Epstein files, nuove rivelazioni su Mandelson: opposizioni chiedono dimissioni Starmer

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L’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti è stato travolto dallo scandalo per i suoi contatti con Jeffrey Epstein. Ora nella bufera è finito anche sir Olly Robbins, il più alto funzionario del ministero degli Esteri britannico, che non avrebbe informato il ministro del fatto che Mandelson non aveva superato le verifiche di sicurezza per il ruolo di ambasciatore

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Lo scandalo Epstein continua a tirare nella bufera nomi importanti della politica britannica. Dopo l’arresto (e la successiva scarcerazione) di Peter Mandelson con l’accusa di aver condiviso con Epstein informazioni riservate, e dopo la fotografia che ritrae l'ex ambasciatore britannico negli Usa, in accappatoio, con l’ex principe Andrea e insieme all'imprenditore pedofilo americano, nuovi dettagli si abbattono sul governo di Londra. Ora, ad essere entrato nell’occhio del ciclone, è Sir Olly Robbins, il più alto funzionario del ministero degli Esteri britannico. Robbins potrebbe presto dimettersi dal suo incarico dopo la notizia, diffusa dalla BBC, secondo cui il suo dipartimento non avrebbe informato il ministro del fatto che Mandelson non avesse superato le verifiche di sicurezza per il ruolo di ambasciatore negli Stati Uniti. 

Ignorato il parere dell’agenzia di controllo su Mandelson

Secondo l’emittente britannica, il premier Keir Starmer e il ministro degli Esteri Yvette Cooper hanno perso fiducia in Sir Olly Robbins, che di fatto è già stato rimosso dall'incarico. La notizia giunge dopo che il governo ha confermato che il ministero degli Esteri ha ignorato il parere dell'agenzia di controllo e ha permesso a Lord Mandelson di assumere l'incarico negli Stati Uniti, dove è entrato in contatto con Jeffrey Epstein. Un portavoce ha dichiarato che né Sir Keir né alcun ministro erano a conoscenza del fatto che Lord Mandelson non avesse superato le verifiche di sicurezza, fino all'inizio di questa settimana. Lord Mandelson era stato nominato ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti nel dicembre 2024 e aveva assunto formalmente l'incarico il 10 febbraio 2025. Solo sette mesi dopo, è stato rimosso dall'incarico a causa dei suoi legami con il defunto pedofilo.

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Opposizioni chiedono dimissioni Starmer

I partiti d'opposizione nel Regno Unito hanno definito come "capro espiatorio" il siluramento di sir Olly Robbins. La richiesta già avanzata ieri dalla leader dei Conservatori, Kemi Badenoch, alla quale si erano affiancate le altre formazioni politiche, è di dimissioni del primo ministro per aver "fuorviato" il Parlamento su questa vicenda, quindi per aver mentito affermando più volte che la nomina di Mandelson aveva seguito "il pieno rispetto delle procedure". Viene respinta con forza la giustificazione avanzata da Downing Street secondo cui né sir Keir né alcun ministro erano a conoscenza del fatto che Mandelson non avesse superato le verifiche di sicurezza. Starmer, già in grave crisi di consensi, si trova in una posizione sempre più indifendibile e la sua leadership sta traballando come mai prima. Il premier lunedì 20 aprile dovrà presentarsi alla Camera dei Comuni per correggere quanto aveva detto con un'apposita dichiarazione.

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Governo: "Starmer non si dimetterà"

La risposta del premier alle pressioni dell’opposizione è arrivata dal ministro Darren Jones, braccio destro del premier laburista e coordinatore del suo Ufficio di Gabinetto. "Keir Starmer non si dimetterà per il caso Mandelson", ha dichiarato alla BBC. Jones ha respinto le accuse dei partiti di opposizione e ha ribadito la linea di difesa del governo definendo come "sbalorditivo" il fatto che il ministero degli Esteri abbia ignorato a suo tempo la raccomandazione contraria al rilascio del nulla osta di sicurezza a Mandelson. Stando a Jones, l'UK Security Vetting conduce le proprie indagini e formula una raccomandazione al ministero competente, che può respingerla: questa è la procedura consentita, ha sottolineato.

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