Scade taglio delle accise sul gasolio, da domani rischio rincari per il prezzo del diesel
EconomiaIntroduzione
Il governo guidato da Giorgia Meloni ha deciso di non prorogare il taglio delle accise sul gasolio in scadenza oggi, dunque da domani il diesel potrebbe essere leggermente più costoso. A certificare la fine dello sconto è la Gazzetta ufficiale di oggi, 7 novembre, nella quale non c’è traccia di un'estensione della misura varata lo scorso 28 ottobre per far fronte al caro carburante. Dunque il prezzo del gasolio alla pompa potrebbe salire di circa 4,9 centesimi.
Quello che devi sapere
La situazione dei prezzi del carburante
La situazione dei costi dei carburanti rimane tesa: in base al rilevamento di oggi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio dei carburanti in modalità self-service lungo la rete stradale nazionale ha raggiunto quota 2 euro per la benzina (2,001 euro al litro), mentre è a 2,224 euro per quanto riguarda il diesel. Invece sulla rete autostradale il prezzo medio self-service registrato è stato di 2,029 euro per la benzina e 2,277 per il gasolio. Tuttavia, grazie al price cap cui hanno aderito le principali compagnie, i prezzi self-service restano sotto i 2 euro per la benzina e i 2,2 per il gasolio in gran parte della rete stradale.
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Le decisioni del governo Meloni
È questo dunque il contesto nel quale l’esecutivo ha deciso di non prorogare il taglio delle accise sul diesel. In ogni caso l’attenzione del governo non sembra essere diminuita: venerdì la premier Giorgia Meloni durante la sua visita agli stand di Eicma, il salone internazionale delle due ruote in corso alla Fiera di Milano Rho, ha detto che sul costo della benzina "ci stiamo lavorando, su poche cose lavoro come su questo".
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Cosa prevedeva il taglio delle accise
Il taglio delle accise sul diesel era stato deciso lo scorso 28 ottobre, con durata fino al 7 novembre compreso. Nel decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale si leggeva che "al fine di compensare le maggiori entrate dell'imposta sul valore aggiunto rispetto all'ultima previsione, derivanti dall'aumento del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio greggio, per il periodo dal 28 ottobre 2026 al 7 novembre 2026, l'aliquota di accisa sugli oli da gas o gasolio è rideterminata nella misura di 632,90 euro per mille litri". In pratica 4 centesimi circa al litro, che diventavano circa 4,9 centesimi IVA compresa. Per la copertura si era provveduto con "con quota parte, pari a 38,7 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal 1° settembre al 30 settembre 2026 in relazione ai versamenti periodici dell'imposta sul valore aggiunto".
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Adusbef: "I prezzi possono calare ancora"
Adusbef, commentando il mancato rinnovo della misura da parte del governo, ha detto che nonostante l’addio all’ultimo taglio delle accise "l’andamento delle quotazioni petrolifere degli ultimi giorni apre uno spiraglio alla possibilità di ulteriori cali alla pompa indipendentemente dallo sconto fiscale". Il presidente Antonio Tanza ha sottolineato che "lo stop allo sconto arriva in un momento in cui le quotazioni petrolifere stanno registrando un deprezzamento che apre le porte ad una possibile riduzione dei listini alla pompa. Rispetto a fine ottobre, quanto il prezzo ha superato i 117 dollari al barile, il Brent è calato in pochi giorni del 16,2%, e seppur le quotazioni del petrolio non siano l'unica componente che determina l'andamento dei prezzi dei carburanti, si tratta di un segnale economico importante".
Le misure per il contrasto del caro carburanti
Se da una parte è arrivata la fine dello sconto sulle accise per il diesel, dall’altra nei giorni scorsi sono diventate operative le misure messe in campo dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste per contrastare l'impennata dei costi energetici e tutelare la competitività delle aziende italiane. Il piano dell'agenzia governativa Agea punta su due distinte tipologie di agevolazioni fiscali nel corso del 2026 per contrastare il caro carburanti: la prima basata sul credito d'imposta (varata a inizio anno e attiva fino a fine anno) e la seconda, del 30 settembre scorso, strutturata come contributo a fondo perduto per un importo di 60 milioni di euro.
Il contributo a fondo perduto
Per quanto concerne il contributo a fondo perduto, con il plafond complessivo di 60 milioni di euro è stata garantita, come spiegato da Agea, "alle imprese agricole la possibilità di chiedere il rimborso del 20% sui costi dei carburanti acquistati tra il primo giugno e il 15 ottobre 2026. C'è tempo fino al 20 novembre 2026". Trattandosi di "un trasferimento economico diretto, le domande devono essere presentate esclusivamente tramite il portale Sian, utilizzando il modello predisposto dall'Agenzia e indicando le fatture relative alle spese ammissibili".
Il credito d'imposta sul gasolio
Invece per quanto concerne il credito d'imposta sul gasolio, Agea ha fatto sapere che "è stata pubblicata la percentuale - pari al 17,40% - sulla quale è stata impostata la compensazione da parte dell'Agenzia delle Entrate. Sulla base delle domande ricevute, infatti, è stato riparametrato l'importo del plafond pari a 89.800.000 euro e l'Agenzia ha elargito 89.798.632,69 euro". Per gli incentivi sotto forma di credito d'imposta sul gasolio - vale a dire l'acquisto di carburante nel periodo compreso tra l'1° marzo e il 31 maggio 2026 - Agea ha infine ricordato che la presentazione delle domande è scaduta il 30 settembre 2026 ma che l'utilizzo del credito è impiegabile in compensazione entro il 31 dicembre 2026.
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