Ucraina, Macron e Scholz sentono Putin: “Non ha intenzione di fermare la guerra”

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I tre leader hanno avuto un colloquio telefonico di 75 minuti. Parigi e Berlino continuano a chiedere il cessate il fuoco, ma secondo l'Eliseo Putin "non ha dato alcun segnale della volontà di sospendere la guerra". Mosca ribatte: "Da Ucraina violazioni dei diritti umanitari, con civili usati come scudi armati, esecuzioni di dissidenti e presa di ostaggi". Il Cremlino assicura che i colloqui proseguiranno. L'appello di Zelensky: "Aiutateci a liberare il sindaco di Melitopol"

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Continuano gli appelli dei leader europei e gli sforzi diplomatici per mettere fine alla guerra tra Russia e Ucraina. Gli ultimi arrivano dal cancelliere tedesco Olaf Scholz e dal presidente francese Emmanuel Macron che - riferisce il portavoce di Scholz, Steffen Hebestreit - in una telefonata hanno chiesto ancora una volta a Vladimir Putin di interrompere l’invasione. Il presidente russo però "non ha dato alcun segnale della volontà di sospendere la guerra", hanno riferito fonti dell'Eliseo. "Noi - ha continuato l'Eliseo - ne traiamo una conseguenza: Putin deve prendere atto di sanzioni ancora più pesanti". Durante il colloquio a tre con Berlino e Parigi, il numero uno del Cremlino avrebbe invece accusato le forze di Kiev di “flagranti violazioni” del diritto internazionale umanitario, tra “presa di ostaggi ed esecuzioni extragiudiziali”. Il capo del Cremlino, riporta la Tass, ha poi chiesto a Scholz e Macron di “esercitare la loro influenza” sulle autorità ucraine perché pongano fine a tali violazioni (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE DI SKY TG24 - LA MAPPA DEI PROFUGHI).

Putin: “Da Kiev esecuzioni di dissidenti e uso civili come scudi umani”

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Il Cremlino afferma che Putin - "in relazione alle questioni sollevate dai suoi interlocutori sulla situazione umanitaria nelle area dell'operazione militare speciale per proteggere il Donbass” – ha informato Scholz e Macron “sulla reale situazione”. L’accusa a Kiev, oltre a macchiarsi di esecuzioni di dissidenti e presa di ostaggi, è di usare “civili come scudi umani” e di avere “armi pesanti collocate in aree residenziali, vicino a ospedali, scuole, asili e così via". 

Scholz e Macron: “Chiediamo soluzione diplomatica”

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La telefonata è durata in tutto 75 minuti. Oltre alla richiesta di una tregua immediata, il capo dell’Eliseo e Scholz hanno chiesto a Putin “l’inizio di una soluzione diplomatica del conflitto”, mentre “su altri contenuti – si legge in un comunicato rilasciato al termine del colloquio – è stato concordato il silenzio”. Il Cremlino ha fatto sapere che tutti e tre i leader hanno deciso di “continuare a mantenere i contatti sul problema dell’Ucraina”. Macron ha anche chiesto all'omologo russo di "togliere l'assedio" a Mariupol, dove la situazione è "umanamente insostenibile", riferisce l'Eliseo, definendo inoltre come "menzogne" le accuse del leader del Cremlino a Kiev di violazioni del diritto internazionale umanitario. Scholz e Macron, insieme agli altri 25 leader dei Paesi Ue, si sono confrontati su come rispondere al conflitto russo-ucraino durante un summit che si è tenuto a Versailles nei giorni scorsi. Al termine dell'incontro, i capi di Stato e di governo europei hanno messo a punto una dichiarazione congiunta in cui, tra le altre cose, si chiede a Mosca di fermare le operazioni militari, garantire gli accessi umanitari in Ucraina e rispettare i corridoi umanitari. Il riferimento è all'accusa mossa da Kiev ai suoi avversari: la Russia starebbe portando avanti attacchi alle città del Paese anche nei momenti di cessate il fuoco, stabiliti per favorire l'evacuazione dei civili.

Eliseo: Putin non ha usato oggi il termine 'denazificazione' 

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Putin è apparso sempre "molto determinato a raggiungere i suoi obiettivi", secondo quanto riferiscono fonti dell'Eliseo dopo il colloquio telefonico. "La differenza con l'ultimo colloquio di due giorni fa - fanno notare le fonti della presidenza francese - è che non ha usato il termine 'denazificazione' elencando gli obiettivi russi in Ucraina. Il termine si è fatto più raro negli ultimi contatti".

Il rapimento del sindaco di Melitopol

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I leader di Francia e Germania hanno parlato anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Al centro del colloquio il rapimento da parte dei russi, riferito dalle autorità di Kiev, del sindaco della città di Melitopol Ivan Fedorov. Il primo cittadino sarebbe stato rapito da un gruppo di una decina di persone che lo hanno "portato via con un sacchetto di plastica in testa". Lo ha riferito venerdì 11 marzo una fonte del Ministero degli affari interni ucraini su Telegram. Fedorov - secondo quanto riporta l'agenzia ucraina Unian - si era rifiutato di collaborare con i russi, mantenendo la bandiera ucraina sul municipio della città occupata. Le forze russe avrebbero poi fermato e portato "in un posto ignoto", si legge sull'Ukrainska Pravda, Olga Gaisumova, organizzatrice di una manifestazione di protesta per chiedere la liberazione di Fedorov. La stessa testata riporta come Zelensky stia chiamando i leader mondiali per chiedere che il sindaco di Melitopol venga rilasciato.

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