Migranti, Merkel: collaboreremo con Italia. Conte: basta fare da soli

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Bilaterale a Berlino tra premier italiano e leader tedesca: "Potenziare Frontex e tutela frontiere esterne". Sul tavolo anche lavoro e lotta a povertà. Tensione tra Cancelliera e ministro dell’Interno Seehofer su respingimenti da luglio se non ci sarà accordo con Ue

Il tema migranti al centro dell'incontro bilaterale a Berlino tra Angela Merkel e Giuseppe Conte. I due leader hanno parlato in conferenza stampa prima del faccia a faccia e la Cancelliera ha promesso una collaborazione stretta con l'Italia sulla gestione dei flussi migratori (FOTO). Il premier italiano ha invece ribadito che l'Italia "non può continuare a fare da sola". Sul tema migranti (LO SPECIALE), intanto, è tregua in Germania fra Merkel e il suo ministro dell' Interno Seehofer sui respingimenti: entro due settimane serve un accordo Ue, altrimenti scatteranno. Ma il ministro li vuole automatici, la Cancelliera no.

Merkel promette collaborazione su migranti

"L'Italia è uno dei Paesi che accoglie e ha accolto molti migranti", intendiamo "collaborare molto strettamente" su questo tema, ha detto la Cancelliera aprendo la conferenza stampa. "Anche la Germania è colpita molto direttamente", dunque è interesse di tutti. "Su richiesta dell'Italia, vogliamo aiutare anche con la nostra solidarietà. La solidarietà in Europa è una cosa che la Germania accoglie a braccia aperte". Tra le priorità indicate dalla leader tedesca anche "potenziare Frontex e tutelare le frontiere esterne".

Conte: non possiamo continuare a fare da soli

Poi ha preso la parola il premier italiano che ha rimarcato: “Bisogna superare Dublino in favore di un nuovo approccio solidale, chi mette piede in Italia mette piede in Ue. L'Unione europea deve cambiare approccio. L'Italia non può continuare a fare da sola" sui migranti (VIDEO). "Servono adeguati meccanismi di solidarietà". La posta in gioco per l'Europa è altissima, i temi dell'immigrazione e della governance economica dell'Ue possono e devono essere occasione per pervenire a costruire un'Europa più forte e più equa che possa rispondere ai bisogni primari dei cittadini”. Il primo ministro italiano ha aggiunto che serve “la condivisione dei rischi in Ue, la convergenza in area Euro è insufficiente”. E uno dei possibili approcci condivisi può essere quello sulla Libia: "Dobbiamo continuare a lavorare per la stabilizzazione del Paese ed è fondamentale sostenere le autorità libiche nel contrasto ai network criminali che sfruttano l'immigrazione. Apprezziamo la disponibilità della Germania, ma anche in questo campo l'Europa deve dare prova di concreta solidarietà".

Le dichiarazioni sul tema lavoro

A Berlino Conte ha portato anche altre proposte, come quella di stanziare fondi europei ad hoc contro la povertà nell'Ue. "In sede di discussione del quadro finanziario faremo pesare la nostra voce per orientare i fondi europei verso misure di sostegno proprio a favore del'inclusione sociale". Conte ha rimarcato che un "tema cruciale del mio governo è la lotta alla povertà e il reddito di cittadinanza, la riforma dei centri per l'impiego, che si inseriscono in una serie di riforme strutturali. La nostra proposta sul reddito di cittadinanza va in questa direzione e l'Europa è essenziale. Dalla Germania possiamo prendere esempio sugli strumenti da utilizzare" (VIDEO). Su questo tema la Merkel ha aggiunto: "Sappiamo che l'Italia ha problemi con la disoccupazione giovanile, anche su questo è importante collaborare. Possiamo dare dei suggerimenti in base all'esperienza con l'unificazione tedesca. Si sono già incontrati i nostri ministri del Lavoro".

Tensioni Merkel-Seehofer su migranti

Intanto in Germania Angela Merkel deve fronteggiare il ministro dell'Interno Horst Seehofer, della Csu, che si è detto pronto ad avviare la preparazione della misura dei respingimenti dei migranti alle frontiere (LO SPECIALE). Senza un accordo Ue sul tema entro la fine di giugno, ha annunciato che la Germania renderà operativi i respingimenti. "Nel caso in cui l'accordo in Europa e con i partner non si possa trovare" entro il Consiglio europeo di fine mese, "non voglio iniziare il lavoro sui respingimenti a quel punto: voglio che la misura si debba solo applicare", ha spiegato. Secondo quanto annunciato, la polizia bavarese potrà fare i suoi controlli ai confini della Baviera, nell'ambito delle sue mansioni. Angela Merkel ha accettato la scadenza posta da Seehofer, di risolvere la questione entro le prossime due settimane con i partner europei. "Non vogliamo agire in modo unilaterale e senza accordo. Ci vuole un'intesa con gli altri partner europei”. Poi ha però escluso che vi sia un "avvio automatico" dei respingimenti alle frontiere tedesche a luglio. Dopo i colloqui a Bruxelles, il primo luglio la Cdu vuole consultarsi nel presidio "alla luce di quello che sarà stato raggiunto relativamente alle decisioni su come andare avanti", ha affermato.

Trump: non vogliamo che da noi accada come in Ue

Sulla questione immigrazione e sullo scontro politico in Germania sul tema è intervenuto a distanza anche Donald Trump, nella bufera negli Usa per la linea dura nei confronti dei migranti dal Messico. Il presidente Usa su Twitter ha scritto: "Il popolo della Germania si sta rivoltando contro la sua leadership proprio a causa dell'immigrazione che sta scuotendo la già debole coalizione di Berlino". In un secondo tweet il tycoon ha aggiunto: "Non vogliamo che quello che sta accadendo in Europa con l'immigrazione accada con noi".

Salvini: andrò in Libia

Intanto Matteo Salvini, che oggi ha proposto un censimento sui Rom in Italia, è tornato sulla questione del controllo delle frontiere, facendo riferimento ai recenti fatti della nave Aquarius: "Finalmente l'Italia è ascoltata in Europa e finalmente tutti dicono che l'Italia non può rimanere sola e bisogna controllare le frontiere". In precedenza, durante un colloquio con il Messaggero, il Mattino e il Giornale, aveva detto: "Serraj ha chiesto all'Italia un intervento: io e il governo ci saremo. Andrò presto in Libia per parlare con lui". Salvini ha anche annunciato una "collaborazione economica per investire in strade, infrastrutture, ospedali" ed è tornato ad attaccare le Ong: "Non sono generosi, cristiani, che salvano il prossimo, ma nascondono precisi interessi economici. Ecco perché continueremo a non far entrare le navi Ong e a dirottarle in altri Paesi".

Data ultima modifica 18 giugno 2018 ore 20:05

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