Trump insiste con Netanyahu: "Avanti i negoziati con l'Iran". LIVE

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Nel giorno del bilaterale tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, l'Iran ha inviato un messaggio forte: sul programma di missili balistici, quello sul quale il premier israeliano fa più pressioni oltre al nodo del nucleare, non si negozia. "E' stato un incontro molto buono. Non c'è stato niente di definitivo, se non che ho insistito che i negoziati con l'Iran continuano per vedere se si può trovare un accordo", ha riferito il presidente Usa. L'incontro si è tenuto a porte chiuse e senza conferenza stampa finale

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Nel giorno del bilaterale tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, l'Iran ha inviato un messaggio forte e chiaro: sul programma di missili balistici, quello sul quale il premier israeliano fa più pressioni oltre al nodo del nucleare, non si negozia. "È stato un incontro molto buono. Non c'è stato niente di definitivo, se non che ho insistito che i negoziati con l'Iran continuano per vedere se si può trovare un accordo", ha riferito il presidente americano al termine del faccia a faccia ricordando come "l''ultima volta l'Iran ha deciso che era meglio non concludere un'intesa, ed è stato colpito dal 'Midnight Hammer'. Non è andata bene per loro. Speriamo che questa volta siano più ragionevoli e responsabili". L'incontro, il sesto da quando il tycoon è tornato alla Casa Bianca e mentre gli Stati Uniti hanno deciso di aumentare la loro presenza militare nella regione, si è tenuto a porte chiuse e senza conferenza stampa finale.

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Bonelli: "Contro Albanese campagna con video manipolato"

"La richiesta di dimissioni di Francesca Albanese avanzata anche in Italia da Lega e Fratelli d'Italia e' il frutto di una campagna di manipolazione politica costruita dal gruppo Un Watch, che fa campagne contro l'Onu e che ha realizzato un video su Albanese tagliato ad arte per attribuirle una frase mai pronunciata". A dirlo e' Angelo Bonelli, che pala di "un'operazione grave, che ha manipolato le sue parole per alimentare una polemica strumentale finalizzata a delegittimare chi denuncia i crimini contro l'umanita' del governo israeliano". "Siamo di fronte a un meccanismo pericoloso: si estrapola una frase, la si decontestualizza e la si usa per delegittimare chi svolge un mandato internazionale scomodo. Si chiedono le dimissioni di Albanese, che denuncia un sistema che ha occultato il genocidio a Gaza, ma si fanno affari e si intrattengono rapporti politici con Benjamin Netanyahu, un criminale che si e' reso responsabile di crimini contro l'umanita' per aver bombardato scuole, ospedali, case e campi profughi e assassinato oltre 80 mila palestinesi, e forse piu'", dice ancora l'esponente Avs. "Spostare il dibattito su una frase manipolata serve solo a evitare il confronto sui fatti. Il governo francese - conclude - dovrebbe scusarsi con Francesca Albanese e i governi europei spieghino perche' non hanno mai sanzionato chi si e' reso complice dello sterminio del popolo palestinese, per noi un genocidio".

Carotenuto (M5s): Albanese attaccata da sistema denunciato

"Francesca Albanese non ha mai detto quello di cui viene accusata. C'e' un video che lo dimostra in maniera inequivocabile. Delle due, una: o chi ne sta chiedendo le dimissioni non comprende le lingue, e non ci stupirebbe dal momento che spesso travisa anche l'italiano, o, altrimenti, conferma proprio la tesi della Albanese, e cioe' che il male dell'umanita' e' proprio quel sistema che difende per partito preso Israele e ha cosi' consentito che avvenisse un genocidio". Queste le parole del deputato M5s Dario Carotenuto. "Lo stesso sistema - riprende - che oggi sta ignorando l'annessione della Cisgiordania, che sta avvenendo di fatto in queste ore e invece di denunciare questo orrore, se la prende con la Albanese".

Fratoianni: "Da Albanese nessuna parola di antisemitismo"

"Ho ascoltato tutto il discorso di Francesca Albanese, due volte: non solo non ho sentito nemmeno una parola che potesse avere anche solo l'ombra dell'antisemitismo, ma non ha neanche pronunciato le frasi che le vengono attribuite", scrive sui social Nicola Fratoianni. "La richiesta di dimissioni dall'Onu da parte della Francia e di tutti coloro che in queste ore nella politica italiana si stanno associando a questa richiesta, e' una assurda e incredibile strumentalizzazione politica. Solidarieta' a Francesca Albanese", dice ancora il leader SI

Pechino: no a ogni tipo annessione territori palestinesi

La Cina ha dichiarato di opporsi a "tutti i tentativi di annettere" i territori palestinesi, pochi giorni dopo che il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato misure per rafforzare il controllo sulla Cisgiordania occupata. "La Cina si e' sempre opposta alla costruzione di nuovi insediamenti nei territori palestinesi occupati e a tutti i tentativi di annettere o invadere il territorio palestinese", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, in una conferenza stampa.

Borsa: l'Asia chiude in ordine sparso tra trimestrali e Ia

Le Borse asiatiche concludono la seduta in ordine sparso mentre si guarda alla crescita degli investimenti per l'intelligenza artificiale e ad i risultati delle trimestrali. Sullo sfondo restano le tensioni geopolitiche e le mosse di Donald Trump. Fari puntati sulle prossime mosse della Fed dopo i dati americani sul mercato del lavoro.    Piatta Tokyo (-0,02%). Sul mercato valutario la divisa nipponica si apprezza sul dollaro, a 153,40, e sull'euro a 181,90. A contrattazioni ancora in corso è in calo Hong Kong (-0,93%) e Mumbai (-0,5%), positive Shanghai (+0,05%) e Shenzhen (+0,51%), corre Seul (+3,1%).    Sul fronte macroeconomico in arrivo il Pil del Regno Unito. Dagli Stati Uniti i sussidi di disoccupazione e le vendite delle case.

Petrolio: prezzi in lieve rialzo in Asia su tensioni in Iran

I prezzi del petrolio viaggiano in lieve rialzo in Asia, poiche' gli investitori sono preoccupati per l'escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, per il timore che eventuali attacchi a Teheran o al trasporto marittimo possano portare a interruzioni dell'approvvigionamento. I future sul greggio Brent sono saliti dello 0,18% a 69,52 dollari al barile. Il Wti guadagnato lo 0,23% a 64,78 dollari al barile.

Iran, Fidan: "Programma balistico resti fuori da intesa con Usa"

L'Iran e' pronto a raggiungere un compromesso con Washington sul nucleare ma gli Stati Uniti dovranno evitare di pretendere anche un blocco del programma missilistico balistico, altrimenti non solo non verra' raggiunta alcuna intesa ma si rischiera' che scoppi un altro conflitto regionale. E' il monito lanciato dal ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, in un'intervista al Financial Times. "E' positivo che gli americani sembrino disposti a tollerare l'arricchimento [dell'uranio] iraniano entro limiti stabiliti con chiarezza", ha affermato il capo della diplomazia di Ankara, "gli iraniani ora si rendono contro di aver bisogno di raggiungere un accordo con gli americani e gli americani capiscono che gli iraniani hanno determinati limiti". L'estensione dei colloqui al programma di missili balistici, ha pero' avvertito Fidan, comporterebbe il rischio di "null'altro che una nuova guerra". Se gli Usa insistono "nell'affrontare tutte le questioni in contemporanea, temo che nemmeno il dossier sul nucleare andra' avanti", paventa il ministro degli Esteri turco, "il risultato potrebbe essere un nuovo conflitto regionale".

Media, 'l'Iran nega le notizie di esecuzioni segrete di manifestanti'

Il ministro degli Esteri iraniano ha contestato un rapporto di Israel Hayom secondo cui Teheran avrebbe giustiziato segretamente migliaia di persone, accusando la testata di diffondere affermazioni politicamente motivate. Lo scrive Iran International. "Non ci sono state esecuzioni, non si è concluso alcun processo e più di 2.000 prigionieri sono stati graziati", ha affermato Abbas Araghchi in un post su X. Oggi Israel Hayom ha riferito che le agenzie di intelligence occidentali ritengono che l'Iran abbia eseguito segretamente migliaia di esecuzioni nonostante le rassicurazioni fornite agli Stati Uniti, secondo cui i detenuti sarebbero stati uccisi in custodia e la loro morte sarebbe stata nascosta. Il rapporto afferma che, invece di impiccare i manifestanti detenuti nelle piazze cittadine, le autorità li hanno uccisi a colpi di arma da fuoco o strangolati mentre erano in custodia e hanno detto alle loro famiglie che erano morti durante le proteste, nonostante le prove dimostrassero che erano stati arrestati vivi. 

Wsj, 'Pentagono prepara il dispiegamento di una seconda portaerei in Medio Oriente'

Il Pentagono ha ordinato a un secondo gruppo d'attacco di portaerei di prepararsi a dispiegarsi in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Donald Trump non ha ancora dato un ordine ufficiale per lo spiegamento. 

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