Carburanti, Eni e Q8 prorogano tetto ma non escludono modifiche. Cosa succede ai prezzi
Le misure per contrastare il caro carburante e le risorse che servono per sostenere famiglie e imprese sono tra i temi più caldi in vista della prossima Manovra. Per non far lievitare ancora di più i prezzi di benzina e gasolio, per ora, ci si affida alle iniziative commerciali private: le compagnie, però, non escludono rialzi futuri. Anche di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24, nella puntata del 26 ottobre
IL CARO CARBURANTI
- Le misure per contrastare il caro carburanti, con la necessità di reperire le risorse che servono per sostenere famiglie e imprese, rappresentano uno dei temi più caldi in vista della prossima Manovra del governo Meloni. E mentre il diesel resta ai massimi storici, per ora per non far lievitare ancora di più i prezzi alla pompa di benzina e gasolio ci si affida alle iniziative private delle compagnie petrolifere. Anche di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24, nella puntata del 26 ottobre.
LE INIZIATIVE PRIVATE
- Da Eni a Q8, per contenere i costi del carburante per ora ci si affida alle iniziative commerciali private. Venerdì 23 ottobre, Eni ha annunciato: “Confermiamo che manterremo il concetto di price cap fino a fine anno. Per quando riguarda il suo livello, attualmente a 2,25 euro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina (come annunciato a inizio ottobre), monitoreremo le dinamiche di mercato e di prezzo, nonché le forniture effettivamente disponibili in rapporto alla nostra struttura logistica, per valutarlo nel corso del periodo".
Q8
- Ieri è arrivato anche l’annuncio di Q8, che ha seguito Eni ma ha messo in chiaro una postilla non indifferente. Q8 ha deciso di prorogare fino al 31 dicembre 2026 l'applicazione del price cap sui prezzi di benzina e gasolio, si legge in una nota. Poi la precisazione: la prosecuzione dell'iniziativa "avverrà secondo un approccio modulare” e Q8 Italia "si riserva di definire le modalità applicative della misura, tenendo conto dell'evoluzione del mercato e delle condizioni di approvvigionamento". In altre parole: il tetto potrebbe saltare se la crisi peggiorasse.
LE SCADENZE DEGLI SCONTI
- Considerando gli annunci fatti dalle società sulle proprie iniziative, ecco qual è il panorama delle scadenze dei prezzi calmierati: Eni e Q8 fino al 31 dicembre 2026, Ip e Tamoil per ora continuano a dire “fino a ottobre”.
I DISTRIBUTORI
- Un distributore su tre, dunque, continuerà ad avere gli sconti fino alla fine di dicembre. Gli altri, invece, non lo sappiamo ancora.
I COSTI
- Tutto questo ha un costo per le compagnie, a fronte di utili molto importanti. Secondo i numeri dichiarati da Eni, la stima dei costi delle misure messe in atto dalla società da marzo a fine anno è di circa 700 milioni di euro.
I PREZZI
- I prezzi medi di benzina e gasolio si stanno stabilizzando, ma a livelli molto alti. Se i privati non dovessero più contribuire, comunque, lo Stato potrebbe tornare a ridurre le accise visto che - anche con i prezzi di oggi scontati e con meno carburante venduto - continua a guadagnarci: fa degli “extraprofitti”, perché questi sono prezzi comunque più alti rispetto a quelli stimati all’inizio dell’anno e di conseguenza il gettito dell’Iva che il governo incassa è maggiore delle attese.
I CONSUMI
- Quanto questo rialzo dei prezzi sta incidendo nelle scelte di consumo degli italiani? Guardando ai consumi di carburante a settembre 2026, rispetto al settembre dell’anno prima, vediamo che salgono i consumi di benzina e scendono quelli di diesel.