
Gas, nei Paesi Bassi il più grande giacimento europeo. Ma sta chiudendo per i terremoti
Il “Groningen gas field” si estende su circa 900 chilometri quadrati. Dopo mezzo secolo dalla scoperta, ci sarebbero ancora circa 450 miliardi di metri cubi di gas estraibile in riserva. Ma negli ultimi decenni le perforazioni hanno provocato terremoti e si è deciso di abbassare la produzione, fino allo stop totale previsto tra il 2025 e il 2028. Con la crisi energetica in corso ci si chiede se questa strada non possa essere rivista

Sotto le paludi dei Paesi Bassi c’è la più grande riserva di gas naturale d'Europa. Il giacimento di Groningen potrebbe bastare per colmare le carenze dovute alla guerra in Ucraina e la crisi energetica con la Russia. E invece la paura dei terremoti (causati in passato dalle perforazioni del suolo) ha da anni limitato le estrazioni e il cosiddetto “Groningen gas field” si avvia alla chiusura
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LA STORIA - Il giacimento di gas naturale di Groningen si trova nella parte nord-orientale dei Paesi Bassi. Con una stima di 2.740 miliardi di metri cubi di gas naturale recuperabile è il più grande giacimento di gas naturale in Europa e uno dei più grandi al mondo. Venne scoperto nel 1959 vicino a Slochteren. L’estrazione è diventata centrale per l'approvvigionamento energetico nei Paesi Bassi. Nel 2013, dal giacimento erano stati estratti 2.057 miliardi di metri cubi di gas naturale
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LE DIMENSIONI - I risultati sulla dimensione sono stati inizialmente tenuti segreti, anche dall'azionista di NAM Esso. La dimensione non è stata resa pubblica fino al 14 ottobre 1960. Il giacimento di gas è distribuito su circa 900 chilometri quadrati. Dopo mezzo secolo, ci sarebbero ancora circa 450 miliardi di metri cubi di gas estraibile in riserva, per un valore di circa 1 trilione di dollari
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I TERREMOTI - Negli anni, l’estrazione del gas ha provocato cedimenti nel terreno. Il 4 dicembre 1991 è stato misurato il primo terremoto indotto del campo di Groningen, di magnitudo 2,4 della scala Richter. Nel 1993, dopo la ricerca, NAM ha riconosciuto un legame tra terremoti ed estrazione di gas. Nei decenni successivi il numero dei terremoti indotti aumentò. Si sono registrati danni alle case ed è aumentata anche la resistenza degli abitanti del luogo contro l'estrazione del gas
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I RISCHI - Un punto di svolta è stato il terremoto di Huizinge il 16 agosto 2012. Con una magnitudo momento stimata di 3,6, è stato il terremoto più pesante misurato sopra il giacimento di gas di Groningen. Dopo il sisma, lo SodM ha concluso che i terremoti nell'area potrebbero diventare più forti in futuro, tra 4 e 5 della scala Richter. È stato quindi raccomandato di limitare l'estrazione di gas rapidamente e il più possibile
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LA DIMINUZIONE DELLE ESTRAZIONI - Nel 2014, la produzione di gas dal giacimento di Groningen è stata limitata per la prima volta a causa di terremoti. Negli anni seguenti le soglie sono state gradualmente abbassate. Nel 2017 c’è stato un altro terremoto a Zerijp. Il ministro Wiebes ha annunciato che l'estrazione di gas nel giacimento di Groningen doveva essere ridotta a zero entro il 2030 al più tardi
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LA CHIUSURA PREVISTA E LE CONSEGUENZE - L'aspettativa è che il “campo di Groningen” venga chiuso tra il 2025 e il 2028, con la possibilità di anticipare i tempi. Intanto i ricercatori dell'Università di Groningen hanno studiato gli effetti immateriali dei terremoti, rivelando che causano stress tra i residenti, portandoli a problemi di salute e persino alla morte

IL MERCATO IMMOBILIARE - Anche il valore delle case nella zona è crollato. Secondo il Groningen Mining Damage Institute delle circa 327mila case nella regione, almeno 127mila hanno riportato danni. Dal 2012 più di 3.300 edifici sono stati demoliti perché resi pericolanti dagli effetti delle scosse

COSA SUCCEDE ORA - L’attuale crisi energetica ha posto l’Europa in una condizione di necessità. Come ricorda Bllomberg, il ministro olandese Hans Vijlbrief ha affermato che è pericoloso continuare a produrre, ma che il Paese non può ignorare le sofferenze in altre parti del Continente. La mancanza di gas “potrebbe costringerci a prendere questa decisione”, dice. Il commissario Ue Thierry Breton ha detto che i Paesi Bassi dovrebbero riconsiderare la decisione di chiudere Groningen e Vijlbrief è stato pressato anche dalle controparti di altre nazioni dell’Ue

LE IPOTESI - Ma al momento i Paesi Bassi stanno tenendo la loro decisione. Il primo ministro Mark Rutte non ha escluso del tutto l'utilizzo di Groningen per rafforzare le forniture, ma “solo in casi estremi se tutto va storto”, e in questo momento non lo reputa necessario. Rutte si è scusato pubblicamente davanti al parlamento nel 2019, ma il governo olandese è stato ugualmente accusato di essere stato insensibile alle lamentele dei cittadini
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