I partiti politici della Groenlandia hanno diffuso un comunicato congiunto nel quale affermano di non voler essere "ne' americani né danesi", dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ribadito di volersi impadronire della grande isola artica con metodi "soft" o "hard"
"Non vogliamo essere americani, non vogliamo essere danesi, vogliamo essere groenlandesi", hanno scritto i leader dei cinque partiti rappresentati nel parlamento locale in una dichiarazione congiunta dopo che Donald Trump ha ribadito le sue mire espansioniste, dicendo di voler "fare un accordo con le buone" per poi avvertire che "se non lo facciamo con le buone, lo faremo con le cattive". La Groenlandia intende decidere autonomamente il proprio futuro. Nella dichiarazione, i leader dei partiti hanno inoltre chiesto agli Stati Uniti di "smettere di mostrare disprezzo per il nostro Paese". "Il futuro della Groenlandia deve essere deciso dal popolo groenlandese", prosegue la nota.
Groenlandia: “Smettere di dimostrare disprezzo per il nostro Paese”
La Groenlandia, con una popolazione di circa 57.000 abitanti, è un territorio in gran parte autonomo, sebbene appartenga ufficialmente alla Danimarca. “Il lavoro riguardante il futuro della Groenlandia viene condotto in dialogo con la popolazione e preparato sulla base del diritto internazionale e della Legge sull'Autogoverno. Nessun altro Paese ha il diritto di interferire in questo processo. Decideremo noi stessi il futuro del nostro Paese, senza pressioni per prendere decisioni affrettate, senza ritardi imposti dall'esterno e senza interferenze esterne", hanno assicurato. "Chiediamo ancora una volta che il dialogo si basi sulla diplomazia e sui principi internazionali. Questa è la strada giusta da seguire per alleati e amici", hanno ricordato. Sarà dunque "convocata una riunione per garantire un dibattito politico responsabile, ordinato e unito". In queste circostanze "straordinarie e gravi, i diritti e gli interessi del popolo groenlandese devono essere salvaguardati".