Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra M. O., stallo nei negoziati: Hamas lascia Il Cairo. Israele oscura Al Jazeera

©Getty

Secondo i media egiziani, una delegazione di Hamas tornerà martedì in Egitto per riprendere i colloqui. Netanyahu afferma che il suo Paese "è pronto a concludere una tregua per liberare i rapiti". Ma aggiunge: "Non possiamo accettare il ritiro da Gaza". Attacco aereo Israele nel sud Libano: 4 morti. Tre soldati israeliani uccisi in attacco Hamas al confine con Gaza

in evidenza

Sono terminati senza un nulla di fatto, finora, i i colloqui sulla tregua al Cairo. Secondo media egiziani, una delegazione di Hamas tornerà martedì in Egitto per riprendere i negoziati. Netanyahu dice che Israele è disposto a sospendere i combattimenti a Gaza in cambio di ostaggi. Ma afferma che Tel Aviv non può accettare le richieste di Hamas per la fine  della guerra e il ritiro delle forze da Gaza, lasciandolo al potere. I miliziani, invece, in cambio degli ostaggi vogliono "una esplicita" fine della guerra nella Striscia.

Intanto dal del governo israeliano arriva lo stop ad Al Jazeera: il ministro delle Comunicazioni israeliano Shlomo Karhi ha ordinato "la chiusura degli uffici, la confisca delle attrezzature del canale, compresi possibilmente i cellulari e il blocco dell'accesso al website della tv". 

Hezbollah ha lanciato "decine" di razzi nel nord di Israele dopo la morte di tre civili a seguito di un attacco israeliano nel sud del Libano. Le forze armate israeliane (Idf) hanno reso noto che tre soldati sono stati uccisi nell'attacco lanciato da Hamas contro Kerem Shalom, al confine con Gaza e poco lontano da Rafah.

La scorsa settimana l'amministrazione Biden ha bloccato una spedizione di munizioni Usa in Israele. Lo scrive Axios citando funzionari israeliani. È la prima volta dal 7 ottobre. Pare che questa mossa abbia sollevato serie preoccupazioni nel governo israeliano.



Gli approfondimenti:

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Israele-Hamas, cosa c'è da sapere sul conflitto in corso

Con la situazione sul campo che è in costante evoluzione, abbiamo deciso di raccogliere qui di seguito alcune informazioni che permettano di farsi un'idea del contesto più ampio in cui gli eventi di queste settimane si inseriscono. L'APPROFONDIMENTO

Hamas, cosa significa il triangolo rovesciato associato alle brigate Al-Qassam

Tradizionalmente utilizzato per segnalare obiettivi militari da colpire, si sta diffondendo come simbolo della lotta contro Israele anche negli Stati Uniti: da giorni sui social circola l'immagine di un ragazzo all'Università della Pennsylvania che con le mani va a formare il triangolo durante le manifestazioni a favore di Gaza. LEGGI


Proteste pro-Gaza all'Art Institute di Chicago, 68 arresti

Il dipartimento di polizia di Chicago ha dichiarato di aver arrestato 68 persone durante una manifestazione avvenuta sabato presso l'Art Institute of Chicago. Lo riferisce la Cnn. Le forze dell'ordine hanno spiegato di aver dato tempo fai manifestanti fino al primo pomeriggio per sgomberare altrimenti sarebbero stati arrestati.  "In seguito a questi avvertimenti, decine di manifestanti sono stati arrestati per violazione di proprietà. L'area è stata completamente sgomberata in venti minuti", ha detto la polizia.

I tre soldati uccisi a Gaza avevano tra i 19 e i 21 anni

L'esercito israeliano ha riferito che I tre soldati uccisi vicino al confine di Gaza sono il sergente Tal Shavit, di 21 anni, della Brigata Nahal, il sergente. Ido Testa di 19 anni e il sergente Ruben Marc Mordechai Assouline, anche lui di 19 anni, della Brigata Givati. Lo riporta Haaretz. 

Media: direttore della Cia dovrebbe arrivare domani in Israele

Il direttore della Cia Bill Burns dovrebbe arrivare in Israele domani dopo le sue visite in Egitto e Qatar nei giorni scorsi, come parte degli sforzi per portare avanti un accordo per il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti da Hamas e per fermare i combattimenti nella Striscia di Gaza. Lo scrive Haaretz, ricordando che Burns è stato al Cairo nel fine settimana, poi è volato a Doha dove in serata ha incontrato il primo ministro del Qatar, Mohammed Bin Abdul Rahman al-Thani. Il suo arrivo in Israele - prosegue Haaretz - mira ad aumentare la pressione americana, in primo luogo sul primo ministro Benyamin Netanyahu, che ieri ha rilasciato una serie di dichiarazioni contro la richiesta di Hamas di porre fine formalmente alla guerra in cambio della liberazione degli ostaggi. Secondo Ynet Bursn dovrebbe anche incontrare  il capo del Mossad, Dedi Barnea, e altri alti funzionari israeliani.

Missili, droni e caccia: ecco i sistemi di attacco e difesa aerea di Iran e Israele. FOTO

Dopo l'attacco della Repubblica islamica allo Stato ebraico e, in risposta, il lancio di droni contro la base di Esfahan, torna l'attenzione degli analisti internazionali sulle forze aeronautiche dei due Paesi. In caso di guerra aperta, ecco quali armi e sistemi hanno in dotazione e chi sarebbe avvantaggiato (anche grazie all'aiuto degli Usa). SFOGLIA LA GALLERY


Tre soldati israeliani uccisi in attacco a confine con Gaza

Le forze armate israeliane (Idf) hanno reso noto che tre soldati sono stati uccisi nell'attacco lanciato da Hamas contro Kerem Shalom, al confine con Gaza e poco lontano da Rafah. Secondo il comunicato dell'esercito israeliano, tre soldati sono stati uccisi e nove sono rimasti feriti da colpi di mortaio. Alcuni proiettili hanno colpito infrastrutture militari e civili, inclusa una casa nel kibbutz di Kerem Shalom, afferma la nota. 

Attacco aereo Israele nel sud Libano, 4 morti

Quattro persone della stessa famiglia sono state uccise in un raid aereo nel sud del Libano. Lo riferisce l'Unicef. "Chiediamo con urgenza un immediato cessate il fuoco e la protezione di bambini e civili. Questa violenza deve finire ora", scrive l'agenzia dell'Onu in un post su X. I caccia israeliani hanno preso di mira la città di Meiss el-Jabal nel sud del Libano. Dall'8 ottobre, Hezbollah nel sud del Libano e i militari israeliani di stanza nel nord di Israele hanno compiuto numerosi reciproci attacchi, uccidendo centinaia di persone.

Iran, pronta contro Israele un’arma “mai usata prima”: cosa sappiamo

Il portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano Abolfazl Amouei ha minacciato Israele di utilizzare un’arma mai adoperata finora: è possibile che il riferimento sia al missile ipersonico, svelato lo scorso giugno e in grado di raggiungere Tel Aviv in appena sette minuti. L’arsenale degli ayatollah, però, comprende anche altri missili con una gittata di 2 mila chilometri e in grado di colpire qualsiasi obiettivo in Medio Oriente. LEGGI


Israele, 'colpito un complesso dell'Unrwa usato da Hamas a Gaza'

La forze armate israeliane hanno annunciato di avere "colpito insieme allo Shin Bet" (l'agenzia di intelligence per gli affari interni dello stato di Israele) un "complesso dell'Unrwa", l'agenzia delle Nazioni Unite per i palestinesi, "utilizzato da Hamas come centro di comando nel centro della Striscia di Gaza". Lo riporta The Times of Israel. 

Israele, dall'Iron Dome alla Fionda di David: come è costruita la difesa antiaerea

L'Idf ha fatto sapere di aver intercettato il 99% dei missili, droni e proiettili lanciati dall'Iran verso il territorio israeliano nella notte tra il 13 e il 14 aprile: l’esercito può contare su diversi sistemi pensati per bloccare le varie minacce, dai missili balistici a quelli da crociera e i razzi a bassa quota. LEGGI


Netanyahu: "Combatteremo i mostri di Hamas fino a sradicali"

Israele è "impegnato a porre fine alla minaccia continua" di Hamas. "Combatteremo contro i mostri di Hamas finché l'organizzazione non sarà sradicata. Dico mostri non solo per le loro azioni atroci, ma perché si divertono con tali azioni. I nostri soldati hanno trovato una copia di Mein Kampf e un tablet con lo screensaver di Hitler in una casa a Gaza". Lo ha detto Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, nel suo discorso allo Yad Vashem  alla cerimonia ufficiale che commemora il Giorno della Shoah (Yom haShoah). Riferendosi agli ostaggi, il premier israeliano ha poi ribadito che "dobbiamo salvare tutti, vivi e morti, dall'oscuro abisso della prigionia di Hamas". 

Negoziati, vertici Hamas e capo Cia si recano a Doha

Il capo della CIA, Bill Burns, si sta recando a Doha per un incontro di emergenza con il primo ministro del Qatar Mohammed Al-Thani in merito ai negoziati in corso per il rilascio degli ostaggi e un accordo di tregua temporanea. Lo dice a 'Times of Israel' un funzionario informato sui colloqui.

"Burns eè in viaggio a Doha per un incontro d'emergenza con il primo ministro del Qatar volto a esercitare la massima pressione su Israele e Hamas affinche' continuino i negoziati", aggiunge la fonte. La sua visita avviene mentre i colloqui sono "vicini al collasso", aggiunge il funzionario, dopo che Hamas ha detto che la sua delegazione partirà dal Cairo per Doha, dove terrà ulteriori consultazioni sulla posizione del gruppo terroristico sull'accordo.



Da Gaza a Trieste, l'Ong che ha salvato otto bambini palestinesi dalla guerra

Un gruppo di bambini palestinesi, malati o feriti, è stato trasferito all'ospedale pediatrico triestino Burlo Garofolo grazie all'operazione umanitaria organizzata dall'associazione Gaza Kinder Relief (GKR), in collaborazione con Save a Child. Ne abbiamo parlato con Alisa Kireeva, co-fondatrice della Ong GKR che si è occupata in prima persona, insieme alle altre volontarie, di portare a termine l'intera missione. L'INTERVISTA


Idf, colpiti siti di Hezbollah in Libano dopo lancio di oltre 60 razzi contro Israele

Dopo che più di 60 razzi sono stati lanciati da Hezbollah nel nord di Israele, l'Idf annuncia che i caccia israeliani hanno colpito diversi siti appartenenti al gruppo libanese nel sud del Libano. Gli obiettivi, riferisce 'The Times of Israel', includevano edifici e altre infrastrutture nelle città di Markaba, Taybe, Kafr Kila e Odaisseh.

Questa mattina è stato colpito un altro sito di Hezbollah a Mays al-Jabal, aggiunge Tsahal, l'esercito israeliano. Hezbollah ha annunciato in precedenza di aver lanciato i razzi in risposta all'attacco di Mays al-Jabal, che ha ucciso e ferito civili.

Ankara: Israele accetti Palestina o situazione precipita

Israele deve accettare la fondazione di uno Stato palestinese, altrimenti la tensione tra Iran e Israele può far precipitare tutta la regione nel baratro di un conflitto. L'ultimo allarme è stato lanciato dal ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, tornato a parlare oggi della posizione del governo di Ankara. "Anche se la situazione sembra essere più tranquilla la tensione tra Israele e Iran ha il potenziale per far esplodere il conflitto in tutta la regione. Israele deve accettare una Palestina nei confini del 1967 e non si tratta di Hamas, si tratta di una soluzione per tutti i palestinesi", ha detto Fidan. Il capo della diplomazia di Ankara, che aveva recentemente annunciato la decisione della Turchia di affiancare il Sud Africa nella causa per genocidio intentata contro Israele, ha invitato altri Paesi ad unirsi nel processo che sta andando avanti presso la Corte Internazionale di Giustizia con sede all'Aja. 

Media: Usa hanno bloccato una consegna di munizioni a Israele

La scorsa settimana l'Amministrazione Biden ha bloccato una spedizione a Israele di munizioni di fabbricazione Usa. Lo riporta Axios, che cita due funzionari israeliani, sottolineando come sia la prima volta dall'attacco del 7 ottobre in Israele e dall'avvio delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza che gli Usa fermano una fornitura di armi per i militari israeliani. 

Hamas: "Data la risposta, ora a Doha per consultazioni"

"La delegazione del movimento ha consegnato la risposta ai mediatori in Egitto e Qatar, dove si sono tenute discussioni serie e approfondite". Lo ha fatto sapere Hamas su Telegram, confermando che "l'attuale ciclo di negoziati al Cairo si è concluso poco fa" e che la delegazione lascerà il Cairo stasera "per consultarsi con la leadership del movimento". Hamas ha quindi ribadito "il suo approccio positivo e responsabile" per un accordo che "soddisfi le richieste" e preveda "la fine dell'aggressione, il ritiro da Gaza dell'esercito e lo scambio di prigionieri". 

Finiti i colloqui sulla tregua, Hamas lascia Il Cairo

Sono terminati i colloqui sulla tregua al Cairo: la delegazione di Hamas ha annunciato che sta lasciando la capitale egiziana diretta a Doha.

Macron a Netanyahu: completare negoziati con Hamas

Il presidente francese Emmanuel Macron ha "incoraggiato" il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a "portare a una conclusione positiva" i negoziati attualmente in corso con Hamas in vista di una tregua a Gaza e del rilascio di ostaggi detenuti in territorio palestinese. E' quanto si legge in un comunicato dell'Eliseo. Il capo dello Stato, che "ha parlato al telefono" con Netanyahu, "ha incoraggiato" quest'ultimo "a portare avanti questi negoziati che potrebbero portare al rilascio degli ostaggi, alla protezione dei civili attraverso un cessate il fuoco e una de-escalation regionale", afferma la presidenza francese.

Onu: Israele revochi la sospensione di Al Jazeera

"Ci rammarichiamo della decisione del governo di chiudere Al Jazeera in Israele. Media liberi e indipendenti sono essenziali per garantire trasparenza e responsabilità. Ora, ancora di più date le rigide restrizioni sulle notizie da Gaza. La libertà di espressione è un diritto umano fondamentale. Esortiamo il governo a revocare il divieto". Lo scrive su X l'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani. 

Al Jazeera non è più accessibile in Israele

Al Jazeera è stata oscurata in Israele dopo la decisione del governo di Benyamin Netanyahu di sospendere tutte le attività dell'emittente qatariota

Onu dopo stop ad al-Jazeera in Israele: "governo revochi divieto"

L'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani deplora "la decisione del governo di chiudere al-Jazeera in Israele". "Media liberi e indipendenti sono essenziali per garantire trasparenza e responsabilità. Ora ancor di più alla luce delle rigide restrizioni sulle notizie da Gaza - si legge in un post su X - la libertà di espressione è un diritto umano fondamentale. Sollecitiamo il governo a revocare il divieto.

Idf: lanci su Kerem Shalom da 300 metri da zona sfollati

I circa 15 lanci di colpi di mortaio contro il valico di Kerem Shalom sono stati effettuati da Hamas a circa 300 metri di un'area usata come rifugio degli sfollati a Gaza. Lo ha fatto sapere l'Idf che ora sta rispondendo all'attacco che - secondo i media - ha provocatato alcuni feriti. 

Gallant: segnali negativi da Hamas, presto offensiva

Il ministro della Difesa Yoav Gallant ha affermato che Israele ha individuato segnali che indicano che Hamas non è interessato a un accordo sugli ostaggi e, a sua volta, l'esercito lancera' la sua offensiva a Rafah, nel sud di Gaza, "nel prossimo futuro". "Abbiamo obiettivi chiari per questa guerra - ha detto il ministro secondo quanto riporta Times of Israel - ci impegniamo per l'eliminazione di Hamas e il rilascio degli ostaggi. Abbiamo concesso ai negoziati un certo periodo di tempo, con un determinato ritardo nell'azione operativa", per cercare di ottenere il rilascio degli ostaggi in questo modo, ha detto Gallant alle truppe nel corridoio Netzarim nel centro di Gaza. Ma, ha osservato, "abbiamo individuato segnali allarmanti che Hamas in realtà non intende stipulare alcun accordo con noi. Ciò significa un'operazione a Rafah e nell'intera Striscia di Gaza in un futuro molto prossimo".


Idf, raffica di 65 razzi da Libano su Nord Israele

Il contrattacco del Libano di Israele di oggi è stato uno dei più grandi sbarramenti effettuati dal Libano durante la guerra. Lo rende noto l'Idf che quantifica in 65 i razzi lanciati sull'area di Galilee Panhandle, alcuni dei quali, fanno sapere le forze armate israeliane, sono stati intercettati. Al momento non ci sono notizie di feriti nell'attacco. Questa mattina 20 razzi sono stati lanciati da Hezbollah contro Kiryat Shmona, fa inoltre sapere Idf, secondo quanto riporta Times of Israel. 

Un migliaio di persone arrivate oggi in Egitto da Gaza

 Oltre mille persone sono arrivate oggi in Egitto dalla Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah, secondo fonti sanitarie e della sicurezza del posto. Fonti hanno riferito all'ANSA che sono giunti in Egitto 44 feriti, con 80 accompagnatori, 800 residenti all'estero e palestinesi e 190 egiziani. Partiti in senso opposto, verso la Striscia, 43 membri di organizzazioni internazionali e mediche, con il corpo di un ferito deceduto a causa delle ferite riportate. Intanto, questa mattina, l'aeroporto di Al-Arish ha accolto un aereo proveniente dal Belgio che trasportava 88 tonnellate di forniture mediche destinate alla popolazione della Striscia di Gaza, secondo quanto riferito dal portavoce ufficiale del governatorato del Nord Sinai, Mohamed Selim. La fonte ha aggiunto che gli aerei che sono atterrati all'aeroporto internazionale Al-Arish trasportando aiuti umanitari, medici e alimentari a Gaza sono stati 790 dal 12 ottobre dello scorso anno. Gli aiuti, umanitari, medici e alimentari sono arrivati da diversi Paesi arabi e stranieri e da organizzazioni regionali e internazionali; 655 aerei da 52 Paesi arabi e non, hanno trasportato più di 23.000 tonnellate di vari aiuti e materiali di soccorso nella Striscia di Gaza. Ad Al Arish sono atterrati nel periodo anche 126 voli con a bordo delegazioni ufficiali che hanno ispezionato il valico di Rafah e i magazzini degli aiuti ad Al-Arish e hanno fatto visita ai palestinesi feriti negli ospedali del Nord Sinai.

Hamas su stop ad al-Jazeera in Israele: rappresaglia e violazione libertà stampa

La decisione di Israele di spegnere al-Jazeera nel Paese è una "violazione palese della libertà di stampa", una "rappresaglia" per il lavoro della rete. Parola di Hamas, che - riporta la stessa tv satellitare - chiede alle organizzazioni internazionali per la libertà di stampa e i diritti umani di "condannare" le mosse israeliane e "adottare misure punitive".  In un comunicato diffuso su Telegram il gruppo, che nel 2007 prese il controllo della Striscia di Gaza, afferma che la "chiusura di al-Jazeera è una misura repressiva e una rappresaglia per il ruolo professionale del canale nell'esporre i crimini e le violazioni dell'occupazione a Gaza e in Cisgiordania

Papa copto invoca la pace: 'Situazione a Gaza è molto dolorosa'

Il Papa copto ortodosso di Alessandria Teodoro II ha definito la situazione nella Striscia di Gaza "molto dolorosa" invocando, nella predica della messa di Pasqua celebrata nella cattedrale di Abbasseya al Cairo, "pace" e "tolleranza". "La situazione nella Striscia di Gaza è molto dolorosa e preghiamo per la pace", ha detto Papa Teodoro. Ha poi esortato tutti gli egiziani a proseguire nella loro vocazione di "tolleranza verso gli altri". Ha infine ricordato che la Chiesa copto ortodossa partecipa all'Alleanza Nazionale per l'Azione di Sviluppo Civile creata per fornire aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, una vasta Federazione di associazioni e istituzioni emanazione della società civile egiziana da tempo impegnata in iniziative di solidarietà all'interno e fuori dell'Egitto. 

Testimonianza Msf da Rafah: 'Invasione sarebbe devastante, speriamo in cessate il fuoco

È un momento abbastanza duro, nel senso che è un momento di limbo tra il passato e il futuro, sono giornate intense, giornate di attesa in cui sia noi di Medici Senza Frontiere, ma anche la popolazione locale sta aspettando delle risposte dall'esterno e tutti stiamo sperando ovviamente in un cessate il fuoco, un'invasione sarebbe devastante". E' la testimonianza di Martina Marchiò, coordinatrice medica per Medici senza frontiere a Gaza, che in questo momento si trova a Rafah, dove Msf "lavora in due cliniche e alcuni ambulatori dove ogni giorno vengono curati centinaia di pazienti e offerta assistenza primaria sia ad adulti che a bambini, cure nutrizionali, cure legate alla salute sessuale e riproduttiva e tutta una componente legata alla cura delle ferite e alla riabilitazione con dei fisioterapisti". 

"Sono giorni lenti in cui ancora i droni sono sulla nostra testa, in cui ancora cadono le bombe, ma c'è tanta speranza - racconta Marchiò all'Adnkronos - C'è tanta speranza sia da parte nostra che da parte dei nostri colleghi, dello staff locale che ormai da sette mesi si trovano in questa condizione e dalla popolazione che spera in un risvolto positivo. Rafah è invasa dalle persone, sono più di un milione le persone che si trovano qui in questo momento, in campi di fortuna, in tendoni e mancano tante cose, si fa fatica ad avere sufficiente acqua da bere o acqua per lavarsi, si fa fatica ad avere l'assistenza medica di cui si ha bisogno e questa città esplode di persone e quindi un'invasione sarebbe devastante in questo momento per tutta la popolazione che si trova in questo momento e in questo posto. Rimaniamo in attesa e speriamo in un risvolto positivo".


Rsf critica Israele: 'Legge liberticida, al-Jazeera censurata per copertura a Gaza'

Reporters sans frontières denuncia l'ordine di chiusura di al-Jazeera in Israele. Rsf "condanna con fermezza una legislazione liberticida che censura la rete per la sua copertura della guerra a Gaza", si legge su X. "Israele cerca in tutti i modi di mettere a tacere al-Jazeera per la sua copertura della realtà sulle sorti dei palestinesi in Cisgiordania e a Gaza dal 7 ottobre", dall'attacco in Israele e dall'avvio delle operazioni militari israeliane contro Hamas nella Striscia, commenta Jonathan Dagher, responsabile dell'ufficio Medio Oriente di Rsf. Dagher bolla come "inaccettabili il voto del Parlamento israeliano per censurare al-Jazeera e le affermazioni diffamatorie di Benjamin Netanyahu rispetto ai suoi giornalisti". Rsf "chiede alle autorità israeliane di porre fine al loro accanimento violento contro al-Jazeera". "Una simile legge di censura, sotto la copertura delle regole democratiche, prendendo di mira implicitamente un mezzo d'informazione, crea un precedente pieno di minacce per il giornalismo in Israele", aggiunge Dagher. Rsf ricorda che dall'inizio del conflitto tra Israele e Hamas, sono stati uccisi 103 giornalisti (tre di al-Jazeera, due nella Striscia e uno in Libano) in raid israeliani, almeno 22 dei quali mentre stavano lavorando. 


Al Jazeera: "Da Tel Aviv decisione pericolosa, verso risposta legale"

Il capo di Al Jazeera in Israele e nei territori palestinesi ha definito "pericolosa" la decisione del governo di chiudere le operazioni locali della stazione di proprieta' del Qatar, perché motivata da considerazioni politiche piuttosto che professionali. Il team legale di Al Jazeera sta preparando una risposta, ha detto Walid Omary a Reuters, in una possibile anticipazione di un ricorso in tribunale contro la decisione. Il governo israeliano ha autorizzato all'unanimita' la chiusura delle attivita' della rete di notizie della tv con base in Qatar in Israele, in linea con una legge approvata dalla Knesset in aprile. 


Israele chiude il valico di Kerem Shalom verso Gaza

L'esercito israeliano ha annunciato di aver chiuso il principale punto di passaggio degli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza, Kerem Shalom, preso di mira dal lancio di razzi. "Una decina di proiettili sono stati avvistati da un'area adiacente a Rafah verso la zona di Kerem Shalom. Il valico e' attualmente chiuso ai camion degli aiuti umanitari", indica l'esercito in un comunicato stampa. Rafah si trova nel sud della Striscia di Gaza. 

Hamas: Netanyahu sta sabotando gli sforzi per la pace

l leader di Hamas, Ismail Haniyeh, ha affermato che il gruppo terroristico palestinese e' ansioso di raggiungere un cessate il fuoco globale che porr  fine all'"aggressione" israeliana, garantirà il ritiro di Israele da Gaza e raggiungera' un accordo che vedra' il rilascio di ostaggi in cambio di prigionieri palestinesi. In una dichiarazione, riportata da Times of Israel, Haniyeh, ha anche incolpato Netanyahu per "continuare nell'aggressione e nell'espansione del cerchio del conflitto, sabotando gli sforzi compiuti attraverso i mediatori e le varie parti". 



Al Jazeera: ‘Israele intensifica la sua lunga faida contro di noi’

La decisione di Israele di fermare le attività della tv nel Paese "intensifica la lunga faida contro al Jazeera" e "minaccia di aumentare le tensioni con il Qatar, che finanzia l'emittente, in un momento in cui Doha sta svolgendo un ruolo chiave negli sforzi di mediazione per fermare la guerra a Gaza". Lo ha riferito Al Jazeera sul suo sito. Israele "ha da tempo un rapporto difficile con al Jazeera, accusandola di parzialità nei suoi confronti e di collaborazione con Hamas. La rete con sede in Qatar ha ripetutamente respinto le accuse. Al Jazeera è stato uno dei pochi media internazionali a rimanere a Gaza durante la guerra, trasmettendo scene sanguinose di attacchi aerei e ospedali sovraffollati e accusando Israele dei massacri”, ha aggiunto l'emittente.

Media: ‘Hamas rivendica lancio razzi su area Kerem Shalom’

Hamas avrebbe rivendicato il lancio di almeno 10 razzi da Rafah verso l'area di Kerem Shalom, il valico di frontiera con Gaza, da dove passano i camion degli aiuti umanitari diretti nella Striscia. Lo hanno riferito i media, secondo cui Hamas ha spiegato l'attacco con il fatto che sul posto "si erano radunati soldati". L'Idf, al momento, non ha ancora commentato l'episodio.

Hezbollah: 'Lanciate decine di razzi nel nord di Israele'

Hezbollah ha lanciato "decine" di razzi nel nord di Israele dopo la morte di tre civili a seguito di un attacco israeliano nel sud del Libano. Lo ha riferito in un comunicato il gruppo sostenuto dall'Iran. "Decine di razzi Katyusha e Falaq" sono state lanciate contro Kiryat Shmona "in risposta all'orribile crimine commesso dal nemico israeliano a Meiss Ej Jabal", che ha ucciso una coppia e il loro bambino, si legge nella nota.

Israele confisca le attrezzature di al Jazeera nel Paese

In applicazione alla decisione del governo presa all'unanimità sullo stop ad Al Jazeera in Israele, il ministro delle Comunicazioni israeliano Shlomo Karhi ha ordinato "la chiusura degli uffici, la confisca delle attrezzature del canale, compresi possibilmente i cellulari e il blocco dell'accesso al website della tv". Lo ha fatto sapere lo stesso ministro, aggiungendo che "gli ordini sono stati emessi ora".

Israele: 'Colpiti obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano'

Nella notte, aerei da combattimento israeliani hanno colpito obiettivi terroristici di Hezbollah nel sud del Libano, tra cui una struttura militare nell'area di Khiam e un posto di osservazione nell'area di Matmoura. Ne dà notizia l'Idf precisando che la sua artiglieria ha sparato per rimuovere una minaccia nelle aree di Naqoura e Halta, nel sud del Libano. A seguito delle sirene che hanno suonato nella zona dell'Alta Galilea, stamattina l'Idf ha identificato un lancio caduto in territorio libanese.

Netanyahu insiste: 'A Gaza avanti fino a raggiungimento di tutti gli obiettivi'

Israele "non accetterà le richieste di Hamas" e "continuerà a combattere fino al raggiungimento di tutti i suoi obiettivi". Lo ha ribadito il premier israeliano Benjamin Netanyahuh in dichiarazioni in video, ripetendo quanto afferma dall'attacco del 7 ottobre scorso in Israele e dall'avvio delle operazioni militari israeliane contro Hamas nella Striscia di Gaza.

Haniyeh: 'Accordo solo con fine guerra e ritiro dell'Idf'

Hamas vuole raggiungere un "accordo globale che ponga fine all'aggressione, garantisca il ritiro dell'Idf e raggiunga una seria intesa sullo scambio di prigionieri". Lo ha scritto il leader della fazione palestinese Ismail Haniyeh su Telegram riferendosi alle trattative al Cairo. "Che senso ha un accordo - ha aggiunto - se il cessate il fuoco non è il suo primo risultato?".

Yair Golan: 'In Israele servono elezioni al più presto'

In Israele "abbiamo bisogno di elezioni il più presto possibile e stiamo lavorando per questo, per contrastare questo governo che é il governo più di destra che abbiamo avuto dal 1948". Lo afferma Yair Golan, generale in riserva, ex numero due dell'esercito e candidato alle primarie del Partito Laburista Israeliano, intervenendo in collegamento all'assemblea nazionale di Sinistra per Israele. "Non c'è dubbio che" il governo di Netanyahu "non rappresenta la maggioranza del popolo di Israele - prosegue -.Ricordando le 6 milioni di persone che hanno perso la vita a causa dell'Olocausto dobbiamo dire due cose, la prima che bisogna combattere l'antisemitismo che sta crescendo in Europa e in Usa. Inoltre che dobbiamo affermare una società israeliana che sia la più democratica di tutto il mondo, non c'è spazio per il pessimismo e non possiamo essere passivi ma attivi e ottimisti". "La nostra missione riguarda la nostra capacità di reagire alle minacce interne ed esterne. Non dobbiamo riconciliarci con Hamas e con l'Iran ma possiamo cooperare con il popolo palestinese - spiega ancora -, abbiamo bisogno di riconciliarci con i palestinesi e mitigare la minaccia che viene in questo momento". Poi ci sono le minacce interne come "la corruzione, il nazionalismo l'autonomia degli ultra ortodossi - conclude -. La corruzione è una minaccia per la nostra esistenza, l' autonomia ultra ortodossa è inaccettabile ma sono troppo numerosi e potenti per lasciarli isolati, dobbiamo includerli". 

Media: cominciata trattativa al Cairo: 'Mancano progressi'

I leader di Hamas hanno cominciato al Cairo la seconda giornata di trattative con i mediatori di Egitto e Qatar, ma rappresentanti della fazione islamica hanno denunciato la "mancanza di progressi". Hamas è arrivata al Cairo - ha detto, citato dai media israeliani, uno dei suoi rappresentanti - con la determinazione di raggiungere un accordo "ma non ad ogni prezzo". "Una intesa - ha aggiunto - deve mettere fine alla guerra e portare fuori da Gaza l'Idf. Israele ancora non si è impegnato". Israele è fermo sulla sua posizione di non porre fine alla guerra e di non ritirarsi dalla Striscia.

Netanyahu: Israele non può accettare le richieste di Hamas per la fine della guerra e il ritiro delle forze da Gaza, lasciando Hamas al potere


Netanyahu: Israele è disposto a sospendere i combattimenti a Gaza in cambio di ostaggi


Ministro Israele ammette attacco ad Iran lo scorso mese

La ministra dei trasporti Miri Regev ha detto che è stato Israele a colpire l'Iran lo scorso mese. Questa è la prima volta che un esponente ufficiale del governo israeliano ammette l'attacco in risposta a quello effettuato dall'Iran a metà aprile. "L'Iran ha recepito il messaggio e tutto il mondo - ha aggiunto - ha capito che Israele non è un idiota".

Il Papa: "In Ucraina e Medio Oriente basta guerra, sì al dialogo"

"Per favore, continuiamo a pregare per la martoriata Ucraina, soffre tanto, e anche per Palestina e Israele, che ci sia la pace. Affinché Il dialogo fra loro si rafforzi e porti frutti buoni. No alla guerra, sì al dialogo". Lo ha detto papa Francesco al termine del Regina Caeli in Piazza San Pietro.

Governo Israele vota stop ad attività al Jazeera nel Paese

Il governo israeliano ha votato all'unanimità la chiusura delle attività dell'emittente del Qatar al Jazeera in Israele. Lo ha fatto saper lo stesso premier Benyamin Netanyahu. Già in precedenza era stata approvata dalla Knesset la legge relativa, ora la ratifica.

Hamas: "Il bilancio delle vittime a Gaza sale a 34.683"

Sono saliti a 34.683 i morti nella Striscia di Gaza. Lo ha annunciato il ministero della Sanità di Hamas.

Media: tre morti in un raid israeliano nel sud Libano

Tre persone sono state uccise in un presunto attacco israeliano a Meiss Ej Jabal, nel sud del Libano, ha riferito domenica mattina l'agenzia di stampa libanese Al-Manar, affiliata a Hezbollah. Lo riporta il Jerusalem Post. Nel raid sarebbe rimasta ferita anche una donna. L'Idf non ha confermato gli attacchi.

Nel 2023 salito antisemitismo nel mondo, Italia compresa

Il 2023 - anche in Italia - ha visto un aumento "di decine di punti percentuali" nei fenomeni di antisemitismo nel mondo, soprattutto dopo il 7 ottobre. Lo denuncia il 'Rapporto 2023 sull'antisemitismo' dell'Anti defamation league (Adl), con l'Università di Tel Aviv. Il mondo - ha spiegato - ha visto dopo il 7 ottobre di Hamas "la peggiore ondata di episodi dalla fine della II guerra mondiale". Tra i Paesi con più "incidenti antisemiti', rispetto al 2022, "Usa, Francia, Gb, Australia, Italia, Brasile e Messico". In Italia, gli incidenti sono stati 241 nel 2022, 454 del 2023: 216 tra ottobre e dicembre 2023.

Donna armata di coltello arrestata a Gerusalemme

Una donna armata di coltello è stata arrestata questa mattina nella città vecchia di Gerusalemme, vicino all'ingresso del Monte del tempio. Lo ha riferito la polizia, secondo cui gli agenti si sono insospettiti quando hanno visto che la donna nascondeva la mano sotto al velo. "I poliziotti hanno iniziato a interrogare la sospetta, che rifiutava di far vedere le mani", ha riferito la polizia, secondo cui, durante l'interrogatorio, la donna ha estratto il coltello e gli agenti a quel punto l'hanno immobilizzata. 

Drusa di Israele non accenderà torcia in Giorno Indipendenza

Nasreen Yousef, una drusa israeliana, non potrà accendere una delle torce nella cerimonia del Giorno dell'Indipendenza di Israele, il prossimo 14 maggio, per "le minacce ricevute insieme alla sua famiglia": lo ha detto la stessa Yousef In un'intervista alla tv Canale 12. La donna era stata scelta perchè il 7 ottobre durante l'assalto di Hamas aveva contribuito ad impedire un bagno di sangue nel suo kibbutz visto che, parlando arabo, aveva convinto i miliziani di Hamas che avrebbe dato loro soldi e li avrebbe fatti scappare. Al tempo stesso aveva raccolto informazioni preziose trasmettendole all'Idf. Nell'intervista Yousef ha rivendicato che "Israele è il nostro Paese e continueremo a proteggerlo indipendentemente dal fatto che accendiamo o meno una torcia". "Penso - ha aggiunto - che ci siano persone che se lo meritano più di me, e voglio proteggere me stessa e la mia famiglia". Quest'anno le torce del Giorno dell'Indipendenza saranno accese tutte da civili che si sono distinti nell'opera di soccorso e di salvataggio il 7 ottobre. 

Media: progressi positivi nelle trattative su Gaza

Una fonte 'di alto livello' ha riferito all'emittente statale egiziana Al Qahera News che nelle trattative su Gaza ci sono "progressi positivi" e che "quanto pubblicato negli articoli dell'accordo sui media è impreciso". "La delegazione egiziana per la sicurezza continua le consultazioni con tutte le parti - prosegue la fonte secondo un post su facebook dell'emittente - e il ritorno dei migranti palestinesi dal sud al nord rientra nelle disposizioni dell'accordo".

Da Gaza a Trieste, l'Ong che ha salvato otto bambini palestinesi dalla guerra

Un gruppo di bambini palestinesi, malati o feriti, è stato trasferito all'ospedale pediatrico triestino Burlo Garofolo grazie all'operazione umanitaria organizzata dall'associazione Gaza Kinder Relief (GKR), in collaborazione con Save a Child. Ne abbiamo parlato con Alisa Kireeva, co-fondatrice della Ong GKR che si è occupata in prima persona, insieme alle altre volontarie, di portare a termine l'intera missione. L'INTERVISTA

Idf: ucciso comandante Zaarab, partecipò ad attacco 7/10

L'esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso un esponente della Jihad islamica che ha partecipato all'attacco del 7 ottobre, Aiman Zaarab. Secondo quanto hanno comunicato le IDF ieri sera sui social, Zaarab e' stato ucciso nel Sud della Striscia di Gaza insieme a due militanti che si trovavano nello stesso appartamento. Secondo quanto riportato da IDF, il comandante era "un agente veterano della Jihad islamica che ha diretto numerosi attacchi e condotto diversi tentativi di infiltrazione nel territorio israeliano negli ultimi anni". In particolare, durante gli attacchi del 7 ottobre, in cui sono state uccise circa 1.200 persone e piu' di 200 rapite, "Zaarab ha condotto un'offensiva contro l'avamposto militare di Sufa e il kibbutz omonimo". 



Eurovision entra nel vivo: polemiche su Israele

L'edizione 2024 di Eurovision entra oggi nel vivo con la sfilata, nella citta' svedese di Malmo dove si svolge a 50 anni esatti dalla vittoria degli idoli svedesi degli anni '70, gli Abba, dei rappresentanti dei 37 Paesi in concorso, compreso Israele che partecipa fra le polemiche per la guerra a Gaza. L'ormai tradizionale tappeto turchese, steso davanti alla Malmo Live Congress and Concert Hall, attende il passaggio degli artisti che nei prossimi giorni parteciperanno alle semifinali il 7 e 9 maggio con l'obiettivo di competere alla finalissima, prevista per sabato 11 maggio. L'israeliano Eden Golan partecipa fra le polemiche con 'Hurricane', terza opzione nominata per l'Eurovision, dopo che ne sono state scartate altre due in cui il comitato organizzatore ha visto possibili messaggi politici (vietati nel concorso) riferiti al conflitto di Gaza. 



Fonti arabe: 'Bozza accordo la migliore, ma pesano calcoli privati Netanyahu e Hamas'

La bozza di accordo su cui si sta trattando al Cairo per il cessate il fuoco a Gaza ed il rilascio degli ostaggi è la migliore dall'inizio dei negoziati e "l'accettazione è imminente". Lo dice un'alta fonte araba a Sky News Arabia, salvo esprimere poi il timore che "entrambe le parti possano fare una svolta a 180 gradi e tornare al punto di partenza". "I calcoli privati del premier israeliano Benjamin Netanyahu e di alcuni leader di Hamas complicano la decisione politica di approvare il tanto atteso accordo", avverte la fonte.

Famiglie ostaggi a Netanyahu: 'Fate l'accordo su Gaza'

Alla vigilia di Yom ha-Shoah - che da stasera in Israele ricorda l'Olocausto - le famiglie degli ostaggi a Gaza si sono rivolte al premier Benyamin Netanyahu chiedendo che si faccia l'accordo su Gaza. "A poche ore da Yom ha-Shoah, vogliamo ricordare - hanno detto - che avete promesso ogni anno 'mai più'. E' vostro dovere ignorare qualsiasi pressione politica e la storia non vi perdonerà se mancherete l'opportunità, poiché il ritorno degli ostaggi è una condizione necessaria per la resurrezione nazionale".

Usa: no a patto difesa con Riad senza normalizzazione con Israele

Nessun patto di difesa con Riad se non ci sarà la normalizzazione delle relazioni con Israele. Gli Stati Uniti chiariscono la loro posizione con l'Arabia Saudita attraverso le parole del consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jack Sullivan, rilasciate al Financial Times. "La visione integrata è quella di un'intesa bilaterale tra gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita, combinata con la normalizzazione tra Israele e l'Arabia Saudita e con passi significativi a favore del popolo palestinese - ha spiegato Sullivan - Tutto questo deve essere tenuto insieme... non si può separare un pezzo dagli altri". 

Il consigliere per la Sicurezza nazionale dice di "aspettarsi nei mesi a venire che il presidente e altri di noi parlino del percorso che riteniamo possa portare a un Israele più sicuro e a una regione più pacifica". "Tutto ciò che possiamo fare è elaborare ciò che riteniamo sensato, cercando di coinvolgere il maggior numero possibile di Paesi della regione e poi presentarlo - sottolinea Sullivan - In ultima analisi, spetterà alla leadership israeliana e, francamente, al popolo israeliano decidere se questo è un percorso che vogliono intraprendere o meno”.



Fonte araba: 'Sul tavolo la migliore bozza di accordo

La bozza di accordo tra Israele e Hamas per la fine della guerra a Gaza è "la migliore" dall'avvio dei negoziati e la sua "accettazione è imminente". Lo ha detto un funzionario arabo a Sky news Arabia. Tuttavia la stessa fonte ha espresso timori che "entrambe le parti possano fare una svolta di 180 gradi e tornare al punto di partenza". E' previsto che le trattative - dopo la prima tornata di ieri conclusasi con un nulla di fatto - riprenderanno oggi al Cairo. Il punto di dissenso è quello noto: Hamas in cambio degli ostaggi vuole "una esplicita" fine della guerra nella Striscia, mentre Israele è totalmente contrario.

Usa, scontri studenti filopalestinesi-polizia a Università Virginia: 25 arresti

Venticinque persone state arrestate all'Università della Virginia, dopo che la polizia si è scontrata con manifestanti filo-palestinesi che si erano rifiutati di rimuovere le tende dal campus. In una nota, il presidente della scuola, Jim Ryan, ha spiegato che ai manifestanti era stato detto che le tende erette nel campus erano proibite e che gli era stato chiesto di rimuoverle La polizia di Stato della Virginia è stata chiamata a intervenire quando, nel tentativo "di risolvere la situazione",  si sono verificati "scontri fisici" con la polizia universitaria.

Ryan ha definito l'episodio “sconvolgente, spaventoso e triste”, incolpando un piccolo gruppo di trasgressori delle regole per i problemi e sostenendo, senza prove, che tra loro ci fossero persone non affiliate all'università.

Iran: ora cessate il fuoco a Gaza più probabile

Le probabilità di un cessate il fuoco a Gaza sono aumentate dopo i tentativi e le pressioni su Israele da parte dell'opinione pubblica regionale e internazionale: lo ha detto oggi in Gambia il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian, come riporta l'Irna. "Ci auguriamo che la guerra a Gaza finisca e che i diritti dei palestinesi siano garantiti", ha affermato Amirabdollahian, che si trova in Gambia per partecipare ad una riunione dell'Organizzazione per la cooperazione Islamica (Oic). "Il terreno dovrebbe anche essere preparato per l'invio di aiuti umanitari a Gaza e per il ritorno nelle loro case dei palestinesi sfollati", ha aggiunto.

Medioriente, attesa ripresa colloqui per tregua dopo stop Hamas

Dovrebbero riprendere questa mattina al Cairo i colloqui per raggiungere una tregua a Gaza, dopo i segnali positivi della vigilia poi "gelati" da Hamas che ha stoppato qualsiasi accordo senza il ritiro completo dei militari israeliani dalla Striscia, accusando il leader israeliano Benjamin Netanyahu di ostacolare l'intesa per motivi personali. I negoziatori di Usa, Qatar ed Egitto che cercano di fermare la guerra in corso ormai da sette mesi hanno proposto una pausa di 40 giorni nei combattimenti e lo scambio degli ostaggi israeliani con prigionieri palestinesi, secondo i dettagli diffusi dalla Gran Bretagna. Ieri i mediatori del Qatar, dell'Egitto e degli Stati Uniti hanno incontrato una delegazione di Hamas al Cairo e una fonte di Hamas vicina ai negoziati ha detto che oggi ci sara' "un nuovo ciclo" di colloqui. Ciascuna parte ha incolpato l'altra per lo stallo dei negoziati. Un alto funzionario di Hamas che ha insistito ieri sera sul fatto che il gruppo "non avrebbe accettato in nessuna circostanza" una tregua che non includesse esplicitamente la fine completa della guerra, compreso il ritiro di Israele da Gaza. Il funzionario, che ha chiesto di restare anonimo, ha condannato gli sforzi israeliani per ottenere un accordo sul rilascio degli ostaggi "senza collegarlo alla fine dell'aggressione a Gaza". Ha accusato Netanyahu di "ostacolare personalmente" gli sforzi per raggiungere una tregua a causa di "interessi personali". Dall'altra parte, un alto funzionario israeliano aveva detto inprecedenza che Hamas "sta ostacolando la possibilità di raggiungere un accordo" rifiutandosi di rinunciare alla sua richiesta di porre fine alla guerra. Nonostante mesi di tentativi della diplomazia, i mediatori non sono riusciti ad arrivare a una nuova tregua come quella di una settimana che ha permesso il rilascio di 105 ostaggi lo scorso novembre in cambio di detenuti palestinesi nelle carceri di Israele.  Il funzionario israeliano ha detto che una delegazione sarà inviata al Cairo solo se ci saranno segnali positivi sul quadro proposto. Sulle trattative pesa la prospettiva di un prossimo attacco israeliano a Rafah, dove secondo l'OMS si rifugiano 1,2 milioni di palestinesi provenienti dal Nord della Striscia, quasi metà dell'intera popolazione del territorio palestinese.

Medioriente, Israele: uccisi cinque terroristi in Cisgiordania

L'esercito israeliano ha affermato di aver eliminato cinque "terroristi" palestinesi che si erano barricati in un edificio in Cisgiordania: l'assedio nei loro confronti è durato 12 ore. A confermare la morte di tre guerriglieri sono state le Brigate Ezzedine al-Qassam, il braccio armato di Hamas: tra loro vi sarebbe il capo di Tulkarem Alaa Adib. Secondo un fotoreporter di Afp c'e' stato un pesante dispiegamento militare nel villaggio di Deir al-Ghusun, vicino a Tulkarem: un bulldozer ha raso al suolo un edificio e i soldati hanno estratto almeno un corpo fuori dalle macerie, ha riferito

il fotografo. Dall'inizio della guerra, il 7 ottobre scorso, almeno 496 palestinesi sono stati uccisi nel territorio della Cisgiordania dalle truppe o dai coloni israeliani, secondo un conteggio dell'Afp.

Medioriente, Hamas: intesa solo con la fine della guerra

Le trattative al Cairo per una tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi restano ancora in bilico e nulla è dato per scontato, dopo che Hamas ha gelato i colloqui al termine di una giornata che aveva visto spiragli positivi su una possibile intesa. L'ottimismo filtrato dalla capitale egiziana si è attenuato in serata, quando un alto funzionario israeliano ha frenato gli entusiasmi accusando il gruppo palestinese di "vanificare gli sforzi" per l'intesa. Un alto funzionario di Hamas ha infatti sottolineato che il gruppo "non accetterà in nessuna circostanza" una tregua a Gaza che non includa esplicitamente la fine completa dell'offensiva sulla Striscia. ---.

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