Lo speciale sull'incendio di Crans Montana
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Crans-Montana, famiglie vittime aggrediscono coniugi Moretti all'arrivo a interrogatorio

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©Getty

Il Constellation, dove nel rogo di Capodanno sono morte 41 persone, era un locale sicuro. Se non lo era, la colpa è delle istituzioni che non hanno mai svolto il loro compito di controllo. Questa la posizione difensiva ripetuta ancora una volta dal proprietario Jacques Moretti, interrogato davanti ai procuratori e a una cinquantina di legali delle parti civili. Oggi tocca alla moglie, proprietaria del bar insieme a lui

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Il Constellation era un locale sicuro e, nel caso in cui non lo fosse stato, la responsabilità sarebbe comunque del Comune di Crans-Montana, che non ha mai effettuato i controlli che gli spettavano. È questa, in sintesi, la tesi di difesa su cui ha continuato a insistere Jacques Moretti, il proprietario del bar del rogo di Capodanno in cui sono morte 41 persone, nell’interrogatorio di ieri, 11 febbraio, davanti ai procuratori che indagano e a oltre 50 avvocati delle parti civili. Oggi tocca alla moglie, Jessica Maric. Presentandosi all'appuntamento, i coniugi sono stati aggrediti da un gruppo di familiari delle vittime. I due sono arrivati scortati dalla polizia e accompagnati dai loro avvocati, ma la situazione è sfuggita di mano e i familiari presenti, meno di una decina, si sono avventati contro di loro.

Madre accusa Moretti: "Siete la mafia, dov'è mio figlio?"

"Siete la mafia, avete pagato 200 mila franchi ed è finita!", ha detto la madre di una vittima, riferendosi all'uscita dal carcere su cauzione (in attesa di vedere come proseguirà la vicenda giudiziaria di Moretti). Il proprietario del Constellation ha replicato: "No, non c'è mafia, sono un lavoratore". La donna poi ha continuato: "Dov'è mio figlio? Come dormite? Come mangiate? Come respirate? Mio figlio dov'è?". Moretti ha replicato: "Mi dispiace, mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia".

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Jacques Moretti attacca le istituzioni

Nel suo interrogatorio, Moretti ha quindi attaccato le istituzioni. "L'impianto di ventilazione del Constellation non è mai stato controllato, né dal Comune né dal Cantone", ha risposto a chi ipotizzava che il fuoco potesse essere stato alimentato anche da un difetto di ricambio d'aria nella stanza sotterranea del locale. Poi la stranezza degli estintori: nessuno dei quattro è stato usato e dalle foto della polizia scientifica risulta che non fossero segnalati dai cartelli catarifrangenti d'obbligo, necessari per la loro visibilità al buio. Nemmeno su questo Moretti ha dubbi. "Non sono stati usati perché tutti pensavano solo alla fuga", ha spiegato, assicurando di aver attaccato i cartelli "con un nastro biadesivo ma si staccavano facilmente al passaggio delle persone". Anche sul tema più scivoloso della infiammabilità di alcuni materiali presenti nel sottosuolo, la spugna antirumore e la colla usata per farla aderire al soffitto, Jacques ha tirato dritto, raccontando un aneddoto che finora non era emerso: "Per scurire, nello stile chalet alpino, il rivestimento in legno del locale sotterraneo del Constellation, ho utilizzato un cannello a fuoco, anche tra una trave e l'altra dove c'era la schiuma, ma nulla si è incendiato". 

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Si complica la posizione del Comune

Intanto sono state diffuse le prime immagini del locale devastato dalle fiamme, con gli arredi danneggiati, il soffitto distrutto e una serie di particolari che appesantiscono proprio la posizione delle istituzioni locali. A partire dal Comune di Crans-Montana, che non considerava il Constellation come una priorità nel calendario dei controlli di sicurezza (benché avesse una capienza di 200 persone e un locale completamente interrato). Non risultavano "non conformità" aperte, ha fatto mettere a verbale Christophe Balet, capo della sicurezza pubblica del municipio, intendendo che risultava essere a posto. Le difficoltà nelle ispezioni sono dipese anche dal programma informatico commissionato dal Cantone del Vallese, che è stato sostituito in tutta fretta: "Nel 2023 c'è stato un problema tra l'informatico di VS-FIRE e l'ufficio cantonale. Si è trattato di una vicenda di minacce di divulgazione di informazioni da parte dell'informatico. Pertanto il Cantone ha deciso di 'staccare la spina' a questo programma, poiché era utilizzato anche dai vigili del fuoco e da alcuni corpi di polizia municipale", ha ancora raccontato Balet. La procura di Sion intanto ha acquisito tutte le informazioni contenute nel server di posta elettronica sul quale sono archiviati i messaggi dell'amministrazione comunale. Compresa la comunicazione con cui il Consigliere di Stato del Cantone incaricato della sicurezza, ha intimato ai comuni di effettuare il più rapidamente possibile tutte le visite periodiche dei pubblici esercizi, solo il 6 gennaio, una settimana dopo la strage. 

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