Lo speciale sulla Manovra finanziaria 2027
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Manovra 2027, le Regioni all'unanimità: "Risorse insufficienti per la sanità"

Economia

È scontro col governo sui finanziamenti previsti dalla manovra. I governatori chiedono più fondi per il Servizio sanitario nazionale. Il ministro Schillaci rivendica gli oltre 20 miliardi in più stanziati dal 2022 e ricorda che nel 2027 il Fondo sanitario nazionale raggiunge 146 miliardi di euro

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Le Regioni bocciano all'unanimità le risorse destinate alla sanità dalla manovra 2027 e chiedono al governo un incremento del Fondo sanitario nazionale. La posizione è emersa durante la seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, convocata per fare il punto sulla legge di Bilancio in vista dell'avvio dell'iter parlamentare. La posizione dei governatori di centrodestra e centrosinistra è netta: "Le risorse previste in manovra sulla sanità sono insufficienti". È questa la linea emersa all'unanimità dalla Conferenza delle Regioni, che ha chiesto al governo "un incremento del fondo sanitario nazionale". La richiesta arriva mentre si apre il confronto parlamentare sulla legge di Bilancio e riguarda la capacità delle risorse stanziate di sostenere il sistema sanitario pubblico e le sue necessità.

Schillaci difende la manovra: "Il Fondo è al livello più alto"

Di fronte alle critiche delle Regioni, il ministro della Salute Orazio Schillaci rivendica gli stanziamenti previsti dal governo e respinge le contestazioni sui finanziamenti. "In questa manovra non c'è la parola 'tagli' e per il governo la salute non è voce di spesa ma un investimento. La salute non è terreno di partita elettorale. Ci sono più di 20 miliardi dal 2022 e nel 2026 l'aumento del Fondo sanitario è il più alto in assoluto. Il fondo è al livello più alto e continua a crescere. Nel 2027, in manovra ci sono 146 miliardi per il Fondo sanitario nazionale e il voucher è un segnale che va dove serve, agli anziani. È vero che per la sanità i fondi non bastano mai, ma c'è consapevolezza della congiuntura". Il ministro è intervenuto durante il question time alla Camera, ribadendo la linea dell'esecutivo sulla crescita delle risorse destinate alla sanità.

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Giani: "Si smantella il sistema universalistico"

Tra le voci più critiche c'è quella del presidente della Toscana Eugenio Giani, che considera il voucher destinato agli over 75 un cambiamento profondo nell'organizzazione della sanità italiana. "Prevedere per legge nella manovra un voucher fino a 300 euro che gli over 75 saranno portati a spendere nel privato, crea un rapporto diretto fra l'utente e la clinica privata, modificando uno dei pilastri della sanità italiana", afferma Giani, che parla di un passaggio storico dopo la legge 833 del 1978. Il presidente toscano sottolinea che il sistema sanitario italiano integra già le strutture private, ma attraverso strumenti di controllo e programmazione pubblica, come gli accreditamenti e le convenzioni. Con il nuovo meccanismo, invece, verrebbero spostati 1,6 miliardi di euro in un circuito che mette in relazione diretta il cittadino e la struttura privata, "fuori dalla programmazione pubblica". "Se accettiamo questa deriva, quest'anno si parte con 1,6 miliardi, il prossimo anno diventeranno tre. Auspico che su questo ci sia una battaglia comune di tutte le Regioni", aggiunge. Giani contesta anche la consistenza delle risorse effettivamente disponibili per il Fondo sanitario nazionale. La Toscana aveva chiesto circa 7 miliardi di euro, mentre lo stesso Schillaci aveva indicato un fabbisogno di 5 o 6 miliardi per il prossimo anno. "Non ci possono dire che ci sono 3,4 miliardi sommando il miliardo dei voucher, perché quello è un capitolo a parte gestito fuori dal sistema. La realtà è che nel Fondo sanitario ci sono solo 2,4 miliardi, oltre a quello già previsto dalla manovra dello scorso anno". Una cifra che, secondo il governatore, non sarebbe sufficiente neppure a coprire gli aumenti legati ai rinnovi contrattuali recentemente sottoscritti dal governo, che dovrebbero invece essere finanziati con risorse dedicate ed esterne al Fondo.

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De Pascale: "Il bonus alla sanità privata è aberrante"

Anche il presidente dell'Emilia-Romagna Michele de Pascale critica duramente le scelte dell'esecutivo. "La manovra è molto grave", afferma, evidenziando che il problema non riguarda soltanto la quantità di risorse disponibili, ma anche le decisioni politiche sulle modalità di finanziamento. "Ciascuno dei bonus iniqui che si stanno commentando rappresentano tagli ai servizi fondamentali", sia per la sanità sia per la scuola. Ancora più duro il giudizio sul voucher destinato alle strutture private, definito "il più vergognoso di tutti, aberrante". De Pascale annuncia quindi l'intenzione di chiedere agli altri presidenti di Regione una posizione comune da presentare al governo: "Chiederò a tutti i presidenti di Regione di avanzare una richiesta all'unanimità al governo per trasformare il bonus sanità privata in finanziamento alla sanità pubblica". Il presidente dell'Emilia-Romagna sottolinea inoltre che nessuna Regione, comprese quelle amministrate da Fratelli d'Italia, aveva chiesto l'introduzione di un bonus per la sanità privata. E conclude: "Se la richiesta è quella di finanziare la sanità privata, non servono più le Regioni e non serve più il sistema sanitario nazionale".

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