Proteste in Iran, Trump pronto all’attacco: “Vediamo cosa fa Teheran”. LIVE

live Mondo
©Getty

Dopo i moniti dei giorni scorsi contro gli ayatollah per la feroce repressione delle proteste, secondo la Reuters Trump avrebbe deciso di intervenire. Parlando dallo Studio Ovale ha precisato di essere stato informato che Teheran ha fermato il massacro “e non c'è nessun piano di esecuzioni”. Riaperto lo spazio aereo iraniano dopo la sospensione in vigore da venerdì scorso: la Turkish Airlines annuncia la ripresa dei voli. La Farnesina invita gli italiani a lasciare il paese.

in evidenza

Gli Stati Uniti sono pronti ad attaccare l'Iran. Dopo i moniti dei giorni scorsi contro gli ayatollah per la feroce repressione delle proteste, secondo la Reuters Trump avrebbe deciso di intervenire. Parlando dallo Studio Ovale ha precisato di essere stato informato che Teheran ha fermato il massacro “e non c'è nessun piano di esecuzioni”. “Spero sia vero - ha detto - osserveremo la situazione e verificheremo”. Washington intanto evacua parte del personale delle basi in Medio Oriente dopo le minacce di Teheran di colpire i siti in rappresaglia. 

Lo spazio aereo iraniano è stato riaperto dopo la sospensione in vigore da venerdì scorso: la Turkish Airlines ha annunciato la ripresa dei voli.

La Farnesina invita gli italiani a lasciare il paese. Il Regno Unito chiude l'ambasciata a Teheran. Prosegue intanto il pugno di ferro del regime. Oltre alle migliaia di vittime e di arresti. Risoluzione unitaria al Senato contro la repressione, il M5s si astiene.

Approfondimenti:

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Tajani: "Mai interrompere i rapporti diplomatici con l'Iran"

"Io credo che non si debbano mai interrompere i rapporti diplomatici, altrimenti non c'è possibilità di trattativa, di convincere anche le autorità iraniane ad avere un atteggiamento diverso nei confronti dell'opposizione. Il dialogo è sempre utile, anche con chi non la pensa come noi". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i giornalisti alla Camera. "In Iran rappresentiamo, per esempio, gli interessi del Canada. Ci sono tra i 500 e i 600 italiani che vivono in Iran, quindi dobbiamo tenere conto anche di questa necessità: attività consolare, attività diplomatica". 

Tajani: "Piani militari Usa in Iran? Auspico sempre che possa risolvere la diplomazia"

"Non mi pare che ci sia un'azione militare" in Iran "decisa da parte degli Stati Uniti, come ha detto il presidente Trump. Poi vedremo che cosa accadrà. Non possiamo commentare le ipotesi. Io mi auguro sempre che tutto si possa risolvere con la diplomazia". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i giornalisti alla Camera. 

Trump: "Buona notizia lo stop alla condanna a morte dei manifestanti"

Donald Trump ha commentato con favore la notizia che saranno condannati a morte i manifestanti iraniani, come Erfan Soltani, il giovane di Teheran che si temeva sarebbe stato giustiziato. "Il manifestante iraniano non sarà più condannato a morte dopo gli avvertimenti del presidente Trump. E così anche altri", ha scritto su Truth citando Fox News. "Questa è una buona notizia. Speriamo che continui così", ha aggiunto. 

Trump

©Ansa

Il Portogallo chiude l'ambasciata a Teheran

Il Portogallo chiude l'ambasciata a Teheran e sconsiglia i viaggi in Iran. La chiusura temporanea è stata decisa mercoledì pomeriggio, secondo quanto si legge in un comunicato inviato oggi dal Ministero degli Esteri alle redazioni. Il ministero precisa inoltre che "tutti i cittadini portoghesi presenti nel Paese sono stati contattati" e dovrebbero lasciare il Paese in breve. 

Iran, Tajani: "Italiani non stanziali lascino il paese, ridurremo personale dell'ambasciata"

Sono circa ''500-600 gli italiani'' in Iran. ''Abbiamo fatto una riunione ieri sera al ministero, stiamo seguendo con grande attenzione. Abbiamo detto di ridurre, di far andare via tutti gli italiani che non sono stanziali, cioè quelli che non abitano là, tipo turisti. Li abbiamo invitati caldamente a lasciare il paese''. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i cronisti in Transatlantico alla Camera sulla situazione in Iran.

''Così come ridurremo il numero delle persone che lavorano in ambasciata. Rimarranno soltanto le persone indispensabili per l'andamento della rappresentanza diplomatica''.

Iran, M5s presenta una sua risoluzione: "No ad azioni militari unilaterali"

Il M5s, a quanto si apprende da fonti del partito, sta depositando una risoluzione che verrà discussa in commissione Esteri della Camera a prima firma del leader Giuseppe Conte ma sottoscritta anche da Nicola Fratoianni di Avs. Tra gli impegni del documento quello di "scongiurare azioni militari unilaterali fuori dal quadro del diritto internazionale, promuovendo tutte le necessarie iniziative diplomatiche e di carattere sanzionatorio da parte della comunità internazionale e degli organismi internazionali". "Non solo siamo il sostegno alla causa delle proteste iraniane ma ribadiamo nero su bianco il no ad un intervento militare esterno", spiegano fonti pentastellate. Era stato questo il motivo dell'astensione di ieri dei pentastellati sulla risoluzione sull'Iran in Senato. 

Iran, ministri degli Esteri G7: "Pronti a nuove sanzioni"

I ministri degli Esteri del G7 si dicono "pronti a imporre ulteriori misure restrittive se l'Iran continuerà a reprimere le proteste e il dissenso, violando gli obblighi internazionali in materia di diritti umani". I ministri degli Esteri di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d'America, e l'Alta rappresentante dell'Ue, affermano di essere "profondamente preoccupati" per gli sviluppi delle proteste in corso in Iran. "Ci opponiamo fermamente all'intensificazione della brutale repressione da parte delle autorità iraniane nei confronti del popolo iraniano, che ha coraggiosamente espresso le sue legittime aspirazioni a una vita migliore, alla dignità e alla libertà, dalla fine di dicembre 2025", si legge nella dichiarazione G7. "Siamo profondamente allarmati dall'elevato numero di morti e feriti segnalati. Condanniamo l'uso deliberato della violenza e l'uccisione di manifestanti, le detenzioni arbitrarie e le tattiche intimidatorie da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti. Esortiamo le autorità iraniane a esercitare la massima moderazione, ad astenersi dalla violenza e a sostenere i diritti umani e le libertà fondamentali dei cittadini iraniani, compresi i diritti alla libertà di espressione, di ricercare, ricevere e comunicare informazioni, nonchè la libertà di associazione e di riunione pacifica, senza timore di ritorsioni", si legge ancora. 

Madrid raccomanda ai connazionali di lasciare l'Iran

"In questo momento ci sono ancora mezzi commerciali per poter uscire" dall'Iran "e noi ieri sera abbiamo raccomandato i connazionali che sono in viaggio e ai pochi spagnoli, circa 140 dei quali molti di doppia nazionalità" ispano-iraniana, "a lasciare il Paese anche se solo in maniera temporanea". Lo ha detto oggi il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, al suo arrivo al Congresso dei deputati, dove riferisce in Aula sulla situazione in Venezuela e la posizione di Spagna. "Non abbiamo ancora previsto un'evacuazione del nostro personale diplomatico", ha chiarito Albares, interrogato dai cronisti su un possibile attacco degli Stati Uniti in Iran e l'ordine dato da Washington al proprio personale di lasciare il Paese. Il capo della diplomazia spagnola ha riconosciuto che "la situazione è molto complicata" e ha assicurato che Madrid sta "monitorando la situazione al minuto". Albares ha chiesto "ancora una volta" al regime di Teheran, come già aveva fatto con l'ambasciatore iraniano convocato ieri a Madrid, che "sia rispettata la libertà di manifestazione pacifica e la libertà di espressione". "Deve avere fine la brutale repressione contro i manifestanti, devono avere fine la mancata comunicazione con l'estero e gli arresti arbitrari", ha insistito. Nel ricordare che "Spagna è un paese totalmente contrario all'applicazione della pena di morte", il ministro ha ammonito: "Non può essere applicata ai manifestanti che hanno protestato e sono stati arrestati in maniera arbitraria". E ha fatto appello a Teheran a "tornare al tavolo dei negoziati".

Come può intervenire Trump in Iran? Quattro scenari

Il presidente americano ha promesso aiuto imminente alla popolazione che protesta contro il regime. Ma di che tipo di aiuto parla? Dall'intervento militare al negoziato, ecco cosa potrebbe succedere o no.

Come può intervenire Trump in Iran? Quattro scenari

Come può intervenire Trump in Iran? Quattro scenari

Vai al contenuto

Controllo voli Germania, evitare spazio aereo fino al 10 febbraio

L'autorità tedesca per il controllo del traffico aereo ha raccomandato agli aerei di evitare lo spazio aereo iraniano, dopo che gli Stati Uniti, nei giorni scorsi, avevano lanciato l'allarme su un possibile intervento militare in Iran. Un portavoce dell'Ufficio tedesco per la sicurezza del volo ha dichiarato all'Afp di aver emesso una raccomandazione secondo cui "lo spazio aereo iraniano non venga sorvolato fino al 10 febbraio", aggiungendo che il consiglio è stato emesso "su istruzione del ministero dei Trasporti".

Araghchi: "Difenderemo la sovranità con tutta la forza"

"Difenderemo la sovranità dell'Iran con tutta la forza e la determinazione contro qualsiasi minaccia". Lo afferma il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, secondo quanto riporta Al Arabiya.

Turchia: "Usa e Iran risolvano i problemi con il dialogo"

"I problemi dovrebbero essere risolti attraverso il dialogo. Spero che gli Stati Uniti e l'Iran risolvano la questione. Continueremo con gli sforzi diplomatici. Ci auguriamo che risolvano la questione tramite mediatori o contatti diretti". Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, durante una conferenza stampa a Istanbul, trasmessa dalla tv di Stato Trt. "Durante la guerra dei 12 giorni, l'Iran ha dovuto affrontare attacchi prima da parte di Israele e poi da parte degli Stati Uniti. Non saremmo felici se questo si ripetesse", ha aggiunto il capo della diplomazia di Ankara. 

Pahlavi: "Dopo fine regime stop nucleare e sì a Israele"

La cessazione del programma militare iraniano e il riconoscimento di Israele: sono i due punti principali del nuovo Iran dopo che la caduta del regime degli Ayatollah, indicati dall'erede dello scià di Persia, Reza Pahlavi. "In materia di sicurezza e politica estera, il programma nucleare militare dell'Iran terminerà. Il sostegno ai gruppi terroristici cesserà immediatamente. Un Iran libero lavorerà con partner regionali e globali per contrastare il terrorismo, la criminalità organizzata, il traffico di droga e l'islamismo estremista", afferma Pahlavi su X.

Crosetto: "Intervento Usa? La situazione cambia di ora in ora"

"Ieri avrei detto sì, oggi direi forse no. La situazione cambia di ora in ora". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto rispondendo a chi gli chiede se a suo avviso gli Usa interverranno in Iran. Crosetto ha parlato a margine della seduta d'Aula. 

Bessent: "Ottenuto totale collasso finanziario regime"

La politica di massima pressione esercitata da Washington ha ottenuto come risultato il "totale collasso finanziario del regime iraniano". Lo ha dichiarato il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent in un'intervista a 'Rob Schmitt Tonight' su Newsmax. "Abbiamo applicato una campagna di massima pressione sulle esportazioni petrolifere iraniane per chiudere le fonti di introiti del regime e quello a cui abbiamo assistito il mese scorso è un totale collasso finanziario del regime", ha spiegato Bessent, "stiamo vedendo banche fallire, stiamo vedendo inflazione, stiamo vedendo carenza di denaro contante".

Crosetto: "In corso il massacro di una generazione che vuole vivere libera"

"In Iran è in corso il massacro di una generazione che non vuole potere, non vuole governare, non vuole occupare ma solo vivere libera". E' quanto scrive su X il ministro della Difesa Guido Crosetto, aggiungendo che "purtroppo solo chi non ce l’ha ne comprende il valore. Quanto mi piacerebbe offrire la libertà ad alcuni di quei giovani mandando al posto loro in Iran gli pseudo intellettuali italiani che difendono ciò che sta accadendo".

Ambasciatrice Amadei: "Presenti 500 italiani, lascino paese con primi voli disponibili"

"Si è conclusa poco fa una riunione in collegamento presieduta dal  vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nella quale è stato analizzato il quadro attuale e i possibili scenari. Come indicato dal ministro priorità è la tutela dei connazionali: attualmente in Iran sono presenti 500 italiani. In accordo con l'Unità di crisi della Farnesina l'invito rivolto agli italiani presenti nel paese per turismo o la cui presenza nel paese non sia strettamente necessaria a lasciare l'Iran con i primi voli disponibili, voli di linea, al momento sono operativi vettori e collegamenti internazionali". Lo ha detto l'ambasciatrice italiana in Iran, Paola Amadei, ieri sera in collegamento telefonico con Tg2 Post, condotto da Monica Giandotti.

"La situazione è complessa ed in evoluzione. Questa riunione ha appunto analizzato i possibili scenari e molto importante - ha ribadito Amadei - questo invito che viene rivolto agli italiani presenti nel paese e voglio ricordare che l'ambasciata resta pienamente operativa, può essere contattata 24 ore su 24, è sempre a disposizione dei connazionali per qualsiasi informazione o necessità. E siamo stati contattati e abbiamo fornito assistenza a connazionali che avevano delle difficoltà a contattare i propri familiari e che avevano difficoltà a trovare voli disponibili per lasciare il paese".  

"Per il momento le connessioni internet non sono funzionanti - ha concluso Amadei - non abbiamo altri segnali al riguardo". 

Farnesina: "Via personale non essenziale dall'ambasciata"

Via il personale non essenziale dall'ambasciata italiana a Teheran. La decisione, a quanto si apprende da fonti informate, è stata presa dopo la riunione alla Farnesina che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto con l'ambasciatrice a Teheran, Paola Amadei, e gli altri ambasciatori della regione, la Difesa e l'intelligence.

Tajani a riunione con ambasciatori area e intelligence, italiani partano

Sulla crisi in Iran il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tenuto ieri pomeriggio alla Farnesina una riunione con l’ambasciatrice d’Italia a Teheran, con gli ambasciatori italiani dell’area, con la Difesa e con il comparto dell’intelligence. Secondo quanto riferisce la Farnesina in una nota, è stata fatta innanzitutto una valutazione sulla situazione dei cittadini italiani presenti in Iran e dei Paesi del Golfo, potenziali obiettivi di azioni militari in caso di escalation delle tensioni. La Farnesina conferma e rinnova con forza l’invito ai cittadini italiani in Iran a lasciare il paese. Gli italiani in Iran sono circa 600, per lo più concentrati nell’area di Teheran. L’ambasciata ha mantenuto in queste settimane un monitoraggio attivo dei connazionali in transito o di passaggio. Sono oltre 900 i membri delle Forze Armate italiane nell’area, fra cui circa 500 unità in Iraq e 400 in Kuwait, dove si stanno adottando misure precauzionali a tutela del personale militare.

Nel corso dell’incontro, il ministro ha ribadito che la massima priorità dovrà restare la tutela dei connazionali e la necessità di garantire un costante monitoraggio dell’evoluzione del quadro di sicurezza regionale, anche attraverso il coordinamento tra sedi diplomatiche e con i partner internazionali. 

La riunione ha inoltre consentito di fare il punto sugli sviluppi interni in Iran, che continuano a suscitare forte preoccupazione. In tale contesto, è stata confermata la posizione italiana di ferma condanna della violenta repressione delle manifestazioni e delle gravi violazioni dei diritti umani.  L’Italia continuerà ad operare in stretto raccordo con i partner dell’Unione Europea, dell’Alleanza Atlantica e del G7, contribuendo agli sforzi della comunità internazionale per la de-escalation, la tutela dei diritti umani e la promozione della stabilità e della sicurezza regionale.

Comandante Pasdaran: "Affrontiamo guerra globale e diversificata, pronti a rispondere"

"L'Iran sta affrontando una guerra globale e diversificata con il nemico: economica, sociale, culturale, politica, di sicurezza e anche nel settore informatico". Lo ha dichiarato Mohammad Karami, comandante delle forze di terra delle Guardie della rivoluzione islamica, citato da Ynet News.  "Siamo pronti a rispondere con decisione a qualsiasi errore commettano", ha aggiunto il comandante dei Pasdaran.

Media: "Teheran smentisce la condanna a morte di Soltani" (2)

Se Soltan "verrà dichiarato colpevole sarà condannato al carcere, poiché la legge non prevede la pena di morte per queste accuse," ha assicurato l'agenzia di stampa della magistratura Mizan.

Media: "Trump vorrebbe 'azione militare rapida e decisiva'"

Il presidente americano Donald Trump vorrebbe che l'azione militare in Iran fosse ''rapida e decisiva'' e che non portasse a una guerra che si prolungasse per settimane o mesi. Lo hanno dichiarato alla Nbc News un funzionario statunitense, una fonte vicina alla Casa Bianca e due persone informate delle discussioni, riferendo di quanto Trump ha detto al suo team per la sicurezza nazionale. "Se fa qualcosa, vuole che sia definitiva", ha riferito una delle persone informate dei fatti.

I consiglieri di Trump, però, non sono stati finora in grado di garantirgli che il regime di Teheran crollerebbe rapidamente dopo un attacco militare americano, hanno affermato il funzionario statunitense e due persone a conoscenza delle discussioni. C'è anche la preoccupazione che gli Stati Uniti potrebbero non avere tutte le risorse nella regione di cui avrebbero bisogno per proteggersi da quella che i funzionari dell'amministrazione si aspettano sarebbe una risposta aggressiva da parte dell'Iran.

Citando due fonti, l'Nbc spiega che queste dinamiche potrebbero indurre Trump ad approvare un'offensiva militare statunitense più limitata in Iran, almeno inizialmente, riservandosi la possibilità di intensificare successivamente.  La situazione è in rapida evoluzione, hanno aggiunto le fonti.

Media: "Teheran smentisce la condanna a morte di Soltani"

La magistratura iraniana ha assicurato che non è stato condannato a morte Erfan Soltani, il primo manifestante che avrebbe dovuto essere giustiziato. Lo riporta il Guardian, citando i media statali iraniani. La famiglia di Soltani, 26 anni, aveva riferito di aver ricevuto la comunicazione della condanna a morte del ragazzo che secondo organizzazioni per i diritti umani avrebbe dovuto essere impiccato ieri. Soltani, dipendente di un negozio di abbigliamento, è stato arrestato giovedì scorso a nord-ovest di Teheran per aver partecipato alle proteste.

Ong: "Oltre 2.600 morti durante le proteste in Iran"

Secondo l'agenzia degli attivisti dei diritti umani iraniani Hrana, sono 2.615 le persone che hanno perso la vita durante le proteste anti governative che sono scoppiate in Iran il 28 dicembre, scatenate dalla crisi economica. Secondo i dati del rapporto che Hrana diffonde quotidianamente, tra le vittime 2.435 erano manifestanti e tra loro 13 erano minorenni mentre sono rimasti uccisi anche 153 membri delle forze di sicurezza e 14 civili che non facevano parte dei dimostranti. Mentre internet è bloccato nel Paese dall'8 gennaio, Hrana sottolinea che ci sono anche segnalazioni riguardo ad altri 882 morti ancora da verificare. I feriti gravi durante le manifestazioni sono oltre duemila mentre gli arrestati sono in tutto 18.470 e sono state trasmesse dai media iraniani 105 confessioni forzate di persone messe in custodia. 

Iran, riaperto spazio aereo: Turkish riprende i voli

E' stato riaperto lo spazio aereo dell'Iran e la Turkish Airlines ha annunciato la ripresa dei voli, dopo la sospensione in vigore da venerdì scorso. Il primo aereo è decollato alle 9:00 ora locale (le 7:00 in Italia) e un altro è previsto per le 10:50 (le 8:50), entrambi "pieni" secondo quanto si legge sul sito web della compagnia.

Tv di Stato iraniana: "Arrestati 300 rivoltosi in 72 ore"

"I funzionari della sicurezza in Iran hanno annunciato di aver arrestato quasi 300 terroristi o rivoltosi nelle ultime 72 ore". Lo riporta la televisione di Stato iraniana Irib, nel contesto delle proteste anti governative iniziate il 28 dicembre. Secondo l'emittente, è stata arrestata anche "una squadra terroristica sostenuta dalla monarchia (ovvero dal figlio dell'ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi che ha appoggiato la protesta dagli Usa) che stava pianificando di sabotare la metropolitana di Mashhad", la seconda città più grande dell'Iran, dove sono state registrate dimostrazioni molto partecipate durante le scorse settimane.

Trump: "Pahlavi simpatico ma non so se sua leadership sarebbe accettata"

Il figlio maggiore dell'ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi, ''è simpatico e molto gentile, ma non so come si comporterebbe nel suo Paese'' e ''non so se il suo Paese accetterebbe la sua leadership''. Così il presidente americano Donald Trump ha messo in dubbio che Pahlavi possa essere la figura giusta per la transizione democratica in Iran dopo il regime teocratico. ''A me andrebbe bene se fosse accettato'' dagli iraniani, ha aggiunto Trump precisando ''non siamo ancora arrivati a questo punto''.

Reza Pahlavi vive negli Stati Uniti da quando aveva 16 anni e durante le manifestazioni di piazza di questi giorni si era detto pronto a guidare la transizione democratica in Iran fino a nuove elezioni.

Reza Pahlavi: "Il nuovo Iran chiuderà il suo programma militare nucleare"

Reza Pahlavi promette che "il programma militare nucleare iraniano cesserà" dopo la caduta della Repubblica Islamica. In una dichiarazione su X il figlio in esilio dell'ultimo scià iraniano ha delineato la sua visione per il futuro del Paese. L'Iran di oggi, identificato con "terrorismo, estremismo e povertà", scomparirà, scrive, e sarà sostituito da "un Iran meraviglioso, pacifico e fiorente". Inoltre, "il sostegno ai gruppi terroristici cesserà immediatamente" e l'Iran "agirà come una forza amica e stabilizzatrice nella regione". Pahlavi promette anche una normalizzazione nelle relazioni con i maggiori nemici del regime della Repubblica Islamica, gli Stati Uniti e Israele, e spiega che l'Iran "perseguirà l'espansione degli Accordi di Abramo negli Accordi di Ciro, riunendo un Iran libero, Israele e il mondo arabo". Gli Accordi di Ciro sono l'accordo di pace proposto dal principe ereditario in esilio per Gerusalemme e Teheran in un mondo post-regime. Infine, promette che il Paese "adotterà e applicherà gli standard internazionali" e che "un Iran democratico aprirà la sua economia al commercio, agli investimenti e all'innovazione. E cercherà di investire nel mondo". 

Netblocks: "Blackout internet prosegue da oltre 156 ore"

Il blackout di internet in Iran ha superato le 156 ore. Lo riferisce l'ong che monitora la rete. "Il silenzio si approfondisce dopo una brutale repressione", si legge in un post sulla sua pagina web. "Nel frattempo, il vuoto di informazioni online si accompagna a una amplificazione di account pro-regime e falsi prodotti dall'intelligenza artificiale", assicura Netblocks.

Araghchi: "Nessun piano per impiccagioni"

Non ci sono impiccagioni in vista in Iran dopo le manifestazioni delle scorse settimane. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un'intervista a Fox News. "Non c'è nessun piano per impiccagioni, assolutamente", ha detto. "E' un altro elemento di disinformazione per trascinare il presidente americano Donald Trump" in un intervento, ha assicurato.

Media: "L'Iran sostiene che Erfan Soltani non è stato condannato a morte"

La magistratura iraniana ha affermato che Erfan Soltani, il 26enne iraniano arrestato durante un'ondata di proteste e che secondo le ong e Washington rischiava di essere giustiziato, è stato arrestato durante le proteste ma non condannato a morte. Lo scrive Sky News che cita media statali. La magistratura afferma che Soltani, attualmente detenuto nel penitenziario centrale di Karaj, è accusato di "collusione contro la sicurezza interna del Paese e attività di propaganda contro il regime". Ma afferma che la pena di morte non si applica a tali accuse se confermate da un tribunale. 

Araghchi: "Disinformazione su morti. Centinaia non migliaia"

Il ministro degli Esteri iraniano, Ababs Araghchi, ha negato che le vittime degli scontri in Iran siano migliaia. "Anche se hanno cercato di aumentare il numero, sono centinaia. Il bilancio esatto sarà annunciato", ha detto in un'intervista a Fox News, "c'è una campagna di disinformazione in corso". Secondo il ministro, dietro quanto accaduto c'è il Mossad. "E' esattamente un complotto israeliano. Hanno iniziato ad aumentare il numero di morti uccidendo la gente comune, uccidendo agenti di polizia", ha assicurato. "Volevano aumentare il numero dei decessi. Perché? Perché? Perché il presidente Trump ha detto che se ci fosse state uccisioni, sarebbe intervenuto. E volevano trascinarlo in questo conflitto", ha spiegato.

Sollievo per Erfan Soltani, il manifestante non è condannato a morte

Erfan Soltani, il 26enne iraniano arrestato l'8 gennaio mentre manifestava a Fardis vicino a Teheran, non è stato condannato a morte. Lo ha chiarito la magistratura iraniana, secondo quanto riportano i media statali iraniani. Soltani, ha precisato la magistratura, è accusato di "collusione contro la sicurezza interna del Paese e attività di propaganda contro il regime".

Era stata l'organizzazione curda Hengaw per i diritti umani a lanciare l'allarme circa una sua imminente impiccagione, affermando che la famiglia era stata informata che la sua pena capitale sarebbe stata eseguita ieri. Successivamente la famiglia di Soltani aveva dichiarato di essere stata informata che la sua esecuzione era stata rinviata.

Amnesty: "Stop bagni di sangue e impunità, comunità internazionale intervenga"

“Questa spirale di bagni di sangue e impunità deve finire. La dimensione e la gravità dell’attuale repressione e delle uccisioni sono senza precedenti persino se comparata alle gravi violazioni dei diritti umani e ai crimini di diritto internazionale commessi dalle autorità iraniane nelle varie precedenti proteste”. Lo ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International. L’organizzazione per i diritti umani ha denunciato che, sulla base di video verificati e di informazioni attendibili provenienti da testimoni oculari, sono in corso in Iran uccisioni illegali di massa e chiede che gli stati membri delle Nazioni Unite agiscano subito, in modo coordinato, per impedire un ulteriore spargimento di sangue, anche attraverso la convocazione di riunioni e sessioni straordinarie del Consiglio dei diritti umani e del Consiglio di sicurezza. 

“Mentre ampi settori della società iraniana riempivano le strade sfidando i proiettili, la Guida suprema iraniana e le forze di sicurezza hanno lanciato la loro peggiore campagna repressiva. Hanno intenzionalmente ucciso in massa persone che stavano chiedendo cambiamenti fondamentali e la transizione dal sistema della Repubblica islamica a una forma di governo che rispettasse i diritti umani e la dignità. La comunità internazionale deve assumere urgenti iniziative diplomatiche per proteggere i manifestanti da ulteriori massacri e porre fine all’impunità che sta guidando la politica di stato dei massacri”, ha aggiunto Callamard.

Secondo le prove raccolte da Amnesty International, le forze di sicurezza posizionate in strada e sui tetti di abitazioni private, di moschee e di stazioni di polizia hanno ripetutamente aperto il fuoco con fucili e pistole armate di pallini di metallo, colpendo manifestanti inermi spesso alla testa o al torace. Le strutture sanitarie sono stracolme di persone ferite mentre famiglie disperate cercano i loro cari tra i sacchi per cadaveri che riempiono gli obitori o vedono corpi impilati uno sopra all’altro sui rimorchi dei camion, nei congelatori o nei magazzini.

Iran, si riunisce il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà nel pomeriggio di giovedì per "un briefing sulla situazione in Iran". Lo ha annunciato un portavoce della presidenza somala. La riunione si terrà su richiesta degli Stati Uniti, ha aggiunto il portavoce. 

Petrolio, prezzi in calo su affievolirsi delle tensioni in Iran

Prezzi del petrolio in calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha placato le preoccupazioni del mercato riguardo a una potenziale azione militare statunitense contro l'Iran. Sui circuiti asiatici il Brent passa di mano a 64,40 dollari in calo del 2,12% mentre retrocedono anche i future del WTI, dell'1,99% a 60,03 dollari.

Bessent: "I leader di Teheran stanno trasferendo enormi somme di denaro"

Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che Washington sta monitorando quella che ha descritto come un'ondata di fuga di capitali da parte dell'élite al potere in Iran, mentre crescono i timori per il possibile crollo della Repubblica Islamica, tra disordini e minacce di un attacco statunitense. "Come Tesoro che applica le sanzioni, possiamo vedere che ora stiamo assistendo alla 'fuga dei topi dalla nave' perché vediamo milioni, decine di milioni di dollari trasferiti fuori dal Paese, sottratti di nascosto dalla leadership iraniana", ha dichiarato Bessent in un'intervista a Newsmax. "Quindi stanno abbandonando la nave, e li stiamo vedendo arrivare nelle banche e nelle istituzioni finanziarie di tutto il mondo", ha aggiunto il Segretario al Tesoro. "Quello che facciamo al Tesoro è seguire il flusso di denaro, sia attraverso il sistema bancario che attraverso asset digitali. Rintracceremo questi asset e non saranno in grado di trattenerli". 

Iran, riaperto lo spazio aereo: riprendono voli civili

Le autorità iraniane hanno riaperto lo spazio aereo sopra l'Iran, dopo una chiusura di cinque ore, consentendo così la ripresa dei voli civili. Secondo il servizio di tracciamento Flightradar24, la chiusura dello spazio aereo è stato rimosso verso le 4 ora italiana. Tra i primi a riprendere a volare nel Paese sono stati cinque voli delle compagnie aeree iraniane Mahan Air, Yazd Airways e AVA Airlines.

Teheran, "abbiamo il pieno controllo, ora c'è calma"

Le autorità iraniane hanno il "controllo totale" della situazione: lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista a Fox News, dopo oltre due settimane di proteste duramente represse. "Dopo tre giorni di operazioni terroristiche, ora c'è calma. Abbiamo il controllo totale" della situazione, ha dichiarato alla rete americana, secondo estratti di un'intervista registrata oggi.

Lufthansa, "eviteremo lo spazio aereo Iran e Iraq fino a nuovo avviso"

Il gruppo Lufthansa ha annunciato che le sue compagnie aeree eviteranno lo spazio aereo iraniano e iracheno "fino a nuovo avviso", a seguito delle minacce statunitensi contro l'Iran. Il gruppo, che, oltre a Lufthansa comprende ITA Airways, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Discover, Eurowings e Swiss, ha spiegato in una nota di evitare questi spazi aerei "a causa dell'attuale situazione in Medio Oriente".

Francia, oggi Consiglio di difesa urgente su Iran e Groenlandia

Un Consiglio di difesa dedicato alle manifestazioni in Iran represse dalle autorità e alle minacce americane di prendere il controllo della Groenlandia è stato convocato per questa mattina alle 8 all'Eliseo. Lo si è appreso da fonti vicine al governo. Il Consiglio di difesa, presieduto da Emmanuel Macron, riunirà i ministri coinvolti nelle due crisi internazionali e i responsabili militari. La riunione avverrà proprio nelle ore in cui sussiste l'ipotesi di un attacco americano contro l'Iran e dopo una riunione fra la Danimarca e le autorità americane sulla Groenlandia che si è conclusa con un "disaccordo di base", secondo il capo della diplomazia danese. Alla fine della riunione, Macron si recherà alla base aerea di Istres, nel sud della Francia, per i tradizionali auguri per il nuovo anno alle forze armate. In tale occasione, secondo quanto si apprende, dovrebbe parlare del dispiegamento di militari francesi nel quadro di una missione europea in Groenlandia. 

Ministro Esteri Iran: "Oggi o domani non ci saranno impiccagioni"

"Oggi o domani non ci saranno impiccagioni": lo ha detto mercoledì sera a Fox News il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. 

Trump: "Pahlavi ? non so se la sua leadership sarebbe accettata in Iran"

In una intervista alla Reuters, pubblicata sul sito dell'agenzia, Donald Trump ha detto che l'ex principe ereditario iraniano in esilio Reza Pahlavi "sembra molto simpatico, ma non so come si comporterebbe nel suo stesso Paese. E non siamo ancora a quel punto… Ma è molto presto, troppo presto per dirlo. Non so come vada d'accordo con il suo Paese". "Non so se il suo Paese accetterebbe la sua leadership, e certamente se lo accettassero sarebbe perfetto per me", ha aggiunto, notando di non aver mai parlato con Pahlavi. 

Londra, chiusa temporaneamente ambasciata a Teheran

La Gran Bretagna ha annunciato la chiusura temporanea dell'ambasciata britannica in Iran. Un portavoce del governo ha dichiarato: "Abbiamo chiuso temporaneamente l'ambasciata britannica a Teheran, che ora opererà da remoto".

Trump: "Con stop uccisioni no azione militare? Vedremo come procede"

Lo stop alle uccisioni e alle esecuzioni in Iran significa che l'opzione militare è via dal tavolo? "Osserveremo e vedremo come procede", ha risposto ai giornalisti Donald Trump, affermando di aver ricevuto l'informazione "da una fonte molto importante, speriamo che sia vero".

Iran riapre il suo spazio aereo

L'Iran ha riaperto il suo spazio aereo dopo una chiusura di quasi cinque ore, che ha costretto le compagnie aeree a cancellare, modificare le rotte o ritardare alcuni voli. L'avviso di chiusura - secondo il servizio di tracciamento Flightradar24 - è stato rimosso. Le compagnie aeree iraniane Mahan Air, Yazd Airways e Ava Airlines hanno già ripreso a volare nel Paese. 

Mondo: I più letti