Aborto, petizione dei dipendenti di Google: stessi benefici per tutti i lavoratori

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La richiesta, diffusa dall'Alphabet workers union, è stata firmata da oltre 650 lavoratori della società madre di Google. A giugno, l’azienda americana aveva annunciato alcuni benefici per i dipendenti a tempo pieno ma non per quelli temporanei: tra questi anche la possibilità trasferirsi in tutti quegli Stati dove il diritto all'interruzione di gravidanza è ancora garantito. Intanto la catena di supermercati Walmart annuncia: "Copriremo spese per accedere alla pratica" 

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Negli Stati Uniti i dipendenti di Google hanno chiesto di poter estendere i benefici per l'assistenza abortiva anche ai lavoratori a contratto. La petizione, diffusa dall'Alphabet workers union, è stata firmata da oltre 650 dipendenti della società madre di Google, Alphabet.  Intanto la catena di supermercati Walmart annuncia: "Copriremo spese per accedere alla pratica alle nostre dipendenti" 

I benefici concessi a giugno

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A giugno il colosso di Mountain View aveva annunciato alcuni benefici per i dipendenti a tempo pieno, tra cui anche la possibilità trasferirsi in tutti quegli Stati in cui il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza è ancora garantito, dopo il ribaltamento della sentenza Roe v. Wade. L’azienda aveva dichiarato che i dipendenti nelle zone “colpite” dalle restrizioni in materia di aborto potevano richiedere il trasferimento permanente senza fornire alcuna giustificazione. Il provvedimento, però, non si estendeva anche ai lavoratori a contratto e temporanei.

Le richieste avanzate dai lavoratori

Tra le richieste avanzate dai lavoratori c’è stata quindi quella di coinvolgere nei benefici promessi ai dipendenti anche le altre figure professionali. Senza dimenticare “l’aggiunta di un minimo di sette giorni di malattia supplementare” per avere così l’opportunità di viaggiare. Nella petizione, inviata direttamente ai dirigenti, il personale del colosso informatico ha inoltre chiesto di sospendere le donazioni ai politici antiaborto.

L'annuncio di Walmart 

Nel frattempo, Walmart, la più grande catena americana e del mondo nella grande distribuzione, ha annunciato che coprirà le spese mediche e di viaggio a tutte le dipendenti che vorranno sottoporsi ad aborto. La compagnia ha deciso di sostenere totalmente i costi della pratica cui andranno incontro le sue dipedenti coinvolte in casi di stupro, incesto, aborto spontaneo, mancanza di battito fetale o rischio per la salute della madre. Non solo: il gruppo, che ha 1,6 milioni di dipendenti, estenderà

l'assicurazione anche per i viaggi entro i 150 chilometri, negli Stati americani dove l'interruzione di gravidanza è considerata illegale. 

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