Coronavirus, in Francia oltre 300 morti in 24 ore. Philippe: “È appena cominciata”

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Secondo gli ultimi dati delle autorità sanitarie i contagi nel Paese sono 37.575 e le vittime 2.314. Il premier: “I primi 15 giorni di aprile saranno ancora più difficili. Il numero dei positivi raddoppia ogni 3-4 giorni”

"I primi 15 giorni di aprile saranno ancora più difficili degli ultimi 15 giorni". A dirlo è il premier francese Edouard Philippe, mentre nel Paese - secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie - i casi di contagio salgono a 37.575 e le vittime a 2.314 (319 nelle ultime 24 ore). I pazienti in rianimazione sono 4.273 (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - LE NOTIZIE DELLA FARNESINA SULLA FRANCIA - IL VIDEO DEL DRONE CHE MOSTRA PARIGI DESERTA DALL'ALTO - MACRON: LA FRANCIA È AL FIANCO DELL'ITALIA).

“Il numero dei casi raddoppia ogni 3-4 giorni”

"La battaglia è appena cominciata", ha aggiunto Philippe, spiegando che in Francia "il numero dei casi positivi raddoppia ogni 3-4 giorni, un ritmo rapidissimo. Siamo entrati in fase epidemica qualche giorno dopo l'Italia e la Spagna, le curve sono abbastanza simili. Il progresso è rapido ed avviene a un ritmo molto coerente" (LA DIFFUSIONE GLOBALE IN UNA MAPPA ANIMATA - AEROPORTI E STAZIONI VUOTI IN TUTTO IL MONDO - CALA L'INQUINAMENTO SULL'EUROPA: LE IMMAGINI DEL SATELLITE).

“Non ci sono stati ritardi nella decisione delle misure”

Il premier ha anche respinto le accuse sui ritardi delle misure restrittive, invitando a vedere "il momento in cui altri Paesi hanno preso questa decisione per confrontare": "Abbiamo deciso il confinamento quando è diventato necessario, quando la circolazione del virus ha motivato la nostra decisione". Al momento del confinamento, ha spiegato, "c'erano meno di 8.000 casi e meno di 200 morti. Non permetterò a nessuno di affermare che ci sono stati ritardi nella decisione". Quanto alle capacità nei reparti di rianimazione, "sono state aumentate da 5.000 a 10.000 letti", ha assicurato il premier, "grazie alla cancellazione" di interventi non urgenti e alla "mobilitazione di tutti gli ospedali". "Ora - ha concluso - vogliamo raggiungere un obiettivo di 14.000-15.000 letti in rianimazione su tutto il territorio nazionale".

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