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Incendio Notre-Dame, cos'è successo e quali sono le possibili cause

4' di lettura

La cattedrale parigina è stata divorata dalle fiamme a partire dalle 18:50 di lunedì, mentre erano in corso lavori di restauro. Il rogo ha fatto crollare la guglia e due terzi del tetto. Ancora ignote le cause, la Procura di Parigi indaga per disastro colposo

Un violento incendio ha devastato nella serata di lunedì 15 aprile la cattedrale di Notre Dame di Parigi (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA). Le fiamme, che hanno fatto crollare la guglia (VIDEO) e il tetto, sono state domate nella notte, dopo aver fatto temere che l'incendio avrebbe coinvolto l'intera cattedrale (LE FOTO DALL'INTERNO). Ma il segretario di Stato all'Interno francese, Laurent Nuñez, ha fatto sapere che il problema ora “è strutturale: sapere come la struttura resisterà al gravissimo incendio che ha subito". Le cause dell’incendio sono ancora ignote. La procura di Parigi ha aperto un’indagine per disastro colposo causato da incendio. Tra le ipotesi c’è quella che il fuoco sia divampato per via dei lavori di restauro che erano in corso intorno alla guglia. Il presidente francese Emmanuel Macron è arrivato con la moglie Brigitte a notte fonda davanti alla chiesa e ha elogiato i pompieri, "veri eroi" grazie ai quali è stato "evitato il peggio". Ha fatto poi una promessa: "La ricostruiremo, tutti insieme" (TESTIMONIANZE SOCIAL - LA CATTEDRALE PRIMA E DOPO - FOTO - GIORNALI FRANCESI).

L’incendio divampa alle 18:50

Dell’immenso rogo si sa che è iniziato alle 18.50 di ieri su un'impalcatura nello spazio fra la volta e il tetto, dov'erano in corso dei lavori di ristrutturazione per rinforzare il tetto della cattedrale. Si ipotizza che i lavori possano essere la causa dell'incendio. Le fiamme hanno rapidamente attaccato le travi di legno risalenti a 850 anni fa, così numerose da essere state soprannominate "la foret", la foresta. “Con Notre Dame brucia una parte di noi”, ha commentato il presidente francese Emmanuel Macron. Per domare l'incendio sono intervenuti oltre 400 pompieri, saliti sul tetto per preservare le due torri. Non si sono visti Canadair, perché lanciare bombe d'acqua dall'alto avrebbe potuto causare danni se possibile peggiori all'edificio.

Crollano la guglia e il tetto

Dopo circa un'ora, la guglia di Notre Dame, costruita nel 1860 e alta 45 metri, è crollata a causa delle fiamme (VIDEO), aprendo una voragine nella volta. Le immagini del cedimento della guglia, uno dei simboli di Parigi, hanno fatto il giro del mondo. I parigini si sono uniti ai turisti lungo la Senna e hanno seguito con apprensione l'incendio. Oltre alla guglia sono crollati anche circa due terzi del tetto. La volta della navata centrale della cattedrale ha ceduto in alcune sezioni e sul transetto, dove poggiava la guglia. Parti della struttura del tetto è rimasta bruciata, così come sono anneriti i rilievi in marmo.  

In tarda serata l’incendio è domato

Alle 22:50 i pompieri fanno sapere che “la struttura di Notre-Dame è salva e preservata nella sua totalità", ma l'entità dei danni e il loro impatto sulla stabilità dell'antico edificio sono ancora tutti da verificare. La volta della navata centrale è crollata, ma le torri sono salve. Diverse opere d'arte e reliquie sono state portate in salvo, tra cui il "Tesoro" della chies, ovvero la croce e l'altare centrale, sono rimasti miracolosamente intatti, e saranno portate al Louvre. Il presidente francese lancia una raccolta di fondi internazionale: in campo i big del lusso. La mattina seguente i vigili del fuoco di Parigi fanno sapere su Twitter che "dopo oltre nove ore di aspri combattimenti, quasi 400 vigili del fuoco a Parigi hanno domato il fuoco spaventoso. Due poliziotti e un pompiere sono rimasti leggermente feriti".

I dubbi sulla tenuta strutturale

Resta però ancora ignota la condizione dei meravigliosi rosoni e di tutte le vetrate policrome vecchie di secoli. Le prime immagini riprese dall'interno mostrano sezioni della volta, fra cui quella del transetto, crollate, dalle cui voragini si vede il bagliore del fuoco sul tetto. Ma, oltre al legno distrutto e ai danni del fumo, le alte temperature potrebbero aver compromesso la tenuta della pietra e del marmo, che, secondo gli esperti, tende a calcificarsi e a sbriciolarsi (L'INTERNO DOPO IL ROGO).

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