo.

Starmer sempre più lontano da Trump

L'obiettivo dell'iniziativa resta quello di "assicurare la libertà di navigazione una volta finito il conflitto", ha detto anche il premier britannico Keir Starmer nei giorni scorsi alla Camera dei Comuni, non senza ribadire il no a ogni coinvolgimento nelle ostilità: "Questo è il momento di mostrare una leadership chiara e calma, e - a dispetto delle difficoltà - la Gran Bretagna è pronta a fare la sua parte". Parole interpretate dai media britannici come una più netta presa di distanza dal presidente americano Trump su questo dossier, che è al centro di tensioni fra Washington e Londra). Tanto più dopo che il premier ha escluso esplicitamente qualunque partecipazione del Regno Unito al "blocco navale" proclamato dal numero uno della Casa Bianca.

 

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