Russia, vietato a Sassoli l’ingresso nel Paese. La replica: “Le minacce non ci zittiranno”

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Mosca ha sanzionato il presidente del Parlamento Ue e altri 7 responsabili europei, in risposta alle misure prese da Bruxelles a marzo contro sei cittadini russi dopo l’arresto di Navalny e per alcune violazioni dei diritti. Sassoli: “Nessuna sanzione o intimidazione ci impedirà di difendere i diritti umani”. Dure le reazioni italiane ed europee. Bruxelles "si riserva il diritto di adottare misure appropriate in risposta alla decisione delle autorità russe"

La Russia ha vietato l’ingresso nel Paese al presidente del Parlamento Ue David Sassoli e ad altri 7 responsabili europei. Una decisione presa "in risposta alle misure limitative introdotte il 2 e il 22 marzo di quest'anno nei confronti di sei cittadini russi", ovvero alle sanzioni varate dall'Ue per il caso dell'oppositore in carcere Alexei Navalny e per altre gravi violazioni dei diritti umani. "A quanto pare, non sono il benvenuto al Cremlino? Lo sospettavo da un po' - ha scritto Sassoli su Twitter - Nessuna sanzione o intimidazione impedirà al Parlamento Ue o a me di difendere i diritti umani, la libertà e la democrazia. Le minacce non ci zittiranno. Come ha scritto Tolstoj, non c'è grandezza dove non c'è verità". Poi la replica ufficiale dei presidenti delle istituzioni Ue: "Condanniamo con la massima fermezza la decisione odierna delle autorità russe di vietare l'ingresso nel territorio russo a otto cittadini dell'Ue. Questa azione è inaccettabile, priva di qualsiasi giustificazione giuridica e di fondamento. Si rivolge direttamente all'Ue, non solo alle persone interessate", hanno scritto in una nota congiunta Charles Michel, Ursula von der Leyen e David Sassoli, sottolineando che "l'Ue si riserva il diritto di adottare misure appropriate in risposta alla decisione delle autorità russe. Questa decisione è l'ultima e sorprendente dimostrazione di come la Federazione russa abbia scelto di scontrarsi con l'Ue invece di accettare di correggere la traiettoria negativa delle nostre relazioni bilaterali".

Chi sono gli altri funzionari 

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Gli altri sette funzionari europei sanzionati dalla Russia, stando a Ria Novosti, sono: Vera Jourova, vice presidente per i valori e la trasparenza della Commissione Europea; il presidente del Consiglio nazionale della Lettonia per i media elettronici, Ivars Abolins; il direttore del Centro linguistico statale lettone Maris Baltins; il membro della delegazione francese all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa Jacques Maire; il capo della procura di Berlino, Jorg Raupach; il capo del laboratorio per la sicurezza chimico-biologica e nucleare dell'istituto di ricerca svedese della Difesa Asa Scott e il capo del dipartimento di lingue dell'Estonia Ilmar Tomusk.

Mosca: “Ue vuole frenare lo sviluppo del nostro Paese”

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Secondo Mosca, "l'Ue prosegue nella sua politica di misure restrittive unilaterali illegittime contro i cittadini russi e le organizzazioni russe. Tali azioni dell'Unione europea - si legge in un comunicato del ministero degli Esteri russo - non lasciano dubbi sul fatto che il loro vero obiettivo sia quello di frenare lo sviluppo del nostro Paese ad ogni costo (...) per lanciare una sfida aperta all'indipendenza della politica estera e interna della Russia".

Le reazioni

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Immediata la reazione bipartisan in Italia e in Europa. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha sentito Sassoli per esprimergli "piena solidarietà" non appena appresa la notizia delle sanzioni. Messaggi sono arrivati anche dal commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, che ha definito le sanzioni russe "tanto ingiustificate quanto inutili". "La mia piena solidarietà al presidente del Parlamento europeo David Sassoli, colpito dalle sanzioni decise dal governo russo. Un gesto di ostilità incomprensibile, non compatibile con i valori della democrazia europea e con i principi del diritto internazionale", ha scritto su Twitter il presidente della Camera Roberto Fico, mentre il segretario del Pd, Enrico Letta, ha parlato di "un atto di ostilità senza precedenti" e ha assicurato che "il Pd tutto reagisce con durezza, a difesa della democrazia europea" e continua a "chiedere con ancora più forza la liberazione di Navalny". E sulla vicenda, fra gli altri, è intervenuta anche la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, parlando di un "gesto intimidatorio senza precedenti'. "Solidarietà al presidente del Parlamento europeo David Sassoli e a tutti gli altri rappresentanti Ue inseriti nella blacklist dal ministro degli esteri della Russia. Le sanzioni ingiustificate e le intimidazioni non sono la risposta per normalizzare i rapporti e aiutare il dialogo", ha detto in una nota la delegazione della Lega al Parlamento Europeo, mentre la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha affermato che “nessuna differenza di vedute può giustificare sanzioni personali di questa portata e di questa gravità”.

Le sanzioni di marzo

Bruxelles il 2 marzo ha imposto il divieto di viaggi e il congelamento dei beni in territorio Ue a quattro pesi massimi del sistema statale russo per l'incarcerazione dell’oppositore Navalny e per la repressione a colpi di manganello e con migliaia di arresti delle manifestazioni pacifiche per chiedere la sua liberazione. Il 22 marzo l'Ue ha poi sanzionato alcune persone ritenute responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, e fra loro due russi accusati di perseguitare le persone omosessuali in Cecenia.

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