Consiglio europeo, raggiunto accordo sul gas: resta nodo price cap. Draghi: “Andata bene”

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Trovata l’intesa dopo quasi 12 ore di vertice, passi avanti sul tetto al prezzo del gas e sul nuovo Sure. Nelle conclusioni si parla di "urgenza di decisioni concrete" con una serie di misure che includono la piattaforma di acquisti comuni e un nuovo benchmark complementare al Ttf. Cauta apertura su un possibile nuovo debito comune, Scholz: "Il focus è sui fondi che già abbiamo ma sul nuovo debito vediamo che si può fare". Applausi per Mario Draghi in apertura della seconda giornata

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Dopo quasi 12 ore di tensioni e attacchi incrociati, il Consiglio europeo trova l’accordo e salva l'unità di fronte alla Russia sul dossier più difficile, quello dell'energia. Le conclusioni che parlano di "urgenza di decisioni concrete" soddisfano tutti e 27 a metà ma, per il partito del price cap e del nuovo Sure sull'energia, l'intesa registra dei passi avanti. E il presidente del Consiglio uscente Mario Draghi, lasciando l'Europa Building, sottolinea: "È andata bene". Oggi, in apertura della seconda giornata del vertice, Draghi è stato accolto da un caloroso applauso e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha scritto su Twitter: "Grazie Mario. Ti auguriamo il meglio per il futuro. Whatever it takes".

Le misure e l’ipotesi di un nuovo Sure

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L'accordo mette nero su bianco "l'urgenza delle decisioni concrete" da prendere sul gas con una serie di misure che includono la piattaforma di acquisti comuni e un nuovo benchmark complementare al Ttf. Il binario da seguire resta quello proposto dalla Commissione il 18 ottobre scorso. Le misure, nel concreto, non cambiano: si va dalla piattaforma aggregata per il gas - volontaria ma obbligatoria per una quota del 15% del volume totale degli stoccaggi in Europa - all'incentivazione delle rinnovabili fino a un price cap al gas nella formazione dell'elettricità. Ed è sull'applicazione del modello iberico - caldeggiata dalla Francia ma non dalla Germania - che si potrebbe aprire la strada ad un nuovo Sure sull'energia. Nelle conclusioni si domanda alla Commissione di fare "un'analisi dei costi e benefici sulla misura" che, per compensare il differenziale tra prezzo amministrato e prezzo di mercato, comporterebbe un peso eccessivo sui conti pubblici di diversi Paesi membri. L'altra novità che soddisfa Draghi è l'apertura - ancora molto cauta - che emerge su un possibile nuovo debito comune. Tra le misure, infatti, figura "la mobilitazioni di rilevanti strumenti a livello nazionale e Ue" con l'obiettivo di "preservare la competitività globale dell'Europa e per mantenere il level playing field e l'integrità del mercato unico". Una frase che, secondo Palazzo Chigi, dimostra che le proposte italiane sono state accolte.

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Entro l'inizio di novembre la Commissione "si esprimerà molto chiaramente" sul price cap "e andremo avanti spediti anche sulla solidarietà finanziaria", ha spiegato il presidente francese Emmanuel Macron secondo il quale, su quest'ultimo punto, le opzioni di Bruxelles sono due: uno Sure 2 oppure utilizzare i prestiti ancora disponibili (circa 200 miliardi) oggi nel quadro del RePowerEu, "dando un po' di flessibilità". E qualche concessione è arrivata anche dalla Germania: "Il focus è sui fondi che già abbiamo ma sul nuovo debito vediamo che si può fare", ha aperto Olaf Scholz lasciando il vertice. A Berlino è stata data più di una rassicurazione: se le riunioni ministeriali delle prossime settimane getteranno un qualche allarme nel governo sarà convocato un nuovo vertice dei leader. 

Michel: "Prevalgono unità e solidarietà"

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"Il Consiglio europeo ha raggiunto un accordo sull'energia. Prevalgono unità e solidarietà. Si è concordato di lavorare su misure per contenere i prezzi dell'energia per le famiglie e le imprese", ha annunciato per primo in un tweet il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. "Abbiamo concordato" sulla "mobilitazione di tutti gli strumenti, nazionali e comunitari", per affrontare la crisi dell'energia, ha detto poi in conferenza stampa. "È stata ribadita la determinazione a lavorare insieme per proteggere il mercato interno". "Sono fiducioso che a breve si sentiranno gli effetti di quest'intesa - ha aggiunto Michel - Dovremo cercare di attuare quanto prima queste misure. Abbiamo già dato un segnale ai prezzi. Si continuerà a lavorare sugli investimenti, ci sono delle capacità che possono essere mobilitate per aumentare gli investimenti, fa tutto parte dello stesso quadro di lavoro". "Abbiamo la volontà - ha concluso - di trattare tutti gli argomenti" legati all'energia "insieme".

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"La discussione si è concentrata sul modo in cui limitare" l'impennata dei prezzi del gas, sia attraverso "lo sviluppo di un indice complementare al Ttf, che rifletta in modo più adeguato le condizioni del mercato del gas", sia attraverso "un meccanismo temporaneo" per limitare i prezzi, ha spiegato anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa al termine del vertice. I leader, ha sottolineato, hanno discusso, inoltre, "le opportunità e le sfide" del cosiddetto modello iberico, ossia un tetto al prezzo del gas nella produzione dell'elettricità, e hanno convenuto di analizzarne "l'impatto finanziario". "La prima misura" del piano sull'energia sul quale è stato raggiunto l'accordo, ha aggiunto, "riguarda l'acquisizione congiunta di gas in merito alla quale è prevista una soglia obbligatoria del 15%, che quindi verrà compreso nella domanda aggregata europea". E ha concluso: "Abbiamo destinato 40 miliardi di euro" da fondi di coesione non utilizzati "per sostenere piccole e medie imprese e grandi imprese".

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"Grazie per l'impegno profuso in questo lungo viaggio - ha detto Mario Draghi, a quanto si apprende, nel suo discorso di commiato al Consiglio Europeo - Stamattina mi è stato ricordato che è iniziato 31 anni fa, quando ho accettato l'incarico di direttore generale del Tesoro e il mio primo compito è stato quello di occuparmi della bancarotta della Russia durante una riunione del G7. È stato un lungo viaggio e ho avuto il privilegio di essere ispirato, aiutato e sostenuto da tutti voi e dai vostri predecessori". "L'Ue è un concetto rilevante per tutti i nostri Paesi - ha aggiunto - Tutti guardano all'Ue come a una fonte di sicurezza, stabilità e pace: dobbiamo tenerlo a mente come stella polare per il futuro, soprattutto in tempi difficili come questi".

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