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Lombardia Film Commission, gip boccia richiesta di perizia sul capannone a Cormano

Lombardia

L'istanza era stata avanzata dai legali dei revisori contabili per la Lega Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, arrestati lo scorso settembre

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Il gip di Milano Giulio Fanales ha rigettato la richiesta, avanzata dai legali dei revisori contabili per la Lega Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, di una perizia volta ad accertare il valore dell'immobile comprato per 800 mila euro da Lombardia Film Commission, al centro dell'inchiesta che ha portato i due professionisti ed altri ai domiciliari. Il giudice nel provvedimento spiega la bocciatura motivandola con una questione giuridica: si esclude nel caso specifico, infatti, "la ricorrenza di un'ipotesi di perizia 'di lunga durata'".

La vicenda

"Prima di parlare di appropriazione di denaro pubblico", aveva scritto l'avvocato Piermaria Corso nell'istanza, è "rilevante" accertare l'entità della somma che sarebbe stata fatta uscire dalle casse di Lombardia Film Commission. Per l'aggiunto Eugenio Fusco e per il pm Stefano Civardi, però, il valore attuale dell'immobile è irrilevante perché è "con il versamento della somma di 800.000 euro", ossia col prezzo della vendita del dicembre 2017, "che si realizza il peculato". La difesa, a fondamento della sua richiesta, aveva sostenuto la ricorrenza di un'ipotesi prevista nel codice di procedura penale, "ovvero il caso della perizia che, se fosse disposta nel dibattimento, ne potrebbe determinare una sospensione superiore a sessanta giorni".

Il parere del gip

Per il giudice, invece, "a prescindere da ogni valutazione in punto di rilevanza della prova richiesta", non si tratta di un accertamento di lunga durata. Bisognerebbe analizzare "un singolo complesso immobiliare" e le "opere di ripristino eseguite comunque in tempi relativamente recenti". E gli accertamenti, "salvo l'inevitabile sopralluogo presso l'immobile", si potrebbero basare "su documenti già acquisiti agli atti" o "comunque agevolmente reperibili mediante accesso alle banche dati pubbliche, oppure ai pubblici registri". E quindi la stessa richiesta potrà essere avanzata nell'eventuale processo, senza che lo blocchi per più di 60 giorni.