L’opinione degli statunitensi può avere un peso significativo sulle prossime mosse del presidente, dopo i fatti di Minneapolis. Il tycoon, al momento, non è popolare. Anche di questo tema si è occupata la puntata di Numeri, di Sky TG24, andata in onda il 26 gennaio
L'IMPORTANZA DEI SONDAGGI
- L’opinione degli americani può avere un peso sulle prossime scelte di Trump riguardo all’Ice (Immigration and Customs Enforcement), dopo i fatti di Minneapolis. Ecco perché i sondaggi giocano un ruolo molto importante in questa fase. Il presidente, al momento, non è popolare. Con oltre il 54,8% che lo disapprova. Anche di questo tema si è occupata la puntata di Numeri, di Sky TG24, andata in onda il 26 gennaio.
IL PARERE SULL’ICE
- Se si va nello specifico sull’Ice, si vede che il 46% degli intervistati in un recentissimo sondaggio pensa che andrebbe abolita, mentre il 41% la conserverebbe. Il 13% è indeciso.
GLI ELETTORI INDIPENDENTI
- Se si guarda poi solo agli elettori indipendenti, che nelle elezioni si spostano a destra o a sinistra, si vede che il 47% di loro abolirebbe l’Ice.
QUANTI DISAPPROVANO L'ICE
- I Democratici disapprovano il larga parte l'Ice, così come gli indpendenti. Mentre la percentuale di disapprovazione precipita se si guardano i Repubblicani.
OMICIDIO ALEX PRETTI
- Analizzando poi l’ultima uccisione di un cittadino americano da parte di agenti federali, a Minneapolis, cioè quella di Alex Pretti, si vede che, tra gli indipendenti, il 50% la ritiene del tutto ingiustificata. Da qui ai prossimi mesi, questi sondaggi specifici, comunque, verranno guardati con grandissima attenzione anche dalla Casa Bianca.
GLI ARRESTI DELL’ICE
- Ma, intanto, le promesse di Donald Trump su una gestione più ferrea dell’immigrazione, stanno venendo rispettate? Se si guardano gli arresti effettuati dall’Ice, questi sono aumentati di molto (quasi 600 al giorno).
I RIMPATRI
- Se poi si guardano i rimpatri, si vede che anche in questo caso, c’è stato un forte aumento nel 2025, con 230mila persone mandate via dagli Usa.
CHI SONO I RIMPATRIATI
- Tra i rimpatriati, le categorie più vaste sono quelle di chi era in Usa da oltre quattro anni e quella degli indagati (ma non condannati). Cresce anche il numero degli incensurati rimpatriati e dei bambini.
IL CONFINE SUD
- Tutto ciò, in qualche modo, ha avuto anche un effetto di deterrenza sul confine Sud e sugli attraversamenti illegali in quest’area: i numeri dei tentativi di passaggio illegale sono molto diminuiti, anche per timore di arresti ed espulsioni.
COSA SUCCEDE AI RIMPATRIATI
- Ma, per i rimpatriati, poi, quali sono gli spostamenti? Se si guarda ai rimpatri mensili nel 2025, si vede che la maggior parte interessano i messicani. In seconda posizione c’è il Guatemala.
LA CRISI CON LA COLOMBIA
- C’è da dire che Trump ha aperto anche dei conflitti “diplomatici” con i Paesi interessati dai rimpatri, come nel caso del 27 gennaio 2025 con la Colombia. Nella grafica, le tappe principali.
I PAESI CHE ACCETTANO GLI ESPULSI DAGLI USA
- Il presidente Usa poi, è riuscito a fare accordi con altri Paesi, in modo che possano accogliere gli espulsi dagli Stati Uniti: sono circa una dozzina i Paesi terzi che hanno accettato l'ingresso sui loro territori di persone anche se queste non sono loro cittadini.
I PAESI CHE ACCETTANO I MIGRANTI
- Trump è riuscito a fare accordi con diversi Paesi fondamentalmente siglando intese economiche. Nella grafica, alcuni esempi.
GLI ESPULSI INVIATI IN PAESI TERZI
- Si tratta, nel caso degli accordi siglati da Washington con altri Paesi, comunque, di numeri piccoli, se si guarda al totale dei rimpatri che gli Usa devono gestire. In grafica, alcuni esempi.