Elezioni in Ungheria e Serbia, vincono le destre con Orban e Vucic. FOTO
Le riconferme dei due leader erano attese e hanno rispettato le previsioni dei sondaggi. "Abbiamo vinto alla grande e contro tutti, anche contro Zelensky", ha esultato il premier ungherese. Il filorusso Vucic ha rivendicato una larga vittoria al primo turno delle presidenziali in Serbia, unitamente al successo del suo partito nelle parlamentari anticipate
Le elezioni in Ungheria e in Serbia hanno visto le riconferme di Viktor Orban e Aleksandar Vucic. Due vittorie di coalizioni di destra, entrambe attese e che hanno rispettato le previsioni dei sondaggi. Ecco cosa è successo
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In Ungheria Viktor Orban è stato riconfermato alle elezioni per il quarto mandato. Il premier uscente si era proposto come "uomo della pace", spingendo sulla paura del conflitto in Ucraina. Ha poi esultato: "Abbiamo vinto contro tutti”. Orban ha poi ha parlato dei suoi "avversari", includendo nell'elenco anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, poi i "burocrati a Bruxelles", "l'impero Soros" e i "media internazionali”
Ungheria, riconfermato Orban. “Ho vinto contro tutti. Zelensky tra miei avversari”
"Ho ottenuto un mandato per governare ancora", ha dichiarato il primo ministro. I risultati vedono la coalizione composta dal partito di governo Fidesz e dai cristiano-democratici di Kdnp al 53% delle preferenze (2,8 milioni voti)
Elezioni, in Ungheria Orban conquista 4° mandato. In Serbia confermato il filo-russo Vucic
I sei partiti di opposizione messi insieme in una lista unificata si attestano al 35% (1,8 milioni voti). L'opposizione dell’ultra-cattolico europeista Peter Marki-Zay (nella foto) ha ammesso la sconfitta: “In un sistema ingiusto e disonesto come questo non potevamo fare di più”, ha detto
Anche l'estrema destra ha avuto un buon risultato, con circa il 6,2%. Con questo scenario, Orban e i suoi alleati avranno 135 seggi, su un totale di 199 (nella foto il premier alle urne). L’opposizione si ferma a 56 seggi mentre l'estrema destra ne ottiene 7. L’affluenza alle urne si è attestata al 69,54%. Il referendum anti-Lgbt, per tutte le quattro domande, è risultato non valido, in quanto i voti espressi sono stati il 44% (la legge richiede oltre 50%)
In Serbia trionfo annunciato per Aleksandar Vucic. Si è votato in contemporanea per le parlamentari anticipate, le presidenziali e le amministrative in 14 Comuni, compresa la capitale Belgrado
I dati ufficiali diffusi dalla commissione elettorale, con il 90% delle schede scrutinate, indicano il successo di Vucic, intorno al 60% per le presidenziali, e al 44% per il suo Partito progressista serbo (Sns, conservatore) nelle legislative
Vucic per la seconda volta vince le presidenziali già al primo turno, mentre l'Sns continuerà a essere la forza di maggioranza di governo per la prossima legislatura. La consultazione è stata caratterizzata da una forte ripresa dell'affluenza, che si è attestata vicina al 60%, dieci punti circa in più rispetto alle ultime legislative del giugno 2020
Il suo principale avversario Zdravko Ponos (in foto), candidato dell'opposizione unita, ha ottenuto il 17%, a Milos Jovanovic del movimento Nada (Speranza per la Serbia) è andato il 5,8%. Alle parlamentari, all'opposizione unita è andato il 13%, al Partito socialista (Sps) di Ivica Dacic l’11,6%
Vucic ha detto che la Serbia intende mantenere buoni rapporti in molti settori con la Federazione russa, ma che proseguirà nella sua politica di neutralità militare. "Il prossimo governo sarà molto forte e stabile" ha assicurato. Il trionfo elettorale garantirà al suo partito 126 seggi sul totale di 250