Pedro Sánchez, cadute e risalite del premier spagnolo

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di Monica Napoli

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Ex giocatore di basket, laureato in Economia, primo capo di governo iberico a giurare nelle mani del re Felipe VI senza alcun simbolo religioso: ecco chi è il leader del Psoe

Classe '72, è il primo premier spagnolo a giurare nelle mani del re Felipe VI senza alcun simbolo religioso. Ex giocatore di basket, laureato in Economia, il suo primo incarico importante è stato nel consiglio municipale della capitale Madrid tra il 2004 e il 2009, anno in cui viene eletto deputato. 

Vita privata 

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Nato il 29 febbraio, nel quartiere Tetuan di Madrid, da Magdalena Pérez-Castejón e Pedro Sánchez, ha un fratello più piccolo di due anni che dal 2017 si fa chiamare David Azagra. Dal 2006 è sposato con Maria Begoña Gómez, originaria di Bilbao, esperta di marketing. La proposta di matrimonio è arrivata una sera, mentre erano a cena con la loro prima figlia, nata un anno prima. La coppia ha oggi due figlie: Ainhoa e Carlota. Si sono conosciuti ad una festa di amici comuni, un "flechazo" (un colpo di fulmine) tra i due, hanno poi raccontato.

Studi e carriera politica 

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Professore di Struttura economica e Storia del pensiero economico presso la facoltà di Giurisprudenza e Commercio dell'Università Camilo José Cela di Madrid, ha frequentato il liceo presso l'istituto Ramiro Maeztu della capitale, lo stesso della regina Letizia. Laureato in Scienze economiche e aziendali all'Università di Madrid, arriva a Bruxelles per frequentare il master in Politica economica dell'Unione europea e in Leadership all'IESE. A 26 anni diventa consulente al Parlamento europeo con il socialista Dührkop, poi capo di gabinetto dell'Alto rappresentante delle Nazioni Unite in Bosnia, Carlos Westendorp, durante la guerra del Kosovo.

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Iscritto al Psoe dal 1993, è leader del partito dal 2014. Guida i socialisti in un momento non facile, dopo la stagione d'oro di Zapatero finita nel 2011. Nel 2016 sembrava che la sua carriera politica fosse finita: minoranza all'interno del Psoe, si dimette dalla carica di deputato in rotta con i vertici del partito. Sette mesi dopo, il 24 maggio 2017, vince la segreteria con il 50% dei voti grazie ad una linea più vicina ai militanti del partito che ai vertici, la stessa che lo aveva spinto alle dimissioni da deputato, contrario alla decisione dell'opposizione di astenersi dal voto sull'investitura del popolare Mariano Rajoy a capo di un governo di minoranza, in nome della governabilità del Paese.

Sánchez premier e leader del Psoe 

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È presidente del governo spagnolo dal 2018, grazie alla mozione di sfiducia nei confronti dell'allora premier Rajoy, in seguito alla sentenza sul caso Gürtel, la "tangentopoli" spagnola che ha coinvolto uomini d'affari vicini all'imprenditore Francisco Correa e molti esponenti del Partito Popolare. Corruzione, riciclaggio ed evasione fiscale i reati contestati nell'inchiesta che ha rilevato un'ampia rete di attività criminali legate per lo più a finanziamenti illegali del PP, soprattutto nelle comunità autonome di Madrid e Valencia. Un'inchiesta durata dieci anni, conclusa il 24 maggio 2018 con una serie di condanne: 351 anni di carcere per 29 dei 37 imputati per avere partecipato a quella che è stata definita una "efficace struttura di corruzione istituzionale".

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Una vicenda che ha travolto in pieno l'allora premier, e così il 7 giugno del 2018 arriva il giuramento dell'esecutivo Sánchez. Negli anni poi le urne lo premieranno, ma mai abbastanza. La Spagna attraverserà anni di instabilità e incertezza politica, ma sarà sempre lui a guidarla attraverso prove difficili: dalla pandemia alla crisi economica, dalla questione dell'indipendenza catalana alla fuga del re emerito Juan Carlos. Il suo governo ha appena approvato un disegno di legge di bilancio definito il più ambizioso della storia spagnola: 196 miliardi di cui 27 provenienti dai fondi europei. Tra le proposte: sussidi per i giovani e aumenti di stipendi nella pubblica amministrazione, misure per l'economia e la disoccupazione. Una ricetta "di sinistra".

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