
Non ci sarebbe spazio, almeno per ora, per una tregua in Libano. La proposta americana e francese di uno stop di 21 giorni delle ostilità è stata respinta da Netanyahu, che secondo gli Usa prima avrebbe accettato il cessate il fuoco ma poi ha ordinato di insistere con gli attacchi contro Hezbollah. In serata un missile lanciato dallo Yemen e diretto su Tel Aviv è stato intercettato dal sistema di difesa israeliano
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Non ci sono spiragli, almeno al momento, per una tregua in Libano. La proposta americana e francese di uno stop di 21 giorni delle ostilità, sostenuta dall'Ue e altri Paesi, è stata respinta da Benyamin Netanyahu, che secondo Washington prima avrebbe accettato il cessate il fuoco ma poi ha ordinato di insistere con gli attacchi contro le postazioni di Hezbollah. Il risultato, l'ennesima ondata di raid ed un nuovo blitz mirato a Beirut, per eliminare il comandante sciita responsabile degli attacchi con i droni. In serata un missile diretto su Tel Aviv e partito dallo Yemen è stato intercettato dal sistema di difesa aereo.
E' di almeno 15 morti il bilancio di un raid aereo israeliano sulla scuola Hafsa al-Faluja nel campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Lo riferisce l'agenzia di stampa Wafa spiegando che tra le vittime si contano donne e bambini. Nel raid sono rimaste ferite decine di persone, tra cui alcune in modo grave, riferiscono i soccorritori.
Il capo di una delle unità dell'aeronautica di Hezbollah , Mohammad Surur, è stato ucciso in un attacco israeliano nella periferia meridionale di Beirut. Lo affermano le Forze di difesa israeliane.
Gli approfondimenti:
- LO SPECIALE
- Guerra Israele-Hamas, cosa c'è da sapere
- Cos'è Hamas
- Chi sono gli Houthi che attaccano le navi nel Mar Rosso
- Il piano di Netanyahu per il dopoguerra
- Hamas, cosa significa il triangolo rovesciato
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Idf: missile lanciato dallo Yemen sul centro di Israele, abbattuto
Gli allarmi anti missile sono scattati poco prima della mezzanotte italiana in tutto il centro di Israele, tra l'altro a Gush Dan, nella pianura di Yehuda e anche nel sud di Sharon, per l'arrivo di un missile lanciato dallo Yemen. Il portavoce dell'Idf ha informato che "il missile lanciato dallo Yemen è stato intercettato con successo dal sistema Arrow. Le esplosioni sentite dalla popolazione sono state provocate dall'intercettazione". Circa due settimane fa gli Houthi hanno lanciato un altro missile nel centro del Paese che è stato intercettato "parzialmente". Finora Israele non ha risposto.
Sirene d'allarme nel centro di Tel Aviv
Le sirene di allarme anti missile stanno suonando nel centro di Tel Aviv. Lo ha constatato l'ANSA sul posto. La popolazione è corsa nei rifugi.
Hezbollah conferma la morte del capo dell'unità di droni
Hezbollah ha confermato in un comunicato la morte di Mohammed Surur, responsabile degli attacchi con i droni, ucciso in un attacco mirato delle forze israeliane su Beirut.
La questione israelo palestinese, cos'è e come è nata
L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele ha riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui non si riesce a trovare una soluzione. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. I FATTI
Beirut: 92 i morti oggi in raid Israele in tutto il Libano
Negli attacchi israeliani di oggi in tutto il Libano sono rimaste uccise 92 persone, mentre i feriti sono 153. Lo ha precisato il ministero della Sanità libanese. Secondo quanto riferito, i "raid del nemico israeliano" hanno causato la morte di 40 persone solo nel Libano meridionale, 25 nella regione di Baalbek-Hermel (est), 23 nella Bekaa (est) e 4 nella regione del Monte Libano (centro-orientale).
Israele, dall'Iron Dome alla Fionda di David: come è costruita la difesa antiaerea
L’esercito israeliano può contare su diversi sistemi pensati per bloccare le varie minacce, dai missili balistici a quelli da crociera e i razzi a bassa quota. IL PUNTO
Macron: con no a tregua Netanyahu responsabile escalation
Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che sarebbe "un errore" da parte di Benyamin Netanyahu rifiutare la proposta di cessate il fuoco di Francia e Usa e che il premier israeliano si assumerebbe la "responsabilità" di un'escalation regionale. "La proposta avanzata è solida", ha aggiunto in conferenza stampa a Montreal con il primo ministro canadese Justin Trudeau, precisando che è stata preparata con lo stesso Netanyahu e gli Stati Uniti. La Francia si oppone al fatto che il Libano "diventi una nuova Gaza. Israele deve cessare i suoi raid e Hezbollah deve uscire dalla logica della rappresaglia", ha aggiunto.
Beirut: 40 morti nei raid israeliani delle ultime 24 ore
Negli attacchi israeliani delle ultime 24 ore nel sud del Libano sono rimaste uccise 40 persone, mentre i feriti sono 80: lo afferma il ministero della Sanità di Beirut.
Hamas, cosa significa il triangolo rovesciato associato alle brigate Al-Qassam
Tradizionalmente utilizzato per segnalare obiettivi militari da colpire, si sta diffondendo come simbolo della lotta contro Israele anche negli Stati Uniti: da giorni sui social circola l'immagine di un ragazzo all'Università della Pennsylvania che con le mani va a formare il triangolo durante le manifestazioni a favore di Gaza. I DETTAGLI
Yemen, chi sono gli Houthi e quale è il loro ruolo nel Mar Rosso
Sciiti di stampo zaydita, controllano ormai da anni la capitale yemenita Sana'a. Dietro di loro c'è l'Iran, alleato ideologico, religioso e militare. Negli ultimi mesi sono entrati nel conflitto contro Israele accanto ad Hamas. Quasi ogni giorno, le forze yemenite hanno sparato contro navi cargo e petroliere dirette, innescando la decisione degli Usa di creare la coalizione marittima Prosperity Guardian e la missione Aspides dell'Ue per proteggere la navigazione in quel tratto di mare. COSA SAPERE
Cos'è Hamas, l'organizzazione che si scontra da oltre 30 anni con Israele
Fondata nel 1987, affonda le radici negli anni Settanta e nei Fratelli Musulmani nati in Egitto. Oltre a un'ala militare, il Movimento di Resistenza Islamica che controlla (anche se non completamente) la Striscia di Gaza, possiede un braccio politico-sociale. Ma non mancano le divisioni interne nell'organizzazione paramilitare palestinese. L'ANALISI
Chi sono i drusi del Golan, arabi israeliani di origine siriana
Majdal Shams è ritenuta una delle città più importanti nelle quattro principali località druse del Golan. Qui vivono – appunto – i drusi: arabi ma non palestinesi, esaltano la loro appartenenza alla madrepatria (la Siria) ma da mezzo secolo abitano in Israele. Sono storicamente molto attivi a livello politico e per tradizione ostili ai poteri centrali. A differenza dei beduini del Neghev e dei fratelli drusi della Galilea, non sono tenuti a servire nell'esercito. L'APPROFONDIMENTO
Guerra in Medioriente, tra la vita e la morte: cosa significa diventare madri a Gaza
Nella Striscia ci sono 50mila donne in gravidanza e in media 180 partoriscono ogni giorno. Ma accedere alle cure medice pre e post partum è difficilissimo, spesso impossibile. I letti mancano e nelle tende, dove molte sono costrette a partorire, mancano anche le minime condizioni igieniche. L'ospedale emiratino di Rafah è l’unico a fornire assistenza alla maternità. La presidente di Medici Senza Frontiere: "Situazione inimmaginabile, serve un cessate il fuoco permanente". LEGGI L'ARTICOLO
Oggi 60 morti in Libano per gli attacchi di Israele
Il bilancio delle vittime dei bombardamenti israeliani sul Libano oggi ha raggiunto 60 persone. Lo ha riferito il Centro per le situazioni di emergenza del Ministero della Salute della Repubblica libanese. "Dall'inizio della giornata sono stati registrati 115 attacchi in diverse parti del Paese. Il numero delle vittime è arrivato a 60, 81 persone sono rimaste ferite", si legge nel rapporto.
Netanyahu boccia la tregua. Gli Usa: "Aveva dato l'ok"
Non ci sono spiragli, almeno al momento, per una tregua in Libano. La proposta americana e francese di uno stop di 21 giorni delle ostilità, sostenuta dall'Ue e altri Paesi, è stata respinta da Benyamin Netanyahu, che secondo Washington prima avrebbe accettato il cessate il fuoco ma poi ha ordinato di insistere con gli attacchi contro le postazioni di Hezbollah. Il risultato, l'ennesima ondata di raid ed un nuovo blitz mirato a Beirut, per eliminare il comandante sciita responsabile degli attacchi con i droni. L'iniziativa diplomatica sul Libano ha avuto un'accelerazione dopo che i vertici dell'esercito israeliano hanno annunciato i preparativi per un'incursione via terra. Un'escalation che secondo Joe Biden rischia di portare ad un conflitto su larga scala in Medio Oriente. Il presidente americano ha incontrato il collega francese Emmanuel Macron a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu per concordare una strategia. In una dichiarazione congiunta i due leader hanno chiesto "un accordo sul confine tra Israele e Libano che garantisca sicurezza e protezione per consentire ai civili di tornare alle loro case".

©Ansa
Guterres: "Gaza è un inferno vivente, abbiamo deluso i palestinesi"
''Abbiamo deluso la popolazione di Gaza. Sono in un inferno vivente che in qualche modo peggiora di giorno in giorno". Lo ha dichiarato il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres intervenendo alla riunione ministeriale di alto livello a sostegno dell'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistere i rifugiati palestinesi.
I palestinesi di Gaza, ''l'unica certezza che hanno è che domani sarà peggio'', ha aggiunto Guterres affermando che ''due milioni di palestinesi sono ora stipati in uno spazio grande quanto l'aeroporto internazionale di Shanghai'' tra ''laghi di liquami, cumuli di spazzatura e montagne di macerie''.
Guterres ha ricordato che ''oltre 41mila persone sono state uccise e oltre 90mila sono state ferite, molte con ferite che hanno cambiato la loro vita. La maggior parte sono donne e bambini''.

©Ansa
Gantz a Scholz: "Israele ha esaurito le opzioni diplomatiche con Hezbollah"
Israele "ha esaurito tutte le possibili opportunità diplomatiche per cercare di fermare i continui attacchi di Hezbollah alle popolazioni del nord di Israele". E' quanto ha detto Benny Gantz al cancelliere tedesco Olaf Scholz incontrato durante la visita in Germania dell'esponente dell'opposizione israeliana Benny Gantz.
Libano, 1540 morti in un anno di scontri tra Israele e Hezbollah
Il Libano ha dichiarato oggi che più di 1.500 persone sono state uccise in quasi un anno di scontri transfrontalieri tra Hezbollah e l'esercito israeliano, che questa settimana sono degenerati in modo drammatico. Secondo le cifre contenute in una dichiarazione rilasciata dall'unità di gestione dei disastri del Paese, 1.540 persone sono state uccise, 60 delle quali nelle ultime 24 ore, e 5.410 sono rimaste ferite.
Israele, Abu Mazen solo all'Onu parla di soluzione pacifica
L'ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Danny Danon, ha replicato al discorso del leader palestinese Abu Mazen in Assemblea Generale dicendo che "solo quando si presenta sulla piattaforma dell'Onu parla di una soluzione pacifica". "Non ci sono ipocrisia e menzogna più grandi di questa", ha aggiunto.
Haaretz, marcia indietro Netanyahu per ragioni interne
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha cambiato posizione su un accordo di cessate il fuoco con Hezbollah in Libano, ritrattando gli impegni verbali che aveva preso con l'amministrazione statunitense. Questo cambiamento sarebbe una risposta alla crescente pressione politica dall'interno di Israele. Lo scrive il quotidiano israeliano 'Haaretz' che cita fonti diplomatiche coinvolte nella proposta di tregua franco-americana.
Usa, richiesta tregua in Libano era coordinata con Israele
La richiesta di cessate il fuoco in Libano avanzata da Usa e Francia era stata "coordinata" con Israele. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre in un briefing con la stampa.
L'ultradestra vuole la guerra, d'accordo con Bibi
Benyamin Netanyahu non si smentisce. Il metodo per trattare delicatissimi negoziati è sempre lo stesso: fare concessioni su un tavolo formale, negarle il giorno dopo. Procedura politica ampiamente praticata durante le mediazioni sul rilascio degli ostaggi e la tregua a Gaza, e riproposta nell'ultima giornata per il cessate il fuoco con Hezbollah. Secondo fonti diplomatiche internazionali, Israele e Libano hanno offerto, separatamente, ai mediatori il loro sostegno per uno stop ai combattimenti di 21 giorni sulla Linea Blu che separa i due Paesi, prima ancora che venisse annunciato in una dichiarazione congiunta da Stati Uniti e Francia nella serata di mercoledì. Poche ore dopo il premier israeliano ha preso le distanze. Con una nota del suo ufficio ha fatto sapere che "la notizia su un cessate il fuoco è errata".
L'Egitto chiede un cessate il fuoco in Libano e a Gaza
"L'Egitto continuerà i propri sforzi per comunicare con le parti regionali e internazionali al fine di contenere questa pericolosa escalation e chiede un cessate il fuoco immediato, globale e permanente a Gaza e in Libano": lo annuncia un comunicato del ministero degli Esteri egiziano pubblicato su Facebook. "Alla luce dell'escalation dell'aggressione israeliana in Libano, inclusa la capitale Beirut, e della prosecuzione dell'aggressione contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza, l'Egitto mette in guardia nuovamente contro le pratiche e le violazioni israeliane che rischiano di trascinare la regione del Medio Oriente in uno stato di scontri e caos, esponendo i popoli dell'area a conseguenze pericolose e incontrollabili", premette il comunicato. Il Cairo "sostiene tutte le iniziative e gli accordi proposti che permettono di raggiungere una distensione globale e permanente nella regione, e conferma che la chiave per questa distensione è ancora legata alla cessazione della brutale aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza, in conformità con le risoluzioni pertinenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu", conclude il testo.
M.O.: Norvegia, mandato arresto per esplosioni cerca-persone
Un norvegese legato alla detonazione di cerca-persone e walkie-talkie usati da Hezbollah è stato dato per disperso, spingendo le autorità a emettere un mandato di arresto internazionale, lo annuncia la polizia, senza identificare l'uomo. La settimana scorsa la polizia di Oslo ha aperto un'indagine sui presunti legami di un uomo norvegese con
le esplosioni. "E' stato aperto un caso di persona scomparsa e abbiamo avviato una ricerca internazionale della persona", ha dichiarato Mari Elise Bunaes Myhrer della polizia di Oslo all'emittente NRK. Le autorita' bulgare avevano aperto un'indagine dopo che il sito web ungherese Telex ha riferito che Norta Global - una società registrata in Bulgaria da un norvegese - aveva importato i dispositivi e li aveva poi consegnati a Hezbollah. L'Agenzia per la sicurezza nazionale della Bulgaria (SANS) ha successivamente dichiarato che la società non aveva nulla a che fare con la consegna degli ordigni esplosivi, ma la polizia di Oslo ha dichiarato di aver aperto una "indagine preliminare sulle informazioni emerse". Norta Global, fondata nell'aprile 2022 da Rinson Jose, lo scorso anno ha dichiarato entrate per 650.000 euro per attività di consulenza al di fuori dell'Unione Europea. La settimana scorsa la società ha dichiarato al quotidiano Verdens Gang che Rinson è in viaggio di lavoro all'estero dal 17 settembre e che non è riuscito a contattarlo.
Libano, 1.540 morti in quasi 1 anno di violenze su confine
Più di 1.500 persone sono state uccise in Libano in quasi un anno di violenze tra Israele e Hezbollah, degenerate gravemente questa settimana. Lo hanno riferito le autorità libanesi, precisando che 1.540 persone sono state uccise, 60 delle quali nelle ultime 24 ore, e 5.410 sono rimaste ferite.
Idf, Hezbollah ha sparato 150 razzi contro Israele oggi
Finora, nella giornata di oggi, Hezbollah ha lanciato 150 razzi dal Libano contro il nord di Israele. E' quanto hanno riferito le forze armate israeliane citate da Haaretz. Uno di questi ha colpito una casa a Rosh Pina. Sempre nella stessa zona, così come a Safed e nella foresta di Biriya sono scoppiati incendi.
Ministero Gaza, bilancio sale a 41.534 morti
Il ministero della Sanità del governo di Hamas, il movimento islamista al potere nella Striscia di Gaza, ha annunciato un nuovo bilancio di 41.534 morti nel territorio palestinese dall'inizio della guerra con Israele, quasi un anno fa. Almeno 39 persone sono state uccise nelle ultime 24 ore, ha
dichiarato in un comunicato, aggiungendo che 96.092 persone sono state ferite nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra il 7 ottobre.
Ottanta missili lanciati dal Libano verso Israele
Hezbollah ha lanciato ottanta razzi contro Israele nel pomeriggio, nell'ultimo attacco proveniente dal Libano, secondo quanto riportato dai media israeliani. Uno dei razzi ha colpito un edificio nella città settentrionale di Birya, vicino a Safed, riferisce il Times of Israel.
Abu Mazen, palestinesi Cisgiordania soggetti a gang coloni
Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, nel suo discorso all'Assemblea Generale dell'Onu, ha denunciato la violenza dei coloni e l'espansione degli insediamenti nei Territori occupati. "La Cisgiordania è
sottoposta a un'aggressione israeliana quotidiana e continua", ha affermato. "Si assiste a un'attività di insediamento feroce. Stanno costruendo ovunque in Palestina, come se fosse tutta loro", ha proseguito Abu Mazen, sottolineando che i palestinesi della Cisgiordania sono "sottoposti al terrorismo di bande di coloni sotto il patrocinio e il sostegno del governo israeliano e dell'esercito occupante, che distrugge centinaia di case nelle terre della Palestina".
Seduta di preghiera davanti a hotel di Netanyahu a NY
Rappresentanti della comunità ebraica, rabbini e familiari degli ostaggi ancora in mano a Hamas hanno convocato per domani mattina alle 8,30 una preghiera collettiva davanti all'hotel di Manhattan che ospita il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in vista del suo intervento all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. L'iniziativa, tra la
62ma e 63ma street e Park Avenue, come spiega un volantino
distribuito nell'area attorno all'Onu, nasce per spingere il
premier a "siglare l'accordo" con Hamas e "riportare a casa"
tutti gli ostaggi.
Netanyahu atterra a NY: "Continueremo a colpire Hezbollah"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è arrivato a New York, dove domani è atteso il suo discorso all'Assemblea Generale dell'Onu, e ha ribadito che Israele "continuerà a colpire Hezbollah finché non saranno raggiunti tutti gli obiettivi". L'uccisione del comandante dell'unità droni di Hezbollah a Beirut rientra in questa politica, ha aggiunto, facendo riferimento all'attacco mirato sferrato oggi
da caccia israeliani.
Israele, assicurato nuovo pacchetto aiuti Usa da 8,7 miliardi
Israele ha annunciato di essersi assicurato un nuovo "pacchetto di aiuti Usa da 8,7 miliardi di dollari per supportare gli sforzi militari in corso". In un messaggio postato su X, il ministero della Difesa dello Stato ebraico ha riferito che "il direttore generale Eyal Zamir ha concluso le trattative a Washington". "Il pacchetto comprende 3,5 miliardi di dollari per gli acquisti essenziali in tempo di guerra e 5,2 miliardi di dollari per i sistemi di difesa aerea", si specifica.
Abu Mazen, conferenza internazionale entro un anno per i 2 stati
Parlando all'Assemblea Generale Onu, il presidente palestinese Abu Mazen ha esposto diverse richieste per il suo popolo. A partire da "un cessate il fuoco immediato, la consegna di aiuti umanitari a Gaza, dove non hanno nulla, il ritiro completo di Israele". "Non vogliamo combattere Israele, ma vogliamo che la nostra gente, le nostre famiglie siano protette - ha aggiunto - Lo stato palestinese deve imporre la sua completa autorita' su Gaza e la Cisgiordania. Non chiediamo di piu' ma non vogliamo di meno". Quindi, ha affermato: "cosa ci manca per essere il 194esimo paese membro dell'Onu? Abbiamo la terra, abbiamo la gente, abbiamo la cultura, non ci manca nulla". Inoltre, Abu Mazen ha domandato una "conferenza internazionale entro un anno per la soluzione dei due stati. Vogliamo sicurezza di entrambi i paesi".
Libano, quasi 100.000 gli sfollati da lunedì
Si avvicina ormai a 100.000 il numero di persone costrette a fuggire da casa in Libano da lunedì, in appena 4 giorni, sullo sfondo dei raid condotti da Israele. Lo riferisce la Bbc britannica citando i dati aggiornati diffusi dal ministro dell'Interno libanese, Bassam Mawlawi. Il ministro ha detto che al momento si contano 70.100 sfollati interni, alloggiati in 535 ricoveri di fortuna, e 27.000 profughi scappati oltre confine, la metà dei quali ultimi risultano essere cittadini siriani residenti in Libano che sono tornati in patria nella confinante Siria.
Austin, linee rosse? Usa aiuteranno Israele a difendersi
Il capo del Pentagono Lloyd Austin, rispondendo ad una domanda su potenziali linee rosse per il supporto degli Usa a Israele, ha detto che gli Stati Uniti non cambieranno il loro impegno ad aiutare il loro alleato a proteggere se stesso e il suo territorio sovrano.
Austin,rischio guerra totale devastante per Israele-Libano
Il capo del Pentagono Lloyd Austin ha evocato il rischio di una "guerra totale che potrebbe essere devastante per Israele e Libano" ma ha detto che una soluzione diplomatica "è ancora possibile" e che la diplomazia è "il modo più rapido e migliore" per Israele di raggiungere il suo obiettivo di riportare i cittadini nelle loro case nel nord.
Netanyahu, continueremo a colpire duramente Hezbollah
"Continueremo a colpire Hezbollah con tutta la forza finché non riporteremo i residenti del nord nelle loro case": lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Abu Mazen: "Israele non merita di essere membro dell'Onu"
Israele "non merita" di essere membro dell'Onu. Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen parlando all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
No di Netanyahu a tregua, "Avanti con i raid"
Per fermare l'escalation tra Israele ed Hezbollah, la comunità internazionale - guidata da Francia e Stati Uniti - è scesa in campo con una proposta di tregua di 21 giorni per dare tempo e modo alle diplomazie di lavorare per un accordo. Da Israele e' arrivato pero' l'altolà: il premier Benjamin Netanyahu, volato a New York per intervenire all'Assemblea Generale dell'Onu, ha fatto sapere tramite il suo ufficio che lo Stato ebraico va avanti a colpire con forza in Libano, così come a Gaza. "Non ci sarà alcun cessate il fuoco nel nord. Continueremo a combattere Hezbollah con tutte le nostre forze fino alla vittoria e al ritorno dei residenti del nord alle loro case in sicurezza", gli ha fatto eco il ministro degli Esteri, Israel Katz, che attualmente sostituisce il capo di governo mentre è all'estero. Indiscrezioni di stampa hanno sostenuto che il premier avesse fatto un'apertura nei confronti di una tregua, acconsentendo anche a un rallentamento dei bombardamenti mentre se ne negoziavano i termini, tranne poi fare marcia indietro pubblicamente sotto le pressioni dei falchi dell'esecutivo. Contraria a fermare le operazioni dell'Idf è in primis l'estrema destra del ministro per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, che è arrivato a minacciare di far uscire il suo partito Otzma Yehudit dalla coalizione se passerà un cessate il fuoco permanente. Contrari anche esponenti del Likud e il leader di New Hope, Gideon Sa'ar, indicato la settimana scorsa come potenziale nuovo ingresso nel governo: "Solo Hezbollah ne trarrà beneficio", ha sostenuto.
Abu Mazen all'Onu accusa Israele, stop al genocidio
Il presidente dell'Anp Abu Mazen e' stato accolto da un lungo applauso prima che pronunciasse il suo discorso alla 79esima Assemblea Generale dell'Onu. "Non ce ne andremo, non ce ne andremo. La Palestina e' la nostra terra, non ce ne andremo. Se qualcuno se ne andra' sono coloro che la occupano", ha detto, accusando Israele di genocidio e chiedendone lo stop.
Media, il capo dell'unità aerea di Hezbollah è stato ucciso
Secondo l'esercito, Surur era il capo delle operazioni per i lanci di droni, razzi e missili dal Libano verso Israele, si era unito a Hezbollah negli anni '80 e ha ricopert vari incarichi, tra i quali nelle difese aeree del gruppo, nell'unità Aziz della Forza Radwan e come addetto di Hezbollah in Yemen, dove fu coinvolto nelle forze aeree degli Houthi. Durante la guerra ha portato avanti numerosi attacchi con droni esplosivi contro Israele, oltre a droni di sorveglianza, afferma l'Idf.
Blinken, mondo sta parlando chiaramente su tregua in Libano
Il mondo sta parlando chiaramente sulla necessita' di un cessate il fuoco al confine tra Israele e Libano: lo ha detto il segretario di Stato Usa Antony Blinken parlando a Msnbc.
Media: "Il capo dell'unità aerea di Hezbollah è stato ucciso"
Il capo di una delle unità dell'aeronautica di Hezbollah , Mohammad Surur, è stato ucciso in un attacco israeliano nella periferia meridionale di Beirut. Lo affermano le Forze di difesa israeliane in una nota pubblicata su X. Lo riporta il Guardian.
Ue: "Deploriamo l'alto numero di vittime civili in Libano"
"L'Unione Europea è estremamente preoccupata per il confronto militare tra Israele e Hezbollah, iniziato l'8 ottobre e aggravatosi con i recenti attacchi in aree densamente popolate: deploriamo il pesante prezzo pagato dai civili, compresi i bambini e il personale delle Nazioni Unite, e chiediamo il rispetto del diritto internazionale umanitario in ogni circostanza". Lo si legge in una nota dell'alto rappresentante a nome dell'Unione Europea.
Il ministro degli Interni del Libano: "Oltre 70mila sfollati per i raid dell'Idf"
Sono oltre 70mila le persone sfollate in Libano a causa dei raid aerei israeliani contro obiettivi di Hezbollah. Lo ha dichiarato in conferenza stampa a Beirut il ministro degli Interni libanese Bassam Mawlawi parlando di circa 70.100 sfollati in Libano ospitati in 533 rifugi.
Secondo le stime delle Nazioni Unite, da lunedì in Libano sono più di 90mila le persone sfollate. Secondo Mawlawi, circa 27mila persone sono fuggite dal Libano negli ultimi tre giorni. Metà di coloro che hanno lasciato il Paese dei Cedri sono cittadini siriani rientrati in patria attraverso i valichi di frontiera ufficiali, ha spiegato il ministro.

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Israele, 40 razzi dal Libano nell'ultima ora
L'Idf ha affermato che nell'ultima ora "sono stati identificati circa 40 razzi provenienti dal Libano verso il territorio israeliano" nell'area dell'Alta Galilea. Non ci sono segnalazioni di vittime. Lo riferisce il Guardian.
Hezbollah: "Abbiamo respinto due jet israeliani con la contraerea"
In un comunicato, Hezbollah afferma di aver respinto due jet militari israeliani con la propria contraerea: "La resistenza islamica ha affrontato con armi di difesa aerea due velivoli militari nemici provenienti dal mare in direzione di Adlun (vicino Sidone) e li ha costretti a lasciare lo spazio aereo libanese".
Il ministero della Sanità in Libano: "26 morti nei raid israeliani oggi"
Sono almeno 26 le persone che hanno perso la vita oggi in Libano a causa dei nuovi raid aerei israeliani. Lo rende noto il ministero della Sanità libanese, spiegando che 20 persone sono state uccise a Younine , nel nord-est del Libano, tra cui 19 siriani. Inoltre tre sono stati uccisi nelle città del distretto di Tiro, mentre a Qana, nel Libano meridionale, si registra una vittima. Due persone, infine, sono state uccise a Cadmo.
Gallant ha approvato la continuazione delle operazioni in Libano
Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, insieme agli alti ufficiali dell'esercito, ha approvato la continuazione delle operazioni offensive dell'Idf sul fronte nord. Lo riferisce l'ufficio di Gallant.
Ben Gvir minaccia il ritiro dal governo in caso di cessate il fuoco in Libano
Il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ha minacciato di ritirare dal governo Otzma Yehudit, il partito di estrema destra di cui è leader, qualora il primo ministro, Benjamin Netanyahu, dovesse accettare un cessate il fuoco con Hezbollah.
"Se il cessate il fuoco temporaneo diventasse permanente ci dimetteremo dal governo", ha dichiarato dopo un incontro con i deputati del suo partito, secondo quanto riporta il Times of Israel. "La cosa più basilare e comprensibile è che quando il tuo nemico è in ginocchio, non gli permetti di riprendersi, ma lavori per sconfiggerlo", ha afferma il ministro, sostenendo che mettere in pausa i combattimenti "trasmette debolezza, mette a repentaglio la sicurezza dei tuoi cittadini e dimostra che non hai intenzione di vincere".
Sostenendo che il suo partito "non abbandonerà i residenti del nord", Ben Gvir ha aggiunto che "ogni giorno in cui questo cessate il fuoco è in vigore e Israele non combatte nel nord, Otzma Yehudit non è impegnato nella coalizione".
Gaza, convoglio israeliano attaccato in un'imboscata di Hamas. VIDEO
Nella città di Rafah, all’interno della Striscia di Gaza, un convoglio di veicoli israeliani è stato sorpreso da un’imboscata delle Brigate Al Qassam, l'ala militare di Hamas. Un video pubblicato dalla stessa organizzazione ha ripreso il momento in cui i miliziani colpiscono con lanciarazzi carri armati e mezzi di diverso tipo, facendoli rotolare lungo la strada per l’impatto.
Media libanesi, un morto e due feriti in un raid su Beirut
Il notiziario libanese Mayadeen, ripreso da Haartez, ha riferito di un morto e due feriti nell'attacco israeliano alla periferia sud di Beirut.
Medio Oriente, raid Idf su una scuola di Gaza: almeno 15 morti
E' di almeno 15 morti il bilancio di un raid aereo israeliano sulla scuola Hafsa al-Faluja nel campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Lo riferisce l'agenzia di stampa Wafa spiegando che tra le vittime si contano donne e bambini. Nel raid sono rimaste ferite decine di persone, tra cui alcune in modo grave, riferiscono i soccorritori mentre si scava sotto le macerie.
Hamas, il bilancio a Gaza è di 41.534 morti dal 7 ottobre
Il ministero della Salute nella Striscia di Gaza gestita da Hamas ha affermato ad oggi sono almeno 41.534 le persone uccise nella guerra tra Israele e i militanti palestinesi, giunta al suo 12° mese. Il bilancio include 39 morti nelle 24 ore precedenti. Il ministero ha anche affermato che 96.092 persone sono state ferite nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra quando i militanti di Hamas hanno attaccato Israele il 7 ottobre.

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Wafa, almeno 7 morti in raid israeliano su scuola a Gaza
Almeno sette persone sono state uccise e molte sono rimaste ferite nell'attacco israeliano alla scuola Hafsa al-Faluja a Jabalia, nel nord di Gaza: lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa e Al Jazeera.
Media, obiettivo raid Beirut il capo forze aeree Hezbollah
Secondo quanto riferito ai media israeliani da fonti della difesa, l'obiettivo dell'attacco aereo israeliano a Beirut è il capo delle forze aeree di Hezbollah. Lo riferisce il Times of Israel.
Familiari ostaggi vedono a NY negoziatore Qatar
I familiari degli ostaggi israelo-americani tenuti da Hamas a Gaza hanno incontrato il sottosegretario agli Esteri qatarino, Mohammed bin Abdul Aziz bin Saleh Al-Khalifi, che guida la squadra negoziale per conto di Doha. Lo riferisce Yedioth Ahronoth. Durante il faccia a faccia, a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu a New York, i familiari hanno sottolineato ad
Al-Khalifi l'urgente necessità di garantire il rilascio immediato dei rapiti e lo hanno ringraziato per la mediazione portata avanti.
Ankara prepara piano evacuazione da Libano
La Turchia sta pianificando l'evacuazione dei propri cittadini dal Libano. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero della Difesa, ammiraglio Zeki Akturk, che ha ribadito l'appello della Turchia a fermare l'escalation in corso. "Stiamo lavorando al fianco del Ministero degli Esteri a un piano di evacuazione. Seguiamo la situazione da vicino. Pianificazione e preparativi per far rientrare i nostri concittadini sono già in corso", ha dichiarato l'ammiraglio Akturk, che ha anche parlato degli aiuti inviati dalla Turchia. "Nella giornata di ieri 30 tonnellate di materiale medico e generi alimentari hanno raggiunto con successo l'aeroporto di Beirut a bordo dei nostri aerei. Negli ultimi giorni assistiamo a ripetute operazioni israeliane che stanno trascinando l'intera area nel caos. Questi attacchi devono terminare il prima possibile", ha dichiarato l'ammiraglio.
Israele, nuovo attacco mirato a Beirut
Le forze armate israeliane hanno sferrato un nuovo "attacco mirato" a Beirut, nel sobborgo meridionale di Dahiya, roccaforte di Hezbollah.
Esercito Israele, simulati scenari di combattimenti in Libano
L'esercito israeliano ha annunciato che le truppe hanno completato un'esercitazione di addestramento che simulava scenari di combattimento all'interno del territorio libanese. L'esercitazione si è svolta a diversi chilometri dal confine con il Libano, nel nord di Israele. Lo riporta Haaretz.
Sanchez: "Pieno sostegno a soldati in missione Unifil in Libano"
"Ho appena parlato con il generale Garcia del Barrio, capo della Brigata del settore Est di Unifil, per sapere della situazione in cui si trovano i militari spagnoli che partecipano alla missione in Libano e trasmettere un messaggio di sostegno del governo e di tutti gli spagnoli". E' quanto ha pubblicato su X il premier spagnolo Pedro Sanchez, il quale rinnova "l'impegno del governo di Spagna nell'Unifil e per la sicurezza in Libano", mentre si intensificano gli attacchi aerei di Israele. "La Spagna fa ancora una volta appello a tutte le parti a porre fine a questa spirale di violenza", aggiunge Sanchez. "La guerra va evitata a ogni costo". Da parte sua, il ministro spagnolo dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha assicurato di essere "in comunicazione costante" con i solidati spagnoli del contingente Unifil, che Madrid "sta dotando di tutti mezzi necessari per garantire la loro sicurezza" nella "complicata e complessa situazione".
Media, attacco di Hezbollah sulla Galilea del nord
Pesante Attacco missilistico dal Libano sul nord della Galilea. Almeno un razzo è esploso nella cittadina di Kiriat Shmona. Lo riferisce Ynet.
Damasco, finora in 22 mila fuggiti da Libano in Siria
Finora oltre 22.000 persone sono fuggite dal Libano in Siria attraverso due dei valichi di frontiera, da quando sono iniziati gli intensi bombardamenti israeliani sul Paese dei Cedri. "Più di 6.000 libanesi e circa 15.000 siriani" sono entrati attraverso il valico principale di Jdeidet Yabus (il valico di Masnaa per il Libano), ha affermato una fonte della sicurezza siriana, mentre una seconda fonte della sicurezza ha riferito che "circa 1.000 libanesi e circa 500 siriani sono passati" attraverso un secondo valico.
Idf, colpite infrastrutture a confine tra Siria e Libano
Gli aerei da caccia israeliani hanno colpito infrastrutture al confine tra Siria e Libano che, secondo l'Idf, venivano utilizzate da Hezbollah per contrabbandare armi. Lo ha dichiarato l'esercito israeliano. Secondo l'esercito israeliano le armi introdotte illegalmente in Libano dalla Siria vengono utilizzate contro Israele. Il ministro dei trasporti libanese Ali Hamieh ha dichiarato che l'attacco ha colpito l'estremità siriana di un piccolo ponte che consente l'attraversamento del Libano.
Raid Israele a confine Libano-Siria, "armi per Hezbollah"
Caccia israeliani hanno colpito un'infrastruttura al confine tra Siria e Libano che, secondo l'Idf, era utilizzato da Hezbollah per contrabbandare armi usate contro lo Stato ebraico. Il ministro dei Trasporti libanese Ali Hamieh ha riferito a Reuters che l'attacco ha colpito l'estremita' siriana di un piccolo ponte che mette in collegamento con il Libano. Non e' chiaro se il valico e' ancora utilizzabile, ha aggiunto.
Media, in raid Israele in Libano uccisi 23 siriani
Un attacco aereo israeliano in Libano ha colpito un edificio che ospitava lavoratori siriani e le loro famiglie, uccidendo 23 persone. Lo affermano funzionari libanesi secondo quanto riporta la stampa israeliana. L'agenzia libanese National News Agency afferma che l'attacco e' avvenuto nei pressi della citta' di Baalbek nella valle della Bekaa nord-orientale del Libano, che corre lungo il confine siriano. L'agenzia cita Ali Kassas, sindaco del villaggio di Younine, che ha affermato che i corpi di 23 cittadini siriani sono stati estratti da sotto le macerie. Altri quattro siriani e quattro libanesi sono rimasti feriti.
Raid Israele su Libano, 'finora uccisi oltre 100 rifugiati siriani'
Sono oltre 100, tra cui 23 donne e 32 minori, i rifugiati siriani che sono stati uccisi da quando si sono intensificati i bombardamenti israeliani sul Libano. Lo ha reso noto l'Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede nel Regno Unito e fonti in Siria, secondo cui i rifugiati in fuga dagli orrori della guerra nel loro Paese stanno ora affrontando la morte a causa dei raid dello Stato ebraico. Secondo l'Osservatorio, questi rifugiati hanno davanti a loro scelte molto difficili: restare in Libano sotto il fuoco israeliano o tornare nelle aree controllate dal regime siriano, dove rischiano l'arresto. Si stima che 1,5 milioni di rifugiati siriani vivano attualmente in Libano, la maggior parte in condizioni complicate. Già molti di loro sono senza casa a causa dell'aumento del costo della vita, ma ora a seguito dell'ondata di attacchi ancora di più ora sono costretti a dormire nei parchi o per strada.
Ambasciatore Israele, 'Onu a malapena osa menzionare responsabilità Hezbollah'
Il rappresentante di Israele presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha criticato nella notte il Consiglio di Sicurezza dell'Onu per aver "a malapena osato menzionare” il partito-milizia sciita libanese Hezbollah come responsabile dell'attuale conflitto in Medio Oriente, nonostante il fatto che il gruppo islamista "abbia chiarito" che "attaccherebbe" i confini di Israele se gliene fosse data la possibilità.
"Hezbollah ha detto chiaramente che, se ne avesse la possibilità, attaccherebbe i nostri confini, si infiltrerebbe nelle nostre comunità, ucciderebbe, stuprerebbe e porterebbe gli ostaggi nei suoi covi dell'orrore. Eppure il Consiglio di Sicurezza, il Segretario Generale dell'Onu António Guterres, alcuni funzionari delle Nazioni Unite e persino i comandanti dell'Unifil non osano nemmeno nominare Hezbollah", ha affermato durante il suo discorso.
Katz, 'non ci sarà un cessate il fuoco nel nord'
Non ci sarà un cessate il fuoco nel nord del Paese. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri , Israel Katz, affermando che "Israele continuerà a combattere contro Hezbollah con tutte le forze fino alla vittoria e fino a quando i residenti del nord non potranno tornare in sicurezza nelle loro case." Lo riferisce Ynet.
Netanyahu, nessun cessate fuoco, avanti con combattimenti
L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu smentisce l'apertura a un cessate il fuoco da parte di Israele in vista dell'avvio di colloqui. Lo fa sapere lo stesso ufficio di Netanyahu. "Si tratta di una proposta franco-americana a cui il primo ministro non ha ancora risposto", afferma l'ufficio del primo ministro israeliano. La dichiarazione definisce inoltre come "contrario alla verita'" un rapporto di Channel 12 secondo cui Netanyahu avrebbe ordinato alle IDF di attenuare gli attacchi in Libano, affermando che il premier ha autorizzato l'esercito a continuare a colpire con tutta la sua forza e aggiungendo che i combattimenti a Gaza continueranno finchè non saranno raggiunti tutti gli obiettivi della guerra.
Razzi Hezbollah su Acri, i primi da 19 ore
Decine di razzi sono stati lanciati sull'area di Acri, cittadina della Galilea occidentale, nel distretto settentrionale di Israele. Secondo quanto riferito dal quotidiano Times of Israel, alcuni razzi sono stati intercettati e al momento non ci sono indicazioni di impatti diretti o vittime. Si tratta dei primi razzi lanciati da Hezbollah nelle ultime 19 ore, nel contesto di una pressione per il cessate il fuoco. Nel frattempo, le autorità locali nel nord del Paese hanno ordinato ai residenti di rimanere vicino ai rifugi fino a nuovo avviso, anticipando potenziali attacchi dal Libano
Netanyahu, allentare raid durante colloqui con Libano
Il primo ministro Benjamin Netanyahu avrebbe ordinato all'esercito israeliano di attenuare i suoi attacchi in Libano durante i colloqui per il cessate il fuoco. Lo riferisce il notiziario Channel 12, senza citare alcuna fonte. La notizia viene riportata dal quotidiano Times of Israel. Il presunto sviluppo politico avviene nel contesto di una spinta internazionale per un cessate il fuoco di 21 giorni nei combattimenti tra Israele e Hwezbollah
Ministro estrema destra, "No tregua, eliminare Hezbollah"
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, un alleato chiave di estrema destra della coalizione del primo ministro Benjamin Netanyahu, respinge qualsiasi idea di cessate il fuoco con Hezbollah libanese. "La campagna militare nel nord deve finire in un solo modo: schiacciare Hezbollah ed eliminare la sua capacita' di danneggiare gli abitanti del nord" di Israele, scrive Smotrich su X, in risposta a un appello internazionale per una tregua di 21 giorni sponsorizzata da Parigi e Washington. "Non dobbiamo dare il tempo al nemico di riprendersi dai violenti colpi ricevuti e di riorganizzarsi per continuare la guerra dopo 21 giorni", ha sottolineato il ministro di estrema destra
Libano: patriarca maronita, intervenga l'Onu
Davanti al "disastro nazionale" che colpisce il Libano, il Patriarca maronita Be'chara Boutros Rai fa appello al Consiglio di Sicurezza dell'ONU affinche' "intervenga efficacemente" per costringere le parti in conflitto a "fermare la guerra e iniziare i negoziati". L'appello, diffuso attraverso le reti ufficiali di comunicazione del Patriarcato maronita e rilanciato dalla Fides, chiama all'unita' "l'intera famiglia libanese" e esprime gratitudine per tutti coloro che aprono le proprie case e le scuole agli sfollati e si danno da fare in ospedali per soccorrere i feriti. Il cardinale libanese richiama anche il Parlamento libanese all'urgenza di eleggere un nuovo Presidente della Repubblica e por fine alla crisi politico- istituzionale che perdura da anni. E preghiamo Dio "conclude il Patriarca nel suo breve appello "affinchè ispiri a tutti la strada per raggiungere una pace giusta e inclusiva".
Appello intellettuali e giornalisti a Meloni: "agire subito"
Oltre cinquanta firme di autorevoli personalità del mondo della cultura, dell'università, della scienza, del giornalismo, della politica, dello spettacolo hanno sottoscritto un appello alla presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni e alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, affinchè vengano messi in atto tutti gli strumenti a disposizione per un immediato cessate il fuoco in Palestina, per la liberazione di tutti gli ostaggi, per il ripristino e il rispetto incondizionato del diritto internazionale a tutela della pace e della dignità dei popoli. Questo quanto si legge in una nota. "Lo spirito che anima questa iniziativa è quello di riaffermare le ragioni della politica sulla ferocia delle armi, del primato dei diritti umani sull'uso della forza, della volontà di dialogo sulla cieca contrapposizione", aggiunge la nota. L'appello 'Stop crimes in Palestine' è promosso da Massimo Amato docente alla Bocconi di Milano, Laura Boldrini, parlamentare e già Presidente della Camera dei Deputati e dal giornalista Gianni Giovannetti e reca la firma tra gli altri di Giorgio Parisi Premio Nobel per la Fisica, Alessandro Barbero storico e scrittore, Dacia Maraini scrittrice, Andrea Orlando parlamentare, Gustavo Zagrebelsky costituzionalista, Rula Jebreal giornalista, Maurizio de Giovanni scrittore, Alba Rohrwacher attrice, Pier Luigi Bersani e Massimo D'Alema, Viola Ardone scrittrice, Corrado Formigli giornalista, Laura Morante attrice, Gad Lerner giornalista, Fabrizio Gifuni attore, Mimmo Lucano sindaco di Riace e parlamentare europeo, Saverio Costanzo regista, Tiziana Ferrario giornalista, Riccardo Cucchi giornalista, Cecilia Strada parlamentare europea, Emanuele Crialese regista e molti altri ancora. L'iniziativa sarà presentata in mattinata a Roma in una conferenza stampa che si terrà alle 11,30 nella sala "Walter Tobagi" della Federazione Nazionale della Stampa, a via Botteghe oscure
Ministro Israele, non esiste un mandato morale per tregua
Il ministro degli Insediamenti e dei progetti nazionali Orit Strock del partito di estrema destra Religious Zionism di Smotrich afferma che "non esiste un mandato morale per un cessate il fuoco, né per 21 giorni né per 21 ore" ed esorta a "non ripetere gli errori del passato" ponendo fine ai combattimenti troppo presto. Lo riporta il Times of Israel. Come Strock si sono espressi i vari esponenti ultraortodossi al governo a partire dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich per il quale l'unico scenario possibile "è schiacciare Hezbollah".
Libano, 'massacro di famiglie nella Bekaa per raid di Israele'
Un raid aereo israeliano ha nelle ultime ore distrutto un edificio di tre piani nella valle libanese della Bekaa. Lo riferisce il ministero della salute libanese, secondo cui l'edificio, abitato da diverse famiglie, è stato completamente raso al suolo, causando la morte di otto persone, tra cui donne e bambini. Decine di feriti sono stati evacuati verso gli ospedali della regione dalla Croce Rossa libanese e dalla Protezione Civile. Questa incursione fa parte di un'escalation di attacchi aerei israeliani che, dalle prime ore di questa mattina, hanno colpito numerose località nel sud del Libano, sempre secondo il ministero libanese. Tra le 5 e le 8 del mattino (tra le 4 e le 7 in Italia), sono stati bombardati i villaggi di Debbin, Deir Serian, Tayr Debba, Maarake, Bedias, Bazouriye e Majdel Zoun, Tebnin, Souane, Qabrikha, Nabatiyé el-Fawqa e Kfar Remmane. Poco prima, attorno alle 4.30 locali, violenti attacchi israeliani avevano colpito la regione di Nabatiye, provocando danni significativi alle zone residenziali. In un attacco notturno sulla strada da Douris a Baalbeck, nove persone hanno perso la vita. A Baalbeck, secondo il ministero della salute libanese, circa 40 attacchi aerei hanno devastato i dintorni della città, nota per le rovine monumentali di epoca romana.
Colpiti 75 obiettivi Hezbollah, razzi da Gaza
L'ultimo aggiornamento diffuso dalle forze armate israeliane afferma che aerei da combattimento hanno colpito durante la notte circa 75 obiettivi di Hezbollah in Libano. Lo riferisce il quotidiano Times of Israel. Secondo l'esercito, gli obiettivi colpiti nel sud del paese e nella valle della Beqaa includevano depositi di armi, lanciarazzi innescati, edifici utilizzati dal gruppo terroristico, agenti operativi e altre infrastrutture. Pubblica filmati degli scioperi. Le Idf sottolineano che continuano a colpire in Libano per distruggere le capacita' di Hezbollah. Sull'altro fronte delle ostilità, invece, sempre secondo l'esercito israeliano, questa mattina diversi razzi sono stati lanciati da agenti terroristici a Gaza contro le truppe all'interno della Striscia. Alcuni proiettili sono stati intercettati e gli altri sono caduti all'interno di Gaza, senza causare feriti. I residenti del sud di Israele hanno riferito di aver visto missili intercettori Iron Dome lanciati sul Kibbutz Sufa durante l'incidente. Hamas e altri gruppi terroristici hanno spesso lanciato mortai e razzi a corto raggio contro i soldati all'interno di Gaza durante i combattimenti. Gli attacchi missilistici da Gaza contro le città israeliane sono diventati sempre più rari, con gli ultimi proiettili sparati il 14 settembre.
Israele, colpiti nella notte 75 obiettivi a sud e nell'est
L'esercito israeliano ha annunciato di aver attaccato nella notte 75 obiettivi militari del movimento islamista Hezbollah in Libano, nel sud del Paese e nella regione della Bekaa. L' aviazione israeliana sta attaccando in mattinata depositi di armi "appartenenti a Hezbollah" nei pressi di Tiro, nel sud del Libano. Nel frattempo, l'emittente libanese "Al-Mayadeen", vicina a Hezbollah, ha riportato di attacchi aerei anche nella città di Anqoun, vicino Sidone, e nell'area di Tiro. Lo riferisce Ynet.
Libano, 81 uccisi e 403 feriti nelle ultime 24 ore
Nelle ultime 24 ore Israele ha ucciso 81 persone in Libano e ne ha ferite 403. Lo riferisce il ministero della salute libanese nel suo ultimo aggiornamento sui sanguinosi attacchi aerei israeliani in varie regioni del paese contro Hezbollah. Con i quasi 600 uccisi registratisi nei primi due giorni della nuova offensiva israeliana, in 72 ore di raid Israele ha ucciso circa 700 persone. Nella guerra del 2006 tra Hezbollah e Israele, durata un mese, in Libano erano state uccise circa 1.200 persone.
Destra governo israeliano, 'Netanyahu non accetti tregua in Libano'
Gli esponenti di destra del governo israeliano hanno sollecitato pubblicamente il primo ministro Benjamin Netanyahu a non accettare una tregua di 21 giorni in Libano, affermando che ciò non avrebbe alcuna giustificazione morale e servirebbe solo a consentire a Hezbollah di riorganizzarsi dopo la serie di colpi ricevuti.
Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha twittato che "la campagna nel nord dovrebbe concludersi con uno scenario: schiacciare Hezbollah, impedendo la sua capacità di danneggiare i residenti del nord. Non bisogna dare al nemico il tempo di riprendersi dai duri colpi ricevuti e di riorganizzarsi per la continuazione della guerra dopo 21 giorni".
Zohar, 'cessate il fuoco sarebbe un grave errore'
Il ministro israeliano della Cultura e dello Sport, Miki Zohar (Likud), ha definito il possibile cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah un grave errore se non accompagnato da concessioni significative da parte di Hezbollah. Lo riferisce Ynet. Zohar ha affermato che un cessate il fuoco senza condizioni metterebbe a rischio i significativi risultati di sicurezza ottenuti da Israele negli ultimi giorni ed ha sottolineato la necessità di continuare a combattere fino a una chiara vittoria nel nord.
Hezbollah, missile su Tel Aviv portava 500 kg di esplosivo
Secondo Hezbollah, il missile balistico lanciato ieri verso Tel Aviv trasportava una testata da 500 chilogrammi: in un breve video descrive le capacità del 'Qader-1', affermando che ha una gittata di 190 chilometri. Lo riferisce Times of Israel. Il missile è stato intercettato dal sistema di difesa aerea a medio raggio David's Sling e non ha causato danni o feriti. Il gruppo sciita sostenuto dall'Iran ha dichiarato di aver preso di mira il quartier generale del Mossad nei pressi di Herzliya.
Lapid, 'sì a cessate il fuoco ma solo per sette giorni'
"Israele dovrebbe accettare la proposta di cessate il fuoco di Biden e Macron, ma solo per sette giorni, per non permettere a Hezbollah di ricostruire i suoi sistemi di comando e controllo": lo ha detto il leader dell'opposizione israeliana, Yair Lapid, commentando la proposta avanzata da Stati Uniti e Francia. Lo riferisce Ynet. "Non accetteremo alcuna proposta che non includa l'allontanamento di Hezbollah dal nostro confine settentrionale", ha aggiunto.
G7, Riad, Emirati e Qatar chiedono un cessate il fuoco confine Libano
"La situazione tra Libano e Israele dall'8 ottobre 2023 è intollerabile e presenta un rischio inaccettabile di una più ampia escalation regionale. Ciò non è nell'interesse di nessuno, né del popolo di Israele né del popolo del Libano. E' tempo di concludere un accordo diplomatico che consenta ai civili su entrambi i lati del confine di tornare alle loro case in sicurezza. Tuttavia, la diplomazia non può avere successo in mezzo a un'escalation di questo conflitto. Pertanto chiediamo un cessate il fuoco immediato di 21 giorni attraverso il confine tra Libano e Israele per dare spazio alla diplomazia verso la conclusione di un accordo diplomatico coerente con la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e l'attuazione della risoluzione 2735 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per quanto riguarda un cessate il fuoco a Gaza". E' quanto si legge in una dichiarazione congiunta di Ue, Australia, Canada, Fancia, Germania, Italia, Giappone, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti.
"Invitiamo tutte le parti, compresi i governi di Israele e
Libano, ad approvare immediatamente il cessate il fuoco
temporaneo coerente con la risoluzione 1701 del Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite durante questo periodo e a dare
una reale possibilita' a un accordo diplomatico. Siamo quindi
pronti a sostenere pienamente tutti gli sforzi diplomatici volti
a concludere un accordo tra Libano e Israele entro questo
periodo, basandoci sugli sforzi degli ultimi mesi, che ponga
fine una volta per tutte a questa crisi", si legge ancora.
Hezbollah, razzo su Israele da 500kg e gittata 190 km
In un breve video che si vanta delle capacità del razzo "Qader-1", il gruppo terroristico libanese Hezbollah ha precisato che il missile balistico lanciato ieri verso il centro di Israele trasportava una testata da 500 kg e una gittata di 190 km. Secondo l'ufficio stampa di Hezbollah, nell'attacco è stato preso di mira il quartier generale del Mossad vicino a Herzliya. Nel rilanciare le dichiarazioni, il quotidiano Times of Israel precisa che il missile è stato intercettato dal sistema di difesa aerea a medio raggio David's Sling di Israele e che non sono stati causati danni o feriti.
Fonte Usa, decisione cessate il fuoco "entro poche ore"
L'appello degli Stati Uniti, dell'Unione Europea e di diversi stati arabi per un cessate il fuoco in Libano è una "svolta importante", e si prevede che le parti decideranno "entro poche ore" se accettare. E' quanto dichiarato da un non meglio identificato funzionario Usa in un briefing con la stampa sull'iniziativa diplomatica congiunta. A riportare le sue parole è il quotidiano Times of Israel. "Abbiamo avuto questa conversazione con le parti e abbiamo ritenuto che questo fosse il momento giusto", ha aggiunto la stessa fonte statunitense, commentando la proposta di cessate il fuoco di 21 giorni per evitare un conflitto totale in Medio Oriente con l'intensificarsi dei combattimenti tra Israele e Hezbollah.
Israele, 'Netanyahu è partito per New York'
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha lasciato Israele all'alba di oggi per la riunione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York: lo ha reso noto il governo, come riporta la Cnn. La partenza di Netanyahu era prevista in un primo tempo per mercoledì e il suo intervento all'Onu era atteso oggi, ma il viaggio è stato ritardato a causa dei combattimenti in corso tra Israele ed Hezbollah. L'intervento di Netanyahu all'Assemblea generale delle Nazioni Unite è previsto per domani.
Libano, Usa-Ue e alcuni Paesi arabi chiedono il cessate fuoco
Gli Stati Uniti, la Francia, l'Unione Europea e diversi paesi arabi hanno chiesto un "cessate il fuoco immediato di 21 giorni" in Libano, dove gli attacchi tra Israele e Hezbollah minacciano di travolgere il Medio Oriente in una guerra totale, secondo una dichiarazione congiunta rilasciata dalla Casa Bianca. "Chiediamo un cessate il fuoco immediato di 21 giorni al confine tra Libano e Israele per dare spazio alla diplomazia per raggiungere una soluzione diplomatica" alla situazione in Libano e Gaza, si legge nel testo.