Navalny, Ue e Usa chiedono la sua liberazione. Lavrov: “Lì polizia più dura che in Russia”

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Il ministro russo ha definito la possibilità di sanzioni dell’Unione europea contro Mosca "una questione interna dell'Ue" e ha affermato che Bruxelles "sempre più spesso ricorre a restrizioni unilaterali che non hanno una base legittima”. In Germania convocato l’ambasciatore russo dopo l’espulsione di tre diplomatici europei

Nella giornata in cui l’oppositore russo Alexey Navalny inizia il suo secondo processo in meno di due settimane, questa volta per diffamazione, la Russia è al centro di un caso diplomatico internazionale che riguarda proprio l’avvocato moscovita. La Germania ha convocato per chiarimenti l’ambasciatore russo a Berlino, dopo che Mosca ha espulso tre diplomatici europei che sabato avevano partecipato alle manifestazioni pro Navalny, mentre in mattinata si è svolto un incontro tra l’Alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell e il ministro russo Serghei Lavrov che si è chiuso con un nulla di fatto e diverse dichiarazioni di scontro.

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"Abbiamo espresso profonda preoccupazione per la situazione di Alexey Navalny, abbiamo chiesto che sia liberato e che sia avviata un'inchiesta su cosa è successo. Noi rispettiamo al massimo la sovranità della Russia, ma i diritti umani e lo stato di diritto sono centrali per il futuro comune”, ha detto l'Alto rappresentante per la Politica estera Ue Josep Borrell in conferenza stampa a Mosca con il ministro degli Esteri russo. Lavrov ha ribattuto che la Russia "costruisce la sua vita basandosi sul fatto che l'Ue è un partner inaffidabile, perlomeno in questa fase", definendo poi la possibilità di sanzioni Ue contro Mosca per il caso Navalny "una questione interna dell'Ue" e ha affermato che Bruxelles "sempre più spesso ricorre a restrizioni unilaterali che non hanno una base legittima".

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Lavrov ha sottolineato che la Russia ha inoltrato a Bruxelles, prima della visita di Borrell a Mosca, dei filmati sulla brutalità della polizia, girati in Europa e negli Stati Uniti. In particolare, Lavrov ha sottolineato un filmato che mostra un Suv della polizia che si muove sopra i manifestanti stesi a terra, così come altri casi simili. "Non abbiamo avuto nulla di neanche lontanamente simile qui. I poliziotti russi sono stati ripetutamente attaccati durante le recenti manifestazioni ma non hanno usato misure speciali contro di loro, compresi i gas lacrimogeni. Sono stati i manifestanti che hanno usato gas lacrimogeni contro la polizia", ha osservato il ministro. "Ho parlato con il segretario di Stato americano Antony Blinken ieri, ha menzionato la situazione riguardante Navalny e i manifestanti. Gli ho chiesto informazioni sulle condizioni di detenzione delle persone arrestate durante gli eventi del Campidoglio. Secondo alcuni rapporti, ce ne sono circa 400. Diverse decine sono accusati di aver attaccato la polizia. Secondo la legge statunitense questo comporta una pena da uno a venti anni di prigione", ha concluso.

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Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, sempre in giornata ha dichiarato che le richieste del presidente americano Joe Biden di liberare l'oppositore Alexey Navalny "subito e senza condizioni" rappresentano "una retorica molto aggressiva e non costruttiva". Peskov ha riconosciuto che tra Russia e Usa c'è "una quantità enorme di differenze e di approcci diversi alle questioni chiave", ma ha anche affermato che Mosca desidera continuare a cooperare con Washington durante la presidenza Biden. "Ci aspettiamo di vedere la volontà politica degli americani di continuare la cooperazione laddove questo serva i nostri interessi", ha detto ancora Peskov, aggiungendo che "i messaggi che suonano come ultimatum per noi sono inammissibili”.

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"Condanno con la più grande fermezza dall'inizio alla fine quanto accaduto" nel quadro del caso Navalny, "dall'avvelenamento, fino alle condizioni terribili dell'incarcerazione e l'espulsione dei diplomatici" europei. Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron in conferenza stampa congiunta con la cancelliera tedesca Angela Merkel. La cancelliera si è detta d'accordo con quanto dichiarato da Macron. Quanto accaduto "è molto distante dai principi dello Stato di diritto", ha detto evocando "profondi disaccordi" tra Russia e Ue. Proprio la Germania ha convocato l’ambasciatore russo dopo l'epulsione di tre diplomatici europei a causa della loro partecipazione alle manifestazioni pro Navalny. Berlino era parsa inizialmente tiepida nelle reazioni di protesta contro Mosca ed era stata accusata di non voler compromettere la conclusione del gasdotto Nordstream, che unirebbe proprio Russia e Germania.

Lavrov accusa l'Italia, ma nessun riferimento sul sito del ministero
 

Lavrov nella lista di quelle che, secondo lui, sono esempi di mancato rispetto di diritti umani in Ue, ha citato in particolare le violenze sui manifestanti in Catalogna e disordini che sarebbero stati sedati con gli idranti in Italia. Ma il virgolettato riportato sul sito web in realtà parla dei Paesi Bassi: "Se siamo così preoccupati per i diritti umani e come vengono trattati dei manifestanti, allora è necessario guardare le foto che abbiamo trasmesso ai nostri colleghi svedesi e, alla vigilia della visita odierna, sono state inviate anche a Bruxelles. Controllatele. Nei Paesi Bassi una giovane donna e' stata 'inchiodata' al muro da un idrante". Intanto tramite la Farnesina l'Italia ha espresso "seria preoccupazione per l'espulsione di diplomatici europei a Mosca e solidarietà con i Paesi Europei colpiti da questo grave provvedimento. Sulle asserite violenze in Italia contro manifestanti e giornalisti, attendiamo una smentita".

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