Coronavirus, dal primo caso ai contagi in tutto il mondo: le tappe della pandemia. VIDEO

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Il virus è comparso per la prima volta a Wuhan, in Cina, a dicembre del 2019. Poi il contagio si è diffuso fuori dai confini cinesi, arrivando anche in Europa e in Italia. Il 30 gennaio l'Oms ha dichiarato l'emergenza globale e l'11 marzo la pandemia

Sono passati quattro mesi da quando, a dicembre del 2019, il coronavirus cinese ha fatto la sua prima comparsa a Wuhan, metropoli da 11 milioni di abitanti, capoluogo della provincia di Hubei, dando il via a quella che poi è diventata una pandemia in grado di varcare i confini di oltre 170 Paesi. Dai primi casi in Cina, fino ai lockdown in Europa, ecco le tappe (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - I NUMERI DELL'ITALIA - LA DIFFUSIONE GLOBALE DEL VIRUS).

I primi casi in Cina

A fine dicembre, le autorità cinesi informano l’Oms che nella metropoli di Wuhan si è verificata una serie di casi di simil polmonite causate da un virus sconosciuto. Pochi giorni dopo, il 7 gennaio, arriva l'identificazione del virus: è un coronavirus, della stessa famiglia della Sars e prende il nome di 2019-nCov (LO SPECIALE DI SKY TG24 SUL CORONAVIRUS). L’11 gennaio arriva la notizia della prima vittima: è un uomo di 61 anni. Passano nove giorni e il presidente cinese Xi Jinping fa la sua prima dichiarazione ufficiale sulla crisi sanitaria: chiede uno “sforzo totale” per fermare la diffusione della malattia. Tre giorni dopo, Wuhan viene messa in lockdown ed è completamente isolata dal mondo. Tornerà lentamente alla normalità solo a fine marzo (FOTO - LE TAPPE DEL CONTAGIO IN UN'ANIMAZIONE).

Il coronavirus si diffonde nel mondo

Nel frattempo, il virus si è diffuso anche oltre i confini cinesi. Il 21 gennaio viene accertato il primo caso negli Usa. Ma si registrano contagi anche in Thailandia, Corea del Sud e Giappone. L’Oms, il 30 gennaio, dichiara l'“emergenza sanitaria globale”, ma senza indicare restrizioni sui viaggi. Intanto, il contagio arriva in Europa, dove i primi casi si registrano in Francia. Anche in Italia vengono identificati due contagi: si tratta di una coppia di turisti cinesi che viene ricoverata allo Spallanzani e che successivamente, dopo settimane di ricovero, guarirà.

La crisi italiana

Il 31 gennaio il consiglio dei Ministri dichiara lo stato d’emergenza di 6 mesi in Italia. A partire dal 21 febbraio, nel nostro Paese, si iniziano a registrare molti casi che, nel giro di pochi giorni, diventano migliaia. I focolai principali sono nel Lodigiano e in Veneto. I Comuni focolai del contagio vengono isolati e il 4 marzo il governo chiude scuole e università, ma limita anche altre attività e impone di mantenere una distanza di sicurezza fra le persone. Fra il 7 e l’8 marzo, con un nuovo Dpcm, vengono limitate le possibilità di movimento nelle zone più colpite, in Lombardia e 14 province. Il 9 marzo, tutta l’Italia diventa zona rossa (CHIUSE TUTTE LE AZIENDE STRATEGICHE). Le misure restrittive, nel Paese, vengono poi prorogate almeno fino al 13 aprile (IL REPORTAGE DI SKY NEWS SULL'ITALIA). I morti sono oltre 16mila e i contagiati oltre 132mila.

Europa in lockdown

L’11 marzo, intanto, l’Oms dichiara che quella del coronavirus è una pandemia. Dopo l’Italia, anche molti altri Paesi europei registrano un incremento continuo di casi di coronavirus. Il 17 marzo, alle 12, l’Ue chiude le sue frontiere esterne. Tra i più colpiti ci sono Spagna e Germania. Ma migliaia di casi si registrano anche in Francia e Austria, così come nel Regno Unito. Allo stesso modo, anche gli Usa registrano migliaia di casi, soprattutto nello Stato di New York.

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