Israele-Gaza, riaperto il valico di Rafah. Cosa cambia per il popolo palestinese?
La frontiera al confine tra la Striscia e l'Egitto era chiusa dal 2024, se non per una breve riapertura nel 2025. Per ora da lì potranno passare solamente i pedoni, 50 al giorno in entrata e 150 in uscita: i circa 20mila abitanti di Gaza che hanno bisogno di cure mediche all'estero hanno una via in più per ottenerle. Precluso ancora l'ingresso degli aiuti umanitari. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" del 2 febbraio
ISRAELE-GAZA, RIAPERTO IL VALICO DI RAFAH
- Israele ha annunciato la riapertura del valico di Rafah, al confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, nell'ambito della fragilità della distensione seguita al piano di pace del presidente Usa Donald Trump. A parte una breve tregua dello scorso anno, la frontiera era chiusa dal 2024. Cosa cambia per il popolo palestinese? Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24, andata in onda il 2 febbraio.
RIAPERTURA SOLTANTO PARZIALE
- Va innanzitutto precisato che la riapertura del valico è del tutto parziale: possono passare i pedoni, una cinquantina in ingresso e circa 150 in uscita al giorno, ma non ancora i mezzi che porterebbero gli aiuti nella Striscia. Per questo si dovrà continuare a fare ricorso ad altre vie.
QUASI 20MILA PALESTINESI A GAZA HANNO BISOGNO DI CURE ALL'ESTERO
- Al momento, secondo le stime delle Nazioni Unite, ci sono quasi 20mila persone - tra cui 4mila bambini - che necessitano di cure mediche per cui devono lasciare Gaza. La riapertura della frontiera di Rafah permette loro di avere un’opzione in più per ottenerle.
DA OTTOBRE 2023 IN 100MILA HANNO LASCIATO LA STRISCIA, IN 70MILA SONO MORTI
- Dal 7 ottobre 2023 a oggi, cioè da quando Israele ha attaccato con forza la Striscia e la sua popolazione dopo gli attentati di Hamas, delle circa 2.2 milioni di persone che vivevano nella Striscia se ne sono andate in 100mila, la maggior parte proprio verso l’Egitto. Altre 70mila sono decedute. La cifra, dopo mesi di dibattito, negli scorsi giorni è stata “accettata” anche da Israele.
GAZA-ISRAELE, LA STRADA VERSO LA PACE
- Ma come si colloca la riapertura del valico di Rafah nell’ambito del piano di pace di Trump? Lo scorso ottobre, come da programma, si cominciò con il cessate il fuoco (anche se c’è chi ancora oggi non lo considera totale), per proseguire con il rilascio degli ostaggi israeliani e la liberazione dei prigionieri palestinesi. Poi l’incremento degli aiuti umanitari. È in questo ambito che si inserisce la riapertura di Rafah.
I PROSSIMI PASSAGGI
- Adesso i primi passaggi che dovrebbero arrivare si preannunciano difficilissimi. Bisognerebbe arrivare al disarmo e all’estromissione dal governo di Hamas, al ritiro dell’esercito israeliano e alla nascita di un esecutivo transitorio per Gaza.
DALLA FORZA INTERNAZIONALE ALL'AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO PALESTINESE
- Solo dopo lo schieramento della forza internazionale prevista dal piano e la ricostruzione della Striscia si aprirebbero le porte a "un percorso credibile" per l'autodeterminazione dei palestinesi e la costituzione di uno Stato.
Un gruppo di palestinesi in attesa di essere trasferito in Egitto per le cure mediche, 2 febbraio 2026.
L'ospedale da campo Sheikh Zuweid, nei pressi della frontiera di Rafah.
Bus fuori dal valico di Rafah, Egitto.
Perché non si può dire che la guerra a Gaza è finita