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Etiopia e Cina fermano Boeing 737 max 8. Usa: "Modello resta idoneo al volo"

5' di lettura

L'Ethiopian Airlines per precauzione sospende voli dei modelli identici a quello che si è schiantato causando 157 morti, tra cui 8 italiani. Stessa decisione per i velivoli cinesi, indonesiani, mongoli e delle Cayman. Agenzia sicurezza europea: “Presto per decidere”

Etiopia, Cina, Indonesia, Mongolia e Cayman Airways lasciano a terra i Boeing 737 Max 8, ma non l'Europa e gli Stati Uniti. In attesa di capire cosa abbia causato lo schianto del velivolo decollato da Addis Abeba - in cui hanno perso la vita 157 persone di 35 nazionalità, tra cui anche 8 italiani che erano a bordo (LE FOTO) - alcuni Paesi scelgono di sospendere l'uso di quel modello di aereo (QUALI COMPAGNIE LO USANO). Alcuni, non tutti. L'Europa, infatti, fa sapere che è in corso il monitoraggio dei Boeing, ma "è troppo presto per fermare gli aerei". Per gli Usa invece il Boeing 737 Max resta idoneo al volo. Ad affermarlo è la Federal Administration Aviation, che si impegna ad agire successivamente se necessario: "Se identificheremo un problema che riguarda la sicurezza, la Faa agirà immediatamente". Intanto, Boeing affonda in Borsa: ha aperto a Wall Street in calo del 12,80%. Era dal settembre 2001 che non subiva un tonfo così pesante. E dalla compagnia fanno sapere che ci sono verifiche in corso per il possibile malfunzionamento dei 737 Max.

Trovate entrambe le scatole nere

Sono state nel frattempo recuperate entrambe le scatole nere del velivolo. Lo riferisce la compagnia aerea: i dispositivi sono in particolare il "registratore di voce della cabina di pilotaggio ed il registratore digitale dei dati di volo". "Si presume che la causa dell'incidente si trovi nei dati della scatola nera", ha spiegato la compagnia. Secondo una fonte della compagnia stessa, la prima scatola nera rinvenuta sarebbe però molto danneggiata: in queste ore una commissione di tecnici è al lavoro per esaminarla (LE FOTO DELLO SCHIANTO). I sospetti per l'incidente ricadono su un difetto nel software del 737 Max che gestisce i dati sul sistema di protezione del cosiddetto 'inviluppo di volo' che sarebbe la relazione fra l'angolo di attacco dell'ala, la velocità del velivolo e il flusso di aria che lo circonda. In particolare, secondo gli esperti, ci sarebbero forti analogie con l'incidente dell'ottobre 2018 in Indonesia a un altro Boeing 737 Max della Lion Air che ha provocato la morte di 189 persone a bordo (CHI ERA SEBASTIANO TUSA). In Italia, invece, la procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte dei nostri connazionali. Il procedimento, coordinato dal procuratore Giuseppe Pignatone, è al momento senza indagati e ipotesi di reato.  (TUTTI GLI INCIDENTI DELLA COMPAGNIA ETIOPE).

La ricostruzione dello schianto: cosa si sa finora

L'esame delle scatole nere servirà a far luce sull'incidente, su cui restano molti aspetti da chiarire. L'aereo è precipitato 6 minuti dopo il decollo da Addis Abeba. Secondo le prime indiscrezioni dopo l'incidente, il pilota aveva comunicato alcune difficoltà subito dopo il decollo, e chiesto il permesso di tornare indietro. Secondo il sito Flightradar24, che rileva e diffonde i dati sui voli di tutto il mondo, la velocità dell'aereo sarebbe stata instabile fin dal momento del decollo. Fondamentale per ricostruire la tragedia sarà anche l'analisi dei rottami recuperati, per stabilire in quante parti l'aereo si è spezzato nell'impatto, di verificare la posizione delle leve di comando e le condizioni delle parti meccaniche. Informazioni ulteriori si possono raccogliere analizzando i frammenti, individuando il modo in cui è avvenuta la rottura o come si sono deformati. Analisi come queste sono fondamentali perché permettono di capire se è avvenuto un cedimento strutturale oppure se l'aereo aveva assunto un particolare assetto, o ancora se è intervenuto un agente esterno. Dalle due scatole nere si possono recuperare i dati che permettono sia di ricostruire le ultime fasi del volo, sia di ascoltare voci e rumori nella cabina. La prima registra i parametri tecnici fondamentali fino a 20 o 30 ore di volo, come velocità, altitudine e condizioni dei motori al momento dell'incidente, temperatura e flusso del carburante. La seconda, invece, può contenere due ore di registrazione a bassa definizione e 30 minuti in alta definizione dei suoni in cabina.

Easa monitora

L'Europa al momento sceglie di non lasciare a terra i velivoli. L'agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) sta "monitorando da vicino" la situazione dopo l'incidente aereo. Lo ha detto un portavoce, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. È troppo presto per fornire indicazioni alle compagnie europee, o per agire. L'Easa è in contatto con l'autorità americana Federal Aviation Administration (Faa) e con le autorità etiopi. Dall'Italia arriva una nota di Air Italy, che in flotta ha 3 Boeing 737 Max 8. "Per la nostra compagnia aerea, la sicurezza dei nostri passeggeri è da sempre la principale priorità. Con riguardo al B737 Max 8 e a tutti gli aeromobili operativi in flotta, la compagnia si trova in piena conformità con le disposizioni delle autorità aeronautiche e alle procedure operative e direttive del costruttore. La compagnia è in costante contatto con le autorità e ne seguirà le direttive". L'Associazione nazionale piloti (Anp), però, ha richiesto all'Ente nazionale dell'aviazione civile (Enac) di intervenire su tutte le compagnie italiane che hanno in uso questa tipologia di aeromobile, "mettendo a terra le macchine e facendo i controlli necessari".

Non solo Etiopia

La compagnia di bandiera etiope, come ha reso noto la società in un tweet, scegli invece di bloccare Boeing 737 Max 8 in via precauzionale. Decisione analoga quella presa dalla Cina, tra i principali acquirenti di quell'aereo (VIDEO). La scelta avviene dopo i due incidenti occorsi a questo modello di aereo: oltre al volo della Ethiopian Airlines, a ottobre scorso, era precipitato in mare, pochi minuti dopo il decollo dall'aeroporto di Jakarta, anche un 737 Max 8 della compagnia aerea indonesiana Lion Air. E proprio l'Indonesia, insieme a Mongolia e isole Cayman, si aggiunge alla lista di Paesi che - in attesa di risposte -  ferma la sospensione del modello di aereo ora sotto esame. 

Data ultima modifica 11 marzo 2019 ore 21:03

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