Summit Usa-Corea, Trump ottimista. Kim lo invita a Pyongyang

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"Andrà molto bene", ha affermato il presidente Usa durante il pranzo con il premier malese, Lee Hsien Loong, di cui è ospite. Secondo un quotidiano sudcoreano, che cita una fonte anonima, il leader nordcoreano avrebbe invitato il tycoon per un secondo incontro

Donald Trump si dice ottimista sull'imminente summit a Singapore con il leader nordcoreano Kim Jong-un: "Andrà molto bene", ha affermato durante il pranzo offerto dal premier malese, Lee Hsien Loong, di cui è ospite. “Apprezziamo la vostra ospitalità, la vostra professionalità e la vostra amicizia", ha aggiunto il presidente Usa sul supporto offerto dalla città del sud-est asiatico. Secondo un quotidiano sudcoreano, Kim Jong-un avrebbe invitato Trump a Pyongyang per un secondo incontro a luglio.

Lo storico incontro

"Grandioso essere a Singapore. C'è eccitazione nell'aria" ha scritto Trump su twitter quando mancano poche ore allo storico incontro tra Stati Uniti e Corea del Nord di domani, 12 giugno. Intanto i media di Pyongyang rilanciano con forza sui propositi di pace e sull'obiettivo della denuclearizzazione, spiegando che i due leader discuteranno “nuove relazioni”. Il segretario di Stato Usa Mike Pompeo ha spiegato che Washington resta impegnata sulla "completa, verificabile e irreversibile denuclearizzazione della penisola coreana".  Il vertice dovrebbe aprirsi subito con un faccia a faccia di due ore tra Trump e Kim, loro due da soli. Del resto le delegazioni di Stati Uniti e Corea del Nord, che nelle scorse settimane si sono ripetutamente incontrate al confine tra le due Coree, si sono sedute di nuovo allo stesso tavolo all'hotel Ritz-Carlton della città-Stato asiatica per discutere gli ultimi dettagli dell'evento. 

Secondo vertice a Pyongyang

Intanto il leader nordcoreano avrebbe invitato il presidente Trump a un secondo vertice a Pyongyang a luglio. Lo scrive il quotidiano sudcoreano Joongang Ilbo citando una fonte anonima nella città malese. L'invito sarebbe stato contenuto nella missiva consegnata dieci giorni fa alla Casa Bianca dal generale Kim Yong chol, l'ex capo dell'intelligence nordcoreana considerato il braccio destro di Kim.

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