Ucraina, Poroshenko a Sky TG24: "Grazie a Draghi per l'invio dei blindati". VIDEO

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"L'Italia ha emesso la licenza per undici veicoli corazzati", ha detto l'ex presidente ucraino, avvisando che "adesso abbiamo un altro pericolo dalla frontiera bielorussa". Poi ha aggiunto: "Servono tre cose, armi, armi e armi. Ora la pace non dipende da Kiev, da Bruxelles, o Washington, dipende da Putin. Se non fermiamo Putin in Ucraina, dovremo fermarlo in altri stati Nato dell’Europa, è una questione di investimento nella sicurezza di tutti"

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"Voglio confermare la grande leadership del presidente Biden e degli americani del loro ruolo a sostegno dell’Ucraina e per aiutarci a difendere tutto il mondo democratico, e in secondo luogo ringrazio gli italiani e il presidente del consiglio Draghi, sono molto grato per la vostra posizione affidabile soprattutto quella interna all’Italia, quando i Cinque Stelle hanno provato a bloccare la soluzione del parlamento a sostegno dell’Ucraina". Comicia così il messaggio di Petro Oleksijovyč Poroshenko, ex presidente dell'Ucraina, intervistato da Sky TG24 (GUARDA L'INTERVISTA). "L'Italia ha emesso la licenza - ha spiegato l'imprenditore e politico ucraino - per undici veicoli corazzati moderni per i volontari del mio fondo di volontariato, che sta mandando questi veicoli alle forze armate ucraine" (LO SPECIALE GUERRA IN UCRAINA - GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE).

"Servono tre cose: armi, armi, armi" 

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Poroshenko ha definito "cruciale" il ruolo italiano e ha ringraziato l’ambasciatore italiano a Kiev "che insieme al governo ha giocato un ruolo importantissimo, adesso tutti noi siamo soldati e stiamo difendendo l’Ucraina, l’Europa e tutto il mondo democratico". L'ex presidente ha poi sottolineato che "servono tre cose: armi, armi e armi. Queste sono le armi che usiamo per combattere, e adesso la situazione sta cambiando man mano, ci sono nuove possibilità con l’artiglieria, con i lancia razzi, per affrontare l’arsenale russo, quindi tutto questo ha un ruolo chiave nella guerra per la democrazia per la libertà, per la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina".

"La pace dipende da Putin"

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L'ex leader ha evidenziato come l'Ucraina abbia pagato il prezzo più salato e sia la nazione che più al mondo vuole la pace, ma "decine di migliaia di civili hanno perso la vita a causa della ferocia di Putin. Ora la pace in Ucraina non dipende quindi da Kiev, da Bruxelles, o Washington, dipende da Putin". "Non so di che altro abbia bisogno Putin dall’Ucraina - ha aggiunto - per soddisfare il suo appetito di sangue, ma il modo più breve per arrivare alla pace è darci più armi". L'imprenditore ha poi elogiato "i soldati ucraini coraggiosi" che "mi rendono fiero perché come comandante capo delle forze ucraine dal 2014 al 2019 abbiamo creato le nuove forze armate basate sugli standard NATO che hanno sorpreso il mondo, Putin, che hanno tenuto la Russia lontana da Kiev, Irpin e tutte le nostre località". Poroshenko non nega però le difficoltà nel Donbass, le lotte intense per Lysychansk e Severodonetsk e per questo fa un appello al governo italiano "affinché fornisca il sostegno di un’iniziativa in cui molte nazioni del mondo hanno creato una coalizione contro Putin, questa è la strada più veloce per la pace dopo la vittoria. Ci serve un piano come il piano Marshall e ringrazio l’Italia per aver sostenuto la candidatura ucraina nell’adesione nell’Ue e ci serve l’espansione della cooperazione per l’entrata nella NATO futura, quasi una grande maggioranza degli ucraini è a favore di questo. Io mi aspetto che l’Italia, l’Ue, gli Stati Uniti e gli altri membri della coalizione contro Putin siano a sostegno delle sanzioni contro la Russia, che danno altre motivazioni alla Russia per ritirarsi dall’Ucraina e porre fine alla guerra e all’occupazione russa".

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"Questa è una guerra diversa adesso - ha detto ancora l'ex presidente ucraino - è una guerra di droni, è una guerra di artiglieria, è una guerra di munizioni. E quindi io voglio tornare alla domanda, alla questione sul 'lend lease act' e la fornitura delle armi, è questo il modo per vincere la guerra. Giusto, nell’est del nostro Paese abbiamo visto delle lotte intense e l’abbiamo visto a Bakhmut ad esempio. E c’è il pericolo di un attacco nella regione Donetsk, Kramatorsk, quindi noi vediamo delle azioni deliberate da parte dell’occupazione russa che combattiamo dal 2014". Poroshenko ha poi parlato delle nuove minacce a Kiev che provengono da un altro Paese confinante, la Bielorussia: "E adesso c’è un altro pericolo dalla frontiera bielorussa, abbiamo 2mila km di frontiera che potrebbero diventare 4mila km di guerra come anche prima del 24 febbraio, per cui serve nuovamente un aiuto a livello di munizioni e artiglieria per aiutare l’Ucraina a salvare l’Europa. È un messaggio importante che tutti dovrebbero capire adesso: se non fermiamo Putin in Ucraina, dovremo fermarlo in altri stati Nato dell’Europa, non riguarda solo l’esistenza dell’Ucraina è anche una questione di investimento nella sicurezza di tutti, e sono felice che tutti gli italiani lo capiscano".

"Siamo pronti a un contrattacco"

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Il politico ucraino termina comunque l'intervista con una nota "più ottimista, perché secondo me siamo pronti per un contrattacco, un contrattacco nella regione di Kherson nel sud con nuove armi, sarebbero iniziative possibili e non dovremmo aspettare anni dovremmo decidere già da adesso, quindi insieme noi vinceremo e l’Ucraina noi si arrenderà mai, Slava Ukraini!".

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