Iran-Usa, navi americane nell'area. Trump: "Sarebbe fantastico se non dovessimo attaccare"

Donald Trump ha detto che "si spera" non sarà necessario un intervento militare contro l'Iran. "Abbiamo molte navi molto grandi e molto potenti che stanno navigando verso l'Iran proprio ora, e sarebbe fantastico se non dovessimo usarle", ha dichiarato ai reporter. Gli Usa avrebbero posto tre richieste: la fine definitiva di ogni arricchimento dell'uranio e smaltimento delle scorte, limiti alla gittata e al numero dei missili balistici e la fine di ogni sostegno ad Hamas, Hezbollah e agli Houthi che operano in Yemen

in evidenza

Trump torna a minacciare Teheran dopo l'ondata di proteste represse nel sangue dal regime. "Un'imponente armata, guidata dalla portaerei Lincoln, si sta dirigendo verso l'Iran. Il tempo stringe per trovare un accordo" sul nucleare, senza il quale "il prossimo attacco sarà molto peggio" di quello sferrato a giugno, avverte il presidente Usa. "In caso di attacco reagiremo come mai prima d'ora", la replica di Teheran. 

Gli Stati Uniti intendono schierare uno o più sistemi di difesa missilistica Thaad in Medio Oriente, secondo fonti di stampa Usa. Trump non ha fornito dettagli specifici sull'accordo richiesto ma funzionari statunitensi ed europei affermano che, durante i colloqui, gli Stati Uniti hanno posto tre richieste agli iraniani: la fine definitiva di ogni arricchimento dell'uranio e smaltimento delle attuali scorte, limiti alla gittata e al numero dei missili balistici e la fine di ogni sostegno ad Hamas, Hezbollah e agli Houthi che operano in Yemen.

Di fronte alle minacce, il capo dell'esercito afferma di essere pronto a una "risposta schiacciante".  L'esercito iraniano ha spiegato di aver aggiunto 1.000 droni ai suoi reggimenti da combattimento, mentre il suo capo ha promesso una "risposta schiacciante" a qualsiasi attacco, ha riferito la televisione di Stato.

La Cina mette in guardia contro qualsiasi "avventurismo militare", ma anche il cancelliere tedesco Merz avverte: "Usando il terrore, il regime ha i giorni contati". L'Ue intanto prepara nuove sanzioni contro l'Iran. I ministri degli Esteri dell'Ue dovrebbero concordare di inserire le Guardie Rivoluzionarie iraniane nella "lista dei terroristi" dell'Unione, dopo la sanguinosa repressione delle proteste di massa. 

Approfondimenti:

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Questo liveblog termina qui:

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Trump e l'Iran: qual è il vero bersaglio? Tre scenari

Il Guardian ha ricostruito le prese di posizione del presidente americano sull’Iran nel solo ultimo mese, che sono passate da un’escalation all’altra senza una traiettoria riconoscibile. E allora resta da chiedersi quale sia il vero bersaglio della pressione americana. Forse l'Europa? Le spiegazioni possibili sono almeno tre.

Trump e l'Iran: qual è il vero bersaglio? Tre scenari

Trump e l'Iran: qual è il vero bersaglio? Tre scenari

Vai al contenuto

Iran, Ue: "Dai ministri via libera a designare i pasdaran come terroristi"

"Se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come un terrorista", ha dichiarato ai giornalisti l'Alta rappresentante dell'Ue per la politica estera Kaja Kallas. Sull'Iran, "stiamo aggiungendo nuove sanzioni all'elenco".

Ue: 'Dai ministri via libera a designare i pasdaran come terroristi'

Ue: 'Dai ministri via libera a designare i pasdaran come terroristi'

Vai al contenuto

Proteste in Iran, Time: “Potrebbero essere oltre 30mila i morti in 48 ore di repressione”

Lo riporta la rivista Time citando due alti funzionari del ministero della Salute iraniano coperti da anonimato. La stima, riferita alle sole giornate dell’8 e 9 gennaio, non include né i feriti ricoverati negli ospedali militari deceduti in seguito, né le vittime di aree per le quali non sono stati forniti bilanci ufficiali.

Proteste Iran, Time: “Possibili 30mila morti in 48 ore di repressione'

Proteste Iran, Time: “Possibili 30mila morti in 48 ore di repressione'

Vai al contenuto

Iran, esercito: "Basi Usa a tiro delle nostre armi"

Le basi Usa in Medio Oriente sono a tiro delle armi iraniane. Lo ha detto il portavoce dell'esercito iraniano che in un'intervista all'agenzia Isna ha minacciato: "Se il nemico fa una mossa folle e commette di nuovo un errore di calcolo, gli risponderemo immediatamente". Secondo il generale di brigata Mohammad Akraminia, "nella recente guerra, il piano dei nemici era quello di creare caos e anarchia eseguendo un'operazione militare fulminea, affrontare il regime con una seria sfida e rovesciarlo, e poi dividere l'Iran". Ma si è trattato, ha detti, "di un errore di calcolo da parte degli Stati Uniti" e in Iran "la coesione e l'unità del popolo sono maggiori di prima". "Non possiamo fare previsioni accurate sull'America di Trump, perché ci troviamo di fronte a un individuo narcisista e delirante che cambia continuamente le sue parole" ha aggiunto il generale, "siamo sicuramente preparati a uno scenario di guerra e il nostro dovere è garantire la sicurezza e creare e rafforzare la deterrenza; ma non possiamo dire nulla su cosa accadra'". "Le basi americane sono alla nostra portata" ha detto Akraminia, "Possiamo colpirle con armi semi-pesanti, droni e missili. La portata della guerra sarà molto ampia e l'intera regione dell'Asia occidentale, dal regime sionista ad alcuni Paesi in cui gli Stati Uniti hanno basi militari, sarà nel raggio d'azione dei nostri missili e droni". Se Trump "pensa di poterci attaccare e dopo due ore twittare che è tutto finito, si sbaglia: la nostra risposta sarà una tempesta di fuoco e travolgerà l'intera regione dell'Asia occidentale" ha concluso il general 

Iran, chi sono i guardiani della Rivoluzione: il corpo d'élite degli ayatollah

Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista.

Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani

Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani

Vai al contenuto

Hegseth: "Iran ha tutte le possibilità di raggiungere un accordo"

"Hanno tutte le possibilità di raggiungere un accordo. Non dovrebbero perseguire capacità nucleari. Saremo pronti a fare tutto ciò che questo presidente si aspetta": lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth parlando dell'Iran alla riunione di governo presieduta da Donald Trump.

Iran: nuove sanzioni da Ue. Ok per pasdaran tra terroristi

Tajani: "In Iran carneficina paragonabile a Gaza"

A far cambiare linea all'Italia riguardo all'iscrizione dei pasdaran nella lista Ue dei terroristi sono state "le migliaia e migliaia di morti che ci sono stati, trenta mila forse non sappiamo. Si parla di una carneficina, se a Gaza sono ci sono stati sessanta mila morti e in Iran trenta mila allora è una situazione paragonabile a Gaza, e davanti a tutto questo per forza dovevamo avere un atteggiamento di condanna". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Bruxelles.

Von der Leyen: bene designazione pasdaran, la aspettavamo

"Accolgo con favore l'accordo politico sulle nuove sanzioni contro il regime omicida iraniano e sulla designazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica come organizzazione terroristica. Era da tempo che lo aspettavamo". Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "'Terrorista' è proprio il termine con cui si definisce un regime che soffoca nel sangue le proteste del proprio popolo. L'Europa e' al fianco del popolo iraniano nella sua coraggiosa lotta per la liberta'", aggiunge.

Iran: "Designare i pasdaran come terroristi errore strategico dell'Ue"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha definito "un grave errore strategico" la decisione dell'Ue di inserire il "Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica" nella lista delle "organizzazione terroristiche".

Wadephul: pasdaran designati per ciò che sono

"L'Unione europea finalmente classifica i Guardiani della rivoluzione iraniani per quello che sono: un'organizzazione terroristica. La decisione presa oggi è un forte segnale politico - ed era ormai da tempo necessaria". Lo afferma in una nota il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul. "In questo modo, come Ue dimostriamo che vediamo ciò che sta accadendo in Iran. Ci schieriamo al fianco delle iraniane e degli iraniani. Difendiamo l'umanità - e ci opponiamo all'oppressione", aggiunge.

Tajani: "In Ue consenso su pasdaran come terroristi ma con Iran dialogo"

È emerso "il consenso" sulla definizione dei pasdaran come organizzazione terroristica ma "questo non significa che non si debba dialogare" con Teheran. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al margine del Consiglio Affari Esteri. 

La Turchia rinforzerà il confine con l'Iran in caso di raid Usa

La Turchia sta valutando ulteriori misure di sicurezza lungo il confine con l'Iran nel caso in cui ci fosse un attacco da parte degli Usa. "Se gli Stati Uniti attaccassero l'Iran e il regime cadesse, la Turchia sta pianificando ulteriori misure per rafforzare la sicurezza del confine", ha dichiarato il funzionario turco, riferiscono i media locali. Gran parte del confine tra Turchia e Iran, lungo 530 chilometri, è protetta da un muro ma "si è dimostrato insufficiente", ha aggiunto il funzionario turco, che ha chiesto l'anonimato. Sebbene le autorità turche abbiano evitato di utilizzare il termine "zona cuscinetto", le opzioni al vaglio includono il dispiegamento di più truppe e l'espansione dei sistemi di sorveglianza tecnologica.     La costruzione del muro al confine con l'Iran è iniziata nel 2021, come misura per fermare un potenziale afflusso di migranti afgani in fuga dal Paese, tramite l'Iran verso la Turchia, in seguito al ritorno al potere dei talebani. Secondo i dati ufficiali, il muro al confine dispone di 203 torri elettro-ottiche, 43 torri di sollevamento. 380 chilometri di muro modulare in cemento e 553 chilometri di trincee mentre droni effettuano ricognizioni 24 ore su 24 lungo tutta la linea di confine. Anche dopo l'esplosione delle proteste anti governative a fine dicembre in Iran e delle conseguenti tensioni con le forze dell'ordine, dove si stima che tra 6mila e 30mila persone siano rimaste uccise, il ministero della Difesa di Ankara ha dichiarato che per il momento non ci sono stati movimenti di massa verso la Turchia dall'Iran.

Ue: "Dai ministri via libera a designare i pasdaran come terroristi"

"I ministri degli Esteri dell'Ue hanno appena compiuto il passo decisivo di designare la Guardia rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica". Lo annuncia su X l'Alta rappresentante dell'Ue, Kaja Kallas. "La repressione non può restare senza risposta - sottolinea -. Ogni regime che uccide migliaia di suoi concittadini sta lavorando per la propria rovina".

Tajani ai ministri Ue, ritirato metà personale dell'ambasciata in Iran

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo al Consiglio Affari Esteri sul punto della possibile definizione dei pasdaran come terroristi, ha spiegato che la Farnesina ha intanto provveduto a fare un ritiro precauzionale di circa metà dipendenti italiani in Iran. E' quanto si apprende da fonti diplomatiche

Pezeshkian ordina diffusione nomi vittime disordini

Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha ordinato che vengano resi pubblici i nomi di tutte le vittime ed i "martiri" della recente ondata di proteste che ha scosso il Paese. Lo ha annunciato il vice responsabile delle comunicazioni dell'ufficio del presidente, Mehdi Tabatabaei, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Mehr.

Tabatabei ha precisato che, su direttiva di Pezeshkian, "saranno resi pubblici i nomi ed i dettagli essenziali di tutte le persone che hanno perso la vita nei recenti tragici incidenti". Ha aggiunto che è stato messo in atto un meccanismo specifico per garantire che qualsiasi informazione ritenuta contraddittoria venga attentamente esaminata e verificata, precisando che la decisione del governo è una "chiara risposta" alle "affermazioni inventate e alle statistiche manipolate".

Secondo Teheran, nelle proteste scoppiate a fine dicembre hanno perso la vita 3.117 persone, in gran parte uomini della sicurezza. Ben più pesante è il bilancio diffuso da media basati all'estero e attivisti, che sostegno che i morti siano stati decine di migliaia.

Iran: ministro Interno tra i 15 individui sanzionati da Ue

Il Consiglio dell'Unione europea ha deciso di imporre misure restrittive in relazione a gravi violazioni dei diritti umani in Iran e al continuo sostegno militare dell'Iran alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina. Le misure sono imposte nei confronti di ulteriori 15 persone e sei entita' responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran, a seguito della violenta repressione di proteste pacifiche, compreso l'uso della violenza, la detenzione arbitraria e tattiche di intimidazione da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti. Con questa decisione il Consiglio impone nuove sanzioni contro Eskandar Momeni, ministro dell'Interno dell'Iran e capo del Consiglio di sicurezza nazionale, e contro membri del sistema giudiziario iraniano, tra cui Mohammad Movahedi-Azad, procuratore generale, e Iman Afshari, giudice presidente. Inoltre, le designazioni odierne riguardano numerosi comandanti del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Irgc) e alti ufficiali della polizia e delle forze dell'ordine (Lef). 

Via libera dei ministri Ue a nuove sanzioni all'Iran

I ministri degli Esteri dell'Ue hanno adottato nuove sanzioni contro l'Iran. Lo si apprende da fonti diplomatiche europee. Nella lista delle misure restrittive - che includono il divieto di ingresso nel territorio europeo e il congelamento dei beni - entrano 21 soggetti, tra individui ed entità, coinvolti nella violenta repressione delle proteste nel Paese e 10 soggetti legati alla fornitura di armi da parte di Teheran alla Russia per la guerra contro l'Ucraina

Media: "Funzionari israeliani e sauditi a Washington su crisi con l'Iran"

Funzionari israeliani e sauditi saranno a Washington entro questa settimana per colloqui su una possibile azione militare americana in Iran. Lo riferisce Channel 12 citando Axios. I funzionari israeliani condivideranno informazioni su possibili obiettivi all'interno dell'Iran. I sauditi, secondo quanto appreso dai media, sono molto preoccupati per la possibilità di una guerra regionale e stanno cercando di contribuire a raggiungere una soluzione diplomatica. 

Wsj: "Teheran può infliggere danni reali agli Usa e ai suoi alleati"

La guerra dei 12 giorni nel giugno 2025 non è stata indolore per l'Iran, ma il regime ha mantenuto gran parte del suo arsenale di missili balistici intatto e dunque puo' infliggere danni reali agli Stati Uniti e ai suoi alleati in Medio Oriente. A lanciare l'allarme è il Wall Street Journal che tenta di ricostruire di quali armamenti disponga ancora Teheran. Secondo il quotidiano, l'Iran può contare ancora su circa 2.000 missili balistici di fascia media che possono colpire tutta la regione fino a Israele. Ha anche scorte significative di missili a corto raggio in grado di raggiungere le basi statunitensi nel Golfo e le navi nello stretto di Hormuz, anche se le stime di quei missili variano. Teheran possiede poi significative scorte di missili da crociera antinave, così come molti droni che possono minacciare le navi statunitensi. Mille in più da oggi, ha annunciato il capo dell'esercito. 

Media: "Altra nave Usa verso il Medio Oriente, ora sono 10"

Un'altra nave da guerra statunitense è arrivata in Medio Oriente, come mostrano i dati di tracciamento delle navi, mentre continuano a crescere le speculazioni su un possibile nuovo attacco degli Stati Uniti contro l'Iran. Lo scrive la Bbc Verify. Il cacciatorpediniere lanciamissili USS Delbert D Black è stato monitorato ieri mentre navigava attraverso il Canale di Suez verso il Golfo, come ha mostrato il sito di tracciamento MarineTraffic. Si ritiene che almeno 10 navi da guerra statunitensi si trovino ora in Medio Oriente, tra cui la portaerei USS Abraham Lincoln. 

Iran, Sikorski: "Violenze atroci richiedono contromisure"

"In Iran si sono verificate violenze atroci, e questo richiede delle contromisure. E spero che tali contromisure funzionino". Lo afferma il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski entrando alla riunione del Consiglio affari esteri a Bruxelles, rispondendo a una domanda sulla possibile designazione dei Pasdaran come terroristi da parte dell'Ue. "Esprimo la mia solidarietà al popolo iraniano, che è stato oppresso dal regime teocratico per troppo tempo", aggiunge. La svolta prevista in tal senso, come la possibile espulsione di personale iraniano da Paesi Ue, non sono elementi di cui il regime iraniano si preoccuperebbe particolarmente, rileva Sikorski, ma Teheran "dovrebbe prestare attenzione alla luce della crescente presenza militare statunitense nella regione. Sta giocando con il fuoco".

Teheran: "Abbiamo 1.000 nuovi droni, daremo risposta schiacciante"

L'esercito iraniano ha 1.000 nuovi droni. Di fronte alle minacce, il capo dell'esercito afferma di essere pronto a una "risposta schiacciante".  L'esercito iraniano ha spiegato di aver aggiunto 1.000 droni ai suoi reggimenti da combattimento, mentre il suo capo ha promesso una "risposta schiacciante" a qualsiasi attacco, ha riferito la televisione di Stato, dopo che gli Stati Uniti hanno dispiegato una forza d'attacco nelle acque regionali. "In linea con le minacce che stiamo affrontando, mantenere e potenziare i vantaggi strategici per un combattimento rapido e una risposta schiacciante a qualsiasi invasione (...) è sempre all'ordine del giorno dell'esercito", ha dichiarato il comandante dell'esercito iraniano Amir Hatami, citato dalla televisione di Stato. 

Berlino: "L'Iran cambi linea, serve un accordo sul nucleare"

"Spero che si possa giungere a un accordo positivo" sul nucleare iraniano, "perché nessuno ha bisogno di un altro conflitto. Ma il regime deve sapere che non può tornare ad agire come in passato". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all'arrivo alla riunione con gli omologhi europei. Il comportamento di Teheran, ha osservato, "ha già portato" i partner europei nel formato E3 "ad attivare il meccanismo di snapback", ovvero il ritorno delle sanzioni Onu contro Teheran nel quadro dell'accordo sul nucleare Jcpoa, "e finora non sembra che l'Iran abbia compreso la situazione", ha sottolineato Wadephul. Donald Trump "ha proposto al governo iraniano di raggiungere un accordo su punti importanti sollevati dagli europei nel formato E3, punti che sono significativi anche per la sicurezza di Israele. Questo, a sua volta, è di grande importanza per la Germania", ha evidenziato il titolare della diplomazia tedesca, auspicando "che si possa raggiungere un accordo sia sul programma missilistico che sul potenziale possesso di armi nucleari". 

Berlino: "Verso intesa Ue su pasdaran terroristi, successo per l'umanità"

"Il governo tedesco si è impegnato con forza affinché le Guardie della rivoluzione vengano inserite nel regime di sanzioni antiterrorismo. Sono molto fiducioso che oggi si possa arrivare a un risultato comune. E' una decisione urgente e necessaria perché il modo in cui le persone vengono picchiate, torturate, gettate in prigione e anche uccise o impiccate è drammatico, non solo per i numeri ma anche per la brutalità". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all'arrivo alla riunione con gli omologhi Ue. "Sono molto soddisfatto che molti Paesi abbiano ora dato il segnale che si arrivi finalmente a questa designazione: è un successo per il popolo iraniano, per l'umanità e per la comunità di valori Ue", ha sottolineato. "Siamo costantemente preoccupati per tutti i cittadini tedeschi" detenuti in Iran, "ma è chiaro che la Germania, e anche l'Europa, non devono mai essere ricattabili", ha aggiunto, ribadendo la necessità di "una chiara posizione europea". 

Iran, il Cremlino: "Potenziale per esiti positivi dei negoziati lungi dall'essere esaurito"

Il "potenziale" affinché i negoziati sull'Iran possano portare a risultati positivi è "lungi dall'essere esaurito". Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: "Continuiamo a invitare tutte le parti alla moderazione e ad astenersi dal ricorrere alla forza per risolvere questa controversia. Qualsiasi azione coercitiva non farebbe altro che seminare il caos nella regione".

Il Cremlino chiede "moderazione" agli Usa sull'Iran

Il Cremlino chiede "moderazione" agli Usa in merito a possibili azioni in Iran, ritenendo che le possibilità di una soluzione diplomatica "non sono esaurite". Eventuali azioni di forza rischiano di creare "il caos" nella regione, ha avvertito il portavoce, Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Tass.

Iran, il presidente parlamento: "Pronti al dialogo non alle imposizioni"

L'Iran è aperto al dialogo, ma non accetterà mai imposizioni. A chiarirlo è stato Mohammad Baqer Ghalibaf, presidente dell'Assemblea Consultiva Islamica, in un'intervista alla Cnn. "Quando non c'è garanzia per i diritti e i benefici economici del popolo iraniano e la dignità della nazione iraniana non è rispettata, naturalmente non c'è negoziato perchè non consideriamo dettare, imporre e arrendersi come una trattativa", ha detto a quanto riporta l'agenzia Isna. "Se il dialogo è reale e rientra nel quadro delle norme e dei dialoghi internazionali, sì, sono d'accordo, ma sulla base dell'esperienza e delle circostanze passate, il presidente degli Stati Uniti cerca di imporre la sua opinione e poi la guerra", ha spiegato. "Non rifiutiamo il principio di dialogo e diplomazia, ma la diplomazia deve essere reale, equilibrata, affidabile e con rispetto reciproco per entrambe le parti e garantita", ha insistito il presidente del parlamento, "dialogo e diplomazia all'ombra delle minacce, della guerra e del potere militare non risolvono alcun problema, ma aumentano tensioni e insicurezza".

Media: "Trump valuta attacchi all'Iran per ispirare nuove proteste"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta valutando diverse opzioni contro l'Iran, tra cui anche attacchi mirati contro le forze di sicurezza e i leader per motivare i manifestanti. Lo scrive Reuters sul suo sito. Due fonti statunitensi a conoscenza delle discussioni hanno affermato che Trump voleva creare le condizioni per un "cambio di regime" dopo che una repressione ha schiacciato il movimento di protesta, uccidendo migliaia di persone. Per farlo, Trump stava valutando  appunto opzioni per colpire comandanti e istituzioni che Washington ritiene responsabili della violenza, per dare ai manifestanti la fiducia di poter invadere edifici governativi e di sicurezza. Una delle fonti statunitensi citate da Reuters ha affermato che le opzioni discusse dai collaboratori di Trump includevano anche un attacco molto più ampio, destinato ad avere un impatto duraturo, possibilmente contro i missili balistici che possono raggiungere gli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente o i suoi programmi di arricchimento nucleare. L'altra fonte statunitense ha affermato che Trump non ha ancora preso una decisione definitiva su una linea d'azione, inclusa l'eventuale scelta di intraprendere la via militare. 

Kallas: "L'Ue inserirà le Guardie dell'Iran nella lista dei terroristi". VIDEO

Petrolio: corre, Brent a 70 dlr prima volta da settembre

I prezzi del petrolio continuano a salire per il terzo giorno consecutivo, sulla scia dei crescenti timori che gli Stati Uniti possano sferrare un attacco militare contro l'Iran, importante produttore di greggio, che potrebbe interrompere le forniture dal Medio Oriente. I future sul Brent salgono del 2,47% a 70,1 dollari al barile per la prima volta da settembre. Il Wti guadagna il 2,65% a 64,88 dollari.

Iran, Belgio: "Speriamo in ok pasdaran lista terroristi già oggi"

Sull'inserimento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica nella lista dei gruppi terroristici, "francamente spero che sia possibile raggiungere un risultato entro la fine della giornata". Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri del Belgio, Maxime Prevot, al suo arrivo alla riunione del Consiglio Esteri Ue. "Molti paesi dell'Ue, il Belgio, ma anche altri e Paesi piu' grandi, stanno spingendo per inserire l'Irgc nella lista europea dei terroristi, quindi spero che sara' possibile raggiungere questo risultato, se non oggi, presto", ha aggiunto. Questo, ha concluso, potrebbe "inviare un segnale chiaro al popolo iraniano, ovviamente, ma anche alle autorita' iraniane, che e' legittimo che le persone chiedano maggiori liberta' e che il modo in cui hanno risposto alla recente manifestazione non e' accettabile".

Iran, Spagna: "Sì a pasdaran in lista terroristi"

"La Spagna sostiene tutte le sanzioni contro l'Iran in questo momento e sostiene certamente quelle che includono il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica nella lista dei gruppi terroristici". Lo ha dichiarato il ministro degli esteri spagnolo, Jose' Manuel Albares Bueno, al suo arrivo alla riunione del Consiglio Esteri Ue. "Purtroppo, non abbiamo nulla da soppesare, perche' quando vediamo la situazione in Iran, quando vediamo una repressione cieca e indiscriminata, con tensioni arbitrarie e una situazione per le donne iraniane che ci preoccupa terribilmente, credo che sia responsabilita' e obbligo dell'Unione europea usare tutti gli strumenti a nostra disposizione per fermare questa repressione e stare al fianco del popolo iraniano", ha aggiunto. "Sono stato chiaro fin dall'inizio sul fatto che questa sia la strada da seguire, perche' questi sono gli strumenti di cui dispone l'Unione europea", ha concluso.

Ankara, domani il ministro degli Esteri iraniano in Turchia

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, si recherà domani in visita ufficiale in Turchia, dove ha in programma un incontro con l'omologo turco Hakan Fidan. Lo hanno annunciato fonti nel ministero degli Esteri di Ankara, sottolineando che uno dei temi al centro dei colloqui sarà la recente crisi tra Iran e Stati Uniti, nel contesto delle proteste anti governative nella Repubblica islamica e del dispiegamento militare degli Usa nelle acque del Medio Oriente. Durante l'incontro, Fidan "ribadirà che la Turchia è contraria agli interventi militari in Iran", sottolineando che "la Turchia è pronta a contribuire alla risoluzione delle attuali tensioni attraverso il dialogo" e che Ankara "sostiene il raggiungimento di una soluzione pacifica per il programma nucleare iraniano in tempi brevi ed è pronta a fornire assistenza se necessario", hanno dichiarato le fonti. Tra gli altri argomenti al centro del colloquio ci saranno la situazione a Gaza e in Siria e le relazioni bilaterali a livello economico ed energetico.

Dissidenti iraniani: "La designazione Ue dei pasdaran è in ritardo di 30 anni"

"La designazione dell'Ue dei pasdaran come organizzazione terroristica, organo cardine della repressione e dell'esportazione del terrorismo, è in ritardo di almeno trent'anni". Lo afferma in una nota la presidente eletta del Consiglio nazionale della resistenza iraniana, Maryam Rajavi, in vista della decisione dei ministri degli Esteri europei.     "Oltre quarant'anni di appeasement e di dibattiti prolungati sono sufficienti. La decisione di designare i pasdaran, un'istituzione sinonimo di ignoranza e crimine, non deve essere ulteriormente rinviata", sottolinea la leader della resistenza, aggiungendo che "così come il popolo iraniano chiese in passato lo smantellamento della criminale Savak dello Scià, oggi insiste con determinazione per la dissoluzione dei pasdaran".     "La Resistenza iraniana ha sempre sostenuto che, se il regime clericale non fosse impegnato nella repressione interna, nella guerra e nell'esportazione dell'estremismo e del terrorismo, un unico esercito nazionale sarebbe più che sufficiente - evidenzia ancora Rajavi -. Non vi è alcuna giustificazione per imporre al popolo iraniano, già provato e privato dei suoi diritti, l'ulteriore peso politico, economico e umano rappresentato dai pasdaran".     "Il popolo iraniano non tollererà più istituzioni fondate sulla tortura e sulla repressione", conclude.

Iran: Araghchi domani in Turchia. Fidan: no a azione militare

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e' atteso domani in Turchia, intenzionata a svolgere un ruolo di mediazione per alleviare le tensioni tra Teheran e Washington. Lo ha reso noto un funzionario del ministero degli Esteri turco. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan "ribadira' l'opposizione della Turchia a qualsiasi intervento militare contro l'Iran, insistendo sui rischi di un'iniziativa del genere per la regione e il mondo", e indichera' che "la Turchia e' pronta a contribuire alla risoluzione delle tensioni attuali attraverso il dialogo", ha detto la fonte.

Media: "Erdogan vuole un summit con Usa e Iran per de-escalation"

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha proposto all'omologo statunitense, Donald Trump, di tenere un incontro tra Turchia, Usa e Iran per cercare di alleviare le tensioni tra Washington e Teheran, nel contesto delle proteste antigovernative in varie città iraniane e del dispiegamento militare americano in Medio Oriente. "Posso anche dire che il presidente (Erdogan) ha chiesto un incontro trilaterale di massimo livello, che includa la Turchia, che riunisca le parti interessate: Stati Uniti e Iran. Si sta anche valutando di farlo in teleconferenza. Pare che Trump sia favorevole alla proposta di Erdogan", ha scritto l'editorialista Hande Firat, ritenuta vicina al governo, sul quotidiano Hurriyet, facendo riferimento a una recente telefonata tra Erdogan e Trump, mentre il presidente turco ha avuto un colloquio telefonico anche con l'omologo iraniano, Masoud Pezeshkian.    Nel suo editoriale, Firat descrive un'azione diplomatica molto attiva da parte della Turchia, seppure dietro le quinte, per cercare di abbassare le tensioni tra Iran e Stati Uniti, citando frequenti telefonate tra il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, e Marco Rubio, l'ambasciatore americano in Turchia Tom Barrack e l'omologo iraniano, Abbas Araghchi. "Il Ministro degli Esteri iraniano sarà in visita in Turchia per incontrare Hakan Fidan" nei prossimi giorni, ha aggiunto Firat nel suo editoriale, sottolineando l'importanza di questo incontro, che ufficialmente non è ancora stato annunciato.    Da quando è iniziata la recente crisi tra Iran e Stati Uniti, il presidente Erdogan e il governo turco hanno in più occasioni affermato che la Turchia è contraria ad attacchi contro l'Iran mentre la Repubblica islamica dovrebbe accettare di negoziare con Washington.

Iran, Turchia: "Pronti a rafforzare la sicurezza al confine"

"La Turchia sta pianificando misure aggiuntive per rafforzare la  sicurezza al confine qualora gli Stati Uniti attaccassero l'Iran e il  regime cadesse". Lo ha detto all'agenzia Afp un funzionario turco di  alto grado coperto da anonimato.  Turchia e Iran condividono un confine di oltre 500 chilometri. Lungo parte della frontiera sorge un muro.

Tajani: "Non mi risulta presenza pasdaran ai Giochi di Milano-Cortina"

"Non mi risulta la presenza dei pasdaran con la delegazione iraniana" alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al suo arrivo al Consiglio Esteri Ue.

Iran, Rajavi: "Popolo si aspetta Pasdaran in lista nera Ue"

La Resistenza iraniana si aspetta che l'Unione europea inserisca i Guardiani della Rivoluzione (Irgc) nella lista nera delle organizzazioni terroristiche. "Tutti gli occhi sono puntati sulla riunione del Consiglio Affari esteri" di oggi, ha scritto su X Maryam Rajavi, presidente eletto del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Ncri). "Il popolo iraniano e la Resistenza iraniana - dopo innumerevoli martiri - attendono con impazienza che l'Ue designi l'Irgc come organizzazione terroristica, con il consenso di tutti gli Stati membri e l'adesione degli altri Paesi europei", ha spiegato. "L'Irgc e' il principale strumento di repressione del regime e l'esportazione di terrorismo e guerra. Questa decisione e' attesa da decenni", ha ricordato, "quarant'anni di pacificazione e dibattiti infiniti sono sufficienti. Non rimandate oltre". Se il regime "non avesse davvero intenzione di reprimere, fomentare la guerra o esportare il terrorismo, un singolo esercito sarebbe sufficiente. Il popolo iraniano non dovrebbe essere costretto a sopportare il costo aggiuntivo dei Pasdaran, oltre alle proprie sofferenze", ha concluso.

Tajani: "su pasdaran oggi ok politico; grande convergenza

"Ci sono due cose. La prima e' la lista dei pasdaran che verranno sanzionati. Mi pare che ci sia gia' un accordo politico, quindi questa lista sara' assolutamente approvata. La seconda riguarda l'avvio verso un accordo politico per inserire i Pasdaran, in quanto tali, nell'elenco delle organizzazioni terroristiche. Oggi ci sara' un passaggio, una decisione politica; poi la decisione concreta arrivera' nel giro di qualche settimana". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue. "Mi pare pero' che ci sia una grande convergenza da parte di tutti i Paesi europei su questa decisione, dopo cio' che e' accaduto nelle scorse settimane: una repressione che ha portato a migliaia e migliaia di morti tra i manifestanti. Trenta mila, non lo so, ma comunque si tratta di migliaia, migliaia e migliaia, e questo e' veramente inaccettabile", ha aggiunto.

Kallas: Ue inserirà Guardie Iran in lista terroristi. VIDEO

Kallas: Ue inserirà Guardie Iran in lista terroristi | Video Sky - Sky TG24

Kallas: Ue inserirà Guardie Iran in lista terroristi | Video Sky - Sky TG24

Vai al contenuto

Tajani: "Grande convergenza in Ue sui pasdaran in lista terroristi"

"Si sta andando verso un accordo politico per inserire i pasdaran nell'elenco delle organizzazioni terroristica. Oggi ci sarà una decisione politica, poi quella concreta nelle prossime settimane. Ma mi pare ci sia una grande convergenza da parte di tutti i Paesi dopo quello che è accaduto nelle scorse settimane." Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al suo arrivo alla riunione con gli omologhi europei.

Borsa: l'Europa apre contrastata tra le trimestrali e le tensioni Usa-Iran

Avvio in ordine sparso per le Borse europee. I mercati, dopo la Fed e le parole di Jerome Powell, guardano con attenzione ai risultati finanziari del 2025 ed alle prospettive per l'anno in corso. Sotto i riflettori restano le tensioni geopolitiche, in particolare tra Usa e Iran. Avvio positivo per Parigi (+0,76%) e Londra (+0,26%). In calo Francoforte (-0,51%).

Belgio: "Su pasdaran in lista Ue terroristi spero in risultato oggi stesso"

"Il Belgio è al fianco dei cittadini iraniani che desiderano legittimamente vedere realizzate le proprie aspirazioni democratiche e sottolineiamo che un anno fa, quando è stato formato il nuovo governo belga, abbiamo dichiarato esplicitamente nel nostro accordo di coalizione di voler inserire le Guardie Rivoluzionarie nella lista dei gruppi terroristici dell'Unione Europea. Continuiamo quindi a sostenere questa posizione insieme ad altri alleati europei, soprattutto alla luce delle atrocità e della repressione osservate nelle ultime settimane". Lo ha detto ministro degli Affari esteri belga, Maxime Prevot arrivando al Consiglio Affari Esteri.     "Sembra che alcuni Stati membri siano ancora preoccupati. Francamente, spero che sia possibile raggiungere un risultato entro la fine della giornata. Molti paesi dell'Ue, il Belgio, ma anche altri e Paesi più grandi stanno spingendo per inserire l'Irgc nella lista europea dei terroristi, quindi spero che sarà possibile, se non oggi, presto, raggiungere questo risultato", ha aggiunto Prevot.

Usa: "Teheran forza le famiglie dei manifestanti morti a false confessioni"

Le famiglie in lutto dei manifestanti antigovernativi uccisi in Iran sono costrette a firmare "false confessioni in cui si afferma che i defunti erano sostenitori del regime della Repubblica Islamica, con la minaccia che altrimenti i corpi non saranno rilasciati o saranno bruciati". Lo scrive sul  suo account in lingua farsi il Dipartimento di Stato americano. Il comunicato pubblicato su X afferma anche che il governo iraniano ha distrutto l'economia del Paese e "ha reso la popolazione incapace di soddisfare i propri bisogni primari; questa è stata una delle tante ragioni delle proteste del popolo iraniano". Ora, aggiunge, le famiglie in lutto, che sono "esse stesse vittime di difficoltà economiche, sono costrette a chiedere prestiti solo per recuperare e seppellire i corpi dei loro cari". "Lo sfruttamento del dolore degli iraniani da parte del regime della Repubblica Islamica è detestabile e disumano. Il regime della Repubblica Islamica tratta i cittadini iraniani con la massima brutalità, costringendo le famiglie a sopportare richieste impossibili per riavere indietro i corpi dei propri cari. Questa ferocia non conosce limiti" conclude il messaggio.

Spagna: "Pronti a sanzioni contro le Guardie Rivoluzionarie iraniane"

"Condanniamo la repressione senza senso del popolo iraniano e per questo ci prepariamo a qualsiasi misura contro il regime incluse quelle che coinvolgono le Guardie Rivoluzionarie". Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares arrivando al Consiglio Affari Esteri.

Barrot conferma: "Parigi a favore della definizione dei pasdaran come terroristi"

"In Iran, la repressione che si è abbattuta sulla rivolta pacifica del popolo iraniano non può restare senza risposta. Il coraggio degli iraniani non può restare vano. E' per questo motivo che oggi adotteremo sanzioni europee nei confronti dei responsabili di questa repressione. Ed è per questo che la Francia ha annunciato ieri che sosterrà l'inserimento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Ue". Lo ha spiegato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, arrivando al Consiglio Affari Esteri.

Il prezzo del petrolio sale con l'Iran, Brent vicino a 70 dollari

Il prezzo del petrolio sale dopo le minacce di Donald Trump all'Iran. Il Wti americano guadagna l'1,55% portandosi a 64,14 dollari e registrando i massimi da settembre scorso. Simile l'andamento del Brent che si avvicina a 70 dollari al barile. Il contratto per marzo del greggio di riferimento europeo è infatti in rialzo dell'1,49% a 69,42 dollari. Per il Brent i livelli attuali sono i più alti da luglio

Oro in impennata, prezzo spot a 5.564 dollari l'oncia

I prezzi dell'oro sono saliti a un nuovo record vicino ai 5.600 dollari  l'oncia, mentre il petrolio ha registrato un rialzo dopo che Donald  Trump ha intensificato le tensioni geopolitiche con la minaccia di un  attacco militare all'Iran. L'impennata dei metalli preziosi, beni  rifugio, ha visto anche l'argento raggiungere un altro picco, favorito  anche dall'indebolimento del dollaro.

Iran, convocata ambasciatrice italiana dopo parole Tajani su pasdaran

Teheran ha deciso di convocare l'ambasciatrice italiana, Paola Amadei,  presso il ministero degli Esteri dopo quelle che le autorità della  Repubblica islamica hanno definito "dichiarazioni irresponsabili del  ministro degli Esteri italiano" relative ai Guardiani della Rivoluzione.  Lo ha riportato il sito Iran International.

Iran, convocata ambasciatrice italiana dopo parole Tajani su pasdaran

Iran, convocata ambasciatrice italiana dopo parole Tajani su pasdaran

Vai al contenuto

Borsa: l'Asia chiude positiva dopo la Fed, si guarda all'Iran

Le Borse asiatiche chiudono in rialzo, dopo la riunione della Fed e le indicazioni giunte dal presidente Jerome Powell. Lo sguardo dei mercati è rivolto alle tensioni geopolitiche, in particolare tra Usa e Iran, con le materie prime in rialzo.    Poco mossa Tokyo (+0,03%). Sul mercato valutario la divisa nipponica scambia poco sopra a 153 sul dollaro, e a 183,66 sull'euro. A contrattazioni ancora in corso sono in rialzo Hong Kong (+0,3%) e Shanghai (+0,1%) e Seul (+0,9%). Deboli Shenzhen (-0,4%) e Mumbai (-0,2%).    Sul fronte macroeconomico in arrivo gli indicatori di fiducia dell'Eurozona e dall'Italia le vendite industriali. Dagli Stati Uniti attesi i dati sul mercato del lavoro tra cui i sussidi di disoccupazione, la bilancia commerciale e gli ordini di fabbrica.

Iran, Barrot: "Pasdaran in lista terroristi; no a impunità"

"In Iran, la repressione insostenibile che si e' abbattuta sulla rivolta pacifica del popolo iraniano non puo' restare senza risposta. E' per questo motivo che oggi adotteremo sanzioni europee nei confronti dei responsabili di questa repressione". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue. "Piu' di 20 individui ed entita' vedranno i loro beni congelati e sara' loro vietato l'accesso al territorio europeo. Probabilmente sara' necessario andare oltre, ed e' per questo che la Francia ha annunciato ieri che sosterra' l'inserimento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione europea, perche' non puo' esserci alcuna impunita' per i crimini commessi" ha concluso.

Iran, Barrot: "Appello a regime perchè liberi prigionieri"

"Questa posizione della Francia", di sostenere la designazione del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica come organizzazione terroristica, "e' anche un appello: un appello alle autorita' iraniane a liberare i prigionieri che, a decine di migliaia, sono stati gettati nelle carceri del regime; a porre fine alle esecuzioni che proseguono una repressione che e' stata la piu' violenta della storia contemporanea dell'Iran; a ristabilire l'accesso alle comunicazioni e a Internet; e a restituire al popolo iraniano la capacita' di decidere da solo e per se stesso il proprio futuro. Nessun altro puo' farlo al suo posto". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue. "La nostra priorita' in questo contesto, con il rischio sempre presente di un'escalation regionale, e' la sicurezza dei nostri cittadini, delle nostre strutture e anche dei due ostaggi francesi che si trovano in sicurezza presso l'Ambasciata di Francia e dei quali esigiamo la liberazione definitiva e immediata", ha aggiunto.

Kallas: "Ue verso inserimento delle Guardie iraniane in lista terroristi"

I ministri degli Esteri dell'Ue dovrebbero concordare di inserire le Guardie Rivoluzionarie iraniane nella "lista dei terroristi" dell'Unione, dopo la sanguinosa repressione delle proteste di massa. Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue. "Se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come un terrorista", ha dichiarato ai giornalisti la diplomatica di alto rango Kaja Kallas prima della riunione dei ministri a Bruxelles.

Kallas: "Oggi mi aspetto Irgc in lista terroristi"

 Sull'Iran, "stiamo aggiungendo nuove sanzioni all'elenco e mi aspetto anche che concorderemo sull'inserimento delle Guardie della rivoluzione iraniane nella lista delle organizzazioni terroristiche. Questo li mettera' sullo stesso piano di al-Qaeda, Hamas e Daesh". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, all'arrivo alla riunione del Consiglio Esteri Ue. "Se ti comporti come un terrorista, dovresti essere trattato come un terrorista. E' chiaro cio' che vediamo: il numero delle vittime e le proteste che ci sono state in Iran, cosi' come i mezzi adottati dal regime, sono davvero, davvero severi. Per questo stiamo anche inviando un messaggio chiaro: se si reprimono le persone, questo ha un costo, e si verra' sanzionati anche per questo", ha aggiunto.

Iran, media: "Trump valuta opzioni di attacco 'ampliate' da arrivo portaerei Lincoln"

Il presidente Donald Trump sta valutando la possibilità di un nuovo  attacco contro l'Iran dopo che le discussioni preliminari tra Washington  e Teheran sulla limitazione del programma nucleare del paese e sulla  produzione di missili balistici non hanno portato progressi. A scriverne  è la Cnn, che cita fonti a conoscenza delle discussioni interne   all'amministrazione americana.  Tra  le opzioni per un potenziale attacco all'Iran, il presidente americano  Donald Trump starebbe valutando quelle di attacchi aerei militari  statunitensi diretti contro i leader iraniani e i funzionari della  sicurezza ritenuti responsabili delle uccisioni di manifestanti,  attacchi contro siti nucleari iraniani e istituzioni governative. Trump  non ha ancora preso una decisione definitiva su come procedere ma  ritiene che le sue opzioni militari siano state ampliate rispetto  all'inizio di questo mese, ora che un gruppo d'attacco di portaerei  statunitensi è presente nella regione: il Gruppo della Portaerei USS  Abraham Lincoln è entrato nell'Oceano Indiano lunedì e continua ad  avvicinarsi all'Iran, dove potrebbe supportare eventuali operazioni  contro il paese o a protezione degli alleati regionali. Gli Stati Uniti e l'Iran avevano scambiato messaggi - anche tramite  diplomatici omaniti e tra l'inviato di Trump Steve Witkoff e il ministro  degli esteri iraniano, Abbas Araghchi - all'inizio di questo mese  riguardo a un possibile incontro per evitare un attacco statunitense,  che Trump aveva minacciato in risposta alla repressione dei  manifestanti.  Si è avuta una  breve discussione su un incontro di persona, ma non si è mai  concretizzato, ha spiegato una fonte. Non ci sono state trattative  dirette vere e proprie tra Stati Uniti e Iran, perché  Trump ha  intensificato le minacce di azione militare negli ultimi giorni.

Iran, media: "Trump valuta attacco per innescare nuove proteste"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta valutando un attacco all'Iran con l'obiettivo di incoraggiare i manifestanti antigovernativi a scendere di nuovo nelle strade. E' quanto riportano fonti ben informate a Reuters, secondo cui e' allo studio la possibilita' di colpire direttamente i vertici della Repubblica Islamica e le sue forze di sicurezza. Tel Aviv pero', riporta una fonte israeliana, non ritiene che una campagna di attacchi aerei sia sufficiente a ottenere un cambio di regime a Teheran.

Petrolio: prezzi in rialzo in Asia su tensioni Iran

I prezzi del petrolio sono aumentati di oltre l'1% nelle contrattazioni asiatiche, prolungando i guadagni per il terzo giorno consecutivo. A condizionare sono i crescenti timori che gli Stati Uniti possano sferrare un attacco militare contro l'Iran, importante produttore mediorientale, che potrebbe interrompere le forniture dalla regione. I future sul Brent sono aumentati dell'1,25% a 69,25 dollari al barile. Il Wti e' salito dell'1,51% a 64,16 dollari al barile.

Iran, media: "Erdogan ha proposto a Trump vertice trilaterale"

Il presidente turco Recepir Tayyip Erdogan ha proposto all'omologo Usa, Donald Trump, un vertice trilaterale in videoconferenza con l'Iran per evitare un conflitto, mentre crescono le minacce di un attacco aereo americano alla Repubblica Islamica. Lo scrive il quotidiano filogovernativo turco Hurriyet. La telefonata, riferisce il quotidiano, risale allo scorso 27 gennaio e il presidente degli Stati Uniti "avrebbe reagito in modo positivo". Questa settimana, aggiunge Hurriyet, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, si rechera' in Turchia per incontrare l'omologo di Ankara, Hakan Fidan, con il quale ha avuto ieri una conversazione telefonica con l'obiettivo di cercare strade per abbassare le tensioni con Washington.

Iran: colloqui con Arabia Saudita, Qatar e Turchia

Il Ministero degli Esteri egiziano ha affermato che il ministro Badr Abdelatty ha parlato con il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e separatamente con l'inviato statunitense per il Medio Oriente, Steve Witkoff, per "lavorare per raggiungere la calma, al fine di evitare che la regione scivoli in nuovi cicli di instabilità"

Media, Usa pronti a schierare sistema di difesa Thaad in Medio Oriente

Gli Stati Uniti intendono schierare uno o più sistemi di difesa missilistica Thaad in Medio Oriente. Lo afferma Cnn citando alcune fonti, secondo le quali gli Stati Uniti si starebbero preparando a una possibile contro l'Iran ma nulla è ancora stato deciso

Mondo: I più letti