"Una cosa che tutti devono capire: la Groenlandia non sarà di proprietà degli Stati Uniti", ha sottolineato il premier Jens-Frederik Nielsen. "Scegliamo la Danimarca, scegliamo la Nato, scegliamo l'Ue". Intanto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, incontrerà il ministro della difesa danese Troels Lund Poulsen e la ministra degli affari internazionali groenlandese Vivian Motzfeldt lunedì a Bruxelles
Tra i temi più caldi di questo periodo c'è quello legato alle sorti della Groenlandia, su cui gli Stati Uniti di Donald Trump hanno puntato le attenzioni nella speranza di annetterne il terriorio.
"Una cosa che tutti devono capire: la Groenlandia non sarà di proprietà degli Stati Uniti, la Groenlandia non sarà governata dagli Stati Uniti e la Groenlandia non farà parte degli Stati Uniti". Lo ha dichiarato il premier groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, in una conferenza stampa a Copenaghen con la premier danese, Mette Frederiksen. "Scegliamo la Danimarca, scegliamo la Nato, scegliamo l'Ue", ha aggiunto.
Intanto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha riferito che incontrerà il ministro della difesa danese Troels Lund Poulsen e la ministra degli affari internazionali groenlandese Vivian Motzfeldt lunedì a Bruxelles. A richiedere il colloquio la Danimarca: "Abbiamo bisogno di una presenza più forte (in Groenlandia ndr.), senza dubbio anche della Nato" ha dichiarato il ministro della difesa danese, riportato dall'agenzia di stampa danese, Ritzau.
In queste ore il segretario generale della Nato, Mark Rutte, aveva confermato che l'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord stava studiando "i prossimi passi" per garantire la sicurezza nell'area artica, che è di "cruciale interesse" per tutta l'Alleanza Atlantica, come stabilito già nel corso dei dedicati gruppi di lavoro nel 2025. Il tutto dopo che lo stesso leader della Casa Bianca è tornato a minacciare l'isola, sottolineando ancora una volta che sarà americana "in un modo o nell'altro". Dicendosi anche pronto "a scegliere tra la terra artica e la Nato".
L'incontro in Danimarca
Uno snodo fondamentale per comprendere quali saranno le sorti della Groenlandia, appartenente alla Danimarca, sarà quello legato all'incontro delle autorità danesi con Marco Rubio, in programma mercoledì prossimo. E sarà presente pure una delegazione di senatori Usa. Al centro dell'incontro potrebbero svilupparsi discorsi per comprendere se esiste qualcosa che Copenaghen possa offrire, al di là della cessione della Groenlandia.
Le mosse degli alleati
Gli alleati, intanto, cercano di attrezzarsi. Ursula von der Leyen ha anticipato un raddoppio dei fondi nel prossimo bilancio Ue per la Groenlandia, senza però diffondere ulteriori dettagli. Il Regno Unito si è dichiarato interessato a rafforzare la sicurezza nell'Artico, anche in virtù del rapporto privilegiato con le nazioni del nord e del Baltico.
Il tema della sicurezza militare
Tra l'altro, considerando l'accordo firmato tra gli Usa e la Danimarca nel 1951 sulla difesa della Groenlandia, gli Stati Uniti vantano giù un significativo margine di manovra e Copenaghen non si opporrebbe all'apertura di nuove basi americane sull'isola. Attualmente, situata nel nord-ovest della Groenlandia, a circa 1.100 chilometri a nord del Circolo Polare Artico, gli Usa gestiscono la base di Pituffik, considerata la più settentrionale tra quelle gestite dall'aeronautica americana. In tutto questo, lo stesso Rutte ha confermato i contatti in corso. "Attualmente stiamo discutendo il passo successivo, ovvero come garantire un seguito concreto a tali discussioni affinché l'Alleanza, collettivamente e attraverso i singoli alleati, faccia tutto il possibile per garantire la sicurezza dell'Artico, che, come tutti concordiamo, deve essere una priorità".
Le risorse del sottosuolo
Ma oltre all'aspetto militare c'è in campo anche quello economico. Trump vorrebbe sfruttare le ingenti risorse del sottosuolo della Groenlandia ma le norme ambientali euro-danesi sono molto più stringenti di quelle americane. Dunque, se Trump sulla difesa potrebbe avere campo libero, anche senza annettere la Groenlandia, per il suo sfruttamento la questione si complica decisamente.
Approfondimento
Groenlandia, il governo: inaccettabile desiderio Usa di controllarci
Il disegno di legge di un deputato repubblicano per l'annessione
Intanto è stato presentato un disegno di legge per annettere la Groenlandia e trasformarla nel 51mo stato degli Usa. E' la proposta sottoposta dal deputato repubblicano Randy Fine alla Camera dei Rappresentanti di Washington , primo atto "ufficiale" nei confronti del territorio semi-autonomo che, come detto, fa parte della Danimarca. La proposta - ha riferito Fine - è legata al fatto che Washington "non può permettere a potenze avversarie di acquisire influenza su una delle regioni strategicamente più importanti del mondo". La Groenlandia, ha proseguito, "non è un avamposto remoto che possiamo ignorare; è una risorsa vitale per la sicurezza nazionale". Secondo il deputato, "chiunque controlli la Groenlandia controlla le principali rotte di navigazione artiche e l'architettura di sicurezza che protegge gli Stati Uniti". Dunque, ha concluso, "gli Stati Uniti non possono lasciare questo futuro nelle mani di regimi che disprezzano i nostri valori e cercano di minare la nostra sicurezza".