Crans-Montana, Jessica Moretti: "Mai prove di evacuazione perché nessuno ce l'ha chiesto"
MondoL'imprenditrice proprietaria del bar è stata sentita dalla Procura che indaga e dagli avvocati delle parti civili. Arrivando all'appuntamento insieme al marito Jacques Moretti, anche lui proprietario del Constellation, è stata aggredita da un gruppo di una decina di familiari delle vittime del rogo di Capodanno, che ha causato in tutto 41 morti
Il Constellation di Crans-Montana non aveva mai fatto prove di evacuazione, perché "nessuno ci ha mai detto che dovevamo farle". Così Jessica Maric, proprietaria insieme al marito Jacques Moretti del locale in Svizzera del rogo di Capodanno in cui sono morte 41 persone, si è difesa durante l'interrogatorio di oggi, 12 febbraio, davanti alla procuratrice aggiunta del Cantone Vallese Catherine Seppey e a decine di avvocati delle parti civili. Ha poi detto di non aver ancora pensato al futuro del Constellation, ipotizzando una possibile donazione per dar vita a un memoriale delle vittime. Ieri a parlare era stato Moretti, secondo cui il locale era sicuro e comunque, nel caso in cui non lo fosse stato, la responsabilità sarebbe del Comune di Crans-Montana, che non ha mai effettuato i controlli che gli spettavano. Presentandosi all'appuntamento di oggi, i due coniugi sono stati aggrediti da un gruppo di familiari delle vittime: sono arrivati scortati dalla polizia e accompagnati dai loro avvocati, ma la situazione è sfuggita di mano e i familiari presenti, meno di una decina, si sono avventati contro di loro.
Madre accusa Moretti: "Siete la mafia, dov'è mio figlio?"
"Siete la mafia, avete pagato 200 mila franchi ed è finita!", ha detto la madre di una vittima, riferendosi all'uscita dal carcere su cauzione di Moretti (in attesa di vedere come proseguirà la vicenda giudiziaria). Il proprietario del Constellation ha replicato: "No, non c'è mafia, sono un lavoratore". La donna poi ha continuato: "Dov'è mio figlio? Come dormite? Come mangiate? Come respirate? Mio figlio dov'è?". Moretti ha replicato: "Mi dispiace, mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia".
Jessica Maric piange in aula: "Comprendiamo la rabbia delle famiglie"
In aula, durante l'interrogatorio, Maric si è rivolta in lacrime legali delle parti civili. "Ci siamo impegnati a rispondere alle domande dei familiari, è per questo che oggi siamo passati davanti alle famiglie, poiché sapevamo che c'era un raduno. Sapevamo che le famiglie desideravano incontrarci. Comprendiamo la vostra rabbia, il vostro odio. Ribadisco che saremo presenti per rispondere a qualsiasi domanda, saremo lì per voi", ha detto.
L'interrogatorio di Jessica Maric
A uno degli avvocati che le chiedeva perché si fosse subito precipitata all'esterno del locale, negli istanti immediatamente successivi all'inizio dell'incendio, Maric ha risposto: "Non si può andare contro un incendio. E la mia priorità era dare l'allarme, far evacuare le persone e chiamare i pompieri il più rapidamente possibile. Io stessa sono figlia di un pompiere ed è il mio riflesso". L'imprenditrice ha poi sostenuto che nella serata di Capodanno ci fossero due buttafuori, ma dalla documentazione raccolta dalla procura ne risulta ingaggiato solo uno.
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Jacques Moretti attacca le istituzioni
Nel suo interrogatorio di ieri, come detto, Moretti ha attaccato le istituzioni. "L'impianto di ventilazione del Constellation non è mai stato controllato, né dal Comune né dal Cantone", ha risposto a chi ipotizzava che il fuoco potesse essere stato alimentato anche da un difetto di ricambio d'aria nella stanza sotterranea del locale. Poi la stranezza degli estintori: nessuno dei quattro è stato usato e dalle foto della polizia scientifica risulta che non fossero segnalati dai cartelli catarifrangenti d'obbligo, necessari per la loro visibilità al buio. Nemmeno su questo Moretti ha dubbi. "Non sono stati usati perché tutti pensavano solo alla fuga", ha spiegato, assicurando di aver attaccato i cartelli "con un nastro biadesivo ma si staccavano facilmente al passaggio delle persone". Anche sul tema più scivoloso della infiammabilità di alcuni materiali presenti nel sottosuolo, la spugna antirumore e la colla usata per farla aderire al soffitto, Jacques ha tirato dritto, raccontando un aneddoto che finora non era emerso: "Per scurire, nello stile chalet alpino, il rivestimento in legno del locale sotterraneo del Constellation, ho utilizzato un cannello a fuoco, anche tra una trave e l'altra dove c'era la schiuma, ma nulla si è incendiato".
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Si complica la posizione del Comune
Intanto sono state diffuse le prime immagini del locale devastato dalle fiamme, con gli arredi danneggiati, il soffitto distrutto e una serie di particolari che appesantiscono proprio la posizione delle istituzioni locali. A partire dal Comune di Crans-Montana, che non considerava il Constellation come una priorità nel calendario dei controlli di sicurezza (benché avesse una capienza di 200 persone e un locale completamente interrato). Non risultavano "non conformità" aperte, ha fatto mettere a verbale Christophe Balet, capo della sicurezza pubblica del municipio, intendendo che risultava essere a posto. Le difficoltà nelle ispezioni sono dipese anche dal programma informatico commissionato dal Cantone del Vallese, che è stato sostituito in tutta fretta: "Nel 2023 c'è stato un problema tra l'informatico di VS-FIRE e l'ufficio cantonale. Si è trattato di una vicenda di minacce di divulgazione di informazioni da parte dell'informatico. Pertanto il Cantone ha deciso di 'staccare la spina' a questo programma, poiché era utilizzato anche dai vigili del fuoco e da alcuni corpi di polizia municipale", ha ancora raccontato Balet. La procura di Sion intanto ha acquisito tutte le informazioni contenute nel server di posta elettronica sul quale sono archiviati i messaggi dell'amministrazione comunale. Compresa la comunicazione con cui il Consigliere di Stato del Cantone incaricato della sicurezza, ha intimato ai comuni di effettuare il più rapidamente possibile tutte le visite periodiche dei pubblici esercizi, solo il 6 gennaio, una settimana dopo la strage.