La Russia a 10 diplomatici americani: “Lasciate il Paese”

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Il Cremlino si è detto favorevole a un incontro fra il presidente Vladimir Putin e il suo omologo americano Biden, vista l'esigenza di allentare la tensione fra i due Paesi

La Russia chiederà a dieci diplomatici americani che lavorano in Russia di lasciare il

Paese: lo fa sapere l'agenzia Ria Novosti citando il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov. Non solo. Mosca suggerisce all'ambasciatore americano , John Sullivan, di recarsi a Washington per consultazioni. La decisione arriva dopo che il portavoce del Cremlino Dmitrij Sergeevič Peskov aveva definito "inaccettabile la facilità" con cui gli Stati Uniti fanno scattare le sanzioni. 

Lo sdegno di Mosca

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"La fissazione di Washington di imporre sanzioni rimane dunque intollerabile per la Russia", ha detto il portavoce del Cremlino Dmitrij Sergeevič Peskov ai giornalisti. "Chiaramente Biden e Putin differiscono nella loro comprensione di come costruire relazioni reciprocamente vantaggiose tenendo conto degli interessi dell'altro. Suppongo che non ci sia una convergenza di vedute su questo punto. E, naturalmente, l'ossessione delle sanzioni da parte delle nostre controparti americane rimane inaccettabile", ha risposto quando gli è stato chiesto di commentare le parole del presidente americano Joe Biden, in cui ha espresso la sua disponibilità per la de-escalation delle relazioni con la Russia. Il Cremlino si è poi detto favorevole a un incontro faccia a faccia fra il presidente Vladimir Putin e il suo omologo americano Joe Biden, vista l'esigenza di allentare la tensione fra i due Paesi.

Le sanzioni

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Le sanzioni nei confronti della Russia sono state imposte dagli Stati Uniti a causa delle interferenze durante le elezioni presidenziali statunitensi del 2020 e per il grande attacco informatico che, alla fine del 2020, aveva colpito diverse agenzie governative statunitensi. Le sanzioni riguardano 32 entità e individui russi, e inoltre vietano agli istituti finanziari statunitensi di acquistare obbligazioni “in rubli e non” emesse dopo il 14 giugno 2021 dalla banca centrale russa, dal fondo sovrano e dal ministero delle Finanze russo. 

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