Lo speciale sulla Manovra finanziaria 2027
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Manovra 2027, tagli scuola: 7mila docenti e Ata in meno. Opposizioni e sindacati attaccano

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Come evidenzia la relazione tecnica che accompagna il disegno di legge di Bilancio, approvato il 28 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri, dal prossimo anno scolastico 2027/28 scatterà una riduzione degli organici nella scuola che investe sia docenti sia impiegati del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata). Con il ritorno sui banchi, il 1° settembre, ci saranno 4.925 posti in meno nell'organico dell'autonomia scolastica e 2.049 in meno nel comparto Ata. In totale i tagli riguardano 6.974 unità. 

Quello che devi sapere

Tagli scuola, "risparmi per 252 milioni dal 2028"

Il documento che quantifica i posti in meno inseriti all'articolo 66 del Ddl Bilancio calcola risparmi di 83,9 milioni di euro per il prossimo anno e di 251,7 milioni annui a partire dal 2028.

 

Per approfondire: Manovra 2027, stretta su rivalutazione pensioni e cedolare solo su nuovi contratti

M5S: "Piazze chiedono più scuola pubblica, Meloni taglia 7mila posti"

Sui tagli agli organici nella scuola, opposizioni e sindacati partono all'attacco. Il Movimento Cinque Stelle parla di "vergogna assoluta". "Non ci si può credere. Vedere che in manovra Giorgia Meloni taglia 7mila posti agli organici della scuola pubblica, tra docenti e personale Ata, il tutto dopo averne già tagliati altri 7mila nella scorsa manovra, è agghiacciante", afferma il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini che aggiunge: "Significa farsi beffe ancora una volta del mondo della scuola che ieri è sceso in piazza pacificamente per chiedere più scuola pubblica". Duro è il commento anche della senatrice pentastellata Barbara Floridia: "Altro che misura transitoria come disse all'epoca Giuseppe Valditara. Anche questa volta il governo ha mentito. È uno scandalo di proporzioni enormi di fronte al quale le proteste degli studenti non solo sono legittime, sono sacrosante. Il mondo della scuola non merita questa umiliazione, la cui responsabilità è tutta sulle spalle di Meloni".

 

Per approfondire: Manovra 2027, le principali misure

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Pd: "Governo fa cassa sulla scuola"

Sulla stessa linea è la critica del Partito Democratico che accusa il governo di "fare cassa" sulla scuola pubblica. "Se consideriamo anche la mannaia della legge di bilancio 2025, parliamo di 15mila posti spariti: un colpo durissimo. Vuol dire meno tempo scuola soprattutto per i ragazzi più fragili o nelle aree più difficili. Vuol dire segreterie o istituti in affanno", attacca la deputata Anna Ascani. E Irene Manzi, responsabile nazionale scuola dei Dem rincara: "Due anni fa il ministero ci rassicurava parlando di una 'misura transitoria'. Oggi scopriamo che il transitorio è diventato strutturale e che il taglio raddoppia. È la conferma di quanto denunciamo da tempo: per questo governo la scuola non è un investimento, ma un bancomat da cui prelevare a ogni legge di bilancio".

 

Per approfondire: Manovra, la Carta del Docente diventa Carta dei Servizi: novità e cosa cambia

Tagli scuola, Cisl: "Il governo li ritiri subito"

Critiche piovono anche dai sindacati con la Cisl che esprime "netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di taglio degli organici della scuola e ne chiede il ritiro". Di fronte al disagio delle nuove generazioni, alle povertà educative e alle crescenti difficoltà del lavoro scolastico, servono investimenti e personale, a partire da docenti e Ata e non certamente tagli", sottolinea in una nota la segretaria generale Daniela Fumarola che poi chiede al governo un confronto sul tema: "L'istruzione è una priorità strategica per il Paese: ridurne le risorse significa indebolire i diritti dei giovani, la coesione sociale e le prospettive di sviluppo. La disponibilità della Cisl al dialogo richiede risposte concrete: se i tagli saranno confermati, sosterremo tutte le necessarie iniziative di mobilitazione della categoria".

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Confsal: "Governo cancelli inaccettabili tagli a personale scolastico"

Per la Confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori (Confsal), il provvedimento "va nella direzione opposta rispetto alle reali esigenze della scuola". "Non si può chiedere alle istituzioni scolastiche di affrontare responsabilità sempre maggiori, garantire inclusione, qualità dell'offerta formativa e servizi efficienti e, contemporaneamente, ridurre le risorse professionali necessarie ad assolvere tutte queste funzioni", si legge nella nota.    

Prc: "Piazze chiedono risorse all'istruzione, il governo taglia"

Da sinistra attacca Rifondazione Comunista che bolla i tagli sulla scuola come una mancata risposta alle manifestazioni del 30 ottobre. "Maggiori investimenti per la scuola è stata una delle rivendicazioni che è risuonata più forte. La risposta che il governo dà a tutto questo è avvilente", afferma in una nota Salvatore Romeo, responsabile Scuola Prc.

 

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