Milano, statua di Montanelli imbrattata: perquisizione della Digos

Lombardia
©Ansa

La vicenda risale alla notte tra il 13 e 14 giugno 2020. Ritrovata la carta di credito con la quale sono state acquistate le bombolette di vernice

Nell'ambito dell'inchiesta per l'imbrattamento della statua di Indro Montanelli (STATUA RIPULITA), avvenuto nei giardini di via Palestro a Milano tra il 13 e 14 giugno 2020, questa mattina la Digos di Milano ha eseguito una perquisizione nei confronti di uno studente universitario, A. M. di 21 anni, che fa parte del gruppo Lume (Laboratorio universitario metropolitano) affiliato all'area antagonista milanese.

La perquisizione

Durante l'operazione, è stata rinvenuta la carta di credito con la quale sono state acquistate le bombolette di vernice. Non solo. Sono state anche rilevate che le impronte del giovane ora indagato, coincidono con quelle trovate su una delle bombolette usate assieme a barattoli di vernice. L'operazione di oggi "ha una valenza di politica giudiziaria" in quanto dimostra come gli uomini della Digos "non hanno mai abbandonato - fa notare il pm Nobili - le indagini finalizzate alla identificazione dei responsabili di un fatto apparentemente lieve ma di assoluta gravità, anche a livello internazionale, attesa la notorietà del giornalista".

La statua del rivoluzionario Sarkana

Intanto, una statua in ferro dedicata al rivoluzionario anti-colonialista africano presidente del Burkina Faso, Thomas Sankara, è stata installata ieri proprio nei giardini di via Palestro da esponenti dell'area antagonista fra cui il Centro sociale Cantiere e il Comitato per non dimenticare Abba. L'opera - è stato spiegato dagli ideatori - è stata scolpita da Mor Talla Seck, senegalese della Black Diaspora Art. Una targa riporta una citazione dello stesso Sankara: "Dobbiamo decolonizzare la nostra mentalità e raggiungere la felicità". L'installazione si è svolta nell'ambito della chiamata alle arti 'Decolonize the city' e segue la decorazione 'Black lives matter' dipinta nel campo da Basket del parco Sempione, la rinomina di Corso Colombo in 'Corso Resistenza Indigena'. "Sankara - è stato detto - è un simbolo che parla della realtà dello sfruttamento coloniale e neocoloniale europeo in Africa, ma anche della resistenza e della liberazione del Burkina Faso e del continente. Questa statua è un atto di condivisione di sapere, un modo per affermare che non esiste un'unica memoria, un'unica storia e un'unica verità". La scelta del luogo è stata fatta in polemica con le posizioni del giornalista Indro Montanelli.

Le proteste

Immediata la protesta dell'assessore lombardo alla Sicurezza e all'Immigrazione, Riccardo De Corato, che già sabato aveva stigmatizzato l'iniziativa: "I no global hanno agito indisturbati, con il volto nascosto dai passamontagna, e hanno persino trasmesso su Facebook la diretta di quanto stavano facendo. Con l'arroganza di chi è sicuro che nessuno li avrebbe contestati e che le forze dell'ordine non sarebbero intervenute per interrompere questo gesto illegale compiuto in un luogo pubblico. Purtroppo, è andato a vuoto il mio appello ai vertici delle forze dell'ordine affinché impedissero questo scempio. Nonostante fosse stato preannunciato, e persino in piena emergenza Covid-19, le forze dell'ordine non sono intervenute".

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