"La regia di Surovikin dietro l'offensiva russa": chi è il generale voluto da Putin
Secondo diverse fonti di intelligence, la decisione di colpire anche obiettivi civili con missili su larga scala sarebbe stata ordinata dal nuovo comandante delle forze armate russe in Ucraina. Ribattezzato "generale Armageddon" e celebre per le sue operazioni brutali, è considerato un fedelissimo del presidente. Con tanti lati oscuri nella sua carriera militare
C'è già l'impronta del generale Sergej Surovikin, neo-comandante delle forze armate russe, nell'offensiva lanciata da Mosca per vendicare l'esplosione sul ponte di Kerch. Diverse fonti confermano, infatti, come ci sia la precisa volontà di Surovikin dietro la scelta di utilizzare missili su larga scala per colpire obiettivi civili a Kiev, Leopoli e altre città ucraine, generando un'ulteriore escalation del conflitto
VIDEO: Il bombardamento del ponte pedonale di Kiev
Una strategia coerente con l'epiteto che Surovikin si è guadagnato sul campo, quello di "generale Armageddon", per la sua capacità di azioni non convenzionali e brutali nel corso di un conflitto. Due diverse fonti, una vicina al governo e l'altra al Cremlino, citate dal sito di notizie online Meduza, spiegano che il generale ha subito proposto raid contro le infrastrutture, sottolineando che "Surovikin non è sentimentale"
Kiev sotto attacco: le immagini della città dopo i raid
Gli osservatori lo considerano "il preferito di Vladimir Putin", l'uomo a cui il presidente russo si affida per assolvere i compiti più complicati, come quello di risollevare le sorti della campagna militare in Ucraina dopo la disfatta di Kharkiv e le recenti sconfitte nel Sud
Una responsabilità ancora maggiore, quella di Surovikin, visto che con la sua nomina per la prima volta dall'inizio dell'offensiva la Difesa di Mosca ha annunciato ufficialmente il nome del suo comandante nel conflitto, anche per rispondere alle recenti dure critiche interne dei falchi dell'esercito, a partire dal leader ceceno Ramzan Kadyrov
"Da 30 anni bersaglio di accuse di corruzione e brutalità", ha ricordato l'intelligence britannica, Surovikin arriva alla guida dell'offensiva con un curriculum militare ricco e controverso. Secondo gli 007 di Londra, già in estate aveva iniziato a scaldare i motori con la nomina a capo del Raggruppamento delle forze meridionali al posto del generale Alexander Dvornikov, dopo essere stato per quasi cinque anni alla guida delle forze aerospaziali russe
Un periodo durante il quale ha anche ricoperto per diversi mesi - e più a lungo di tutti i suoi colleghi - il posto di comando delle operazioni dell'esercito in Siria, con importanti risultati nella lotta contro le milizie ribelli e i gruppi jihadisti, strappando diverse roccaforti all'Isis. A testimonianza del suo ruolo centrale, alcune immagini lo ritraggono accanto a Bashar al Assad e ai ministri della Difesa di Russia e Siria, in una missione che gli è valsa il riconoscimento di Eroe della Federazione russa.
Originario di Novosibirsk, in Siberia, 56 anni tra pochi giorni, ha iniziato la carriera da ufficiale a 22. Dal conflitto in Tagikistan alla seconda guerra cecena, vanta trascorsi da protagonista in alcune delle più feroci iniziative militari della storia russa recente. La sua ascesa nei primi anni Duemila è iniziata parallelamente a quella di Putin, con incarichi di comando dalla Cecenia al quartier generale delle forze armate a Mosca, dagli Urali alle stanze del ministero della Difesa, dove è stato responsabile dell'organizzazione della polizia militare
I media gli attribuiscono in particolare la capacità di far registrare un basso numero di perdite tra i suoi uomini impegnati in combattimento. Tra il 2013 e il 2017 è stato comandante del distretto militare orientale. Lo scorso anno, poi, gli è stato conferito il grado di generale
Nel passato di Surovikin molti punti oscuri. Nel caos post Unione Sovietica è finito indagato due volte: la prima nell'agosto 1991, durante il fallito golpe a Mosca, quando rimase nel penitenziario di Matrosskaya Tishina per sette mesi con l'accusa di aver ucciso tre manifestanti alla guida di una colonna di blindati, da cui uscì indenne e con una promozione; la seconda nel 1995, subendo prima una condanna a un anno di libertà vigilata per traffico di armi e munizioni senza autorizzazione, seguita da una completa riabilitazione con il ritiro delle accuse
Lukashenko offre il sostegno delle truppe bielorusse a Putin
Nel suo curriculum ci sono anche episodi di violenza tra commilitoni, da cui ancora una volta è uscito con la fedina immacolata. Nel marzo 2004 venne accusato di aver picchiato il tenente colonnello Viktor Chibizov, mentre il mese dopo il colonnello Andrei Shtakal si sparò un colpo di pistola davanti a lui dopo alcune sue presunte critiche. Ombre che non sono bastate a oscurare la successiva carriera militare
Attacco al ponte di Kerch: cosa sappiamo finora