Riforma del lavoro nello spettacolo, la proposta del Piccolo Teatro occupato

Lombardia

È stato consegnato oggi al relatore della VII Commissione Cultura del Senato, Roberto Rampi, il documento elaborato dal Parlamento Culturale Permanente che si è insediato dal 27 marzo scorso nel chiostro del Piccolo Teatro di Via Rovello a Milano

È stata consegnata oggi al relatore della VII Commissione Cultura del Senato, Roberto Rampi, la proposta di riforma del lavoro nello spettacolo elaborata dal Parlamento Culturale Permanente che si è insediato dal 27 marzo scorso nel chiostro del Piccolo Teatro di Via Rovello a Milano. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI)

La consegna della proposta di riforma

"Non vogliamo che tutto torni come prima, deve essere meglio", ha detto Ottavia Piccolo partecipando oggi alla consegna. "Aspettiamo una legge sul teatro da tanto tempo, c'è il sospetto – dice Piccolo - che ci sia stata fretta e che si voglia approvare qualcosa di non studiato mentre quanto successo al Piccolo in questo mese è stato un lunghissimo studio che ha portato a questo dossier".

"La grande sfida è dare ordine al caos, dare tutele a un lavoro che deve rimanere discontinuo ma non precario e questo è l'obiettivo", ha invece affermato Rampi. "Nelle parole ascoltate oggi ho ritrovato tanto della storia del Piccolo, che credeva nella cultura come trasformazione e conquista di diritti, che deve dare fastidio e disturbare, aprire territori nuovi – ha aggiunto Rampi spiegando che – Il Senato ha iniziato per la prima volta un lavoro congiunto di cultura e lavoro, ci siamo seduti insieme con tre proposte di legge depositate. È un fatto che la priorità sia questa".

Occupazione del Piccolo Teatro di via Rovello da parte dei lavoratori dello spettacolo, Milano, 27 marzo 2021. ANSA/ MOURAD BALTI TOUATI
Occupazione Piccolo Teatro di via rovello - ©Ansa

La proposta di riforma del lavoro nello spettacolo

approfondimento

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La proposta di riforma punta al riconoscimento per tutte le persone che lavorano nello spettacolo, con contratto subordinato o autonomo, della figura della lavoratrice e del lavoratore discontinua/o dello spettacolo, attraverso una riforma fiscale e previdenziale grazie alla quale avvenga sempre il collocamento in via esclusiva nel Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (F.p.l.s.), si migliorino tutele e prestazioni sociali e previdenziali (indennità di malattia, disoccupazione, infortunio, maternità, paternità, congedi, assegni familiari, lavori usuranti, etc) e si ristabiliscano requisiti consoni per il raggiungimento della pensione.

Uno sportello virtuale per semplificare le pratiche di assunzione

Creazione di uno Sportello Virtuale, all’interno del sito Inps sezione F.p.l.s., che rappresenti lo Strumento Ordinario per la semplificazione delle pratiche di assunzione diretta dei lavoratori, permettendo anche ai singoli cittadini, alle imprese che non abbiano come attività primaria lo spettacolo e gli eventi, agli enti pubblici e alla Pubblica Amministrazione, quindi tutti i soggetti non iscritti alla gestione ex-Enpals, di versare i contributi nel F.p.l.s qualora si avvalgano della prestazione di lavoratori ad esso iscritti.

Reddito di Continuità

Istituzione di un Reddito di Continuità che, riconoscendo il carattere discontinuo del lavoro nello spettacolo, introduca un sostegno compensativo per i periodi di inoccupazione, adeguato al costo della vita e calcolato in base a requisiti legati al numero delle giornate lavorative maturate nel F.p.l.s. e al reddito dei lavoratori (43 giorni negli ultimi 12 mesi o, in caso di non raggiungimento, 90 giorni negli ultimi 36 mesi, entro il limite di 40.000 € di reddito lordo nell'anno fiscale precedente).

Responsabilità occupazionale

Favorire politiche del lavoro secondo il principio della Responsabilità Occupazionale: grazie alla corretta collocazione nel F.p.l.s dei lavoratori in assunzione diretta e a misure di sgravi fiscali proporzionali per le imprese più virtuose, oltre ad aumentare il gettito contributivo nella cassa di riferimento, verrebbe garantito un maggior benessere dei lavoratori grazie al raggiungimento delle tutele, rilanciando qualitativamente il settore dello spettacolo.

Riordino normativo e fiscale

Modifica dell’attuale sistema del lavoro autonomo nello spettacolo, con un riordino normativo e fiscale studiato ad hoc, tenendo conto delle peculiarità uniche del lavoro nel settore. Partendo dal presupposto che la natura del lavoro nello spettacolo è quasi sempre subordinata, in quanto compresa all'interno di un processo produttivo che implica il coordinamento, la compresenza e il rispetto di una organizzazione con altre parti, quando così non fosse il ricorso alla partita iva deve essere una scelta e non una imposizione.

Inquadramento normativo dei formatori

Una normativa che inquadri al più presto sia professionalmente che fiscalmente la posizione della formatrice e del formatore delle Arti e delle Tecniche dello Spettacolo, attraverso l'istituzione di un nuovo codice di qualifica IVS nel F.p.l.s./Inps. È altresì necessario l’aggiornamento e il riordino di tutti i codici IVS all’interno dello stesso Fondo.

Attivazione Osservatorio nazionale e regionale

Attivazione, in tempi brevi, dell’Osservatorio Nazionale e degli Osservatori Regionali, per monitorare e analizzare le dinamiche dell’intero settore in ambito produttivo, formativo, legislativo, occupazionale e contrattuale, nonché per l’attivazione di corretti studi di categoria a fini giuridici.

Pari opportunità

Attivazione al più presto della Commissione per le Pari Opportunità, mettendo in atto misure che permettano di raggiungere un equilibrio di rappresentanza di genere in ogni settore delle Arti dello Spettacolo.

Erogazione e accessibilità dei fondi FUS

Rimodulazione dei criteri di erogazione e accessibilità dei fondi FUS secondo una logica di pluralismo, trasparenza e reale controllo, che tenga conto di una diminuzione netta dei requisiti minimi per facilitare l'accesso alle “prime istanze” e per le realtà che riescano a garantire la ridistribuzione dei fondi pubblici sul territorio, instaurando buone pratiche di circuitazione di produzioni non solo proprie, a tutela di equità, vivacità d’offerta e salvaguardia culturale.

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