Iran, Trump: “Il tempo stringe”. Bruxelles prepara nuove sanzioni. LIVE

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Gli Stati Uniti intendono schierare uno o più sistemi di difesa missilistica Thaad in Medio Oriente, secondo fonti di stampa Usa. E stando a quanto riferito da funzionari americani e europei gli Stati Uniti avrebbero posto tre richieste chiave agli iraniani: la fine definitiva di ogni arricchimento dell'uranio e smaltimento delle attuali scorte, limiti alla gittata e al numero dei missili balistici e la fine di ogni sostegno ad Hamas, Hezbollah e agli Houthi che operano in Yemen

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Trump torna a minacciare Teheran dopo l'ondata di proteste represse nel sangue dal regime. "Un'imponente armata, guidata dalla portaerei Lincoln, si sta dirigendo verso l'Iran. Il tempo stringe per trovare un accordo" sul nucleare, senza il quale "il prossimo attacco sarà molto peggio" di quello sferrato a giugno, avverte il presidente Usa. "In caso di attacco reagiremo come mai prima d'ora", la replica di Teheran. 

Gli Stati Uniti intendono schierare uno o più sistemi di difesa missilistica Thaad in Medio Oriente, secondo fonti di stampa Usa. Trump non ha fornito dettagli specifici sull'accordo richiesto ma funzionari statunitensi ed europei affermano che, durante i colloqui, gli Stati Uniti hanno posto tre richieste agli iraniani: la fine definitiva di ogni arricchimento dell'uranio e smaltimento delle attuali scorte, limiti alla gittata e al numero dei missili balistici e la fine di ogni sostegno ad Hamas, Hezbollah e agli Houthi che operano in Yemen.

La Cina mette in guardia contro qualsiasi "avventurismo militare", ma anche il cancelliere tedesco Merz avverte: "Usando il terrore, il regime ha i giorni contati". L'Ue intanto prepara nuove sanzioni contro l'Iran. I ministri degli Esteri dell'Ue dovrebbero concordare di inserire le Guardie Rivoluzionarie iraniane nella "lista dei terroristi" dell'Unione, dopo la sanguinosa repressione delle proteste di massa. Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue. Tajani: “Grande convergenza in Ue sui pasdaran in lista terroristi”. 

Approfondimenti:

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Ankara, domani il ministro degli Esteri iraniano in Turchia

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, si recherà domani in visita ufficiale in Turchia, dove ha in programma un incontro con l'omologo turco Hakan Fidan. Lo hanno annunciato fonti nel ministero degli Esteri di Ankara, sottolineando che uno dei temi al centro dei colloqui sarà la recente crisi tra Iran e Stati Uniti, nel contesto delle proteste anti governative nella Repubblica islamica e del dispiegamento militare degli Usa nelle acque del Medio Oriente. Durante l'incontro, Fidan "ribadirà che la Turchia è contraria agli interventi militari in Iran", sottolineando che "la Turchia è pronta a contribuire alla risoluzione delle attuali tensioni attraverso il dialogo" e che Ankara "sostiene il raggiungimento di una soluzione pacifica per il programma nucleare iraniano in tempi brevi ed è pronta a fornire assistenza se necessario", hanno dichiarato le fonti. Tra gli altri argomenti al centro del colloquio ci saranno la situazione a Gaza e in Siria e le relazioni bilaterali a livello economico ed energetico.

Dissidenti iraniani: "La designazione Ue dei pasdaran è in ritardo di 30 anni"

"La designazione dell'Ue dei pasdaran come organizzazione terroristica, organo cardine della repressione e dell'esportazione del terrorismo, è in ritardo di almeno trent'anni". Lo afferma in una nota la presidente eletta del Consiglio nazionale della resistenza iraniana, Maryam Rajavi, in vista della decisione dei ministri degli Esteri europei.     "Oltre quarant'anni di appeasement e di dibattiti prolungati sono sufficienti. La decisione di designare i pasdaran, un'istituzione sinonimo di ignoranza e crimine, non deve essere ulteriormente rinviata", sottolinea la leader della resistenza, aggiungendo che "così come il popolo iraniano chiese in passato lo smantellamento della criminale Savak dello Scià, oggi insiste con determinazione per la dissoluzione dei pasdaran".     "La Resistenza iraniana ha sempre sostenuto che, se il regime clericale non fosse impegnato nella repressione interna, nella guerra e nell'esportazione dell'estremismo e del terrorismo, un unico esercito nazionale sarebbe più che sufficiente - evidenzia ancora Rajavi -. Non vi è alcuna giustificazione per imporre al popolo iraniano, già provato e privato dei suoi diritti, l'ulteriore peso politico, economico e umano rappresentato dai pasdaran".     "Il popolo iraniano non tollererà più istituzioni fondate sulla tortura e sulla repressione", conclude.

Iran: Araghchi domani in Turchia. Fidan: no a azione militare

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e' atteso domani in Turchia, intenzionata a svolgere un ruolo di mediazione per alleviare le tensioni tra Teheran e Washington. Lo ha reso noto un funzionario del ministero degli Esteri turco. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan "ribadira' l'opposizione della Turchia a qualsiasi intervento militare contro l'Iran, insistendo sui rischi di un'iniziativa del genere per la regione e il mondo", e indichera' che "la Turchia e' pronta a contribuire alla risoluzione delle tensioni attuali attraverso il dialogo", ha detto la fonte.

Media: "Erdogan vuole un summit con Usa e Iran per de-escalation"

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha proposto all'omologo statunitense, Donald Trump, di tenere un incontro tra Turchia, Usa e Iran per cercare di alleviare le tensioni tra Washington e Teheran, nel contesto delle proteste antigovernative in varie città iraniane e del dispiegamento militare americano in Medio Oriente. "Posso anche dire che il presidente (Erdogan) ha chiesto un incontro trilaterale di massimo livello, che includa la Turchia, che riunisca le parti interessate: Stati Uniti e Iran. Si sta anche valutando di farlo in teleconferenza. Pare che Trump sia favorevole alla proposta di Erdogan", ha scritto l'editorialista Hande Firat, ritenuta vicina al governo, sul quotidiano Hurriyet, facendo riferimento a una recente telefonata tra Erdogan e Trump, mentre il presidente turco ha avuto un colloquio telefonico anche con l'omologo iraniano, Masoud Pezeshkian.    Nel suo editoriale, Firat descrive un'azione diplomatica molto attiva da parte della Turchia, seppure dietro le quinte, per cercare di abbassare le tensioni tra Iran e Stati Uniti, citando frequenti telefonate tra il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, e Marco Rubio, l'ambasciatore americano in Turchia Tom Barrack e l'omologo iraniano, Abbas Araghchi. "Il Ministro degli Esteri iraniano sarà in visita in Turchia per incontrare Hakan Fidan" nei prossimi giorni, ha aggiunto Firat nel suo editoriale, sottolineando l'importanza di questo incontro, che ufficialmente non è ancora stato annunciato.    Da quando è iniziata la recente crisi tra Iran e Stati Uniti, il presidente Erdogan e il governo turco hanno in più occasioni affermato che la Turchia è contraria ad attacchi contro l'Iran mentre la Repubblica islamica dovrebbe accettare di negoziare con Washington.

Iran, Turchia: "Pronti a rafforzare la sicurezza al confine"

"La Turchia sta pianificando misure aggiuntive per rafforzare la  sicurezza al confine qualora gli Stati Uniti attaccassero l'Iran e il  regime cadesse". Lo ha detto all'agenzia Afp un funzionario turco di  alto grado coperto da anonimato.  Turchia e Iran condividono un confine di oltre 500 chilometri. Lungo parte della frontiera sorge un muro.

Tajani: "Non mi risulta presenza pasdaran ai Giochi di Milano-Cortina"

"Non mi risulta la presenza dei pasdaran con la delegazione iraniana" alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al suo arrivo al Consiglio Esteri Ue.

Iran, Rajavi: "Popolo si aspetta Pasdaran in lista nera Ue"

La Resistenza iraniana si aspetta che l'Unione europea inserisca i Guardiani della Rivoluzione (Irgc) nella lista nera delle organizzazioni terroristiche. "Tutti gli occhi sono puntati sulla riunione del Consiglio Affari esteri" di oggi, ha scritto su X Maryam Rajavi, presidente eletto del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Ncri). "Il popolo iraniano e la Resistenza iraniana - dopo innumerevoli martiri - attendono con impazienza che l'Ue designi l'Irgc come organizzazione terroristica, con il consenso di tutti gli Stati membri e l'adesione degli altri Paesi europei", ha spiegato. "L'Irgc e' il principale strumento di repressione del regime e l'esportazione di terrorismo e guerra. Questa decisione e' attesa da decenni", ha ricordato, "quarant'anni di pacificazione e dibattiti infiniti sono sufficienti. Non rimandate oltre". Se il regime "non avesse davvero intenzione di reprimere, fomentare la guerra o esportare il terrorismo, un singolo esercito sarebbe sufficiente. Il popolo iraniano non dovrebbe essere costretto a sopportare il costo aggiuntivo dei Pasdaran, oltre alle proprie sofferenze", ha concluso.

Tajani: "su pasdaran oggi ok politico; grande convergenza

"Ci sono due cose. La prima e' la lista dei pasdaran che verranno sanzionati. Mi pare che ci sia gia' un accordo politico, quindi questa lista sara' assolutamente approvata. La seconda riguarda l'avvio verso un accordo politico per inserire i Pasdaran, in quanto tali, nell'elenco delle organizzazioni terroristiche. Oggi ci sara' un passaggio, una decisione politica; poi la decisione concreta arrivera' nel giro di qualche settimana". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue. "Mi pare pero' che ci sia una grande convergenza da parte di tutti i Paesi europei su questa decisione, dopo cio' che e' accaduto nelle scorse settimane: una repressione che ha portato a migliaia e migliaia di morti tra i manifestanti. Trenta mila, non lo so, ma comunque si tratta di migliaia, migliaia e migliaia, e questo e' veramente inaccettabile", ha aggiunto.

Kallas: Ue inserirà Guardie Iran in lista terroristi. VIDEO

Kallas: Ue inserirà Guardie Iran in lista terroristi | Video Sky - Sky TG24

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Tajani: "Grande convergenza in Ue sui pasdaran in lista terroristi"

"Si sta andando verso un accordo politico per inserire i pasdaran nell'elenco delle organizzazioni terroristica. Oggi ci sarà una decisione politica, poi quella concreta nelle prossime settimane. Ma mi pare ci sia una grande convergenza da parte di tutti i Paesi dopo quello che è accaduto nelle scorse settimane." Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al suo arrivo alla riunione con gli omologhi europei.

Borsa: l'Europa apre contrastata tra le trimestrali e le tensioni Usa-Iran

Avvio in ordine sparso per le Borse europee. I mercati, dopo la Fed e le parole di Jerome Powell, guardano con attenzione ai risultati finanziari del 2025 ed alle prospettive per l'anno in corso. Sotto i riflettori restano le tensioni geopolitiche, in particolare tra Usa e Iran. Avvio positivo per Parigi (+0,76%) e Londra (+0,26%). In calo Francoforte (-0,51%).

Belgio: "Su pasdaran in lista Ue terroristi spero in risultato oggi stesso"

"Il Belgio è al fianco dei cittadini iraniani che desiderano legittimamente vedere realizzate le proprie aspirazioni democratiche e sottolineiamo che un anno fa, quando è stato formato il nuovo governo belga, abbiamo dichiarato esplicitamente nel nostro accordo di coalizione di voler inserire le Guardie Rivoluzionarie nella lista dei gruppi terroristici dell'Unione Europea. Continuiamo quindi a sostenere questa posizione insieme ad altri alleati europei, soprattutto alla luce delle atrocità e della repressione osservate nelle ultime settimane". Lo ha detto ministro degli Affari esteri belga, Maxime Prevot arrivando al Consiglio Affari Esteri.     "Sembra che alcuni Stati membri siano ancora preoccupati. Francamente, spero che sia possibile raggiungere un risultato entro la fine della giornata. Molti paesi dell'Ue, il Belgio, ma anche altri e Paesi più grandi stanno spingendo per inserire l'Irgc nella lista europea dei terroristi, quindi spero che sarà possibile, se non oggi, presto, raggiungere questo risultato", ha aggiunto Prevot.

Usa: "Teheran forza le famiglie dei manifestanti morti a false confessioni"

Le famiglie in lutto dei manifestanti antigovernativi uccisi in Iran sono costrette a firmare "false confessioni in cui si afferma che i defunti erano sostenitori del regime della Repubblica Islamica, con la minaccia che altrimenti i corpi non saranno rilasciati o saranno bruciati". Lo scrive sul  suo account in lingua farsi il Dipartimento di Stato americano. Il comunicato pubblicato su X afferma anche che il governo iraniano ha distrutto l'economia del Paese e "ha reso la popolazione incapace di soddisfare i propri bisogni primari; questa è stata una delle tante ragioni delle proteste del popolo iraniano". Ora, aggiunge, le famiglie in lutto, che sono "esse stesse vittime di difficoltà economiche, sono costrette a chiedere prestiti solo per recuperare e seppellire i corpi dei loro cari". "Lo sfruttamento del dolore degli iraniani da parte del regime della Repubblica Islamica è detestabile e disumano. Il regime della Repubblica Islamica tratta i cittadini iraniani con la massima brutalità, costringendo le famiglie a sopportare richieste impossibili per riavere indietro i corpi dei propri cari. Questa ferocia non conosce limiti" conclude il messaggio.

Spagna: "Pronti a sanzioni contro le Guardie Rivoluzionarie iraniane"

"Condanniamo la repressione senza senso del popolo iraniano e per questo ci prepariamo a qualsiasi misura contro il regime incluse quelle che coinvolgono le Guardie Rivoluzionarie". Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares arrivando al Consiglio Affari Esteri.

Barrot conferma: "Parigi a favore della definizione dei pasdaran come terroristi"

"In Iran, la repressione che si è abbattuta sulla rivolta pacifica del popolo iraniano non può restare senza risposta. Il coraggio degli iraniani non può restare vano. E' per questo motivo che oggi adotteremo sanzioni europee nei confronti dei responsabili di questa repressione. Ed è per questo che la Francia ha annunciato ieri che sosterrà l'inserimento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Ue". Lo ha spiegato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, arrivando al Consiglio Affari Esteri.

Il prezzo del petrolio sale con l'Iran, Brent vicino a 70 dollari

Il prezzo del petrolio sale dopo le minacce di Donald Trump all'Iran. Il Wti americano guadagna l'1,55% portandosi a 64,14 dollari e registrando i massimi da settembre scorso. Simile l'andamento del Brent che si avvicina a 70 dollari al barile. Il contratto per marzo del greggio di riferimento europeo è infatti in rialzo dell'1,49% a 69,42 dollari. Per il Brent i livelli attuali sono i più alti da luglio

Oro in impennata, prezzo spot a 5.564 dollari l'oncia

I prezzi dell'oro sono saliti a un nuovo record vicino ai 5.600 dollari  l'oncia, mentre il petrolio ha registrato un rialzo dopo che Donald  Trump ha intensificato le tensioni geopolitiche con la minaccia di un  attacco militare all'Iran. L'impennata dei metalli preziosi, beni  rifugio, ha visto anche l'argento raggiungere un altro picco, favorito  anche dall'indebolimento del dollaro.

Iran, convocata ambasciatrice italiana dopo parole Tajani su pasdaran

Teheran ha deciso di convocare l'ambasciatrice italiana, Paola Amadei,  presso il ministero degli Esteri dopo quelle che le autorità della  Repubblica islamica hanno definito "dichiarazioni irresponsabili del  ministro degli Esteri italiano" relative ai Guardiani della Rivoluzione.  Lo ha riportato il sito Iran International.

Iran, convocata ambasciatrice italiana dopo parole Tajani su pasdaran

Iran, convocata ambasciatrice italiana dopo parole Tajani su pasdaran

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Borsa: l'Asia chiude positiva dopo la Fed, si guarda all'Iran

Le Borse asiatiche chiudono in rialzo, dopo la riunione della Fed e le indicazioni giunte dal presidente Jerome Powell. Lo sguardo dei mercati è rivolto alle tensioni geopolitiche, in particolare tra Usa e Iran, con le materie prime in rialzo.    Poco mossa Tokyo (+0,03%). Sul mercato valutario la divisa nipponica scambia poco sopra a 153 sul dollaro, e a 183,66 sull'euro. A contrattazioni ancora in corso sono in rialzo Hong Kong (+0,3%) e Shanghai (+0,1%) e Seul (+0,9%). Deboli Shenzhen (-0,4%) e Mumbai (-0,2%).    Sul fronte macroeconomico in arrivo gli indicatori di fiducia dell'Eurozona e dall'Italia le vendite industriali. Dagli Stati Uniti attesi i dati sul mercato del lavoro tra cui i sussidi di disoccupazione, la bilancia commerciale e gli ordini di fabbrica.

Iran, Barrot: "Pasdaran in lista terroristi; no a impunità"

"In Iran, la repressione insostenibile che si e' abbattuta sulla rivolta pacifica del popolo iraniano non puo' restare senza risposta. E' per questo motivo che oggi adotteremo sanzioni europee nei confronti dei responsabili di questa repressione". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue. "Piu' di 20 individui ed entita' vedranno i loro beni congelati e sara' loro vietato l'accesso al territorio europeo. Probabilmente sara' necessario andare oltre, ed e' per questo che la Francia ha annunciato ieri che sosterra' l'inserimento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione europea, perche' non puo' esserci alcuna impunita' per i crimini commessi" ha concluso.

Iran, Barrot: "Appello a regime perchè liberi prigionieri"

"Questa posizione della Francia", di sostenere la designazione del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica come organizzazione terroristica, "e' anche un appello: un appello alle autorita' iraniane a liberare i prigionieri che, a decine di migliaia, sono stati gettati nelle carceri del regime; a porre fine alle esecuzioni che proseguono una repressione che e' stata la piu' violenta della storia contemporanea dell'Iran; a ristabilire l'accesso alle comunicazioni e a Internet; e a restituire al popolo iraniano la capacita' di decidere da solo e per se stesso il proprio futuro. Nessun altro puo' farlo al suo posto". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue. "La nostra priorita' in questo contesto, con il rischio sempre presente di un'escalation regionale, e' la sicurezza dei nostri cittadini, delle nostre strutture e anche dei due ostaggi francesi che si trovano in sicurezza presso l'Ambasciata di Francia e dei quali esigiamo la liberazione definitiva e immediata", ha aggiunto.

Kallas: "Ue verso inserimento delle Guardie iraniane in lista terroristi"

I ministri degli Esteri dell'Ue dovrebbero concordare di inserire le Guardie Rivoluzionarie iraniane nella "lista dei terroristi" dell'Unione, dopo la sanguinosa repressione delle proteste di massa. Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue. "Se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come un terrorista", ha dichiarato ai giornalisti la diplomatica di alto rango Kaja Kallas prima della riunione dei ministri a Bruxelles.

Kallas: "Oggi mi aspetto Irgc in lista terroristi"

 Sull'Iran, "stiamo aggiungendo nuove sanzioni all'elenco e mi aspetto anche che concorderemo sull'inserimento delle Guardie della rivoluzione iraniane nella lista delle organizzazioni terroristiche. Questo li mettera' sullo stesso piano di al-Qaeda, Hamas e Daesh". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, all'arrivo alla riunione del Consiglio Esteri Ue. "Se ti comporti come un terrorista, dovresti essere trattato come un terrorista. E' chiaro cio' che vediamo: il numero delle vittime e le proteste che ci sono state in Iran, cosi' come i mezzi adottati dal regime, sono davvero, davvero severi. Per questo stiamo anche inviando un messaggio chiaro: se si reprimono le persone, questo ha un costo, e si verra' sanzionati anche per questo", ha aggiunto.

Iran, media: "Trump valuta opzioni di attacco 'ampliate' da arrivo portaerei Lincoln"

Il presidente Donald Trump sta valutando la possibilità di un nuovo  attacco contro l'Iran dopo che le discussioni preliminari tra Washington  e Teheran sulla limitazione del programma nucleare del paese e sulla  produzione di missili balistici non hanno portato progressi. A scriverne  è la Cnn, che cita fonti a conoscenza delle discussioni interne   all'amministrazione americana.  Tra  le opzioni per un potenziale attacco all'Iran, il presidente americano  Donald Trump starebbe valutando quelle di attacchi aerei militari  statunitensi diretti contro i leader iraniani e i funzionari della  sicurezza ritenuti responsabili delle uccisioni di manifestanti,  attacchi contro siti nucleari iraniani e istituzioni governative. Trump  non ha ancora preso una decisione definitiva su come procedere ma  ritiene che le sue opzioni militari siano state ampliate rispetto  all'inizio di questo mese, ora che un gruppo d'attacco di portaerei  statunitensi è presente nella regione: il Gruppo della Portaerei USS  Abraham Lincoln è entrato nell'Oceano Indiano lunedì e continua ad  avvicinarsi all'Iran, dove potrebbe supportare eventuali operazioni  contro il paese o a protezione degli alleati regionali. Gli Stati Uniti e l'Iran avevano scambiato messaggi - anche tramite  diplomatici omaniti e tra l'inviato di Trump Steve Witkoff e il ministro  degli esteri iraniano, Abbas Araghchi - all'inizio di questo mese  riguardo a un possibile incontro per evitare un attacco statunitense,  che Trump aveva minacciato in risposta alla repressione dei  manifestanti.  Si è avuta una  breve discussione su un incontro di persona, ma non si è mai  concretizzato, ha spiegato una fonte. Non ci sono state trattative  dirette vere e proprie tra Stati Uniti e Iran, perché  Trump ha  intensificato le minacce di azione militare negli ultimi giorni.

Iran, media: "Trump valuta attacco per innescare nuove proteste"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta valutando un attacco all'Iran con l'obiettivo di incoraggiare i manifestanti antigovernativi a scendere di nuovo nelle strade. E' quanto riportano fonti ben informate a Reuters, secondo cui e' allo studio la possibilita' di colpire direttamente i vertici della Repubblica Islamica e le sue forze di sicurezza. Tel Aviv pero', riporta una fonte israeliana, non ritiene che una campagna di attacchi aerei sia sufficiente a ottenere un cambio di regime a Teheran.

Petrolio: prezzi in rialzo in Asia su tensioni Iran

I prezzi del petrolio sono aumentati di oltre l'1% nelle contrattazioni asiatiche, prolungando i guadagni per il terzo giorno consecutivo. A condizionare sono i crescenti timori che gli Stati Uniti possano sferrare un attacco militare contro l'Iran, importante produttore mediorientale, che potrebbe interrompere le forniture dalla regione. I future sul Brent sono aumentati dell'1,25% a 69,25 dollari al barile. Il Wti e' salito dell'1,51% a 64,16 dollari al barile.

Iran, media: "Erdogan ha proposto a Trump vertice trilaterale"

Il presidente turco Recepir Tayyip Erdogan ha proposto all'omologo Usa, Donald Trump, un vertice trilaterale in videoconferenza con l'Iran per evitare un conflitto, mentre crescono le minacce di un attacco aereo americano alla Repubblica Islamica. Lo scrive il quotidiano filogovernativo turco Hurriyet. La telefonata, riferisce il quotidiano, risale allo scorso 27 gennaio e il presidente degli Stati Uniti "avrebbe reagito in modo positivo". Questa settimana, aggiunge Hurriyet, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, si rechera' in Turchia per incontrare l'omologo di Ankara, Hakan Fidan, con il quale ha avuto ieri una conversazione telefonica con l'obiettivo di cercare strade per abbassare le tensioni con Washington.

Iran: colloqui con Arabia Saudita, Qatar e Turchia

Il Ministero degli Esteri egiziano ha affermato che il ministro Badr Abdelatty ha parlato con il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e separatamente con l'inviato statunitense per il Medio Oriente, Steve Witkoff, per "lavorare per raggiungere la calma, al fine di evitare che la regione scivoli in nuovi cicli di instabilità"

Media, Usa pronti a schierare sistema di difesa Thaad in Medio Oriente

Gli Stati Uniti intendono schierare uno o più sistemi di difesa missilistica Thaad in Medio Oriente. Lo afferma Cnn citando alcune fonti, secondo le quali gli Stati Uniti si starebbero preparando a una possibile contro l'Iran ma nulla è ancora stato deciso

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