
Vladimir Potanin, chi è il re del nichel che l’Occidente ha "salvato" dalle sanzioni
Fedelissimo di Putin, è il secondo uomo più ricco della Russia. Finora è sempre rimasto fuori dalla lista degli oligarchi sanzionati perché una stretta sulle sue miniere in Siberia creerebbe forti difficoltà all’economia mondiale

L’oligarca Vladimir Potanin è uno dei fedelissimi del presidente della Russia Vladimir Putin ed è il secondo uomo più ricco del Paese. Eppure è finora sempre rimasto fuori dall’elenco delle personalità che sono state sanzionate da Ue e Usa dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina
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Il motivo dell’esclusione dalla black list sarebbe legato alle sue miniere in Siberia, produttrici del 15% del nichel e il 40% del palladio usati nel mondo. Nel caso in cui venissero limitate o bloccate, questo creerebbe serie problematiche all’economia globale
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Ma chi è Vladimir Potanin? L’oligarca ha 61 anni e un patrimonio stimato nel 2021, secondo Forbes, di 28 miliardi di dollari. Vicinissimo allo "zar" Putin, lo ha appoggiato dall’inizio e con il presidente russo condivide la passione per l’hockey e lo sci
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Potanin è azionista di maggioranza di Norilsk Nickel, azienda mineraria siberiana tra le principali produttrici di nichel e palladio, due materie prime indispensabili in particolare nel settore tecnologico e dell’automotive
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Potanin è stato funzionario del Ministero del Commercio dell’Urss fino al 1990. Durante la presidenza Eltsin raggiunse la carica di vicepremier (in questa foto è in seconda fila insieme a Roman Abramovich)

Nel 1995 ha creato il programma russo “prestiti per azioni”. Si trattava di aste che hanno permesso la svendita degli asset delle aziende russe a prezzi inferiori ai prezzi di mercato e che sono considerate il momento fondatore dell'oligarchia russa

Secondo il New York Times, il piano delle aste è "considerato oggi quasi universalmente come un atto di colossale criminalità”. Con la Uneximbank da lui fondata ha guadagnato miliardi. Insieme ad altri ricchissimi uomini russi è stato tra i finanziatori del Cremlino riuscendo a ottenere il controllo Norilsk Nickel

L’azienda è stata pagata "solo" 170 milioni di dollari, lo stesso anno in cui registrò introiti per 3,3 miliardi di dollari

Potanin è probabilmente l’unico oligarca che durante la guerra si è arricchito ed è l’alleato economico numero uno della Russia. Secondo il Financial Times avrebbe sfruttato il suo patrimonio per acquistare partecipazioni nelle principali banche russe. Dall’inizio del conflitto si stima che il suo patrimonio sia aumentato di circa 10 miliardi