Morto a Milano Nedo Fiano, uno degli ultimi sopravvissuti di Auschwitz

Lombardia
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NEDO FIANO SOPRAVISSUTO DI AUSCHWITZ (MILANO - 2002-01-23, Maurizio Maule) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate (FOTO D'ARCHIVIO - 2020-12-19, Maurizio Maule) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Padre del deputato Emanuele, aveva 95 anni. Nato a Firenze nel 1925, dopo essere stato rinchiuso con i suoi familiari nel campo di concentramento di Fossoli, viene deportato ad Auschwitz-Birkenau. Trasferito a Buchenwald viene liberato l'11 aprile 1945 dalle forze alleate. Il cordoglio delle istituzioni e del mondo politico

È morto a Milano Nedo Fiano, uno degli ultimi sopravvissuti di Auschwitz. Padre del deputato Emanuele, aveva 95 anni. "Papà ci ha lasciati. Ci rimarranno per sempre le sue parole e il suo insegnamento, il suo ottimismo e la sua voglia di vivere", scrive su Facebook il figlio, esponente del Pd. "Non avrò mai io la forza che ebbe lui e che lo fece risalire dall'abisso, ma da lui ho imparato che per le battaglie di vita e contro ogni odio bisogna combattere sempre. Questo ci ha insegnato la memoria che lui ha contribuito a diffondere. Sia lieve a papà la terra che lo accoglie e sempre su di noi la sua mano ci protegga", conclude.

La deportazione e la testimonianza della Shoah

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Nato a Firenze il 22 aprile 1925, dopo l'emanazione nel 1938 delle leggi antiebraiche Fiano è costretto ad abbandonare la scuola a 13 anni. Il 6 febbraio 1944, a 18 anni, la polizia fascista lo arresta mentre era in via Cavour a Firenze e lo rinchiude nel carcere della città, per poi essere trasferito nel campo di concentramento di Fossoli. Il 16 maggio 1944 viene deportato con i suoi familiari nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Trasferito dai nazisti in fuga nel campo di concentramento di Buchenwald, unico superstite della sua famiglia, viene liberato l'11 aprile 1945. "Ciò che ha connotato tutta la mia vita - sottolineava Fiano - è stata la mia deportazione nei campi di sterminio nazisti. Con me ad Auschwitz finì tutta la mia famiglia, vennero sterminati tutti. A diciotto anni sono rimasto orfano. Questa esperienza così devastante ha fatto di me un uomo diverso, un testimone per tutta la vita".

Il cordoglio delle istituzioni

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Su Twitter il ministro della Difesa Lorenzo Guerini manda "un abbraccio a Emanuele Fiano per la perdita del papà Nedo". Alle condoglianze si aggiunge Dario Franceschini, ministro per i Beni e le attività culturali: "Con grande dolore ho appreso della scomparsa di Nedo Fiano, un grande italiano che ha dovuto vivere le terribili conseguenze delle leggi razziali e l'orrore della deportazione nel campo di sterminio di Auschwitz". Lo ricorda anche il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano: "Con Nedo Fiano perdiamo un testimone della nostra storia. Ci ha insegnato l'importanza della memoria, ora tocca a noi tenerla viva". Il cordoglio del ministro per gli Affari regionali e Autonomie Francesco Boccia: "Oggi è un giorno triste perché piangiamo la scomparsa di un uomo straordinario come Nedo Fiano, instancabile testimone della Shoah dopo essere sopravvissuto a un campo di sterminio dove perse i suoi cari". Il presidente della Camera Roberto Fico: "Nedo Fiano dopo essere sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz ha dedicato la propria vita a testimoniare gli orrori della Shoah. Ci lascia oggi a 95 anni. Un abbraccio a Emanuele Fiano e a tutti i suoi cari". Come sottolinea la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova, Nedo Fiano è stato un "tenace ed instancabile testimone dell'atroce sterminio nazista nei campi di concentramento. Perché, com'era solito dire, 'Parlare è ridare la vita a chi non c'è più', a chi non era sopravvissuto".

Il ricordo di Giani, Nardella, Raggi e Zingaretti

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Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: "Se ne va un testimone autentico del Novecento, che ha conosciuto e ha saputo resistere all'orrore nazista. Punto di riferimento per le coscienze libere e interprete vero di libertà e democrazia". Il sindaco di Firenze Dario Nardella: "Ci lascia un altro instancabile testimone del nostro tempo, fulgida memoria delle atrocità di Auschwitz e dello sterminio degli ebrei, un cittadino fiorentino di nascita che è diventato un simbolo della Shoah e della necessità del ricordo". Anche la sindaca di Roma Virginia Raggi ricorda la sua figura: "È scomparso Nedo Fiano, uno degli ultimi sopravvissuti ad Auschwitz e testimone dell'Olocausto. Mi stringo al figlio Emanuele e a tutta la sua famiglia in questo momento di dolore". Così il presidente della Regione Lazio e segretario del Pd Nicola Zingaretti: "Con la scomparsa di Nedo Fiano, il mondo perde un uomo che dopo essere sopravvissuto all'orrore della Shoah, ha passato il resto della vita trasmettendo ai giovani il valore della memoria".

Il ricordo di Renzi e Boschi

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"Nedo Fiano era uno degli ultimi testimoni diretti di Auschwitz. La sua famiglia, venduta per qualche migliaio di lire da un delatore ai nazisti, fu sterminata nelle camere a gas. Lui si salvò miracolosamente". È il ricordo di Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che da sindaco di Firenze consegnò a Fiano il fiorino d'oro. "Non dimenticherò mai gli occhi di Nedo mentre parla degli occhi della sua mamma. Oggi Nedo ha chiuso gli occhi per sempre. Oggi i miei occhi sono pieni di lacrime. Benedico il giorno che ti ho incontrato e ti dico grazie, caro Nedo. Sei stato un gigante nella tua vita. E sei stato meraviglioso nell'accettare di rivivere il dolore di Auschwitz per educare le nuove generazioni. Per dare loro speranza. Per insegnare a tutti noi che dire 'Mai più' è un dovere. Ciao Nedo, grazie". A ricordare la sua figura anche la presidente dei deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi: "Voglio esprimere cordoglio alla sua famiglia, in particolare a Emanuele, con la consapevolezza che scompare l'uomo, ma non la sua vita, la dolorosa memoria e la sua preziosa testimonianza. Aver conosciuto Nedo Fiano è sicuramente uno dei ricordi più preziosi".

Dureghello (comunità ebraica di Roma): "Mi piange il cuore"

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"Mi piange il cuore. Ha avuto la forza di raccontare l'orrore a intere generazioni. Un esempio di vita per tutti noi", ha detto la presidente della comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello. Roberto Cenati, il presidente dell'Anpi di Milano: "Finché le forze glielo hanno consentito si recava nelle scuole a testimoniare sui crimini e le nefandezze commesse dal nazifascismo. Lo ricorderemo sempre con affetto, commozione, con riconoscenza".

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