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Attentato Nuova Zelanda, il killer aveva pianificato un terzo attacco

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3' di lettura

Secondo quanto riferisce la polizia, Brenton Tarrant - autore della strage nelle due moschee di Christchurch – stava andando verso un altro luogo dove avrebbe presumibilmente continuato a uccidere

Brenton Terrant (CHI È), l'autore della strage di venerdì 15 marzo nelle due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, aveva pianificato un altro attacco: lo ha detto il capo della polizia, Mike Bush. Secondo le forze dell’ordine locali, il killer si stava dirigendo sul luogo del terzo attentato, già previsto, quando è stato arrestato. La polizia pensa di sapere quale fosse il terzo obiettivo del terrorista, ma Bush ha preferito non fornire ulteriori dettagli perché l'inchiesta è ancora in corso. Intanto, un uomo accusato di aver condiviso il video del massacro è stato incarcerato da un giudice in attesa della prossima udienza in tribunale in programma a metà aprile. Il 44enne dovrà rispondere di due capi d'accusa in seguito alla distribuzione del video dell'attentatore alla moschea di Al Noor e rischia 14 anni di carcere per ognuna delle accuse. (CHI SONO LE VITTIME - FOTO)

Celebrati i primi funerali, tra le vittime un bimbo di tre anni

Proprio mentre la polizia comunicava le intenzioni di Brenton Terrant, si sono svolti i funerali di alcune delle vittime del massacro. Le forze dell'ordine hanno poi diffuso i nomi di 21 delle 50 vittime che sono state ufficialmente riconosciute e identificate dai familiari: tra loro c'è anche un bambino di tre anni. Intanto, il primo ministro neozelandese, Jacinda Ardern, ha incontrato gli alunni di una scuola frequentata da alcuni ragazzi uccisi nella strage: "Questi sono avvenimenti che la Nuova Zelanda non conosceva, cose che nel nostro Paese non succedono mai", ha detto.

L’attentato di Terrant

Intorno alle 13:40 ora locale del 15 marzo, il 28enne australiano è entrato in azione riprendendo la strage in diretta streaming: il video, che è stato pubblicato su Facebook, è durato 17 minuti, ma è stato successivamente tolto dal social network (IL RACCONTO DI UN TESTIMONE). Brenton Terrant ha poi rivendicato gli attacchi lasciando un manifesto anti-migranti di 74 pagine in cui ha descritto le sue azioni come "una vendetta contro gli invasori" (IL VIDEO DELL'ARRESTO). Per il massacro ha usato "cinque armi, di cui due semi-automatiche e due fucili" e "aveva una regolare licenza per il possesso d'armi", ha spiegato la premier neozelandese Jacinda Arder. Sui caricatori delle mitragliatrici usate da Tarrant, insieme a quelli di altri estremisti, c’era anche il nome di Luca Traini.

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Data ultima modifica 20 marzo 2019 ore 12:00

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