Carovita in Italia, 9 persone su 10 riducono i consumi: le spese più tagliate

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Mentre i rincari investono ogni aspetto della vita quotidiana - dalle bollette ai carburanti al cibo a molti altri prodotti e servizi - la maggior parte degli italiani fa i conti con i tagli alle spese e con nuove strategie per cercare di contenere i consumi. Secondo Confesercenti, “oltre nove persone su dieci hanno ridotto i consumi o adottato strategie di risparmio per fronteggiare i rincari”. I tagli coinvolgono anche il settore alimentare, con il carrello della spesa che si svuota sempre di più: come mette in evidenza l’Istat, che ha diffuso i dati sulle vendite al dettaglio di settembre, con i prezzi alle stelle l’unico modo per risparmiare è ridurre le quantità (anche di cibo).

Quello che devi sapere

Almeno nove italiani su dieci riducono i consumi

Una fotografia su come gli italiani stanno reagendo alla minore capacità di spesa – e quindi su come stanno modificando le loro abitudini sui consumi - arriva da Confesercenti: secondo le stime dell’associazione, sulla base di un sondaggio con Ipsos, la riduzione dei consumi o le strategie per risparmiare riguardano oltre nove persone su dieci.

 

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Le stime

“Il carovita modifica le abitudini di acquisto degli italiani: oltre nove su dieci hanno ridotto i consumi o adottato strategie di risparmio per fronteggiare i rincari di alimentari, energia e carburanti, e intendono continuare a farlo. Una tendenza che rischia di tradursi in 1,4 miliardi di euro di consumi in meno nel trimestre in corso”, è il quadro che emerge.

 

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Il sondaggio

Il sondaggio è stato condotto su un campione di 800 persone tra i 18 e i 65 anni. I risultati “confermano e purtroppo rafforzano i segnali di difficoltà emersi dai dati su inflazione e Pil pubblicati dall'Istat”, sottolinea Confesercenti. Da quanto emerge, sempre più italiani stanno cambiando abitudini tra “economie quotidiane e acquisti rinviati”.

I dati Istat sulle vendite al dettaglio di settembre

Con i prezzi in aumento, infatti, ridurre le quantità è la strategia che molti italiani stanno adottando (anche sul cibo): in altre parole, come confermano i dati Istat sulle vendite al dettaglio di settembre, i prezzi salgono e il carrello della spesa si svuota sempre di più.
 

In generale, rispetto a settembre del 2025, le vendite hanno registrato una crescita dell'1,6% in valore - tenendo quindi conto anche dell'aumento dei prezzi - ma un calo dello 0,1% in volume. Un andamento che si riscontra sia nel settore degli alimentari, in cui i consumi sono aumentati dell'1,7% in valore e diminuiti dello 0,1% in volume, sia nei non alimentari (consumi +1,5% in valore e -0,2% in volume). Guardando al confronto mensile, il calo delle vendite di cibo è ancora più evidente: -0,3% in volume rispetto ad agosto.

 

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Le spese più a rischio

L’analisi di Confesercenti, al di là del cibo, mostra quali siano i settori in cui gli italiani stanno tagliando maggiormente le spese. "Il 53% prevede risparmi sulla ristorazione, il 44% sulle consumazioni al bar e il 41% sulle vacanze. Cresce la ricerca di sconti e il ricorso all'usato", emerge dal sondaggio con Ipsos.

Ristorazione, bar e vacanze

Secondo l’analisi, quindi, "a finire più frequentemente sotto la forbice sono ristorazione, bar e vacanze”. Secondo Confesercenti, queste sono le spese più a rischio in base alle risposte emerse nel sondaggio:

  • il 53% degli intervistati prevede di cercare risparmi su pranzi e cene fuori casa, ristorazione e consegne a domicilio;
  • il 44% degli intervistati pensa di tagliare colazioni, caffè, aperitivi e altre consumazioni al bar;
  • il 41% ha risposto che sta pensando di tagliare vacanze e soggiorni;
  • il 34% punta sui tagli ad abbigliamento e calzature.

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Le intenzioni di risparmio

Confesercenti sottolinea anche come negli ultimi tre mesi dell'anno, rispetto al trimestre precedente, “le intenzioni di risparmio risultano più diffuse soprattutto per bar e vacanze, mentre restano sostanzialmente stabili per ristorazione e abbigliamento. Solo il 4% dichiara di non prevedere riduzioni delle spese, mentre il 5% non sa ancora".

I tagli già in atto

Ma gli italiani non stanno solo pensando di spendere meno in futuro, alcuni tagli – secondo Confesercenti – sono “già in atto”. “Il 93% degli intervistati ha cercato di contenere una o più voci del bilancio familiare negli ultimi tre mesi. Il 52% è intervenuto su ristorazione e delivery, il 39% sulle consumazioni al bar, il 34% su vacanze e soggiorni e il 33% su abbigliamento e calzature", emerge dall’indagine.

Spese tagliate anche su:

  • "gite e viaggi brevi (32%);
  • servizi per la persona come parrucchiere, barbiere ed estetista (31%);
  • attività culturali e ricreative (29%)".

Inoltre, c’è chi ha cercato di fare economia in casa: “Il 29% ha cercato di contenere i consumi di luce, gas e acqua e il 26% la spesa alimentare e le bevande per il consumo domestico". 

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Cambiano “le strategie delle famiglie”

Le risposte degli intervistati mostrano anche come stiano cambiando "le strategie delle famiglie":

  • "il 66% cerca più spesso offerte, promozioni e sconti;
  • il 56% ha puntato a ridurre gli sprechi e utilizzare meglio ciò che acquista;
  • il 41% ha scelto prodotti o servizi meno costosi;
  • il 41% ha rimandato acquisti importanti, lavori o altre spese".

Inoltre:

  • "il 35% ha acquistato meno prodotti o utilizzato meno servizi;
  • il 21% ha rinunciato del tutto ad alcuni acquisti o servizi;
  • il 32% ha riparato o riutilizzato ciò che già possiede;
  • il 27% ha cambiato negozio o fornitore per trovare prezzi più convenienti;
  • il 19% ha preferito prodotti usati o ricondizionati".

Le differenze sul territorio

Il sondaggio Confesercenti-Ipsos mostra anche come “la revisione delle abitudini di spesa assume forme diverse sul territorio". Ecco alcuni esempi: "Negli ultimi tre mesi, nel Nord-Est la ricerca di risparmio sull'abbigliamento ha coinvolto il 41% degli intervistati, contro il 33% nazionale. Nel Centro è stato più diffuso il rinvio di acquisti importanti, lavori e altre spese, indicato dal 47% contro il 41% della media nazionale, mentre si è cercato meno frequentemente di risparmiare sulla ristorazione: il 43%, contro il 52%. Nel Mezzogiorno si è puntato maggiormente sulla riduzione degli sprechi e su un migliore utilizzo di ciò che si acquista, strategia adottata dal 61% rispetto al 56% nazionale".

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Le differenze per età

Per fronteggiare il carovita, anche i più giovani rivedono le proprie abitudini: "Tra i 18-34enni solo il 3% dichiara di non aver modificato le scelte di spesa negli ultimi tre mesi. Il 37% ha acquistato meno prodotti o utilizzato meno servizi, contro il 33% dei 35-65enni. Più frequente anche il ricorso a prodotti usati o ricondizionati, preferiti dal 23% dei giovani rispetto al 17% della fascia adulta. Guardando alle intenzioni di spesa, inoltre, il 34% dei 18-34enni prevede di cercare risparmi sull'abbigliamento, contro il 27% che lo ha fatto nei tre mesi precedenti".

Confesercenti: “Difendere il potere d'acquisto e sostenere i consumi”

Nico Gronchi, presidente di Confesercenti, ha commentato quanto emerso dal sondaggio: "Il cambiamento delle abitudini di spesa delle famiglie conferma quanto sia urgente difendere il potere d'acquisto e sostenere i consumi. I rincari degli energetici e le tensioni sugli alimentari assorbono sempre più spazio nei bilanci familiari: ogni euro in più destinato alle bollette e alle spese fisse è un euro in meno disponibile per gli altri acquisti. Le rinunce e i rinvii che emergono dall'indagine si traducono in minori opportunità di lavoro anche per le imprese del commercio, della ristorazione e del turismo di prossimità, che allo stesso tempo si trovano a fronteggiare crescenti costi a causa del caro-energia". Poi ha ribadito: “Restituire capacità di spesa alle famiglie è essenziale per far ripartire la domanda interna e dare prospettive di crescita alle nostre attività".

 

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