Ucraina, al via trilaterale tra Kiev, Russia e Usa negli Emirati. Putin vede Witkoff. LIVE

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Ripartono i negoziati sull'Ucraina. Zelensky ieri a Davos ha incontrato Trump, mentre oggi negli Emirati ha preso il via il primo trilaterale Washington-Mosca-Kiev. Ucraini, russi e americani discuteranno negli Emirati la "questione chiave" dei territori orientali dell'Ucraina, ha riferito Zelensky. Il Cremlino definisce molto "utile" l'incontro Putin-Witkoff che si è tenuto ieri a Mosca. Durissimo attacco da parte del presidente ucraino all'Europa, definita "divisa e persa di fronte a Trump"

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Ripartono i negoziati sull'Ucraina. Zelensky ieri a Davos ha incontrato Trump, mentre oggi negli Emirati è in corso il primo trilaterale Washington-Mosca-Kiev. Ucraini, russi e americani discuteranno negli Emirati la "questione chiave" dei territori orientali dell'Ucraina: lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Per mettere fine al conflitto l'esercito ucraino deve lasciare il  Donbass, ha riferito il portovoce del Cremlino, Dmitry Peskov,  citato dai media russi. 

Il Cremlino definisce molto "utile" l'incontro Putin-Witkoff che si è tenuto ieri a Mosca. Durissimo attacco da parte del presidente ucraino all'Europa, definita "divisa e persa di fronte a Trump". La Russia ha attaccato l'Ucraina con oltre 100 droni durante la notte.

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Ue fornisce 447 generatori di emergenza

L'Unione europea fornirà all'Ucraina 447 generatori di emergenza, per un valore di 3,7 milioni di euro, provenienti dalle riserve strategiche dell'UE per ripristinare l'alimentazione di ospedali, rifugi e servizi essenziali."Non permetteremo alla Russia di congelare l'Ucraina. Portiamo luce e calore dove la Russia manda oscurità. Siamo fermamente al fianco dell'Ucraina. Illumineranno ospedali e rifugi. Riscalderanno punti di riscaldamento di emergenza dove si offrirà calore e supporto invece che freddo e oscurità", ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Eva Hrncirova, nel briefing quotidiano con la stampa.I generatori, mobilitati dalle riserve strategiche di rescEU ospitate in Polonia, saranno distribuiti dal ministero per lo Sviluppo delle comunità e dei territori dell'Ucraina, in collaborazione con la Croce Rossa ucraina, alle comunità più colpite."Oltre un milione di ucraini sono senza elettricità, acqua e riscaldamento a causa delle temperature gelide a seguito dei continui attacchi russi alle infrastrutture energetiche", specifica una nota della Commissione europea.

Araghchi attacca Zelensky: "Mondo stanco di clown confusi" (2)

Le dichiarazioni di Araghchi arrivano dopo l'intervento di Zelensky al World Economic Forum di Davos, dove il presidente ucraino ha sollecitato un'azione più decisa degli Stati Uniti contro la Repubblica islamica, a meno di due settimane dall'inizio di disordini interni nel Paese.

"Tutti aspettano di vedere cosa faranno gli Stati Uniti, mentre il resto del mondo non offre nulla. L'Europa non offre nulla e non vuole affrontare il problema sostenendo il popolo iraniano e la democrazia di cui ha bisogno", ha detto Zelensky al Forum di Davos. "Il mondo non ha aiutato abbastanza il popolo iraniano, è rimasto in disparte. Quando i politici hanno iniziato a prendere posizione, l'ayatollah aveva già ucciso migliaia di persone", ha aggiunto.

Araghchi attacca Zelensky: "Mondo stanco di clown confusi"

Duro affondo del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, contro il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, accusato di invocare un'azione militare degli Stati Uniti contro Teheran in violazione della Carta delle Nazioni Unite. In un post pubblicato su X, Araghchi ha affermato che "il mondo ne ha abbastanza di clown confusi".

Secondo il capo della diplomazia iraniana, Zelensky avrebbe "apertamente e senza vergogna" chiesto un' "illegale aggressione statunitense contro l'Iran", nonostante denunci a sua volta quella che definisce un' "aggressione illegale" della Russia contro l'Ucaina. "Zelensky ha spolpato i contribuenti americani ed europei per riempire le tasche dei suoi generali corrotti e per affrontare ciò che lui stesso chiama un'aggressione illegale in violazione della Carta Onu", ha scritto Araghchi.

"Il mondo ne ha abbastanza di clown confusi, signor Zelensky - ha rincarato la dose il ministro iraniano - A differenza del vostro esercito sostenuto dall'estero e infestato da mercenari, noi iraniani sappiamo come difenderci e non abbiamo bisogno di implorare l'aiuto degli stranieri".

Landini: "Quando c'è una guerra l democrazia è a rischio"

"Il tema che oggi abbiamo di fronte è come bloccare questa spirale di aumento della violenza, di aumento della logica autoritaria che sta incrinando la democrazia, a partire dalla necessità di fermare questa pericolosa logica di guerra che si sta riaffermando e che è un danno per il mondo del lavoro e per la democrazia". Così il segretario della Cgil Maurizio Landini, a Genova per le celebrazioni del 47esimo anniversario dall'assassinio di Guido Rossa.

"Quando c’è la guerra - prosegue - la democrazia è sempre a rischio. Oggi siamo in una situazione paradossale di calo dei salari e contemporaneamente buona parte dell’aumento dell’inflazione e dei disastri sono frutto della guerra che è partita in Ucraina e del fatto che oggi il mondo è in guerra. Non è un caso che nel nostro Paese gli unici investimenti pubblici previsti per i prossimi tre anni sono per le armi. Se investo sulle armi, non investo in altre direzioni". 

L'Iran attacca Zelensky: "Un pagliaccio disorientato"

"Il mondo ne ha abbastanza di pagliacci disorientati": il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si è scagliato contro Volodymyr Zelensky oggi, dopo i commenti del presidente ucraino sulla violenta repressione delle proteste nella Repubblica Islamica ieri. In un discorso al World Economic Forum di Davos Zelensky aveva affermato che "il mondo non ha fatto abbastanza per aiutare il popolo iraniano" durante la repressione delle proteste antigovernative che hanno scosso il Paese all'inizio di questo mese, causando diverse migliaia di morti. "Cosa ne sarà dell'Iran dopo questo bagno di sangue? Se il regime sopravvive, manda un messaggio chiaro a tutti i bruti: uccidete abbastanza persone e rimarrete al potere", aveva detto il leader ucraino. Il ministro iraniano Araghchi ha risposto su X: "Il mondo ne ha abbastanza di questi pagliacci goffi, signor Zelensky", ha scritto, apparentemente riferendosi al passato da comico del presidente ucraino. "A differenza del vostro esercito sostenuto dall'estero e infestato da mercenari, noi iraniani sappiamo come difenderci e non abbiamo bisogno di chiedere aiuto". Kiev e l'Occidente accusano l'Iran, alleato della Russia, di aver fornito droni e missili balistici a Mosca dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022. Teheran ha sempre negato di aver inviato armi. 

Russia continua a chiedere ritiro truppe da Donbass

La Russia continua a chiedere a Kiev il ritiro delle truppe dall'Ucraina orientale per risolvere il conflitto, in vista dei colloqui ad Abu Dhabi tra funzionari russi, ucraini e americani. Il presidente ucraino Zelensky ha risposto che la questione territoriale rimane il principale punto irrisolto e sarà all'ordine del giorno dei colloqui, i primi negoziati diretti tra Mosca e Kiev. "Le forze armate ucraine devono lasciare il Donbass; devono ritirarsi. Questa è una condizione molto importante", ha detto il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov. "Senza una risoluzione della questione territoriale, è inutile sperare in un accordo a lungo termine", ha aggiunto. La Russia chiede il ritiro delle forze ucraine dal Donbass, in particolare dalla regione di Donetsk, che controlla parzialmente. L'incontro ad Abu Dhabi si terrà dopo due incontri ad alto livello, a Davos tra Zelensky e Trump, e a Mosca tra Putin e gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner.

Presidente Conferenza Monaco: "Circo su Groenlandia ha distolto da Kiev"

Il "circo" sulla Groenlandia ha "distolto l'attenzione" dall'Ucraina, facendo di Davos un'occasione mancata.  È quello che ha detto il presidente della Conferenza sulla sicurezza di Monaco (MSC), Wolfgang Ischinger, parlando alla Zdf. L'ex diplomatico ha definito "un circo" il dibattito sulla Groenlandia al Forum economico mondiale. "Non si può definire diversamente", ha incalzato. Il chairman del summit ha sottolineato che le energie dell'occidente siano andate disperse rispetto alla questione urgenze della guerra di Putin: "Si può solo dire: argomento mancato", ha sottolineato Ischinger. "Da Davos avremmo dovuto inviare un segnale alla parte russa che questa guerra deve finalmente finire". Invece, si è assistito a uno scontro dell'occidente sulla Groenlandia, che è stata "del tutto inutile" e "dannosa". I rapporti transatlantici tra europei e americani sono stati gravemente danneggiati. Secondo Ischinger, l'accordo con Trump non è ancora una soluzione. 

Generatori di emergenza Ue contro il gelo in Ucraina, un milione al buio

La Commissione europea sta oggi dispiegando 447 generatori di emergenza per un valore di 3,7 milioni di euro provenienti dalle riserve strategiche dell'Ue per ripristinare l'alimentazione di ospedali, rifugi e servizi essenziali in Ucraina: oltre un milione di ucraini, ricorda in una nota, sono senza elettricità, acqua e riscaldamento a causa delle temperature gelide a seguito dei continui attacchi russi alle infrastrutture energetiche. I generatori, mobilitati dalle riserve strategiche di rescEu ospitate in Polonia, saranno distribuiti dal Ministero per lo sviluppo delle comunità e dei territori dell'Ucraina, in collaborazione con la Croce Rossa ucraina, alle comunità più colpite. Questa mobilitazione è pensata per rispondere a esigenze urgenti e si basa sul continuo sostegno dell'UE alla resilienza energetica dell'Ucraina. Dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala, l'UE ha inviato quasi 10.000 generatori in Ucraina attraverso il Meccanismo di protezione civile. Prima di questo inverno, la Commissione ha inoltre completato il trasferimento di un'intera centrale termoelettrica donata dalla Lituania - la più grande operazione logistica coordinata nella storia del Meccanismo - per ripristinare la capacità critica della rete elettrica ucraina. La Commissione, afferma anche Palazzo Berlaymont, condanna fermamente gli attacchi della Russia alle infrastrutture energetiche critiche e il danno umanitario che ne deriva. L'Ue non permetterà alla Russia di congelare l'Ucraina fino alla sua sottomissione e continuerà ad aiutare gli ucraini a superare questo inverno. 

Zelensky: "Asset russi vadano solo a nostri territori"

Dopo l'apertura di Vladimir Putin all'utilizzo degli asset russi congelati negli Usa per la ricostruzione post-bellica, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha tenuto ad avvertire che questi fondi devono andare esclusivamente alla ricostruzione dei territori ucraini. Ieri, il leader del Cremlino ha ipotizzato l'utilizzo dei beni congelati negli Usa per il "ripristino dei territori colpiti dalle ostilità dopo la conclusione di un trattato di pace tra Russia e Ucraina". Non avendo specificato a quali territori si riferisse, Kiev sospetta che Putin potesse riferirsi anche alla regione russa di Kursk, teatro di un'inaspettata inoffensiva ucraina. "Ci batteremo sicuramente per l'utilizzo di tutti i beni russi congelati e questo è assolutamente giusto", ha affermato Zelensky parlando con la stampa, come riporta Kyiv Post. "La Russia è l'aggressore. Questo è riconosciuto dal mondo intero. Hanno iniziato questa guerra, e quindi e' l'Ucraina che deve riprendersi dalle conseguenze dell'aggressione russa", ha sottolineando definendo "assurda" l'idea che i beni russi possano finire per la ricostruzione di territori occupati o per le regioni russe colpite dagli attacchi ucraini. "Abbiamo detto più volte agli americani che ci aspettiamo che questi fondi vengano utilizzati per la ricostruzione dell'Ucraina, perché l'Ucraina è il Paese che ha sofferto", ha poi aggiunto Zelensky.

Guerra in Ucraina, a Kiev un quarto dei condomini senza riscaldamento

Kiev al gelo, sindaco invita di nuovo a lasciare città

La situazione a Kiev rimane estremamente difficile a causa dei danni inferti all'infrastruttura energetica dai raid russi. Per questo, il sindaco della capitale ucraina Vitali Klitschko, per la seconda volta in poche settimane, ha lanciato l'appello ai residenti a lasciare la città, se possibile. "La situazione è estremamente difficile e questo potrebbe non essere il momento più duro", ha scritto il sindaco su Telegram avvertendo che "il nemico molto probabilmente continuerà ad attaccare le infrastrutture vitali della città e del Paese". "Fate scorta di cibo, acqua e medicine necessarie. Chi ha ancora la possibilità di lasciare la città, per andare dove ci sono fonti alternative di energia e riscaldamento, non scarti l'ipotesi", è stato l'appello del primo cittadino.

Al via il trilaterale con Usa e Russia ad Abu Dhabi

Sono iniziati quelli che potrebbero essere i primi colloqui trilaterali diretti tra Usa, Russia e Ucraina dall'inizio della guerra nel 2022. Secondo quanto riporta Sky News, i negoziati ospitati da Abu Dhabi si sono già aperti, ma non è chiaro se russi e ucraini siano nella stessa stanza. Volodymyr Zelensky aveva anticipato l'incontro ieri in conferenza stampa dopo il suo discorso al Forum economico mondiale di Davos, facendo intendere che l'idea fosse venuta da Washington con breve preavviso. Il Cremlino ha confermato la sua presenza durante la notte, affermando che i negoziati negli Emirati terranno conto dei colloqui di ieri tra Vladimir Putin e gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Kiev ha dichiarato che invierà il suo capo negoziatore Rustem Umerov e il capo dello staff presidenziale, Kyrylo Budanov. Da Mosca la delegazione è guidata dall'ammiraglio Igor Kostyukov a capo di una squadra di alti funzionari del ministero della Difesa, tutti militari. Al centro dei negoziati la questione territoriale che rimane un punto critico: la Russia chiede all'Ucraina di cedere il 20% che ancora controlla della regione orientale di Donetsk e quindi abbandonare tutto il Donbass. Zelensky si è rifiutato di cedere il territorio che l'Ucraina ha difeso con successo, pagando un caro prezzo. Il presidente Usa Donald Trump ha invitati entrambi i leader ad accettare un compromesso.

Cremlino: "Negli Usa congelati circa 5 miliardi di beni russi"

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov,  ha dichiarato che il valore dei beni russi congelati negli Stati Uniti è "leggermente inferiore" a 5 miliardi di dollari. Lo ha detto in un briefing con i media. "Non dirò l'importo esatto. Dirò che è poco meno di 5 miliardi di dollari", ha commentato Peskov, citato dalla Tass. In precedenza, il presidente russo Vladimir Putin, durante una riunione del Consiglio di sicurezza, ha proposto di utilizzare un miliardo degli asset congelati per finanziare il Board of Peace per Gaza. L'argomento è stato successivamente sollevato anche durante i colloqui di Putin con il presidente dell'Anp Abu Mazen, ieri a Mosca. In merito alla parte restante dei fondi russi congelati, il portavoce del Cremlino ha poi dichiarato che "potrebbero essere spesi per il ripristino dei territori danneggiati dai combattimenti". Peskov ha infine precisato: "i territori situati nel Donbass hanno effettivamente subito danni significativi durante i combattimenti". 

Tajani: "Zelensky ingeneroso, l'Europa ha fatto di tutto per l'Ucraina"

"Mi pare che l'Europa abbia garantito l'indipendenza dell'Ucraina e abbia fatto di tutto per sostenerla dal punto di vista politico, finanziario e militare. Mi pare che non sia neanche generoso nei confronti dell'Europa". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del business forum Italia-Germania a Roma, rispondendo ad una domanda sul duro intervento di Volodymyr Zelensky nei confronti dell'Europa ieri a Davos.

Cremlino: "No soluzione a conflitto se forze Kiev non lasciano Donbass"

"Le forze di Kiev devono lasciare il Donbass, devono ritirarsi. E' una condizione molto importante", ha sottolineato il Cremlino nel momento in cui prendono il via i primi negoziati con l'Ucraina, e gli Stati Uniti, per una soluzione del conflitto. E' una condizione necessaria per la soluzione del conflitto, ha precisato il portavoce, Dmitry Peskov. "Senza regolare la questione territoriale, è inutile sperare in una conclusione di un accordo a lungo termine", ha aggiunto. 

Russia-Cina: "Contrarie" a militarizzazione dell'Asia-Pacifico

La Russia e la Cina si oppongono ai tentativi dell'"Occidente collettivo" di militarizzare la regione Asia-Pacifico e di dispiegarvi infrastrutture militari, secondo una dichiarazione del ministero degli Esteri russo, pubblicata a seguito delle consultazioni tra il viceministro degli Esteri Andrei Rudenko e il suo omologo cinese, Sun Weidong. "Russia e Cina sono unite contro le azioni e i piani dell'"Occidente collettivo" di militarizzare la regione Asia-Pacifico e di imporle strategie indo-pacifiche, compresi i tentativi di dispiegare infrastrutture militari nella regione secondo gli standard della Nato", ha riferito Mosca.

Kiev: "Raid russo vicino Kramatorsk, quattro morti compreso un bambino"

Un attacco con droni russi ha ucciso quattro persone, tra cui un bambino di cinque anni, a Cherkaske, nel distretto di Kramatorsk, nella regione di Donetsk. Lo riporta Ukrinform citando la Procura regionale di Donetsk. L'attacco risale alla serata di ieri, alle 22.50 ora locale. Altre cinque persone sono rimaste ferite.     A seguito dei raid sugli edifici residenziali, sono rimasti uccisi un uomo di 32 anni e suo figlio di cinque anni, insieme a due dei loro vicini. Inoltre, la madre del bambino deceduto e tre ragazze di 12, 14 e 16 anni hanno riportato ferite. Anche una donna locale di 34 anni è rimasta ferita. Al momento dell'attacco, le vittime si trovavano all'interno delle loro case.

Ucraina, Cremlino: in delegazione Abu Dhabi solo militari

Il Gruppo di lavoro sulla sicurezza della Federazione Russa inviato ai colloqui trilaterali con Ucraina e Stati Uniti sara' composto solo da rappresentanti del ministero della Difesa. Lo ha annunciato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, come riporta Ria Novosti. Parlando con la stampa Peskov non e' voluto entrare nei dettagli dei colloqui che si aprono oggi negli Emirati Arabi Uniti, ma ha ribadito che la posizione della Russia e' nota: le forze ucraine dovrebbero ritirarsi dal Donbass. Il portavoce ha poi spiegato che ci sono due gruppi di negoziatori: uno responsabile delle questioni di sicurezza, composto appunto da militari, e l'altro incaricato delle questioni economiche. Di quest'ultimo e' responsabile l'inviato Kirill Dmitriev che avra' anche lui colloqui con l'omologo statunitense Steve Witkoff. Peskov ha poi aggiunto che la delegazione russa e' gia' partita e che i negoziati si terranno oggi e, se necessario, proseguiranno domani.

Cremlino: "Per la pace gli ucraini devono lasciare il Donbass"

Per mettere fine al conflitto l'esercito ucraino deve lasciare il Donbass. Lo ha affermato il portovoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dai media russi. "Le forze armate ucraine - ha affermato Peskov, citato dalla Tass - devono lasciare il territorio del Donbass, devono essere ritirate da lì". "Questa è una condizione molto importante" per una soluzione negoziata al conflitto, ha aggiunto il portavoce del presidente Vladimir Putin. Ma "ci sono anche altri aspetti che rimangono all'ordine del giorno dei negoziati".

Media: al via il trilaterale a Abu Dhabi

I colloqui tra Ucraina, Russia e Stati Uniti ad Abu Dhabi sono già iniziati: lo riporta Sky News.   Non si sa ancora se ucraini e russi si trovino nella stessa stanza.

Zelensky: "In futuro potremmo essere il nucleo di una forza europea unificata"

L'Ucraina potrebbe diventare il fondamento di una forza europea unificata, ma solo dopo la guerra con la Russia. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante una conversazione con i giornalisti, secondo quanto riportato da Rbc-Ucraina.     "Abbiamo l'esercito più grande con esperienza di guerra. L'esercito ucraino potrebbe costituire la base per una forza europea unificata. Ciò richiede diversi passaggi, per i quali oggi non abbiamo tempo", ha affermato Zelensky.     "Ora non abbiamo tempo per questo perché siamo concentrati sul fronte. Non appena la guerra finirà, ci uniremo sicuramente a questa struttura. Ciò che l'Europa potrebbe fare ora è preparare l'intera base finanziaria", ha aggiunto il presidente.

Zelensky: "Negli Emirati la questione chiave dell'Ucraina Orientale"

Ucraini, russi e americani discuteranno negli Emirati la "questione chiave" dei territori orientali dell'Ucraina: lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky mentre a Abu Dhabi comincerà oggi un trilaterale tra gli inviati di Kiev, Mosca e Washington. "La questione del Donbass è fondamentale. Sarà discussa, così come lo sarà il modo in cui le tre parti la vedranno", ha detto il leader ucraino ai giornalisti tramite un messaggio vocale, come riportano i media internazionali.   Parlando dei colloqui di Abu Dhabi, Zelensky ha affermato: "In ogni caso, è un passo avanti, si spera verso la fine della guerra, ma possono succedere cose diverse. Ma è un passo avanti, non resteremo fermi". Il presidente ucraino ha anche affermato di aver discusso ieri del Donbass con il presidente Trump a Davos. "Abbiamo discusso di questioni complesse relative alla parte orientale del nostro Paese", ha affermato Zelensky.

Zelensky: "Sto aspettando da Trump data e luogo per firma su garanzie"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivelato che sta aspettando che Donald Trump stabilisca data e luogo per la firma di un accordo sulle garanzie di sicurezza degli Stati Uniti per l'Ucraina. Lo riporta Sky News.

Rutte vede Frederiksen: "Lavoriamo insieme per la sicurezza comune"

"È stato un piacere incontrare questa mattina a Bruxelles il primo ministro danese Mette Frederiksen. Stiamo lavorando insieme per garantire la sicurezza dell'intera Nato e rafforzeremo la nostra cooperazione per migliorare la deterrenza e la difesa nell'Artico. La Danimarca continua a dare un contributo significativo alla nostra sicurezza comune e sta aumentando gli investimenti per fare ancora di più!". Lo afferma il segretario generale Mark Rutte.

Zelenskiy: “Pressione per l’uso asset russi congelati”

Zelenskiy afferma che l’Ucraina spingerà per poter utilizzare tutti gli asset russi congelati. Lo riporta Reuters. 

Mosca: impossibile soluzione duratura senza risolvere questione territoriale

Durante i colloqui tra il presidente russo Vladimir Putin e la delegazione statunitense è stato ribadito che non ci si può aspettare una soluzione a lungo termine del conflitto ucraino senza risolvere la questione territoriale sulla base della "formula di Anchorage". Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo Yury Ushakov, come riferito da Interfax.     "Cosa ancora più importante, durante questi  colloqui tra il nostro presidente e gli americani, è stato ribadito che senza risolvere le questioni territoriali secondo la formula concordata ad Anchorage, non ci si può aspettare una soluzione a lungo termine", ha detto Ushakov ai giornalisti dopo i  colloqui.      "Fino a quando questo obiettivo non sarà raggiunto, la  Russia continuerà a perseguire con coerenza gli obiettivi dell'operazione militare speciale proprio sul campo di battaglia, dove le forze armate russe detengono l'iniziativa strategica", ha affermato Ushakov.

Zelenskiy: questione territoriale sarà discussa in colloqui trilaterali negli Emirati

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato venerdì che la questione cruciale del territorio nella guerra dell’Ucraina con la Russia sarà discussa in colloqui trilaterali ad Abu Dhabi. Rispondendo alle domande in una chat WhatsApp con i media, ha aggiunto di essere in attesa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, così come di una data e di un luogo specifici, per firmare un accordo definitivo sulle garanzie di sicurezza statunitensi per l’Ucraina. Lo riporta Reuters. 

Ucraina, chi sono i negoziatori di Usa, Kiev e Mosca ad Abu Dhabi

Jared Jushner e Steve Witkoff, ad Abu Dhabi direttamente da Mosca,  rappresenteranno gli Stati Uniti. L'Ucraina invia ad Abu Dhabi oggi, per  il primo incontro negoziale per la fine della guerra con Russia e Stati  Uniti, il Consigliere per la sicurezza nazionale, Rustem Umerov, e il  capo gabinetto di Volodymir Zelensky, Kirylo Budanov, il negoziatore  David Arakhamia e il capo di stato maggiore, Andrii Hnatov. La  delegazione di Mosca sarà guidata dal direttore del Gru (i servizi  militari) Igor Kostyukov, il direttore del Fondo russo per gli  investimenti diretti, e inviato del Cremlino per gli investimenti  esteri, Kirill Dmitriev che incontrerà Witkoff separatamente, a margina  della sessione negoziale.

Axios: "Il Donbass sarà al centro del trilaterale a Abu Dhabi"

Il controllo territoriale nell'Ucraina orientale sarà la questione principale discussa da oggi ad Abu Dhabi nel trilaterale tra Usa, Ucraina e Russia. Lo scrive Axios. Dopo 4 ore di confronto con Vladimir Putin, gli emissari di Trump Steve Witkoff e Jared Kushner si sono recati da Mosca ad Abu Dhabi. Ci sarà anche il segretario dell'Esercito Usa Dan Driscoll. Da parte ucraina oltre a Rustem Umerov, a Kyrylo Budanov, al consigliere diplomatico Serhii Kyslytsia, anche il capo di stato maggiore militare ucraino Andrii Hnatov. Con l'inviato di Putin Kirill Dmitriev ci sarà il capo dell'intelligence militare l'ammiraglio Igor Kostyukov.

Bbc: "Decine di petroliere russe sanzionate hanno attraversato la Manica"

Secondo un'analisi di Bbc verify, sono decine le petroliere della 'flotta ombra' russa sanzionate dal Regno Unito che hanno attraversato il Canale della Manica questo mese, nonostante i funzionari della difesa avessero promesso di intraprendere "azioni decisive".    Dall'invasione dell'Ucraina su larga scala, la Russia ha utilizzato centinaia di petroliere della 'flotta ombra', per eludere le sanzioni sulle sue esportazioni di petrolio. Secondo la Bbc, all'inizio di questo mese il governo britannico ha ricevuto garanzie legali sulla possibilità di sequestrare queste navi, ma nonostante ciò 42 petroliere soggette a sanzioni hanno attraversato la Manica.    Tra queste c'era la Sofos, una petroliera sanzionata dal ministero degli Esteri britannico nel maggio 2025. Dopo aver lasciato il Venezuela, ha attraversato la Manica e ora si trova vicino alla città russa di San Pietroburgo.    I dati di localizzazione delle navi mostrano che la Sofos ha caricato petrolio in Russia a metà novembre, prima di dirigersi verso la Turchia e poi verso il Venezuela, dove ha disattivato il suo segnale di localizzazione. Le immagini satellitari l'hanno poi localizzata al terminal petrolifero venezuelano di Jose il 22 e 23 dicembre, prima che il suo segnale ricomparisse al di fuori delle acque territoriali del Paese il 26 dicembre.

Cina: noi "ancora di stabilita'" nella frammentazione globale

La Cina si e' proposta come "ancora stabilizzatrice" in un contesto internazionale caratterizzato da crescente frammentazione e tensioni geopolitiche, dopo una settimana dominata da discussioni su sicurezza, commercio e governance globale al World Economic Forum di Davos. Il messaggio e' stato trasmesso dal portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, durante la conferenza stampa quotidiana, nella sua valutazione dell'incontro annuale del Forum tenutosi questa settimana nella citta' svizzera. Guo ha fatto riferimento al discorso tenuto a Davos dal vicepremier cinese e capo negoziatore commerciale He Lifeng, che ha sostenuto il rispetto reciproco basato sulla "consultazione su un piano di parita'". "Il mondo si trova ad affrontare sempre piu' fattori di incertezza e destabilizzazione", ha affermato il portavoce, aggiungendo che "piu' complesso e' il contesto internazionale, maggiore e' la necessita' di rafforzare la cooperazione attraverso il dialogo". Guo ha aggiunto che "indipendentemente da come si evolvera' la situazione internazionale", la Cina "fungera' da ancora di stabilizzazione" e ha affermato che Pechino e' disposta a "collaborare con tutte le parti per ridurre le divergenze attraverso il dialogo, rafforzare la fiducia reciproca attraverso la cooperazione e rispettare gli impegni con azioni concrete". Le dichiarazioni giungono dopo una settimana segnata dalla presenza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Davos e dal rinnovato dibattito sulla sicurezza europea, la guerra in Ucraina, la situazione a Gaza e il ruolo della Nato nell'Artico. In questo contesto, il presidente cinese Xi Jinping e il suo omologo brasiliano, Luiz Ina'cio Lula da Silva, hanno avuto una conversazione telefonica oggi in cui hanno fatto appello a "stare dalla parte giusta della storia" e hanno sottolineato il ruolo di Cina e Brasile come "forze costruttive" nella salvaguardia della pace e nella promozione della riforma della governance globale. Durante il colloquio, Xi ha respinto le accuse esterne contro Pechino e ha sostenuto che la presunta "minaccia cinese" e' "completamente infondata", criticando al contempo le "accuse infondate" e la pratica di "inventare pretesti" per "cercare vantaggi egoistici", in un riferimento indiretto alle recenti dichiarazioni occidentali sull'Artico e sulla Groenlandia.

Ucraina, attacco con droni: rogo in deposito petrolio in Russia

Un attacco con un drone ha causato un incendio in un deposito di petrolio nella citta' di Penza, nella Russia occidentale, ma non sono state segnalate vittime, ha dichiarato il governatore della regione, Oleg Melnichenko. Le autorita' non hanno fornito dettagli sull'origine dei droni, ma il ministero della Difesa russo ha affermato che le difese aeree hanno intercettato almeno 12 droni ucraini durante la notte, incluso uno sopra la regione di Penza. I video che circolano sui social media mostrano una colonna di fiamme che si alza dal sito di un deposito di petrolio nella periferia orientale di Penza, a 618 chilometri dalla linea del fronte. L'Ucraina non ha commentato immediatamente le notizie. I droni ucraini, relativamente poco costosi, hanno causato miliardi di dollari di danni agli impianti petroliferi e del gas russi. Kiev sostiene che questi attacchi siano una risposta legittima agli attacchi russi contro il proprio sistema energetico in questa guerra che dura da quasi quattro anni.I bombardamenti russi sulla rete energetica ucraina nelle ultime settimane hanno lasciato migliaia di persone senza riscaldamento ed elettricita', con temperature che rimangono sotto lo zero.

Orban: "I principali Paesi Ue vogliono che la guerra in Ucraina continui"

"Bruxelles non vuole la pace, almeno non in Ucraina". Lo ha affermato in un'intervista al Corriere della Sera il primo ministro dell'Ungheria, Viktor Orbán, al termine della cerimonia che ha inaugurato il Board of peace.        L'Ungheria, con la Bulgaria, è l'unico Paese Ue a far parte di questo Consiglio. "E perché non ci sono gli altri? - chiede il premier ungherese - Questa è la domanda giusta".    Orban afferma di aver parlato con la premier Meloni dell'ingresso dell'Italia nel board of peace: "Ho discusso con Giorgia del Board of peace, che riguarda di più Gaza - prosegue - lei mi ha spiegato quanto sia costituzionalmente difficile per l'Italia aderire a organizzazioni internazionali. Per l'Ungheria la regolamentazione è più semplice".    Quanto a Kiev, per Orbán il punto è che "i principali Paesi europei vogliono continuare la guerra in Ucraina. Questo è il problema - sottolinea - Ogni giorno centinaia di persone muoiono. E noi dovremmo cambiare questa situazione.    Per Orban Gaza e Ucraina, sono "entrambe situazioni molto difficili. Ma almeno su Gaza tutti vorrebbero la pace". E, quindi, ribadisce: "Sull'Ucraina è più complicato, perché i principali Paesi europei vogliono continuare la guerra".    Quanto al rischio di isolamento dell'Ungheria nell'Ue Orban risponde: "Io sono qui, al Board of peace. Gli altri leader europei no. Chi è isolato?".

Ucraina, Trump: "Ottimista, concessioni da Kiev e Mosca"

Donald Trump ha detto di essere ottimista in vista di una soluzione del conflitto tra Russia e Ucraina. "Stanno facendo concessioni entrambi", ha detto il presidente degli Stati Uniti parlando con i giornalisti al seguito, a bordo dell'Air Force One. "Penso che Zelensky e Putin vogliano trovare un accordo", ha aggiunto.

Iran, Araghchi contro Zelensky: "Basta pagliacci confusi"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, si e' scagliato duramente su X contro il presidente ucraino, Voldoymyr Zelensky, colpevole di aver "invocato apertamente e senza vergogna un'aggressione illegale degli Stati Uniti contro l'Iran, in violazione della stessa Carta delle Nazioni Unite". "Ha prosciugato i contribuenti americani ed europei per riempire le tasche dei suoi generali corrotti e per contrastare quella che definisce un'aggressione illegale in violazione della Carta delle Nazioni Unite", si legge nel post del ministro. "Il mondo ne ha abbastanza di pagliacci confusi, signor Zelensky", conclude Araghchi, "a differenza del vostro esercito sostenuto dall'estero e infestato da mercenari, noi iraniani sappiamo come difenderci e non abbiamo bisogno di implorare aiuto dagli stranieri".

Sindaco Kiev: "Senza riscaldamento quasi 2mila edifici della capitale"

Quasi 2mila edifici di Kiev, capitale ucraina, sono senza riscaldamento. Lo riferisce il sindaco Vitali Klitschko su Telegram. "Sono senza riscaldamento 1.940 edifici. La maggior parte di questi edifici si trova sulla riva sinistra della città, nel distretto di Pechersk, e alcuni si trovano nei distretti di Holosiivskyi e Solomyanskyi. Durante la notte, i lavoratori dei servizi pubblici e dell'energia hanno iniziato a fornire riscaldamento a oltre 650 edifici", ha affermato Klitschko. Nella notte del 22 gennaio era iniziato il ripristino del riscaldamento in oltre 3.000 abitazioni di Kiev a seguito degli ultimi raid russi. 

Kiev: "Nella notte oltre 100 droni russi su tutto il territorio"

La Russia ha attaccato l'Ucraina con oltre 100 droni durante la notte. Lo riporta su Telegram l'Aeronautica militare ucraina sottolineando che 76 di questi sono stati abbattuti, mentre 19 sono andati a segno su 12 località. "Il nemico ha attaccato con 101 droni d'attacco Shahed, Gerber e droni di altro tipo dalle seguenti direzioni: Kursk, Orel, Shatalovo, Millerovo, Primorsko-Akhtarsk (Russia), Donetsk (Ucraina). Secondo i dati preliminari, alle 8.00 (ora locale ndr), la difesa aerea ha abbattuto 76 droni nemici Shahed, Gerber e droni di altro tipo. Sono stati registrati colpi di 19 droni d'attacco in 12 località", ha riferito l'Aeronautica.

Russia, incendio in un deposito petrolifero per i detriti di un drone

Un incendio è scoppiato in un deposito petrolifero nella città russa di Penza a seguito di un attacco con droni ucraini nella notte. Lo riferisce su Telegram il governatore della regione di Penza, Oleg Melnichenko spiegando che i detriti di uno dei droni abbattuti ha provocato l'incendio. "Quattro droni sono stati colpiti da un sistema di difesa aerea. I rottami di uno di essi sono caduti sul deposito di petrolio, provocando un incendio", ha scritto su Telegram Melnichenko, aggiungendo che non ci sono state vittime. Penza si trova a circa 545 chilometri dal confine nord-orientale dell'Ucraina con la Russia. 

Mosca a Usa: "No pace duratura senza soluzione territoriale"

A seguito dell'incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e gli inviati della Casa Bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner, il Cremlino ha avvertito che non ci sarà una pace "duratura" in Ucraina senza una soluzione alla questione territoriale. "La cosa importante è che durante questi negoziati tra il nostro presidente e gli americani, è stato confermato ancora una volta che senza una soluzione alla questione territoriale non ci si puo' aspettare un accordo duraturo", ha detto ai giornalisti Yuri Ushakov, consigliere internazionale del Cremlino.

Trump: "Penso che Zelensky e Putin vogliano trovare un accordo"

Donald Trump ha detto di essere ottimista in vista di una soluzione del conflitto tra Russia e Ucraina. "Stanno facendo concessioni entrambi", ha detto il presidente degli Stati Uniti parlando con i giornalisti al seguito, a bordo dell'Air Force One. "Penso che Zelensky e Putin vogliano trovare un accordo", ha aggiunto.

Cremlino: incontro Putin-Witkoff molto utile, oggi Usa-Russia-Ucraina in Emirati

Il Cremlino saluta con favore l'incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e l'inviato statunitense Steve Witkoff, affermando che è stato "utile sotto ogni aspetto" e confermando che oggi negli Emirati Arabi Uniti si terrà un trilaterale Russia-Usa-Ucraina sulla "sicurezza".

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