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Aereo precipitato in Etiopia, a bordo 8 italiani: tra questi l’archeologo Sebastiano Tusa

Aereo caduto in Etiopia, 8 italiani fra le 157 vittime

4' di lettura

Otto i connazionali a bordo dell'aereo precipitato. Tra loro tre volontari di una onlus bergamasca, due ragazze che lavoravano all'Onu, il presidente della ong Cisp e rete LinK 2007, Paolo Dieci, e l'assessore ai Beni Culturali della Sicilia

Otto gli italiani nella lista delle 157 persone a bordo del volo dell'Ethiopian Airlines precipitato questa mattina, alle 8.44 locali, dopo essere partito dalla capitale etiope Addis Abeba con destinazione Nairobi (LE FOTO). Tra i nostri connazional sul velivolo c'erano 3 volontari di una onlus bergamasca, due ragazze che lavoravano all'Onu, il presidente della ong Cisp e rete LinK 2007, Paolo Dieci, e anche l'assessore ai Beni Culturali della Regione siciliana Sebastiano Tusa (CHI ERA), archeologo di fama internazionale, ex Sovrintendente del Mare della Regione. Tusa era diretto in Kenya per un progetto dell'Unesco: si era già recato nel Paese lo scorso Natale insieme con la moglie (IL DOLORE DELLA FAMIGLIA). "Oggi è un giorno di dolore - ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte -. Nell'aereo della Ethiopian Airlines precipitato dopo il decollo da Addis Abeba vi erano anche nostri connazionali. Ci stringiamo tutti ai familiari delle vittime rivolgendo loro i nostri partecipi, commossi pensieri". Cordoglio anche da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che si dice "profondamente addolorato". L'Italia, ricorda il capo dello Stato "guarda con riconoscenza all'impegno professionale e di vita" delle vittime (CINA E ETIOPIA BLOCCANO BOEING 737 MAX).

Musumeci conferma la morte di Tusa: "Perdo un amico"

"Ho ricevuto la conferma ufficiale dell'Unità di crisi del ministero degli Esteri: l'assessore Sebastiano Tusa era sull'aereo precipitato in Etiopia", ha dichiarato il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci in un messaggio di cordoglio. "Sono distrutto - ha aggiunto -. È una tragedia terribile, alla quale non riesco ancora a credere: rimango ammutolito. Perdo un amico, un lavoratore instancabile, un assessore di grande capacità ed equilibrio, che stava andando in Kenya per lavoro. Un uomo onesto e perbene, che amava la Sicilia come pochi. Un indimenticabile protagonista delle migliori politiche culturali dell'Isola" (CHI SONO LE VITTIME ITALIANE).

Sull’aereo c’era il presidente di Cisp e rete LinK 2007

Tra le vittime nel disastro aereo c’è anche Paolo Dieci, 56 anni, residente a Roma, presidente della ong Cisp e rete LinK 2007, un'associazione di coordinamento consortile che raggruppa importanti Organizzazioni Non Governative italiane, in particolare 14 ong: Cesvi, Cisp, Coopi, Cosv, Gvc, Icu, Intersos, Lvia, Medici con l'Africa Cuamm, Ccm, Elis, World Friendss, Ciai e Amref. Paolo Dieci era considerato un "leader" delle ong italiane, da anni impegnato nel mondo della cooperazione e dello sviluppo, docente nei master universitari in cooperazione internazionale di Pavia, Nairobi e Betlemme. Era sposato e padre di tre figli.

A bordo anche 3 volontari della onlus Africa Tremila di Bergamo

A bordo anche tre persone, due uomini e una donna, appartenenti alla onlus "Africa Tremila", che ha sede a Bergamo: il presidente Carlo Spini, 75 anni, medico in pensione residente a Sansepolcro (Arezzo), in viaggio con la moglie Gabriella Vigiani, infermiera, e il tesoriere Matteo Ravasio, un commercialista di 52 anni, residente a Bergamo. La coppia collaborava con l'associazione dal 2007 e andava spesso in Africa. La onlus infatti, fondata nel 1995, è molto attiva in progetti in varie zone dell'Africa per ospedali, ambulatori e pozzi per l'irrigazione. Fuori dall'Africa la Ong è impegnata in progetti in Asia (India) e in America Latina, a Cuba.

Tra le vittime due ragazze che lavoravano all'Onu

Fonti diplomatiche hanno riferito anche i nomi di altre tre vittime italiane: Rosemary Mumbi, Maria Pilar Buzzetti e Virginia Chimenti. Le ultime due, di 31 e 30 anni, erano entrambe residenti a Roma e lavoravano per il World Food Programme dell'Onu. Si trovavano sull'aereo della Ethiopian Arlines per recarsi a Nairobi dove avrebbero partecipato alla conferenza sul clima organizzato dalle Nazioni Unite. 

Data ultima modifica 10 marzo 2019 ore 20:30

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