Carrello della spesa, rincari del 30% in 5 anni: stangata da record per olio e caffè
EconomiaIntroduzione
Una dettagliata analisi de Il Sole 24 Ore ha preso in considerazione un paniere classico di 31 prodotti indicativi della spesa settimanale di una coppia con un figlio. La simulazione mostra un aumento da 100 a 129,5 euro. Tra i beni più colpiti il caffè e l’olio extravergine. Crescita di oltre il 45% per zucchine e pomodori. Più costosi espresso e panino al bar.
Quello che devi sapere
Cosa succede
A luglio l’indice FAO dei prezzi alimentari internazionali ha raggiunto quota 131,1 punti (+0,6% su giugno), toccando il livello più alto da inizio 2023. Il dato è lontano dal picco storico registrato a marzo 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina (quando superò quota 160), ma è evidente che le crisi globali stanno pesando sulle spese di ogni giorno.
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Carrello più caro del 30%
Il carrello della spesa in Italia in cinque anni è cresciuto del 29,5%, un valore di molto superiore a quello dell'inflazione registrata nello stesso periodo (21%) con picchi per i prezzi degli ortaggi (+39% per quelli più usati in cucina), del caffè (+51%) e dell'olio extravergine (+47%). Secondo l'indagine del quotidiano economico, per i pomodori, uno dei prodotti più utilizzati, si spende il 45% in più, per le patate il 44% e per le melanzane il 41%.
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Il paniere considerato
Il paniere de Il Sole 24 Ore si limita a 31 prodotti indicativi della spesa settimanale di una coppia con un figlio. Il carrello di questa spesa tra il 2021 e il 2026 è passato da 100 a 129,5 euro, un rincaro in linea con l'inflazione alimentare calcolata dall'Istat nello stesso periodo (30%) ma superiore all'inflazione generale (21%).
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Il caso della frutta
Per la frutta il rincaro registrato dall'Istat è del 28,6% mentre per Il Sole 24 Ore è del 14% perché considera nel paniere solo mele e banane, i frutti più acquistati, mentre crescono soprattutto i prezzi delle fragole (+48%), dei limoni (+37%) e delle arance (+31%).
Gli aumenti
Il Sole 24 Ore segnala che l'inflazione colpisce anche la colazione con una crescita del 21% per il prezzo del del latte e del 27% per quello di yogurt, merendine e biscotti. Crescono oltre l'inflazione media generale anche i prezzi di alcuni prodotti essenziali per la spesa quotidiana come le uova (+43%), il riso (+44%), il pane (+28%) e la passata di pomodoro (+26%) ma anche quello medio della pasta (+24%) e del tonno in scatola (+25%). Per la carne bovina il rincaro in cinque anni è del 31%, per il pollo del 33,7% mentre per il prosciutto cotto si limita al 21,5%, sostanzialmente in linea con l'inflazione generale nel periodo.
Stabile solo il vino
L'aumento più contenuto tra i 31 prodotti analizzati dal quotidiano economico è quello per il vino da tavola, rincarato solo dell'1,8%, molto al di sotto della media dell'inflazione generale.
Come cambiano le abitudini di spesa
È cresciuta secondo l'indagine anche la percentuale delle famiglie che dichiara di aver ridotto la quantità o la qualità dei prodotti acquistati: è passata del 24,3% nel 2021 al 31%.
Le altre spese frequenti
Secondo l’indagine, in questi 5 anni non sono aumentati solo i prezzi del carrello della spesa ma anche quelli di altre spese frequenti come il caffè al bar (da una media di 1,07 euro a 1,30, +21%), per un panino al bar (+21%) e per il taglio dei capelli (+14% per il taglio da donna, +11% per quello da uomo).
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I trasporti
Anche la mobilità è colpita dai rincari: per gli spostamenti verso il lavoro si registra un +12,7% per la benzina self-service e un +10% per i biglietti del trasporto pubblico locale, con costi in crescita anche per autorimesse (+13%) e manutenzione dell’auto (+20%).
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