Vertice Usa-Russia. Biden: "Nessuno vuole guerra fredda". Putin: "Lui diverso da Trump"

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I due presidenti dopo l'incontro a Ginevra, in Svizzera, hanno annunciato di aver trovato un accordo sul ritorno degli ambasciatori nei rispettivi Paesi. l'inizio di consultazioni su cybersecurity e nucleare. Botta e risposta su Navalny e i diritti umani

Un accordo per il ritorno degli ambasciatori, l'inizio di consultazioni tra le due parti sulla cybersecurity e sul futuro trattato NEW START sul nucleare perché "'un'altra guerra fredda - dice il presidente americano Joe Biden - non sarebbe nell'interesse di nessuno". Sono alcuni dei punti discussi con il presidente russso Vladimir Putin durante il summit a Villa La Grange, a Ginevra (LE FOTO) durante il vertice Usa-Russia. I due Paesi intraprenderanno nel prossimo futuro un dialogo bilaterale integrato sulla stabilità strategica che sarà robusto, hanno sostenuto Biden e Putin in una dichiarazione congiunta al termine del summit. "Riaffermiamo il principio secondo cui una guerra nucleare non può essere vinta e non deve essere mai combattuta", è ancora il contenuto della dichiarazione congiunta.

Biden: "Rapporti devono essere stabili"

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Biden-Putin, vertice a Villa la Grange a Ginevra. FOTO

“Putin ed io abbiamo condiviso responsabilità uniche per gestire i rapporti fra due colossi, rapporti che devono essere stabili e prevedibili. La mia agenda non è essere contro la Russia, è per le persone americane”, ha detto Biden nella conferenza stampa dopo l'incontro. "Ho dato a Putin una lista di 16 infrastrutture critiche" che devono essere off limit da ogni forma di attacco, ha aggiunto Biden. Putin, ha continuato il presidente statunitense, "sa che agiremo" se ci saranno cyberattacchi o interferenze sulle elezioni.

Putin: "Biden costruttivo, molto diverso da Trump"

In precedenza, Putin ha definito i colloqui "molto costruttivi", aggiungendo di non ritenere che ci sia stata "ostilità" tra i due leader. Riguardo al suo interlocutore, Putin ha detto che Biden "è molto diverso dal presidente Trump". E lo ha definito uno "statista esperto".

La stretta di mano prima del colloquio

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Il faccia a faccia tra Putin e Biden, reduce dal G7 in Cornovaglia dello scorso weekend è durato 93 minuti, quello con le delegazioni allargate 65, dopo una pausa di 45 minuti. Le parti avevano previsto una durata di 4-5 ore. I due leader, al loro arrivo, si sono stretti la mano. "Non è durato così tanto perché abbiamo avuto una conversazione diretta di due ore in cui abbiamo snocciolato tutti i dettagli", ha detto Biden. Anche il leader russo ha spiegato che i due hanno parlato dettagliatamente per due ore: una cosa, ha sottolineato, che non sarebbe possibile fare con la maggior parte dei politici.

Il botta e risposta su Navalny

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"Questa persona sapeva di violare una legge russa". Ed ha "compiuto diverse volte lo stesso reato", ha detto Putin rispondendo ad una domanda su Alexei Navalny, l'oppositore del Cremlino in carcere. Nello scorso aprile Mosca aveva espulso 10 diplomatici Usa dopo che Biden aveva definito Putin “un killer” – in riferimento al caso Navalny - e Washington aveva imposto sanzioni a causa delle presunte interferenze russe durante le elezioni presidenziali 2020 e per l’attacco informatico, attribuito alla Russia, che alla fine dello scorso anno aveva colpito diverse agenzie governative statunitensi. "Noi continueremo a sollevare questioni per casi come Alexei Navalny e tutte le questioni legate ai diritti umani. L'ho detto a Putin", ha poi precisato Biden in conferenza stampa, sottolineando che "noi non tollereremo violazioni dei diritti democratici e risponderemo". "Sarebbe devastante se Navalny dovesse morire, ho detto chiaramente che è una grande posta in gioco", ha aggiunto Biden.

I punti di disaccordo su diritti umani e dissidenti

Non sono mancati altri punti di disaccordo fra i due leader. "Guantanamo è ancora aperto, e non corrisponde agli standard internazionali dei diritti umani o alle leggi degli Stati Uniti. Di che diritti umani stiamo parlando? In Europa c'erano prigioni dove si torturava. In Russia stiamo sviluppando il nostro percorso", ha detto ancora Putin in conferenza stampa. "Abbiamo parlato del tema dei cittadini Usa detenuti in Russia e su questo punto potremo trovare un compromesso", ha aggiunto il presidente russo. "E' un paragone ridicolo" quello fatto da Putin fra la repressione dei dissidenti russi e l'attacco al Congresso del 6 gennaio, ha detto invece il leader statunitense.

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