Rissa in movida a Milano, pm: ultrà potrebbe colpire ancora

Lombardia

Secondo la richiesta della procura, Alessandro Caravita, figlio dello storico fondatore e capo dei Boys della curva dell’inter, deve restare in carcere. Il giovane è stato anche indagato nell’inchiesta sugli scontri tra ultras nerazzurri e napoletani del 26 dicembre 2018

Alessandro Caravita, 20enne figlio di Franco, storico fondatore e capo degli ultrà dei Boys della curva dell'Inter, deve restare in carcere perché potrebbe commettere altre aggressioni. Il giovane era stato fermato per aver accoltellato un 25enne nella notte tra il 5 e il 6 giugno in Corso Garibaldi, luogo della movida di Milano. Questa è la richiesta formulata dal pm Roberto Fontana, che stamani ha inoltrato all'ufficio gip l'atto con cui si chiede la convalida del provvedimento e la misura cautelare a carico del giovane. 

La richiesta della procura

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Nella richiesta della procura si dà conto che Caravita è stato anche indagato per rissa aggravata nell'inchiesta sugli scontri tra ultras nerazzurri e napoletani del 26 dicembre 2018, nel corso dei quali perse la vita Daniele Belardinelli, travolto da un suv guidato da un ultrà del Napoli. Il giovane, nell'indagine sull'accoltellamento, condotta dai carabinieri, è accusato di tentato omicidio e porto del coltello a serramanico. Il pm ha evidenziato il pericolo di reiterazione del reato e l'interrogatorio di garanzia davanti al gip dovrebbe tenersi tra domani e dopo domani.

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