Hillary Clinton, nella sua dichiarazione iniziale nella testimonianza alla Commissione di vigilanza, afferma: "Come qualsiasi persona normale, sono inorridita dai suoi crimini". E aggiunge: "La Commissione dovrebbe indagare su Trump non su di me". Intanto il presidente del forum di Davos, Borge Brende, ha annunciato le sue dimissioni dopo le rivelazioni del Dipartimento di Giustizia degli Usa, secondo cui il norvegese aveva comunicato con il finanziere con e-mail e sms
"Non ho mai incontrato Epstein e non avevo idea dei suoi crimini". Questa la dichiarazione iniziale di Hillary Clinton nella sua testimonianza alla Commissione di vigilanza a New York. "Non sono mai salita sul suo aereo, né ho mai messo piede nella sua casa", ha aggiunto. "Come qualsiasi persona normale, sono inorridita dai suoi crimini", ha poi sottolineato. Intanto, il presidente e ceo del World Economic Forum, Borge Brende, ha annunciato le sue dimissioni, poche settimane dopo che il forum ha avviato un'indagine indipendente sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein. Brende, diventato presidente del Wef nel 2017, ha annunciato la sua decisione in una dichiarazione a seguito delle rivelazioni del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, secondo cui il norvegese era stato a tre cene di lavoro con Epstein e aveva comunicato con il finanziere tramite e-mail e sms. Inoltre, le vicende legate allo scandalo hanno costretto Bill Gates a chiedere pubblicamente scusa e l'ex segretario al Tesoro Usa, Larry Summers, a lasciare la sua cattedra ad Harvard. Ma tornano le ombre anche su Donald Trump: secondo il New York Times il dipartimento di Giustizia ha censurato alcuni file nei quali una donna accusava il tycoon di aggressione sessuale quando lei era minorenne.
La testimonianza di Hillary Clinton
La prima deposizione che riguarda i Clinton è quella di Hillary, a Chappaqua, nella residenza privata sua e del marito Bill, nella contea di Westchester, a Nord di New York. Venerdì sarà poi la volta dell'ex presidente. "Una Commissione che ambisce alla trasparenza dovrebbe andare a fondo della vicenda dei file spariti dal sito del dipartimento di Giustizia in cui una vittima accusa Donald Trump di crimini disgustosi", ha detto Hillary nella sua dichiarazione iniziale alla Commissione di vigilanza. "Se questa Commissione è seriamente intenzionata a scoprire la verità sui crimini di traffico di esseri umani di Epstein, non si affiderà ai media per ottenere risposte dal nostro attuale Presidente sul suo coinvolgimento; gli chiederà direttamente, sotto giuramento, informazioni sulle decine di migliaia di volte in cui compare nei fascicoli di Epstein", ha aggiunto.
La posizione dei Clinton
Il deputato repubblicano James Comer, presidente della Commissione per la Vigilanza e la Riforma del governo, aveva già annunciato all'inizio del mese che le deposizioni dei Clinton, videoregistrate, sarebbero avvenute a porte chiuse e in seguito trascritte e pubblicate. Il filmato dovrebbe essere diffuso in base a un accordo che rimanda a quanto accaduto con le testimonianze di Bill Clinton del 1998, quando l'allora presidente dovette rispondere alla giuria su varie accuse di abusi sessuali. Testimonianze poi rese pubbliche il mese successivo. L'ex presidente e la moglie hanno sempre negato di aver compiuto illeciti nell'ambito del caso Epstein. Bill Clinton però, tra le altre cose, dovrà rispondere del fatto di aver volato diverse volte sull'aereo privato dell'ex finanziere. Le foto contenute nei fascicoli pubblicati di recente hanno mostrato, inoltre, l'ex presidente in pose potenzialmente compromettenti, in particolare una in cui si trova in una vasca idromassaggio con lo stesso Epstein e una donna. Hillary, da parte sua, ha affermato di non aver mai incontrato Epstein, ma ha ammesso di aver visto la sua compagna e complice, Ghislaine Maxwell, ora in carcere. L'ex segretaria di Stato dovrà quindi dimostrare di non aver in alcun modo messo a rischio la sicurezza nazionale.
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I democratici a Bondi: "Chiarisca se ci sono indagini su Trump"
Intanto, secondo quanto riporta il New York Times, da alcuni memo interni dell'Fbi emergono colloqui del 2019 con una donna che si era fatta avanti dopo l'arresto del finanziere per denunciare sia lui che Trump. Quattro persone sono state interrogate sulla questione, tuttavia nei documenti pubblicati dal dipartimento di Giustizia c'è il riassunto di un solo colloquio nel quale viene accusato solamente Epstein. I democratici hanno chiesto alla ministra della Giustizia Pam Bondi se Trump sia sotto indagine dell'Fbi, dato che - a loro parere - la mancanza di una cinquantina di pagine legate al presidente nei file pubblicati potrebbe nascondere un'inchiesta in corso. "Se il Dipartimento di Giustizia sta indagando sulle accuse a Trump da parte di una vittima di Epstein, il Congresso e gli americani hanno il diritto di saperlo", ha messo in evidenza il deputato liberal Robert Garcia.
Gates e Summers
E Bill Gates, travolto anch'egli dallo scandalo, si è scusato con lo staff della sua fondazione per la sua frequentazione con Epstein, ammettendo di aver commesso "un errore enorme". "Non ho fatto nulla di illecito - si è però difeso - e non ho visto nulla di illecito". Anzi "per essere chiari, non ho mai trascorso del tempo con le vittime, le donne che lo circondavano", ha aggiunto Gates, parlando nel corso di un incontro pubblico tenutosi martedì e la cui registrazione è stata esaminata dal Wall Street Journal. In una bozza di email, tra i documenti pubblicati, Epstein aveva scritto di relazioni extraconiugali di Gates, affermando che il legame con il fondatore di Microsoft andava dall'aiutare Bill "a procurarsi droga per affrontare le conseguenze del sesso con ragazze russe", al facilitare "i suoi incontri illeciti con donne sposate". Infine Larry Summers: le accuse nei suoi confronti finora non riguardano reati sessuali, ma il profondo legame personale e professionale con Jeffrey Epstein, mantenuto ancora per anni dopo la condanna del finanziere nel 2008.
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E sono "oltre 60" i voli privati sotto la lente della polizia nell'ambito di uno dei filoni d'indagine sui riflessi britannici dello scandalo Epstein. Lo scrive oggi il Times, confermando che l'inchiesta copre un arco di tempo compreso fra la metà degli anni '90 e il 2019, anno della morte in carcere a New York del faccendiere. Il sospetto è che i voli in questione - in parte organizzati a bordo del jet privato personale di Epstein, ribattezzato "Lolita Express" - siano serviti per alimentare il traffico di giovani donne, talora minorenni. Solo nel Regno Unito, o attraverso il Regno, sarebbero transitate negli anni una novantina di ragazze di varia nazionalità, stando a denunce suffragate fra gli altri di recente dall'ex premier britannico Gordon Brown, sullo sfondo delle nuove rivelazioni dei cosiddetti Epstein Files. Alcune di loro sono anche state ricevute presumibilmente da Andrea, figlio terzogenito della regina Elisabetta II e fratello minore dell'attuale re Carlo III, a Buckingham Palace.