Iran, Vance: "Prove che Teheran sta provando a ricostruire armi nucleari"

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Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni all'Iran. "Preferisco risolvere la questione con la diplomazia ma una cosa è certa: non permetterò mai all'Iran di avere l'arma nucleare" ha detto il presidente americano nel suo discorso sullo stato dell'Unione, affermando che l'Iran "ha già sviluppato missili che possono minacciare l'Europa e le nostre basi all'estero e stanno lavorando per costruire missili che presto raggiungeranno gli Stati Uniti d'America"

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Gli Stati Uniti annunciano nuove sanzioni all'Iran. Le nuove misure prendono di mira oltre 30 individui, entità e imbarcazioni che facilitano "la vendita illecita di petrolio iraniano", nonché la sua produzione di armi.

"Preferisco risolvere la questione con la diplomazia ma una cosa è certa: non permetterò mai all'Iran di avere l'arma nucleare" ha detto il presidente Donald Trump nel suo discorso sullo stato dell'Unione, affermando che l'Iran "ha già sviluppato missili che possono minacciare l'Europa e le nostre basi all'estero e stanno lavorando per costruire missili che presto raggiungeranno gli Stati Uniti d'America".

Il ministero degli Esteri iraniano ha respinto le affermazioni degli Stati Uniti sul suo programma missilistico definendole "grandi bugie", dopo che il presidente Donald Trump ha affermato che Teheran stava sviluppando missili in grado di colpire gli Stati Uniti.  "Qualunque cosa stiano affermando riguardo al programma nucleare iraniano, ai missili balistici iraniani e al numero di vittime durante i disordini di gennaio, è semplicemente la ripetizione di 'grandi bugie'", ha dichiarato il portavoce del Ministero Esmaeil Baqaei su X.

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Iran, a Ginevra negoziati sul nucleare tra Washington e Teheran. LIVE

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Shirin Neshat: "Difficile assistere da lontano a ciò che accade in Iran"

L'artista iraniana ha curato recentemente la regia di "Orfeo ed Euridice" al Teatro Regio di Parma. "È stata un'esperienza intensa", ha detto a Sky TG24 Insider, perché questo mito racconta la tragedia della perdita attraverso un amore fatale ed è da sempre fonte d'ispirazione per poeti, artisti, scrittori

Shirin Neshat: 'Difficile vedere da lontano ciò che accade in Iran'

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Il Portogallo non prenderà parte al Board of Peace di Trump

Il ministro degli Esteri portoghese, Paulo Rangel, ha annunciato che non parteciperà al Consiglio di Pace creato da Donald Trump. Il motivo è che non si limita a intervenire nella Striscia di Gaza. La posizione è stata ufficialmente espressa in un'intervista radiofonica da Rangel, secondo il quale l'organismo creato dal presidente americano "è uno strumento che non ha le condizioni per agire in questo conflitto o in altri" perché non si limita a Gaza e, quindi, non rispetta la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Fino a pochi giorni prima il governo portoghese aveva lasciato aperta la possibilità di prendere parte alle riunioni del Board of Peace in qualità di osservatore. 

Iran, la premio Nobel per la pace Narges Mohammadi condannata a 6 anni di carcere

Adare la notizia è stato l’avvocato dell’attivista per i diritti umani. Il reato contestato è di “associazione a delinquere e collusione per commettere reati”. La pena prevede anche un divieto di espatrio per 2 anni. Il legale ha aggiunto che Mohammadi ha ricevuto anche una condanna a un anno e mezzo per attività di propaganda, con obbligo di dimora per 2 anni nella città di Khosf. Nei giorni scorsi la Nobel per la pace 2023 ha iniziato uno sciopero della fame nella prigione iraniana dove è rinchiusa

Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere

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Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran

Da inizio gennaio, le cittadine e i cittadini non hanno accesso completo alla rete. Il regime lo concede solo a una piccola porzione di residenti per nascondere la violenza con cui ha represso le proteste. Le testimonianze della diaspora iraniana

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Trovata morta in Grecia Dana Eden, produttrice israeliana della serie tv Teheran

Aveva 52 anni ed è stata trovata senza vita da suo fratello nella camera d’albergo ad Atene dove alloggiava per lavoro dal 4 febbraio. Si indaga sulle cause del decesso

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Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran

Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una operazione militare?

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L’Iran e la possibile guerra con gli Usa, cosa si sa sui potenziali successori di Khamenei

La tensione tra Iran e Stati Uniti continua a essere altissima. Mentre continuano le trattative tra i funzionari di Teheran e Washington sul nucleare, sembra che si stia facendo strada il pessimismo sulle possibilità di arrivare a un accordo che possa evitare l’escalation militare. Nei giorni scorsi è aumentata la presenza militare statunitense, con due portaerei - e i relativi Carrier Strike Group - già dispiegate nell’area. In caso si arrivasse a una escalation militare, tra le opzioni sul tavolo di Donald Trump non c’è solo uno scontro bellico aperto con l’Iran ma anche eventuali attacchi mirati. E tra i bersagli in caso di decisioni drastiche potrebbe esserci anche la Guida suprema Ali Khamenei, così come suo figlio Mojtaba

Iran, cosa si sa sui possibili successori in caso di morte di Khamenei

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Iran, sms anonimo arriva sui cellulari: "Trump è un uomo d'azione. Aspettate e vedrete"

Continua ad aumentare la tensione tra Teheran e Washington, nonostante la Repubblica islamica abbia fatto sapere di star lavorando ai termini di un accordo. Un nuovo round di negoziati è previsto a Ginevra giovedì ma Trump non accenna ad abbassare i toni. Nel frattempo pare sia comparso sui cellulari degli iraniani un nuovo messaggio anonimo

Iran, sms anonimo arriva sui cellulari: 'Trump è un uomo d'azione'

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Vance: "Iran prenda sul serio le minacce di intervento militare"

L'Iran prenda "sul serio" le minacce di un intervento militare statunitense. Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance. Parlando con Fox News, Vance ha ribadito che il presidente, pur cercando di “raggiungere l'obiettivo con mezzi diplomatici”, ha anche il "diritto" di ricorrere all'azione militare. "Non si può permettere al regime più folle e peggiore del mondo di avere armi nucleari", ha detto.

Witkoff: "Accordo con Teheran dovrà restare in vigore 'per sempre'"

L'amministrazione Trump vuole dall'Iran un accordo sul nucleare che duri 'per sempre', che resti in vigore a tempo indeterminato. Lo rivela Axios, secondo cui l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff lo avrebbe detto nel corso di un incontro riservato ieri, in preparazione dei negoziati di domani a Ginevra con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Axios cita una fonte dell'amministrazione e altre due a conoscenza delle dichiarazioni di Witkoff, secondo cui l'inviato, parlando ad una riunione dei donatori dell'American Israel Public Affairs Committee (Aipac) a Washington, ha detto: "Partiamo con gli iraniani dal presupposto che non ci sia alcuna clausola di scadenza. Che si raggiunga o meno un accordo, la nostra premessa è: dovete comportarvi bene per il resto della vostra vita". 

Media, Usa vogliono accordo valido "a tempo indeterminato"

L'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff, ha dichiarato in un incontro privato che l'amministrazione Usa chiede che qualsiasi accordo sul nucleare con l'Iran resti in vigore "a tempo indeterminato". Lo riferisce Axios, citando un funzionario statunitense e altre due persone a conoscenza dell'intervento di Witkoff. Trump sta facendo pressione sul governo iraniano in seguito alla violenta repressione dei manifestanti e ha radunato una grande presenza navale statunitense nella regione, minacciando al contempo attacchi militari se Teheran non raggiungerà un accordo sul controllo del sul suo programma nucleare. Domani a Ginevra è atteso il nuovo round di negoziati tra la Repubblica islamica e gli Stati Uniti, mediati dall'Oman. 

Domani flash mob davanti a 60 ospedali, 37 ong costrette a lasciare Gaza

Una petizione da promuovere e un flash mob davanti alle strutture sanitarie di tutta Italia, in programma giovedì 26 febbraio, dalle 13.30 alle 14.30. Nel Lazio sono coinvolti 6 ospedali, nelle città di Roma, Latina e Velletri     Le reti #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza. invitano tutte e tutti a partecipare al flash mob del 26 febbraio che coinvolgerà centinaia di sanitari in tutta Italia. Ad oggi sono 60 gli ospedali che hanno aderito e sono in continua crescita, con presìdi simbolici davanti agli ingressi. L'obiettivo è rifiutare ogni forma di "schedatura" del personale umanitario e di "targettizzazione" dei sanitari, difendere l'autonomia professionale e riaffermare il rispetto del diritto internazionale. 

Vance: "Teheran prenda sul serio minacce azione militare Usa"

L'Iran prenda "sul serio" le minacce di un intervento militare americano. Il monito è arrivato dal vice presidente degli Stati Uniti JD Vance, all'indomani del discorso sullo stato dell'Unione in cui Donald Trump è sembrato preparare il terreno per una guerra e alla vigilia di un round di negoziati a Ginevra considerato decisivo. Parlando con Fox News, Vance ha ribadito che sebbene intenda cercare di “raggiungere l'obiettivo con mezzi diplomatici”, il presidente ha anche il "diritto" di ricorrere all'azione militare. "Non si può permettere al regime più folle e peggiore del mondo di avere armi nucleari", ha intimato il vice presidente. Trump, ha ricordato, "ha a disposizione una serie di altri strumenti per garantire che ciò non accada, ha dimostrato la volontà di usarli e spero che gli iraniani lo prendano sul serio nei negoziati di domani, perché questo è sicuramente ciò che il presidente preferisce".

Protesta davanti alla Rai, "basta censura, boicottare Eurovision"

“Chiediamo un’altra musica, perché sappiamo benissimo che palchi come Sanremo o anche spazi come le Olimpiadi vengono utilizzati per cercare di ripulirsi l’immagine”. Lo ha dichiarato la presidente del Movimento studenti palestinesi di Roma, Maya Issa che oggi è intervenuta alla manifestazione davanti alla sede Rai di via Asiago, denunciando “un clima censorio” nel mondo dello spettacolo sul tema palestinese e chiedendo il boicottaggio dell’Eurovision Song Contest. Maya Issa ha aggiunto: “Quello che noi chiediamo è invece di prendere una posizione, perché la musica non significa essere neutri” . Issa ha quindi ribadito la richiesta agli artisti di non partecipare all’Eurovision: “Quello che noi chiediamo a questi artisti è di prendere una posizione e non andare all’Eurovision, perché sono spazi che Israele utilizza per fare washing, ripulirsi l’immagine”.

Mediatore palestinese di Trump: "Usa stanno per fare offerta a Hamas su disarmo"

Il mediatore americano-palestinese per conto di Donald Trump, Bishara Bahbah, già sostenitore del tycoon durante la campagna elettorale, ha rivelato oggi al media arabo Asharq Al-Awsat che Washington sta per presentare un documento a Hamas sul 'disarmo "graduale', affermando che c'è un'offerta sul tavolo per l'integrazione della polizia dell'organizzazione terroristica nelle nuove forze del comitato tecnico di Gaza. "C'è un'offerta sul tavolo che include l'esenzione dei membri di Hamas che consegneranno le loro armi e dichiareranno che non combatteranno, allo stesso tempo c'è la possibilità di integrarne alcuni nelle future forze di polizia palestinesi, ma questo dopo aver sistemato i loro nomi e essersi assicurati che la lealtà di questi membri sarà rivolta alle forze palestinesi locali e non ad altri", ha detto Bahbah. Il quale ha spiegato anche che la forza internazionale di stabilizzazione inizierà i suoi lavori ad aprile e con essa entrerà in funzione anche il comitato tecnico. 

Araghchi: "Abbiamo limitato gittata missili a 2mila km"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, afferma che l'Iran ha intenzionalmente limitato la gittata dei suoi missili a meno di 2.000 chilometri, smentendo le affermazioni secondo cui Teheran starebbe sviluppando missili a lungo raggio in grado di raggiungere gli Stati Uniti. Araghchi ha rilasciato queste dichiarazioni in una recente intervista a India Today, andata in onda mercoledi'. L'intervista è stata probabilmente condotta prima della partenza di Araghchi per Ginevra, in Svizzera, oggi pomeriggio, per i colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti di domani. Araghchi ha affermato che l'Iran ritiene che la politica americana, anche sotto la presidenza di Donald Trump, sia stata plasmata da incomprensioni e influenze esterne piuttosto che da un impegno diretto con la società iraniana. Araghchi ha fatto risalire le radici dell'ostilità odierna alla Rivoluzione islamica del 1979, che rovesciò lo Scià sostenuto dagli Stati Uniti e sostituì una monarchia allineata all'Occidente con la Repubblica islamica, cambiando radicalmente i rapporti dell'Iran con Washington e i suoi alleati."Quindi, negli ultimi 47 anni, siamo stati oggetto o vittima della loro ostilità nei nostri confronti", ha detto. "Hanno provato di tutto. Hanno tentato colpi di stato diverse volte. Hanno aiutato Saddam Hussein a imporci una guerra durata otto anni. L'anno scorso, un'altra guerra. Sanzioni di ogni tipo. Pressioni massime. E hanno fallito". Araghchi ha affermato che le opinioni degli Stati Uniti sull'Iran sono state formate da narrazioni esterne piuttosto che da una comprensione diretta."Perché non hanno informazioni reali sull'Iran e sul popolo iraniano", ha detto. "E sono alimentati da campagne di disinformazione, per lo piu' da parte delle lobby israeliane".

Araghchi: "Trump vittima di fake news su missili a lungo raggio"

"Il presidente Trump si è sempre lamentato delle fake news. Credo che ora lui stesso sia, purtroppo, vittima di fake news. Non stiamo sviluppando missili a lungo raggio". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, in un'intervista rilasciata a India Today alla vigilia del terzo round di colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti a Ginevra.

"Abbiamo intenzionalmente limitato la gittata dei nostri missili a meno di 2mila chilometri. Non vogliamo che siano percepiti come una minaccia globale. I  nostri missili sono di natura difensiva", ha proseguito il capo della diplomazia di Teheran, sottolineando che la Repubblica islamica è "totalmente preparata per entrambe le opzioni, la guerra, Dio non voglia, e la pace".

Msf all'Alta Corte israeliana: "Si indaghi su uccisione nostri operatori a Gaza"

Medici Senza Frontiere (Msf) ha presentato una petizione all'Alta Corte di giustizia israeliana chiedendo di indagare su sei incidenti in cui l'Idf ha colpito strutture dell'organizzazione nella Striscia, uccidendo sette operatori e loro familiari, avvenuti tra il novembre 2023 e il febbraio 2024. Lo riporta Haaretz. L'elenco degli episodi non include l'uccisione nel giugno 2024 di Fadi al-Wadiya, fisioterapista nello staff di Msf, che ieri è stato indicato dalla Jihad islamica palestinese come suo membro e vice comandante dell'unità di produzione missilistica. Il portavoce dell'esercito israeliano ha dichiarato che "l'Idf affronterà la questione nell'ambito del procedimento legale". In una causa separata, questa settimana, Msf insieme ad altre diciassette organizzazioni umanitarie, si è appellato sempre all'Alta Corte di Giustizia, chiedendo di bloccare la loro espulsione da Gaza entro la fine del mese, come stabilito dal governo israeliano nelle settimane scorse per le ong che non hanno completato il nuovo processo di registrazione in vigore da maggio scorso, per cui è richiesto di fornire l'elenco nominale del personale internazionale e locale. 

Stallo su piano di pace per Gaza, nodo disarmo Hamas

Si è arenata sul nodo del disarmo di Hamas l'attuazione della seconda fase  del piano di pace per Gaza mediato dagli Stati Uniti. Come evidenzia il Guardian, Israele insiste per il disarmo completo e immediato del movimento islamista, minacciando in caso contrario il ritorno a una guerra su vasta scala.

La seconda fase del piano, annunciato da Washington a gennaio, prevede il disarmo di Hamas, il ritiro delle forze israeliane dalla Striscia e l'insediamento a Gaza di un'amministrazione palestinese ad interim sostenuta da una forza di polizia locale e da una forza internazionale di stabilizzazione. Il governo israeliano spinge perché il disarmo totale di Hamas sia il primo passo. Secondo il quotidiano israeliano Israel Hayom, il comitato palestinese presenterà a marzo a Hamas un piano di disarmo in sei mesi, iniziando dalle armi pesanti e concludendo con quelle leggere. All’inizio, Hamas dovrebbe consegnare un inventario delle armi pesanti e una mappa dei tunnel sotterranei. Tuttavia, alcuni analisti ritengono che il movimento respingerà una proposta che prevede la consegna delle armi senza garanzie sul ritiro israeliano o sul disarmo di altre milizie.

"Le condizioni descritte verrebbero respinte immediatamente da Hamas", ha affermato Muhammad Shehada dell'European Council on Foreign Relations, secondo cui il gruppo potrebbe accettare solo il congelamento e la dismissione delle armi offensive, mantenendo quelle leggere per autodifesa in caso di ripresa delle operazioni militari.

Israele, Modi: "Lavoriamo ad ambizioso accordo libero scambio"

"Il nostro interscambio commerciale è cresciuto significativamente negli ultimi anni, ma non riflette appieno la portata delle opportunità. Ecco perché i nostri team stanno lavorando duramente per negoziare un ambizioso accordo di libero scambio. Sbloccherà l'enorme potenziale inutilizzato delle nostre relazioni commerciali". Lo ha affermato il premier indiano Narendra Modi, parlando alla Knesset, durante la sua visita in Israele.

Iran, Vance: "Spero prendano sul serio negoziati domani"

Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, si augura che l'Iran "prenda sul serio i negoziati di domani a Ginevra". Lo ha dichiarato in un'intervista a Fox News. "Vogliamo la diplomazia ma se dobbiamo usare l'esercito, il presidente ha questo diritto", ha affermato il numero due della Casa Bianca. Per Vance "il compromesso ragionevole è che l'Iran non possa avere armi nucleari. Questo lo devono comprendere".

Netanyahu alla Knesset con Modi: "Alleanza di ferro contro Islam estremo" (2)

Il premier Netanyahu ha poi affermato che India e Israele "portano avanti una cooperazione in numerosi settori, energia, sicurezza, cyber, AI, spazio, Imec, il corridoio che parte dall'India attraverso Penisola arabica e il porto di Haifa. Il corridoio può funzionare solo se passa attraverso Paesi stabili e fiorenti, e non ci sono Paesi che rispondono a questi criteri più di noi", ha detto. 

Gli Usa impongono nuove sanzioni contro petrolio e armi dell'Iran

Gli Stati Uniti annunciano nuove sanzioni contro alla vigilia dei colloqui a Ginevra. In quella che il dipartimento del Tesoro ha definito una strategia di "massima pressione" le nuove misure prendono di mira oltre 30 individui, entità e imbarcazioni che facilitano "la vendita illecita di petrolio iraniano", nonché la sua produzione di armi. 

Netanyahu alla Knesset con Modi: "Alleanza di ferro contro Islam estremo"

"Di fronte all'Islam estremo creeremo un'alleanza di ferro, di Stati che santificano la vita contro chi si inchina alla morte. Israele è più forte che mai, e l'India è più forte che mai. Noi romperemo l'asse del male". Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu parlando alla Knesset in occasione della visita del primo ministro indiano Narendra Modi. 

Iran, nuove sanzioni Usa contro 4 individui e diverse entità

Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto nuove sanzioni nei confronti dell'Iran a quattro individui, nonché a diverse entità e petroliere.

Israele, le opposizioni boicottano il discorso di Netanyahu, non Modi

Dopo lunghe consultazioni, Yesh Atid e Blu e Bianco hanno deciso di boicottare i discorsi alla Knesset del presidente del Parlamento, Amir Ohana, e del premier Benjamin Netanyahu, ma non quello del premier indiano Narendra Modi, in visita in Israele. Si tratta di una forma di protesta per il mancato invito da parte di Ohana al presidente della Corte Suprema, Isaac Amit, contrariamente alla prassi in caso di visita di capi di Stato e di governo.

Iran, allerta raid Usa: Riad aumenta la produzione di petrolio

L'Arabia Saudita sta aumentando la produzione e le esportazioni di petrolio nell'ambito di un piano di emergenza nel caso in cui un attacco statunitense all'Iran interrompa le forniture dal Medio Oriente, hanno affermato due fonti a conoscenza del piano riportate da Reuters. Il governo saudita non ha risposto alla richiesta di commento sul piano. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che sta valutando un attacco all'Iran per fare pressione sul regime affinché accetti un accordo per fermare il programma nucleare. Gli Stati Uniti hanno raggruppato un'imponente forza militare in Medio Oriente nelle ultime settimane. L'anno scorso, a giugno, l'Arabia Saudita ha aumentato le esportazioni di petrolio di circa 0,5 milioni di barili al giorno, trasferendo più greggio nei depositi all'estero, proprio mentre gli Stati Uniti attaccavano i siti nucleari iraniani. Secondo le due fonti, il piano di quest'anno è simile a quello del 2025. L'Arabia Saudita sta aumentando la produzione di petrolio a scopo di emergenza per incrementare le esportazioni, hanno affermato le fonti. Il Regno dei Saud ridurrà il piano se non si verificheranno interruzioni e produrrà meno petrolio in seguito per mantenersi in linea con le quote OPEC+, ha affermato una delle fonti. L'Iran, che produce oltre il 3% del petrolio mondiale, si e' impegnato a reagire in caso di attacchi, mettendo potenzialmente a rischio altri flussi di petrolio dal Medio Oriente.

Idf: "Smantellati magazzini di armi e postazioni di Hezbollah in Libano"

L'esercito israeliano ha annunciato di aver individuato e smantellato depositi di armi, postazioni di osservazione e posizioni di tiro nel sud del Libano, nel quadro delle operazioni condotte negli ultimi mesi contro le infrastrutture di Hezbollah. Il portavoce dell'Idf ha dichiarato che le truppe hanno effettuato diverse operazioni mirate per impedire il riarmo dell'organizzazione, localizzando anche lanciatori anticarro nascosti nelle postazioni. Secondo l'esercito, i tentativi di Hezbollah di riarmarsi e la presenza di armi nell'area rappresentano una violazione evidente delle intese sul cessate il fuoco tra Israele e Libano. L'Idf ha aggiunto che continuerà ad agire per prevenire il riarmo dell'organizzazione e rimuovere ogni minaccia contro lo Stato di Israele. 

In video Hamas distrugge tende sfollati che non pagano tasse, condanna da Usa

Con un post su X, il Dipartimento di Stato Usa ha condannato Hamas per aver distrutto le tende degli abitanti di Gaza che si rifiutavano di pagare le 'tasse' in seguito alla pubblicazione di un video sui social che mostra l'unità 'Sahm'  mentre terrorizza ed estorce denaro ai civili. Il video è stato pubblicato sul canale Telegram dell'attivista palestinese anti-Hamas Hamza al-Masri  e fa vedere uomini mascherati di Hamas che demoliscono una tenda a Khan Younis, mentre i passanti protestano. Il filmato è stato rilanciato da un altro attivista per i diritti umani di Gaza, Moumen Al-Natour, che scrive: "Hamas sta combattendo la popolazione nell'area a ovest della Linea Verde. Vogliono che queste persone paghino le tasse e, poiché si sono rifiutate, hanno distrutto le loro tende". L'attivista palestinese-americano Ahmed Fouad Alkhatib riferisce, in base alle immagini, che Hamas chiude i banchetti dei piccoli venditori ambulanti che si rifiutano di pagare le tasse e minacciano di usare violenza, sparizioni e torture, tra cui "barre di metallo nelle gambe e nelle ginocchia", contro coloro che disobbediscono. 

Hezbollah: "Non interverremo in caso raid limitati Usa"

Hezbollah "non interverrà militarmente" in caso di attacchi "limitati" da parte degli Usa contro l'Iran, ma considererà qualsiasi attacco contro la Guida Suprema Ali Khamenei una "linea rossa". Lo ha affermato un funzionario del movimento sciita filo-Teheran. Nei giorni scorsi, Israele aveva messo in guardia Hezbollah dall'intervenire e aprire un altro fronte regionale in caso Washington attaccasse la Repubblica islamica, uno scenario che preoccupa anche il governo di Beirut per le potenziali ricadute sul Libano.

Arrivati in Israele 12 F-22 americani (2)

Secondo il giornale israeliano, oltre 300 velivoli dell'esercito Usa sarebbero attualmente dispiegati in Medio Oriente.

Arrivati in Israele 12 F-22 americani

Dodici caccia americani F-22 Raptor sono atterrati ieri sera in una base dell'Aeronautica israeliana, mentre in Medio Oriente è sempre alta la tensione in vista di un possibile attacco contro l'Iran. Lo scrive il Jerusalem Post, secondo cui l'F-22 è considerato il miglior caccia al mondo perché veloce e invisibile ai radar.

Media: "Ditta di Gaza costruirà case per gli sfollati in territorio controllato da Israele"

Un'impresa edile con sede a Gaza si è aggiudicata una gara d'appalto finanziata dagli Emirati Arabi Uniti per la costruzione di un complesso residenziale nella Striscia per gli sfollati, in territorio sotto controllo militare israeliano. Lo riferiscono i media israeliani citando Reuters. Il report si basa su due fonti israeliane e due imprenditori palestinesi. Gli Emirati Arabi Uniti non hanno ancora annunciato ufficialmente l'avvio del progetto, che alcuni diplomatici hanno soprannominato 'Emirates City'. 

Arrestata la nota giornalista Elaheh Mohammadi

Le autorità iraniane hanno arrestato la nota giornalista Elaheh Mohammadi. Lo hanno riferito fonti informate a Teheran e Hengaw, organizzazione per i diritti umani basata in Norvegia.

Secondo l'agenzia di stampa Dpa, la notizia non è stata confermata dalla magistratura iraniana né sono state rese note le ragioni dell'arresto. Mohammadi ha espresso critiche alla repressione con cui il governo ha silenziato le ultime proteste, denunciando uccisioni e arresti di dissidenti sui social media. Il giornale per cui lavorava, Hammihan, è stato chiuso qualche settimana fa a causa dei suoi articoli. 

Mohammadi, insieme alla collega Nilufar Hamedi, aveva raccontato la morte a Teheran della giovane curda Mahsa Amini, evento che nell'autunno del 2022 aveva scatenato un'ondata di proteste in tutto il Paese.

Pezeshkian: "Prospettive promettenti nei colloqui con gli Usa"

Ci sono "prospettive promettenti" per i colloqui indiretti di domani a Ginevra tra Iran e Stati Uniti sul nucleare. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in un discorso nella provinca di Mazandaran, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Tasnim. Il presidente iraniano ha inoltre sottolineato che, se i colloqui dovessero produrre i risultati attesi, sarà possibile rimuovere gli ostacoli allo sviluppo del Paese e accelerare il percorso di crescita economica.

Araghchi parte per Ginevra: "Determinati a raggiungere accordo giusto"

"L'Iran riprenderà i colloqui con gli Stati Uniti a Ginevra sulla base delle intese raggiunte nel round precedente e con la ferma determinazione di raggiungere un accordo equo e giusto nel più breve tempo possibile". Lo ha dichiarato a Teheran il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, poco prima di partire per Ginevra, dove domani, insieme alla delegazione che lo accompagna, parteciperà al terzo round dei colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti.

Iran, Tajani: "preoccupazione seria. Spero prevalga diplomazia"

"Abbiamo una preoccupazione seria" per quanto riguarda l'Iran, ha detto il segretario di Forza Italia Antonio Tajani, aprendo la segreteria nazionale del partito in corso alla Camera. "Spero prevalga l'accordo e la diplomazia", ha aggiunto Tajani.

Gaza, Tajani: "Board unica proposta per affrontare emergenza"

"Sono stato in rappresentanza del governo a Washington al Board of Peace. Sono stato criticato, ma non c’è stata nessuna sudditanza nei confronti degli americani: c’era l’Europa. Vogliamo essere protagonisti dell’unica proposta che esiste oggi per affrontare l’emergenza a Gaza.  La pace nel Mediterraneo è un prerequisito fondamentale per la crescita economica del nostro Paese. Non si tratta di fare un favore a qualcuno, ma di tutelare gli interessi nazionali".  Così il leader azzurro Antonio Tajani, intervenendo durante la segreteria nazionale di Forza Italia in corso alla Camera.  

Iran, Cia lancia guida per reclutare informatori

La Central Intelligence Agency (Cia) ha diffuso una guida in lingua farsi rivolta a potenziali informatori in Iran, con istruzioni su come entrare in contatto in modo sicuro con i servizi segreti statunitensi. L'iniziativa segue le minacce del presidente degli Usa, Donald Trump, su possibili attacchi militari contro la Repubblica islamica. "Ciao. La Cia sta ascoltando e vuole aiutare", si legge in un messaggio pubblicato sui social dall'agenzia, che ha indicato le modalità per effettuare una "chiamata virtuale sicura", raccomandando l'uso di vpn e di dispositivi usa e getta. La guida suggerisce inoltre ai potenziali collaboratori di cancellare la cronologia delle ricerche dopo aver utilizzato i canali di contatto e include indicazioni per contattare la Cia anche attraverso il dark web.  L'iniziativa è stata subito criticata dalle autorità iraniane. L'ambasciata nei Paesi Bassi ha affermato sui social che gli Stati Uniti "non stanno più nemmeno cercando di nasconderlo". "Quando la Cia pubblica un video in farsi che spiega agli iraniani come contattarli, non è diplomazia ma palese interferenza - scrive la rappresentanza diplomatica - Immaginate l’indignazione se la situazione fosse invertita. Il doppio standard è evidente".

Coloni irrompono in un villaggio palestinese vicino a Ramallah

Coloni israeliani hanno fatto irruzione nel villaggio di Al Mughayyir, a nord-est di Ramallah, in Cisgiordania. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Il vice capo del consiglio del villaggio, Marzouq Abu Naim, ha dichiarato all'agenzia che i coloni hanno attaccato la zona meridionale del villaggio e fatto pascolare il loro bestiame su terreni di proprietà palestinese. Ha aggiunto che i soldati israeliani si sono dispiegati in diversi quartieri del villaggio e hanno lanciato in modo massiccio candelotti di gas lacrimogeno tra le abitazioni dei residenti. Non ci sono feriti.

Il re di Giordania Abdallah chiede più aiuti umanitari per Gaza

Il re Abdallah II di Giordania ha chiesto un'intensificazione degli sforzi internazionali per garantire la consegna di aiuti umanitari e forniture mediche alla Striscia di Gaza senza restrizioni. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa. L'appello è arrivato durante l'incontro ad Amman con il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, dedicato alle priorità sanitarie a livello nazionale e regionale. La riunione si è svolta al Basman Palace, dove il sovrano ha sottolineato l'importanza di rafforzare la partnership tra la Giordania e l'Oms per sostenere gli obiettivi sanitari nazionali e migliorare i meccanismi di risposta alle sfide nel settore della salute.

Media: Araghchi partirà per Ginevra questo pomeriggio

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, partirà per Ginevra questo pomeriggio. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Isna, secondo cui il terzo round di colloqui Iran-Stati Uniti si terrà domani mattina, con la mediazione dell'Oman. 

Dopo il secondo round di negoziati, anch'esso svoltosi a Ginevra, Araghchi ha annunciato che le parti hanno raggiunto un accordo sui principi guida che regoleranno la prosecuzione del dialogo e che nei prossimi incontri si lavorerà alla stesura di una bozza d'intesa in vista del terzo round di colloqui.

Iran, il governo replica a Trump: "Da lui grandi bugie ripetute". VIDEO

Iran, Guardian: "Figli delle elite vivono in Occidente mentre il Paese sprofonda nella crisi"

I figli dei vertici della Repubblica islamica vivono e lavorano in Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia, mentre in Iran aumentano difficoltà economiche e repressione. E' quanto denuncia l'opposizione iraniana in accuse rilanciate dal Guardian, che parla di "ipocrisia" ai massimi livelli del regime.

Secondo gli oppositori, esponenti di primo piano utilizzerebbero risorse pubbliche per garantire ai propri figli assegni in dollari, studi e carriere in Occidente, nonostante per anni abbiano attaccato e condannato i valori occidentali. Le accuse arrivano in un clima di forte tensione con Washington, con il presidente Donald Trump che ha dispiegato un'imponente forza militare in Medio Oriente e ha confermato di valutare possibili attacchi contro l'Iran.

Tra i nomi citati nell'articolo del Guardian figura quello del segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, figura di primo piano dell'establishment e storico presidente del Parlamento. Nonostante sia tra i più duri oppositori dei valori occidentali, Larijani ha una figlia che risiede negli Stati Uniti e due nipoti tra Canada e Regno Unito. La figlia, Fatemeh Ardeshir Larijani, è stata assistant professor alla Emory University di Atlanta fino al mese scorso, quando l'ateneo ha annunciato la fine del rapporto in seguito a una petizione online che ne chiedeva l'allontanamento.

L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.

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Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran

Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una operazione militare?

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Trump: "Non permetterò all'Iran di avere una testata nucleare". VIDEO

Teheran: Trump e Israele come Goebbels, ripetono menzogne perché diventino vere

"I bugiardi professionisti sono bravi a creare 'l'illusione della verità'. 'Ripeti una bugia abbastanza spesso e diventerà la verità' è una legge della propaganda coniata dal nazista Joseph Goebbels. Questa legge è ora sistematicamente utilizzata dall'amministrazione statunitense e dai profittatori di guerra che la circondano, in particolare dal regime genocida israeliano, per alimentare la loro sinistra campagna di disinformazione contro la Nazione iraniana". Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri dell'Iran, Esmaeil Baqaei, su X. "Nessuno dovrebbe lasciarsi ingannare da queste evidenti falsità" aggiunge.

Presidente parlamento Iran: aperte opzioni diplomazia e difesa

In merito alla possibilita' di un attacco Usa all'Iran, il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che le opzioni della diplomazia e della difesa rimangono sul tavolo. "Diciamo agli americani in modo chiaro e fermo: tutte le opzioni sono sul tavolo. Sia la diplomazia dignitosa che la difesa", ha dichiarato Ghalibaf. Il presidente del parlamento di Teheran ha sottolineato che "se scegliete la diplomazia, negozieremo con voi, ma se scegliete l'inganno e l'aggressione, riceverete una risposta decisiva". 

Baghaei: "Da Usa e Israele stessi metodi di Goebbels"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha scritto su X che gli Stati Uniti stanno usando i metodi del ministro della propaganda della Germania nazista, Joseph Goebbels. "Ripeti una bugia abbastanza spesso e diventerà verità: questa è una legge sulla propaganda coniata dal nazista Joseph Goebbels. Oggi, l'amministrazione americana e coloro che traggono profitto dalla guerra che la circonda, in particolare Israele, la stanno sistematicamente usando per la loro campagna di disinformazione contro l'Iran. Ciò che affermano è semplicemente una ripetizione di grandi bugie. Nessuno dovrebbe esserne tratto in inganno", ha affermato Baghaei.

Media: la Turchia si prepara a un possibile raid Usa in Iran

La Turchia si sta preparando allo scenario di un possibile attacco degli Stati Uniti contro l'Iran, aggiornando i suoi piani di emergenza, con opzioni che includono l'ingresso in territorio iraniano per prevenire un afflusso massiccio di rifugiati. Lo riporta Bloomberg, citando fonti vicine alla questione, che hanno chiesto l'anonimato.     L'articolo sottolinea come recentemente la Nato abbia dirottato le sue operazioni di sorveglianza aerea, attraverso aerei operativi in Turchia, dalla Russia verso l'Iran. Nelle ultime settimane, sarebbe infatti aumentata la frequenza dei voli verso l'Iran da parte di aerei con radar E-3A Awacs della Nato, operativi nella città turca di Konya, in grado di tracciare velivoli a centinaia di chilometri di distanza.     Per quanto riguarda la gestione di una possibile ondata migratoria dall'Iran, in caso di attacco degli Stati Uniti, le opzioni che Ankara sta valutando vanno dalla creazione di campi profughi nella zona del confine che separa la Turchia dall'Iran, lungo 560 km e in parte fortificato con muri, fino all'ingresso di truppe in territorio iraniano per impedire agli sfollati di attraversare il confine con la Turchia, sebbene quest'ultima opzione verrebbe presa in considerazione solo in caso di un vuoto di potere a Teheran, hanno sottolineato le fonti. "Le affermazioni di alcuni organi di stampa secondo cui 'la Turchia sta pianificando di invadere il territorio iraniano per motivi di sicurezza in caso di attacco statunitense all'Iran' contengono disinformazione", ha dichiarato la presidenza della Repubblica di Ankara, respingendo le tesi di Bloomberg e sottolineando che la Turchia "adotta tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei propri confini 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sia in periodi di crisi che in altri momenti".

Teheran: "Grandi bugie di Trump su missili, nucleare e proteste"

Il ministero degli Esteri iraniano ha respinto le affermazioni degli Stati Uniti sul suo programma missilistico definendole "grandi bugie", dopo che il presidente Donald Trump ha affermato che Teheran stava sviluppando missili in grado di colpire gli Stati Uniti.  "Qualunque cosa stiano affermando riguardo al programma nucleare iraniano, ai missili balistici iraniani e al numero di vittime durante i disordini di gennaio, è semplicemente la ripetizione di 'grandi bugie'", ha dichiarato il portavoce del Ministero Esmaeil Baqaei su X.

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Trump: "Iran ha sviluppato missili che possono colpire Europa e Usa"

L'Iran "ha già sviluppato missili che possono minacciare l'Europa e le nostre basi all'estero", ha affermato Trump. "E stanno lavorando per costruire missili che presto raggiungeranno gli Stati Uniti d'America", ha aggiunto il presidente americano senza fornire ulteriori dettagli

Trump: "Non permetterò all'Iran di avere l'arma nucleare"

Il presidente Usa, Donald Trump, nel suo discorso sullo Stato dell'Unione ha assicurato che all'Iran, "sponsor numero uno del terrore", "non sarà  mai consentito di avere un'arma nucleare". "Sono gente terribile, hanno ucciso 32 mila manifestanti", ha aggiunto Trump. "Ora stiamo negoziando, vogliono un accordo ma non avranno mai un'arma nucleare". 

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