Marcinelle, 65 anni fa l'incidente in miniera: 262 morti, di cui 136 emigranti italiani
A Bois du Cazier, luogo della tragedia e oggi patrimonio Unesco, si tiene la cerimonia di ricordo delle vittime che sarà nuovamente in presenza dopo l'interruzione forzata dell'anno scorso dovuta al Covid. A rappresentare l'Italia, tra gli altri, il sottosegretario Della Vedova. Mattarella: "Emblema di tutte le morti sul lavoro"
Sessantacinque anni dopo la tragedia in cui persero la vita 262 minatori di cui 136 italiani, il sito Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio, ospita oggi la cerimonia di commemorazione nuovamente in presenza dopo l'interruzione forzata dell'anno scorso dovuta al Covid
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L'incidente è il terzo per numero di vittime tra gli immigrati italiani all'estero dopo i disastri di Monongah e di Dawson, entrambi negli Usa, avvenuti rispettivamente nel 1907 e nel 1913
Cina, i lavoratori che rimasero bloccati in una miniera allagata
Erano le 8.10 dell'8 agosto 1956 quando a Marcinelle scoppiò l'inferno. A quasi un chilometro sotto terra, dove si estraeva carbone a ciclo continuo, in quel momento c'erano 275 minatori. La miniera del Bois du Cazier, di proprietà statale, prese fuoco e solo 13 si salvarono
Un carrello, di quelli che i minatori usavano per trasportare il carbone, fu la causa della strage. Complice un malinteso tra chi era nel sottosuolo e i manovratori in superficie, uno dei carrelli si bloccò nel montacarichi del pozzo del Bois du Cazier, privo di sistemi di prevenzione, provocando la rottura di un condotto di olio sotto pressione e di alcuni cavi elettrici che fece scattare un'esplosione e l'incendio che si propagò rapidamente a tutta la miniera
Nessuna possibilità di scampo per gli uomini al lavoro: intrappolati dal fuoco e soffocati dall'ossido di carbonio, morirono tra i 975 ed i 1.035 metri di profondità
La miniera era priva di uscite di sicurezza ed i soccorsi non furono all'altezza. Solo 15 giorni dopo, il 23 agosto, una squadra riuscì ad entrare nel pozzo. Chi ne uscì spezzò le illusioni, dicendo che tutti i minatori restati nel sottosuolo erano morti
I minatori in Belgio erano chiamati 'musi neri' a causa della polvere di carbone che ricopriva i loro volti. Erano poverissimi e vivevano in baracche che pochi anni prima avevano ospitato i prigionieri sovietici dei lager tedeschi e poi, dopo la sconfitta, gli stessi prigionieri tedeschi
Dall'Italia arrivarono in Belgio nel dopoguerra 140.000 lavoratori, grazie anche ad un accordo "uomo-carbone" tra i governi: l'Italia inviava mille minatori a settimana in cambio di 200 chili di carbone al giorno per emigrato
A Marcinelle, oggi tra i siti storici del patrimonio Unesco, le vecchie strutture della miniera, fatte di mattoncini rossi, sono state restaurate, a futura memoria. L'ultimo dei 13 superstiti che erano stati riportati fuori vivi dalla miniera è morto nel 2007
Alla cerimonia, a 65 anni dalla strage, l'Italia è presente con il sottosegretario Benedetto Della Vedova, l'Ambasciatore d'Italia in Belgio Francesco Genuardi, il Direttore Generale per gli Italiani all'Estero e le Politiche Migratorie, Luigi Maria Vignali, e il senatore Raffaele Fantetti della Commissione Esteri. Partecipano anche anche politici belgi, tra cui il vice premier del Governo federale, Pierre-Yves Dermagne, e numerosi esponenti della collettività italiana e locale e delle associazioni dei minatori
Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato la tragedia di Marcinelle, scrivendo in un messaggio: “Desidero rendere omaggio al sacrificio di 262 minatori, tra cui 136 italiani, che sessantacinque anni or sono persero la vita nella tragedia di Marcinelle. Da tragici eventi come quelli che si verificarono al Bois du Cazier, l'Europa ha appreso l'importante lezione di dover porre diritti e tutele al centro del processo di integrazione continentale”
Il capo dello Stato ha poi aggiunto: “Il mio pensiero più rispettoso e la vicinanza della Repubblica vanno oggi innanzitutto ai familiari di quanti hanno perso la vita sul luogo di lavoro, emblematicamente rappresentati dai parenti delle vittime di Marcinelle. Possa questo messaggio raggiungere altresì tutti i nostri connazionali che si trovano all'estero per ragioni professionali, con sentimenti di viva riconoscenza per il loro contributo e il loro impegno"